Si sente parlare spesso di allergia al nichel, ma di cosa si tratta realmente e quali sono i rischi? Sono circa 18 milioni gli italiani che soffrono di allergia al nichel, ovvero il 32% della popolazione. Chi soffre di questo disturbo sono in prevalenza le donne (il triplo rispetto agli uomini).
Facciamo chiarezza riguardo una condizione comune nella popolazione, ma per cui spesso è difficile reperire informazioni chiare e semplici da seguire. Preoccupazione e sconforto spesso accompagnano l’approccio all’alimentazione “senza nichel” … Ma deve essere davvero così? Scopriamolo insieme…
Cos'è l'allergia al nichel?
L’allergia al nichel è una reazione allergica comune che si verifica in seguito al contatto con oggetti contenenti nichel. Il nichel è un metallo presente naturalmente nell’ambiente, in vari alimenti, nell’acqua e in numerosi prodotti di uso quotidiano.
Frequentemente si fa molta confusione riguardo alle allergie e alle intolleranze alimentari, a volte non sappiamo nemmeno con sicurezza a chi bisogna rivolgersi, quali test fare per avere una diagnosi attendibile e, soprattutto, come comportarsi una volta scoperta l’allergia.
Bisogna fare riferimento innanzitutto al proprio medico di famiglia o pediatra che, in caso di sospetta allergia, ci potrà indirizzare a seconda dei casi da un allergologo, da un immunologo, da uno pneumologo, da un gastroenterologo o, come spesso capita nel caso dell’allergia al nichel, dal dermatologo, poiché in genere il primo sintomo e il più evidente nel suo manifestarsi, è la dermatite da contatto.
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L’allergia al nichel si manifesta in prevalenza nei soggetti di genere femminile, probabilmente proprio a causa del fatto che le donne di solito indossino gioielli e utilizzino prodotti cosmetici più frequentemente rispetto agli uomini. Questo perché abbiamo a che fare con un’ allergia di accumulo, ovvero un tipo di allergia che si manifesta quando si supera una certa soglia dell’allergene all’interno dell’organismo: più entriamo in contatto con prodotti e ingeriamo alimenti che contengono nichel, più aumenta la percentuale di questo metallo nell’organismo, scatenando così la sintomatologia.
Forme di allergia al nichel
L’allergia al nichel viene classificata in 2 forme: allergia o dermatite da contatto e allergia sistemica.
- Allergia o dermatite da contatto (ACD): Nel primo caso, i sintomi che si manifestano sono esclusivamente cutanei, come dermatite, orticaria, prurito o lesioni cutanee. Questa forma allergica è definita dermatite da contatto (ACD - Allergic Contact Dermatitis).
- Allergia sistemica (SNAS): Nel caso dell’allergia sistemica, invece, ai sintomi cutanei (non sempre presenti) si affiancano anche sintomi extra cutanei, ad esempio:
- gastrointestinali (dolore addominale, diarrea, gonfiore addominale, meteorismo, acidità, nausea, ecc.);
- respiratori (rinite e asma);
- neurologici (mal di testa);
- generalizzati (febbre, fibromialgia, dolore articolare, fatica cronica, ecc.).
Mentre l’allergia al nichel può essere generalmente gestita evitando il contatto diretto con il nichel, la SNAS richiede un approccio più olistico che include modifiche dietetiche e, talvolta, interventi medici.
Nel caso di allergia da contatto, l’intervento e la modifica dell’alimentazione in favore di una dieta a ridotto contenuto di nichel non sono necessari. Al contrario, è necessario intervenire anche a livello alimentare nel caso di allergia sistemica, per favorire la remissione dei sintomi e il benessere del paziente.
Sintomi dell'allergia al nichel
L’allergia al nichel o sensibilità al nichel è un’allergia dose-dipendente, il manifestarsi dei sintomi e dei disturbi è legato al superamento di una soglia, ossia all’assorbimento di una quantità giornaliera di nichel superiore ai 250-350 µg. I sintomi si manifestano in maniera tardiva, ossia generalmente dopo almeno 24 ore dal superamento della soglia o dall’assunzione massiccia del minerale.
