La SIBO, o Small Intestinal Bacterial Overgrowth (sovraccrescita batterica nell'intestino tenue), è una condizione in cui si verifica un'eccessiva proliferazione di batteri nel piccolo intestino. Normalmente, la maggior parte del microbiota intestinale si trova nel colon, dove svolge importantissime funzioni.
Questa condizione è mantenuta grazie alla presenza di succhi gastrici, da una buona secrezione biliare, dalla corretta attività del complesso motorio migrante intestinale, deputato al trasporto del contenuto intestinale e dei batteri verso il colon. Quando questi fattori protettivi vengono a mancare, una parte dei batteri può traslocare nella parte più alta dell’intestino, il cosiddetto piccolo intestino.
Cause e Fattori di Rischio
I deficit immunologici impediscono che si realizzi il meccanismo di resistenza alla colonizzazione batterica, e possono essere determinati da ridotti livelli delle IgA secretorie o deficit delle cellule T - come ad esempio nell’HIV - oppure da alterazioni nel metabolismo di organi come il fegato (cirrosi epatica o colestasi) o il pancreas (insufficienza pancreatica esocrina).
Altri determinanti possono essere la nutrizione parenterale e l’età avanzata, oppure l’alterazione della microflora indotta dall’assunzione di antibiotici - viene ad essere alterato l’antagonismo competitivo con tali batteri, che producono anche batteriocine.
Patologie e Manifestazioni Associate alla SIBO
Le patologie e le manifestazioni associate alla SIBO sono numerose, a cominciare da diversi tipi di malassorbimento: la sovraccrescita batterica determina un consumo eccessivo di vitamina B12, che pertanto sarà assorbita in minor quantità dall’organismo, mentre le proteasi batteriche possono inattivare il fattore intrinseco e gli enzimi pancreatici o deaminare le proteine.
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La prevalenza della SIBO in pazienti che presentano una sindrome da malassorbimento varia a seconda dell’età: nei soggetti al di sotto dei 50 anni non è mai presente, mentre tra i 50 ed i 74 anni ha una prevalenza del 10% che incrementa al 64.3% negli anziani - poiché soggetti più deboli e che solitamente presentano più fattori predisponenti.
Diagnosi della SIBO
Per effettuare la diagnosi di SIBO si possono utilizzare dei metodi invasivi o non invasivi. Come test non invasivo invece molto utilizzato è il breath test dell’idrogeno, effettuato con somministrazione del lattulosio: si tratta di un polisaccaride che non viene assorbito dall’intestino ed è pertanto utilizzato anche come lassativo.
In presenza di sovraccrescita batterica viene fermentato nella parte alta dell’intestino e si possono pertanto rilevare gli idrogeni marcati.
Trattamento della SIBO e l'Importanza della Dieta
Il trattamento della SIBO prevede più fasi. Nella prima fase l’obiettivo principale sarà quello di “affamare” i batteri e ricostituire la barriera intestinale. In questa primo periodo, verranno esclusi dalla dieta tutti gli alimenti e prodotti fermentabili.
Se i sintomi migliorano passeremo alla fase 2, in cui l’obiettivo sarà quello di distruggere i batteri e il loro biofilm, dopo averli indeboliti. In questa fase potranno essere aggiunti antimicrobici naturali.
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Nella terza e ultima fase, verranno reintrodotti gradualmente gli alimenti esclusi nelle prime fasi, potranno essere utili probiotici specifici per ripristinare equilibrio intestinale.
La cura della patologia viene effettuata somministrando antibiotici intestinali come la Rifamixina, che non viene assorbita e rimane pertanto nell’intestino, in contemporanea con alte dosi di probiotici.
Il Ruolo dei FODMAP e il Riflesso Gastro-Colico
Un dubbio ricorrente è quello di non riuscire a capire quanto tempo possa intercorrere tra l’assunzione di un alimento e la manifestazione dei sintomi. La tempistica varia da persona a persona e dipende da vari fattori.
La sindrome del colon irritabile interessa appunto il colon ovvero parte del grande intestino o intestino crasso (large intestine). Come potete vedere dall’immagine, prima che il cibo arrivi al colon, deve superare lo stomaco ed il piccolo intestino o intestino tenue (small intestine).
Il riflesso gastro-colico è un segnale che lo stomaco manda all’intestino per permettergli di svuotarsi prima dell’arrivo di altro cibo. E se il pasto precedente conteneva un alto quantitativo di FODMAP e grazie al riflesso gastro-colico ha raggiunto il colon? In tal caso, potremmo avere dei sintomi che non c’entrano nulla col pasto immediatamente precedente ma che correlano ad almeno 2 pasti prima.
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Ricordate il piccolo intestino o intestino tenue con i suoi 6 metri di lunghezza? Come abbiamo visto sopra, si trova molto prima del colon, ma, per qualche motivo che non indaghiamo qui, dei ceppi batterici del colon si sono spostati ed hanno colonizzato il tenue. Anche in questo caso i FODMAP non c’entrano. Spesso ridurre il contenuto di FODMAP non basta per alleviare i sintomi da IBS.
Nei soggetti più sensibili fare una colazione a basso contenuto di FODMAP con l’aggiunta di una bella tazzina di caffè può portare comunque a scariche diarroiche.
Disbiosi e Alterazione della Flora Intestinal
Con il termine disbiosi si indentifica un’alterazione, non fisiologica, della nostra flora microbica intestinale. Con il termine disbiosi si indentifica un’alterazione, non fisiologica, della nostra flora microbica intestinale.
L’intestino è colonizzato da miliardi di batteri, di differenti tipologie e collocati in diversi punti del nostro tratto digerente. Essi sono assolutamente essenziali alla nostra vita, in quanto sono dei simbionti, specializzati nel mangiare moltissimi scarti non digeriti dei nostri pasti.
Trasformano sostanze in eccesso o non utilizzabili, fornendoci dei nutrienti essenziali, come, ad esempio, alcune vitamine. Normalmente gli individui hanno in comune tra loro il 99% di questi simbionti, ma la loro quantità e la loro collocazione nel tratto digerente, non è sempre uguale e può variare a causa di molteplici fattori, ad esempio, se mastichiamo a lungo; se mangiamo di corsa; se fumiamo; se facciamo attività fisica regolarmente; se siamo sottoposti a stress ambientali importanti.
Questi sono solo alcuni dei fattori che possono influenzare il nostro microbiota. Può capitare che alcune specie di batteri, anche patologiche di cui il nostro organismo ha comunque bisogno, possano prendere il sopravvento sulle altre specie, instaurando un processo patologico che scatenerà un’infiammazione a livello del tratto gastrointestinale.
La disbiosi quindi, altera la funzione del microbiota, creando un disequilibrio nella flora intestinale ed un’eccessiva permeabilità intestinale che può manifestarsi con diversi sintomi, alcuni piuttosto comuni e lievi, altri più gravi.
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