Il Ruolo e le Competenze del Nutrizionista Pediatrico

L'alimentazione nei bambini rappresenta un pilastro fondamentale per la loro crescita e il loro sviluppo. Questo articolo si propone di esplorare le sfide e le strategie per garantire un apporto nutrizionale adeguato durante l'infanzia.

L'Importanza dell'Alimentazione in Età Pediatrica

L’alimentazione in età pediatrica riveste un ruolo cruciale nello sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo dei bambini. Una dieta equilibrata e variegata fornisce ai bambini i nutrienti essenziali per sostenere la crescita, potenziare il sistema immunitario e prevenire l’insorgenza di patologie croniche.

Il Nutrizionista Pediatrico: Un Esperto al Servizio della Salute Infantile

I Biologi Nutrizionisti Pediatrici sono esperti nella valutazione e nel monitoraggio dello stato nutrizionale dei giovani pazienti, fornendo consigli e interventi personalizzati per garantire una crescita e uno sviluppo sani. Il nutrizionista pediatrico e neonatale dà consigli mirati ai genitori affinché possano mantenere facilmente delle corrette abitudini alimentari in casa.

Competenze e Servizi Offerti

  • Consulenza nutrizionale personalizzata per bambini di tutte le età, dal neonato all’adolescenza.
  • Elaborazione di piani alimentari personalizzati, tenendo conto delle preferenze alimentari del bambino, delle sue eventuali intolleranze o allergie, dello stile di vita familiare e delle tradizioni culinarie.
  • Educazione alimentare dei genitori e dei bambini, fornendo informazioni dettagliate sui principi di una corretta alimentazione, sull’importanza dei singoli nutrienti e sulla scelta consapevole dei cibi.
  • Supporto professionale sul tema dell’alimentazione complementare (svezzamento), che consente alla neomamma, e in generale ai genitori, di ricevere indicazioni corrette e aggiornate sulla base delle ultime evidenze scientifiche, utili ad affrontare l’introduzione degli alimenti solidi nella dieta del bambino.
  • Consulenza e supporto nella creazione di piani alimentari equilibrati e adeguati alle esigenze nutrizionali dei bambini nelle scuole.

Svezzamento e Alimentazione Complementare

Uno dei momenti di maggiore preoccupazione per tutte le mamme è quello che arriva intorno al sesto mese di vita del proprio bimbo: lo svezzamento! La crescita del bambino presuppone dei fabbisogni nutrizionali diversi a seconda dell’età, del peso e della statura. Ecco quindi che si rende necessario un piano personalizzato mirato alle necessità di ogni bimbo.

Ulteriore sostegno alla donna viene dal supporto professionale sul tema dell’alimentazione complementare (svezzamento), altra area di interesse di questo ambulatorio, che consente alla neomamma, e in generale ai genitori, di ricevere indicazioni corrette e aggiornate sulla base delle ultime evidenze scientifiche, utili ad affrontare l’introduzione degli alimenti solidi nella dieta del bambino.

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Gestione delle Difficoltà Alimentari

Molti genitori non hanno le idee chiare su quali cibi e principi nutritivi siano più indicati alle esigenze specifiche dei loro figli. Durante il percorso di consulenza, i bambini di solito reagiscono in maniera molto positiva perché imparare a mangiare correttamente, senza fare troppi sacrifici, dà tanta soddisfazione. Talvolta le allergie e le intolleranze alimentari si possono manifestare anche in età pediatrica.

"Picky Eaters": Come Gestire la Selettività Alimentare

Le avversioni alimentari sono un grande problema per i genitori e per chi si occupa dei pasti dei bimbi. Ricordiamoci sempre che la costrizione crea avversione invece di far nascere preferenze. Il mio consiglio qualora un bimbo non abbia voglia di mangiare un determinato cibo è provare a proporglielo in forme che possano essere per lui più divertenti e giocose ovviamente in base all'età (ad esempio formare con le verdure dei personaggi o dei piccoli animali divertenti). Anche cucinare insieme ai bambini può essere un' attività divertente che propone al bimbo il cibo come elemento rassicurante e non spaventoso.

I bimbi accettano solitamente di più i cibi con un sapore dolce (più simile al latte materno o al latte artificiale che hanno assunto nei primi mesi di vita) e soprattutto che siano familiari a loro. Mangiare con i bambini, cucinare con loro e se sono più grandicelli fare la spesa insieme, possono essere dei piccoli aiuti a favorire curiosità e conoscenza tramite il divertimento e il gioco. Alcune volte però questo rifiuto verso il cibo e soprattutto verso alcuni cibi diventa talmente importante che pone i genitori in una vera situaizone di difficoltà; riferiscono infatti dei veri e propri comportamenti legati alla selettività alimentare.

Con il termine “picky eater” si intendono una vera e propria serie di comportamenti legati ad un' avversità verso certi cibi ( a volte ciò che è accettato dal bambino sono veramente pochissimi alimenti). Ci sono moltissimi fattori che possono determinare l'insorgenza di questo disturbo che è tipico dell'età pediatrica;a volte anche determinati disturbi del neurosviluppo o alcuni pregiudizi sentiti in famiglia o negli ambienti che frequenta il bambino posso essere correlati all'insorgenza del problema.. Alcuni alimenti come la verdura sono spesso facilmente l'oggetto di questo comportamento chiamato anche neofobia alimentare; a volte si ritiene possa essere correlato anche ad un sapore diverso rispetto a quello a cui è abituato il bimbo.