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Sintomi Cutanei
L’allergia al nichel si può sviluppare dopo ripetuti o prolungati contatti cutanei con oggetti metallici. La fase acuta della dermatite è caratterizzata da eritema, edema, vescicole, mentre la fase cronica da cute secca e fissurata. Le sedi più comunemente colpite sono le pieghe dei gomiti, il collo, l’interno coscia, il palmo delle mani, i margini laterali delle dita e le piante dei piedi.
Sindrome da Allergia Sistemica al Nichel (SNAS)
Oltre a una manifestazione di tipo cutanea, il nichel può provocare anche risposte extra-cutanee come:
- sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, gonfiore e tensione addominale, stipsi, pirosi)
- sintomi respiratori (rinite e asma)
- sintomi neurologici (cefalea, capogiri e vertigini)
- sintomi generali (febbre, fibromialgie, artralgie, sindrome da stanchezza cronica, insonnia).
Quando sono presenti più tipologie di sintomi si parla di sindrome da Allergia Sistemica al Nichel (SNAS).
Diagnosi dell'allergia al nichel
Per diagnosticare la dermatite dovuta al nichel si ricorre al patch-test epicutaneo. È l’unico test specifico e attendibile per l’ ACD, esplora le reazioni locali di ipersensibilità ritardata, cellulo‐mediata. Il test riproduce la circostanza di un’esposizione della persona al metallo, cioè il contatto cutaneo.
La sindrome di allergia sistematica al Nichel (SNAS) può essere diagnosticata grazie a un innovativo test: Test per l’intolleranza al Nichel. Attraverso un piccolo campione ematico e in pochi minuti, ci permette di valutare la presenza o meno di nichel nel sangue e la sua positività comporta la definizione della sindrome conclamata. A questo punto, il soggetto va trattato da un punto di vista alimentare, per ridurre il più possibile la concentrazione di Nichel e permettere alla sintomatologia di migliorare o addirittura scomparire.
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Fonti di nichel
Il nichel è un minerale ubiquitario nell’ambiente, ovvero è presente in acqua, suolo e atmosfera.
Le principali fonti di questo minerale che possiamo incontrare ogni giorno sono:
- acciaio inossidabile (recipienti, utensili e pentolame in acciaio);
- bigiotteria;
- accessori con parti metalliche (es. occhiali, bottoni, cinture, chiavi, monete);
- tinture per ceramiche, porcellane e vetro;
- alcuni cosmetici e saponi;
- fumo di sigaretta (1-3 µg per ogni sigaretta);
- acqua del rubinetto;
- prodotti conservati in lattina (legumi, conserve, tonno, ecc.);
- terreno di coltivazione*.
*il contenuto di nichel può variare in base al tipo di terreno, all’impiego di fertilizzanti sintetici e pesticidi, alla contaminazione del suolo con rifiuti industriali o urbani e alla distanza da fonderie.
È importante conoscere le principali fonti di nichel in maniera da limitarne il contatto e l’utilizzo, per quanto possibile, e valutare criticamente il manifestarsi dei propri sintomi, in quanto la manifestazione e l’intensità dei disturbi varia da persona a persona.
Essendo il nichel molto presente nell’ambiente e negli alimenti, non sarà possibile escluderlo completamente (non esiste una dieta a zero contenuto di nichel), tuttavia, è possibile scegliere gli alimenti in maniera da ridurne l’apporto quotidiano.
Dieta a basso contenuto di nichel
La dieta a basso contenuto di nichel è cruciale per le persone con allergia al nichel. Questa allergia si manifesta quando la quantità di nichel nel corpo supera una soglia individuale, comportandosi come un’allergia da accumulo. La dieta low nichel si concentra sull’eliminazione o sulla riduzione dei cibi ad alto contenuto di nichel per un periodo iniziale, seguito da una reintroduzione graduale.
Nel caso di allergia sistemica è opportuno imparare a organizzare la propria alimentazione quotidiana cercando di limitare l’assunzione del minerale contrastando la manifestazione dei sintomi.
Nonostante esista in letteratura una classificazione dei cibi in base al loro contenuto di nichel, è importante sapere che la quantità può variare in base ai processi produttivi e trasformazione che l’alimento ha subito (es. terreno di coltivazione, acqua per irrigazione e lavaggio, contatto con macchinari o contenitori metallici, trasporto, ecc.).
