La malattia di Crohn (MdC) è una patologia infiammatoria cronica a eziologia sconosciuta, che può interessare qualunque tratto dell’apparato digerente, dalla bocca all’ano. La patogenesi sembra essere di tipo immunitario, geneticamente determinata, che porta a reazioni abnormi nei confronti di antigeni, presenti nel lume intestinale, in particolare quelli della normale flora batterica.
La malattia di Crohn è più frequente nei Paesi industrializzati. In Italia l’incidenza stimata è di circa 4 nuovi casi ogni 1.000.000 di persone all’anno e la prevalenza di circa 50 Pazienti su 100.000 persone, con una leggera preferenza per il sesso femminile. L’età d’esordio presenta due picchi (tra i 15 e i 30 anni e tra i 50 e i 60 anni). Il decorso è cronico ricorrente, con periodi di remissione e di attività e tendenza a recidivare. La recidiva più pericolosa è quella che accade dopo gli interventi chirurgici di resezione, che sono spesso necessari.
Sintomi e Manifestazioni del Morbo di Crohn
I sintomi presentano una marcata variabilità individuale, legata alle differenze di sede della malattia (ileo, colon, tenue, retto), al tipo di lesioni, se infiammatorie, stenotiche o fistolizzanti, e all’estensione delle lesioni stesse. I Pazienti possono presentare dolore, diarrea, vomito, febbre, astenia, calo ponderale.
Bisogna considerare le manifestazioni extraintestinali, che sono numerose: artropatia periferica, eritema nodoso, episclerite, ulcere aftose orali, colangite sclerosante primitiva (CSP), Pyoderma Gangrenosum, spondilite anchilosante, sacroileite, psoriasi, artrite psoriasica, uveite anteriore, irite, oltre ai sintomi di malassorbimento, legati alla patologia di base.
La sede della patologia, la sua estensione e le caratteristiche spiegano il diverso grado dei deficit nutrizionali, da quelli assenti o di poco conto a quelli invalidanti.
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Deficit Nutrizionali nel Crohn
Nel morbo di Crohn che colpisce il tenue, con o senza interessamento del colon (che è la maggioranza dei casi), si possono avere deficit calorico-proteici anche molto gravi, specialmente dopo estese o multiple resezioni chirurgiche del tenue. Si può arrivare alla “sindrome dell’intestino corto” (meno di 100 cm di tenue), che spesso richiede una nutrizione enterale (NE) e, nei casi più gravi, parenterale totale (TPN, Total Parenteral Nutrition). A monte delle stenosi, i batteri possono aumentare di numero e compromettere il normale assorbimento. In età pediatrica, la malattia di Crohn del tenue può determinare gravi deficit di crescita e di sviluppo con osteomalacia.
I deficit di micronutrienti più frequenti nel Crohn del tenue includono: la vitamina B12 e l’acido folico, con conseguente anemia macrocitica e neuropatie; la vitamina D, con ipocalcemia e osteoporosi; l’albuminemia, la cui riduzione determina edemi declivi e complicanze post-chirurgiche; il ferro, la cui carenza causa anemia sideropenica e amenorrea; lo zinco, la cui riduzione causa lesioni cutanee.
Nella malattia di Crohn, il peggioramento del quadro è dato dall’ipercatabolismo, dovuto all’infiammazione cronica, all’essudazione delle ulcerazioni e delle fistole e al ridotto apporto calorico, derivante dalla malnutrizione o da una dieta incongrua per timore dei sintomi. Non è rara la limitazione di specifici nutrienti (inclusi glutine, latte e latticini) ritenuti nocivi dal Paziente, a prescindere dalla loro reale responsabilità nel provocare disturbi. Nel Crohn del colon (15% circa dei casi) prevale il ridotto assorbimento di acqua ed elettroliti.
L'Importanza della Dieta nel Morbo di Crohn
Una nutrizione scorretta ha infatti effetti potenzialmente pesanti sulla salute e sul benessere di tutti questi pazienti, con significative ricadute sulla vita sociale e psico-affettiva.
Per i pazienti affetti da morbo di Crohn è fondamentale abbinare e combinare le cure farmacologiche eventualmente prescritte dal medico con un’alimentazione corretta, personalizzata sul paziente, sul suo quadro clinico complessivo, e sulle abitudini e stile di vita.