Comprendere le radici di questo atteggiamento alimentare è molto importante in una fase precoce della vita del bimbo per aiutarlo a non innescare un meccanismo di rifiuto che persista nel tempo.

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Merendine e Snack: Alternative Sane

Le merendine e gli snack del commercio rappresentano da sempre un argomento dibattuto perché ricche in grassi e in zuccheri semplici e quasi sempre ipercaloriche. Non sono da demonizzare, come non lo è in assoluto nessun alimento, ma da ridurre nel momento in cui queste iniziano a essere presenti nell'arco delle giornate di un bambino in un quantitativo importante. Possiamo sostituire lo snack del commercio cun una fetta di dolce fatto in casa (potete guardare sul mio instagram dove pubblico spesso ricette per i bimbi), un frutto o una gustosa spremuta, un pacchetto di crackers ed un cubetto di parmigiano. Idee semplici e gustose per uno spuntino in salute.

Il Ruolo della Scuola e della Mensa Scolastica

La scuola e la mensa scolastica rappresentano un ottimo strumento per aiutare i bambini a prendere confidenza con molti cibi che spesso a casa non assaggiano, ma che mangiati in compagnia diventano a volte diversamente buoni. La scuola ha un ruolo fondamentale nell'aiutare le famiglie e l'ambiente in cui si mangia e a creare un contesto divertente e ludico per insegnare un rapporto migliore con il cibo fin dalla tenera età.

Obesità Infantile: Prevenzione e Strategie

Il sovrappeso infantile o in età puberale è molto frequente e va affrontato insieme a un professionista. L'obesità infantile è la conseguenza di un introito calorico eccessivo e inadeguato alle necessità del bambino. Spesso i cibi confezionati e ancora di più le bibite accattivanti dal packaging colorato e sempre diverso, inducono il bambino a consumare molte più calorie di quelle necessarie e soprattutto ad abituarsi a mangiare spesso e con troppa frequenza.

I genitori possono aiutare i bimbi a leggere le etichtte nutrizionali degli alimenti che a loro piacciono magari mentre fanno la spesa insieme. Questo può essere un buon momento per fare un'attività insieme che possa aiutare i più piccoli a capire in modo diverso perchè non bisogna eccedere nel consumo di un certo alimento. Incentivare il praticare un'attività sportiva o di movimento, magari al parco,può essere di nuovo un buon metodo divertente per aiutarli a migliorare il consumo calorico della giornata e aiutare lo stato generale di salute.

Il sovrappeso e l’obesità in età infantile sono sempre più diffusi, come attestato anche dai recenti dati dell’osservatorio “Okkio alla Salute” [1-2]; in Italia, il 23% dei bambini di 8-9 anni sono in sovrappeso e il 9% della stessa fascia di età sono obesi.

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La dietoterapia nel paziente pediatrico si rende quindi sempre più necessaria sia in ambito territoriale, ambulatoriale che in ambito ospedaliero. La dietoterapia e i programmi nutrizionali presentano tuttavia una serie di peculiarità e di complessità, sia da un punto di vista strettamente tecnico biologico, che da un punto di vista di approccio comportamentale e comunicativo.

Nelle conclusioni dell’edizione 2016, la più recente, è emerso come oltre il 23% dei bambini di 8-9 anni sia in una condizione di sovrappeso e come oltre il 9% dei bambini della stessa età sia obeso [1].

Inoltre questo studio, in aggiunta a questi importanti dati epidemiologici, fa emergere che:

  • l’obesità dei bambini o degli adolescenti è correlata alle condizioni familiari [1] e che la principale difficoltà nell’approcciare un bambino con necessità di cambio di stile di vita sia rappresentato dalle famiglie;
  • il genitore accudente, spesso, non è in grado di individuare correttamente la condizione di sovrappeso o di obesità del figlio: il 50,3% delle madri di bambini in sovrappeso e il 12,2% delle madri di bambini obesi considerano il proprio figlio normopeso [1];
  • le madri non sono sempre capaci di individuare il fabbisogno energetico per i propri figli: il 73% delle madri di bambini in sovrappeso e il 53,5% di quelli obesi pensano che la quantità di cibo assunta dal proprio figlio sia giusta [1].
Dati sull'Obesità Infantile in Italia (Bambini di 8-9 anni)
Condizione Percentuale
Sovrappeso 23%
Obesità 9%

Consigli per i Genitori

Spesso le informazioni in possesso dei genitori, dei nonni e di chi in generale si occupa della salute dei nostri bambini sono molto contrastanti e confuse. Ogni bambino è un individuo a sé con suoi gusti e preferenze personali anche nella scelta del cibo e questo è molto importante da ricordare per non forzare mai un gesto che dovrebbe essere spontaneo. Indirizzare e aiutare i bambini nella scelta di un alimento piuttosto che un altro è sicuramente la scelta vincente.

La necessità di coinvolgere gli adulti di riferimento nei percorsi di cambiamento di stile di vita in età pediatrica è d’altro canto sottolineata anche dagli organismi internazionali e dai vari statement sull’argomento. L’ambiente familiare è infatti considerato come il luogo in cui si forgiano le abitudini alimentari, l’interesse per l’attività fisica o la predilezione per i comportamenti sedentari e altri fattori che influenzano lo stato ponderale del bambino [1].

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