In una dieta a basso contenuto di nichel è importante tenere sotto controllo la quantità di nichel assunta giornalmente con gli alimenti. L’effetto detox (disintossicante) si manifesta gradualmente, con una lenta regressione della sintomatologia. I risultati possono essere evidenti dopo almeno due mesi d’applicazione.
Esistono diverse tabelle di riferimento che possono essere d’aiuto nella gestione della terapia dietetica. Se ne trovano di svariate, per varie ragioni spesso contrastanti. In Italia, una delle più complete e aggiornate è quella consultabile in questo link.
Come regola generale, il nichel è più abbondante in cibi di origine vegetale (circa quattro volte superiore rispetto a quelli di origine animale). Opinione unanime si riscontra su uova, carne e latticini, considerati a basso contenuto di nichel in tutti gli elenchi consultabili. Sul pesce, diverse notizie contrastanti per motivi evidenti (differenze geografiche, metodi dall’allevamento, inquinamento delle acque ecc.). Per questo, in generale, nello scegliere i cibi, è buona regola far riferimento alla tollerabilità individuale.
Alimenti da evitare
Ecco riassunte alcune accortezze da mettere in atto per rendere l’ALIMENTAZIONE POVERA DI NICHEL:
- Evitare i cibi considerati ad alto contenuto di nichel: arachidi, fagioli, lenticchie, soia, avena, cacao (e cioccolato), noci e nocciole, farina e cereali integrali.
- Evitare gli integratori vitaminici contenenti nichel.
- Evitare il cibo in scatola (tonno, aringhe, sardine, legumi, ecc.).
Alimenti consigliati
- Preferire il consumo di cereali raffinati e non integrali, come riso, frumento raffinato e il consumo di patate.
- Molte verdure sono ben tollerate, come cavoli, broccoli, carote, zucca e cetrioli, o la frutta come banane, mele e agrumi.
- Tè e caffè possono essere consumati, ma con moderazione.
- Preferire cibi quali il riso bianco, la pasta di semola (non integrale), l’ olio extravergine d’oliva, le olive, le patate, i cetrioli, le banane, le mele e gli agrumi (tutti!), le uova, il latte ed i derivati (se non intolleranti), yogurt intero, ceci (sono gli unici legumi ben tollerati).
- Consumare cibi ricchi di vitamina C, in grado di contrastare l’assorbimento del nichel a livello dell’intestino. Tra gli alimenti a basso contenuto di nichel, gli agrumi (arancia, limone, mandarini, pompelmo ecc.) risultano essere ricchissimi di vitamina C.
Consigli aggiuntivi
- Evitare utensili nichelati per cucinare o servire le pietanze.
- Evitare di bere (o di utilizzare per cucinare) la prima acqua che esce dal rubinetto la mattina, meglio lasciarla scorrere un po’.
- Evitare Il fumo di sigaretta, ogni sigaretta contiene 1-3 μg di nichel.
- Consumare cibi ricchi di vitamina C e cibi ricchi di ferro.
- Lasciar scorrere l’acqua del rubinetto prima di consumarla o utilizzarla per preparazioni. Si consiglia di non bere e non utilizzare la prima acqua che esce dal rubinetto la mattina.
- Evitare di incorrere in anemia da carenza di ferro, bilanciando bene l’assunzione con la dieta di questo minerale ed aumentandone l’assorbimento. L’organismo in presenta carenza di ferro tende ad accumulare maggiori quantità il nichel.
- Smettere di fumare. Ogni sigaretta contiene 1-3 μg di nichel.
N.B.: la miglior o peggior tolleranza agli alimenti è variabile da persona a persona, per cui prima di escludere completamente un alimento, valutare la risposta individuale.
Cibi ricchi di ferro e vitamina C
N.B.: Per contrastare l’assorbimento del nichel a livello intestinale è importante consumare cibi ricchi di ferro e evitare di incorrere in carenza (o anemia da carenza di ferro), in quanto l’organismo tenderebbe ad assorbire maggiormente il nichel. Al contrario, un buono stato del ferro e dell’emoglobina sfavoriscono l’assorbimento del nichel.