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È quindi di fondamentale importanza cominciare ad acquisire delle abitudini virtuose anche nell’alimentazione per migliorare il tuo quadro clinico. Infatti, oltre alle cure prescritte dal medico, se necessarie, potrai migliorare la sintomatologia dolorosa ed invalidante del morbo di Crohn attraverso un’alimentazione pensata e studiata sulle tue condizioni di salute, che tenga conto non solo della diagnosi di morbo di Crohn ma anche dell’intero quadro clinico.
Alimenti Consigliati e da Evitare
Non esiste una dieta specifica per la Malattia Di Crohn, e non esiste mai una dieta che si attagli a tutti i Pazienti. Le diete troppo restrittive sono spesso inutili e addirittura dannose.
L’assunzione di un litro e mezzo o due di acqua al giorno è indicata per tutti, a maggior ragione nei Pazienti con Crohn e in caso di pregresse resezioni. Un buon apporto idrico riduce, in generale, il rischio di litiasi renale, e, soprattutto nei Pazienti con la malattia di Crohn, in quanto, il malassorbimento dei grassi, facilita il rischio di calcolosi ossalica. Bisognare seguire un’alimentazione che includa tutti i nutrienti e preveda un adeguato apporto di proteine (circa 1 mg pro Kg di peso corporeo) e calorie.
Sono preferibili i pasti piccoli e frequenti, che limitano il rischio di sintomi, come il dolore e la distensione addominale e le subocclusioni. In caso di stenosi, e se queste sono serrate o multiple, è utile una dieta semiliquida e senza scorie, costantemente, o almeno una o due volte a settimana, per avere una buona clearance intestinale.
I pasti frequenti riducono il rischio di litiasi della colecisti, frequente nella Crohn ileale, per riduzione dell’assorbimento di acidi biliari. Ferro e vitamine necessitano di essere supplementati (talora per via parenteral), facendo attenzione ad un apporto adeguato di calcio e vitamine liposolubili (A, D, E, K).
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Alimenti Dubbi
Latte e derivati possono indurre diarrea, secondaria al deficit di lattasi, non alla malattia di Crohn, e molto meno frequentemente di quanto non si pensi. Per evitare di aumentare il già alto rischio di osteoporosi, le restrizioni di alimenti contenenti lattosio (che sono la principale fonte di calcio e vitamina D) devono essere evitate o basate su una valutazione oggettiva, come il breath test al lattosio.
Alimenti da Evitare
Non vi sono controindicazioni assolute per alimenti specifici, come grassi, alcol, fritti, caffè, gelati o pizza. È opportuno ridurre l’assunzione di fibre (soprattutto verdure, crusca, legumi, bucce di frutta), soprattutto nella malattia con stenosi del tenue. Tale indicazione è meno rilevante se non c’è stenosi, e se la malattia è limitata al colon.
Nel colon, la fermentazione di carboidrati non assorbibili in ogni caso può favorire il meteorismo e creare discomfort, maggiormente patito dai Pazienti con Crohn. Le tossinfezioni alimentari possono innescare una riacutizzazione della malattia. È pertanto consigliabile evitare alimenti crudi, soprattutto pesce o carne, che ne aumentino il rischio.
Dieta a Basso Residuo Fisso
In generale, è consigliabile una dieta a basso residuo fisso, ossia con un limitato consumo di fibre. Lo scopo di una dieta a basso residuo è quello di limitare i movimenti intestinali, per non esacerbare i sintomi dolorosi, collegati al morbo di Crohn, come i crampi, meteorismo, aerofagia, flatulenza, diarrea. Ma, soprattutto, per evitare possibili ostruzioni o sub-ostruzioni, create da fibre essiccate (fitobezoari).
Cibi da evitare:
- Pane, pasta e riso integrali
- Cereali integrali
- Frutta secca
- Verdure crude
- Alcune verdure cotte come broccoli, cavolo, piselli, mais, cavolfiore, cipolle, patate con la buccia
- Carni grasse, come quella di maiale
- Carni e salumi affumicati
- Fagioli e lenticchie
- Succhi di frutta con polpa e semi
- Marmellate, confetture, conserve
- Spezie, peperoncino, curry, caffè, alcolici, bibite gassate
- Fritture e dolci elaborati
- Latte e latticini freschi
Cibi consentiti:
- Pane bianco e crackers senza semi
- Riso bianco
- Verdure fresche ben cotte e private di buccia e/o semi, come asparagi, carote, zucchine, (fagiolini ben cotti), zucca
- Patate bollite senza buccia
- Carne bianca o rossa magra, tenera e morbida, cotta al vapore o alla griglia
- Uova
- Pesce, magro, lesso o grigliato
- Frutta in scatola, o cotta; banane, mele, pere
- Succhi di frutti senza semi o polpa
- Bevande decaffeinate
Integrazione Nutrizionale
Nei casi di malnutrizione, laddove un’alimentazione mirata sia inefficiente, perché l’organismo non riesce più a trarne vantaggi nutritivi, sarà necessario ricorrere all’uso di integratori di minerali e polivitamine. Altra raccomandazione è quella di introdurre molti liquidi, sia per ripristinare quelli persi attraverso la diarrea, sia per scongiurare il rischio di calcolosi renale, un’evenienza comune tra i soggetti affetti dal morbo di Crohn.
Nutrizione Enterale
Durante le fasi di attività e di gravi riacutizzazioni, può essere necessaria la sospensione della normale alimentazione per bocca e il ricorso alla NE (Nutrizione Enterale), che risulta efficace anche nell’indurre la remissione, soprattutto in età pediatrica. In età adulta, la NE può essere indicata nelle fasi più gravi di attività. Le diete elementari o semi-elementari possono essere indicate anche come supplemento in caso di malnutrizione.
Il Ruolo del Nutrizionista Specializzato
Per i pazienti affetti da morbo di Crohn è fondamentale seguire un’alimentazione calata sul soggetto, che tenga conto della sua sintomatologia, delle sue condizioni generali di salute e dell’eventualità che alterni fasi acute a fasi di stabilizzazione della malattia. Il trattamento dietetico è in questi casi fondamentale perchè deve mirare ad evitare carenze nutrizionali.
Anche in quest’ultimo caso, il biologo nutrizionista al quale il paziente si affiderà per la predisposizione di un piano alimentare ad hoc, terrà conto dell’eventuale alternarsi di fasi acute e fasi meno acute della sintomatologia dolorosa e saprà consigliare alimenti differenziati per migliorare il quadro complessivo del paziente.
Infatti è bene sapere che il soggetto affetto da morbo di Crohn potrà alternare momenti di fase acuta della malattia, in cui dovrà assolutamente eliminare alcuni alimenti prediligendone altri e momenti, invece, in cui la malattia è tenuta sotto controllo. Mantenere in equilibrio questa condizione è necessaria per chi è affetto da morbo di Crohn e per questo motivo farsi seguire da un biologo nutrizionista è una scelta corretta per migliorare il proprio benessere fisico.
Infatti dopo aver eseguito un’attenta e dettagliata anamnesi e tenuto conto delle abitudini di vita e alimentari del paziente, il biologo nutrizionista potrà predisporre un piano alimentare cucito addosso alle tue esigenze mediche e di vita.
Inoltre, cominciare un percorso nutrizionale elaborato sulle tue esigenze energetiche, nutrizionali e di salute, potrà aiutarti ad evitare l’acutizzarsi della sintomatologia. Altrettanto fondamentale è ridurre al massimo il consumo di tutti quei cibi che richiedono eccessivo impegno nella fase di digestione e che sollecitano la produzione dei succhi gastrici.
Ovviamente non è detto che queste semplici indicazioni generali vadano bene per ogni soggetto: sarà quindi necessario contestualizzare il piano nutrizionale e adattarlo al caso concreto, individuando le tipologie di cotture più adatte, la frequenza con la quale assumere certi alimenti ed impostando se opportuno, un rientro progressivo di alcuni cibi nell’alimentazione quotidiana in origine eliminati totalmente.
Se sei affetto da morbo di Crohn inoltre non bisogna poi sottovalutare l’eventuale integrazione di nutrienti e vitamine.