Anche l’abitudine di inserire ai pasti cibi ricchi di vitamina C garantisce una buona protezione in tal senso, favorendo anch’essa l’assorbimento del ferro.
Cibi ricchi di FERRO (e a ridotto contenuto di nichel):
- verdure verdi scuro in foglia (rucola, radicchio, spinaci, bieta, cavolo nero, cicoria, cime di rapa, asparagi, ecc.);
- ceci;
- fichi secchi, albicocche disidratate.
Come arricchire i pasti di VITAMINA C?
- aggiungere del succo di limone/arancia o fettine di arancia alle insalate di rucola, spinacino, ecc.;
- aggiungere una fettina di limone nell’acqua che utilizzi durante il pasto;
- terminare il pasto con una mela o una pera, o aggiungerle alle preparazioni;
- inserire ai pasti delle verdure ricche di carotene, come le carote, peperoni, pomodori;
- aggiungere alla colazione o agli spuntini i frutti di bosco;
- anche le verdure contengono vitamina C, no stress!
Inoltre, anche ammollare i legumi secchi e i cereali molto a lungo, fino alla germogliazione, favorisce la biodisponibilità del ferro e degli altri micronutrienti. Prima di utilizzarli è importante sciacquali bene eliminando l’acqua di ammollo!
Altri consigli utili
- Chi soffre di dermatiti da contatto deve evitare di indossare indumenti o gioielli che contengono nickel e deve porre particolare attenzione alla bigiotteria, usare quella esente da nickel (bracciali, orecchini, collane, orologi, occhiali…)
- Evitare il contatto della pelle con le parti metalliche degli indumenti come cerniere, bottoni.
- Attenzione alle tinture per capelli “fai da te” e agli smalti, spesso contenenti nickel
- Leggere le etichette dei prodotti come creme e saponi: alcune linee specifiche hanno eliminato il nickel dal ciclo produttivo. Tuttavia, quando si prova un prodotto nuovo è sempre meglio fare un piccolo test in una zona poco esposta per essere sicuri.
- Maneggiare le monete per lo stretto necessario
- Non fumare: fumando, il nickel viene a contatto della bocca, ma anche dell’apparato respiratorio e in breve tempo di tutto il circolo sanguigno.
- Abbandona la sedentarietà, abituati a camminare o pedalare tutti i giorni per almeno 40 minuti al dì.
- Utilizzare curcuma e zenzero nelle preparazioni quotidiane (es. tisane, minestre, zuppe), per sfruttare il loro potere antiossidante e antinfiammatoria.
- Nel caso di DAC (Dermatite da Contatto), evitare il contatto con gioielli, monete, cerniere ecc., ovvero con tutte le parti metalliche di oggetti di uso comune. Scegliere cosmetici per il viso (creme, make up ecc.), per il corpo (crema, detergenti ecc.) e per la casa (detersivi vari), bio e “Nichel free“.
Tabella riassuntiva: Allergia vs Intolleranza al Nichel
Di seguito trovi una tabella riepilogativa che mette in luce, in modo chiaro e sintetico, le principali differenze tra allergia e intolleranza al nichel. Potrai così riconoscere rapidamente le caratteristiche peculiari di ciascuna condizione, facilitando una migliore comprensione e gestione della tua alimentazione e del tuo benessere quotidiano.
| Caratteristica | Allergia al Nichel | Intolleranza al Nichel (SNAS) |
|---|---|---|
| Tipo di Reazione | Reazione immunitaria | Reazione sistemica non immunitaria |
| Sintomi Principali | Dermatite da contatto, prurito, eruzioni cutanee | Disturbi gastrointestinali, sintomi neurologici, stanchezza |
| Causa | Contatto diretto con oggetti contenenti nichel | Ingestione di alimenti contenenti nichel |
| Diagnosi | Patch test | Test per l’intolleranza al nichel |
| Trattamento | Evitare il contatto con il nichel | Dieta a basso contenuto di nichel, gestione dei sintomi |
L'importanza del supporto del nutrizionista
Vivere con un’allergia al nichel può essere impegnativo, ma non devi affrontarla da solo. Conoscere quali alimenti scegliere e quali evitare è fondamentale per migliorare la qualità della tua vita e alleviare sintomi fastidiosi o dolorosi.
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