Terapia Nutrizionale e Malattie Infiammatorie Intestinali
Il tema è stato affrontato recentemente nel corso dell’evento “Nuove frontiere del trattamento farmacologico delle MICI”, organizzato a Milano dall’Ospedale San Raffaele, in collaborazione con l’associazione dei malati AMICI Onlus, con il supporto non condizionato di Nestlé Health Science. Durante l’incontro, gli esperti hanno incontrato esperti e caregiver per rispondere alle loro domande.
“La nutrizione - spiega Salvatore Leone, direttore generale di AMICI Onlus- gioca un ruolo importante nella gestione della Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa, poiché queste condizioni possono causare perdita di peso, malnutrizione, diarrea e altri problemi gastrointestinali che possono influire negativamente sulla qualità della vita dei pazienti.”
E aggiunge: per migliorare la nutrizione in queste persone, è importante che seguano una dieta equilibrata e adeguata alle loro esigenze individuali, che possono variare a seconda della gravità della malattia e della risposta al trattamento. Alcuni pazienti possono avere bisogno di ricorrere ad alimenti a fini medici speciali per integrare le carenze. Inoltre, è importante che siano seguiti dal loro medico gastroenterologo e da un dietista o nutrizionista per sviluppare un piano alimentare personalizzato. Purtroppo c’è un divario di accesso alla terapia nutrizionale e questo è un problema comune in molte aree del nostro Paese. In alcune Regioni potrebbe non essere disponibile un dietista specializzato in nutrizione per i pazienti con MICI, oppure i pazienti potrebbero non avere la possibilità economica di permettersi l’acquisto di alimenti medici a fini speciali.
La giornata è stata anche l’occasione per ribadire l’efficacia della dieta ad esclusione, evidenziata in numerosi studi clinici.
La dottoressa Ambra Ciliberto, dietista dell’Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ha dichiarato: la dieta ad esclusione, o CDED, è una dieta pensata per i pazienti con morbo di Crohn che si è dimostrata efficace nell’indurre la remissione della malattia in un’elevata percentuale di pazienti. Si tratta di una dieta divisa in fasi e combinata a una nutrizione enterale parziale. A differenza del solo utilizzo della nutrizione enterale parziale, la CDED è una dieta ben tollerata sia dai pazienti adulti che pediatrici, soprattutto perché è gradevole sotto l’aspetto del gusto, permettendo di introdurre nel regime alimentare del cibo ‘vero’ e non solo l’integrazione.”
Alla dieta a esclusione si può associare, soprattutto nel periodo che precede un intervento chirurgico, l’assunzione di supplementi nutrizionali orali con proprietà antinfiammatorie come Modulen, sviluppato da Nestlé. L’esperienza clinica ha mostrato come questa supplementazione sia in grado di ridurre le complicanze post-operatorie e in alcuni casi rendere superfluo lo stesso intervento.
In proposito il professor Silvio Danese, direttore dell’Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, ha aggiunto: nella malattia di Crohn e nelle MICI, il ruolo della nutrizione è fondamentale: riuscire a gestire i deficit nutrizionali è un aspetto chiave per permettere al paziente di affrontare nel miglior modo possibile il percorso farmacologico o chirurgico. Nella fase peri-chirurgica, poi, è importantissimo che il paziente non arrivi sottopeso.
Testimonianze
Testimonianza 1:
Scoprire Rosa è stato come trovare un tesoro. Soffrivo da sempre di gonfiore addominale e avevo notevoli difficoltà di evacuazione; questo mi ha sempre creato grande disagio e notevoli sofferenze. Mille esami e consulti per non trovare mai la soluzione giusta. Così, totalmente sfiduciata e sconfortata, mi sono rivolta a Rosa. Abbiamo iniziato insieme questo percorso e, seguita passo dopo passo, affidandomi totalmente ai suoi consigli, dopo tre mesi sono riuscita a trovare la chiave di volta. Oggi la mia situazione è notevolmente migliorata e continuo a seguire le linee guida alimentari di Rosa. Il mio fisico è cambiato e soprattutto il mio rapporto con il cibo è migliorato. Ora lo considero un amico del mio intestino e del mio corpo, e non lo vedo più come un nemico da combattere: ho capito che nella mia continua battaglia alla ricerca della perfezione, stavo distruggendo me stessa e il mio organismo. Affidarmi alla dottoressa Rosa Flocco è stato un passo importante che mi ha cambiato la vita in meglio.
Testimonianza 2:
Un fastidiosissimo disturbo all’apparato digerente, che ho da decine di anni e che nessun medico è mai riuscito nemmeno a capire, è stato risolto ricorrendo esclusivamente alla correzione della mia dieta quotidiana. Pur mangiando tantissimo, ma in modo sano ed equilibrato, ho perso una taglia e anche l’ipotiroidismo di cui soffro ne ha tratto beneficio. Non avrei mai immaginato che mangiare una cosa anziché un’altra, e molto senza mai avere fame, potesse avere conseguenze così positive sul mio organismo. Eppure questo è successo nella realtà.
Testimonianza 3:
Il 6 luglio 2018 mi sono messa su un treno diretto a Verona con una pancia gonfissima e dolorante e difficoltà non solo a bere e mangiare, ma persino a deglutire. Ero arrivata al limite di sopportazione: al morbo di Crohn si era aggiunto un reflusso che non mi dava tregua, soprattutto nei periodi più stressanti. Durante la terapia biologica, seguita da un gastroenterologo, sono sempre stata abbastanza scettica, tanto che il mio stesso medico ha affermato che l’effetto placebo su di me non avrebbe mai funzionato. Tendo a ‘non credere’ se non vedo gli effetti della terapia o del percorso. Ho aspettato a lungo prima di rivolgermi a Rosa, ma dopo aver letto le decine di testimonianze a suo favore, ho pensato che sarebbe stata l’ultima spiaggia… e invece è diventata la prima ancora di salvezza! Dopo una sola settimana di dieta seguita scrupolosamente (per essere precisa, cinque giorni), ho iniziato a non avere più disturbi da reflusso, ma soprattutto (e qui avrei gridato al miracolo) erano sparite anche le coliche e i crampi del Crohn. Faccio tuttora fatica a credere che il risultato sia stato così immediato e - a dimostrazione che non fosse tutta autoconvinzione - nella seconda settimana mi sono concessa uno sgarro, che nella dieta era vietatissimo. Risultato? Sono stata male 48 ore filate, mi sono ripresa solo rimettendomi a seguire per filo e per segno le indicazioni della dottoressa. È chiaro che non tutto si è risolto, la malattia è lì ed è attiva, ma siamo ancora agli inizi ed io ho comunque maggiore energia e positività per affrontarla al meglio. Rosa, forse anche inconsapevolmente, riesce ad essere un sostegno a 360°: per la prima volta non ho ricevuto solo un piano alimentare, ma un sostegno morale di una persona che so essere ‘dalla mia parte’.
Testimonianza 4:
Mi chiamo Laura, ho 43 anni e ho conosciuto la dottoressa Flocco a fine aprile. Dopo sette mesi di disturbi intestinali forti mi è stata riscontrata una marcata intolleranza al lattosio accompagnata da SIBO. A quel punto i miei disturbi avevano un nome, ma nulla di più se non una cura antibiotica da fare per un mese e il buon senso per quanto riguardava l’assunzione di cibo - così mi avevano consigliato. A quel punto il buio totale, non sapevo cosa fare; un giorno un’amica, parlando del più e del meno, mi ha consigliato la dottoressa Flocco. Ho deciso di fissare un appuntamento, un po’ titubante ma speranzosa che potesse essere la volta buona per risolvere i miei problemi. Mi sono detta che forse poteva essere anche l’occasione per perdere un po’ di peso, visto che questo problema mi ha sempre accompagnato negli anni. Già dal primo incontro mi sono resa conto che non si trattava della solita visita; ero di fronte a una professionalità, preparazione e disponibilità che sono difficili da trovare. Oggi stiamo affrontando insieme questo percorso, non sono sola; questa è una certezza continua e a distanza di così pochi mesi sto vedendo la luce in fondo al tunnel. La dottoressa mi ha insegnato cosa mangiare e cosa evitare, mi ha fatto conoscere cibi e ricette nuove tanto che ora mangio cose che fino a pochi mesi fa per me era impossibile mangiare. I miei problemi intestinali sono decisamente migliorati, il mio stile di vita ha preso tutta un’altra forma e sono riuscita anche a perdere 11 kg.
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