Un disturbo ricorrente quanto fastidioso, che spesso crea imbarazzo: la stitichezza (o stipsi). Si tratta di un problema spesso imbarazzante, del quale non si parla facilmente e spesso si ricorre al fai da te con l’uso di lassativi o procedendo per sentito dire. La stipsi non riguarda solo la difficoltà nell’evacuazione, ma è spesso un campanello d’allarme per problemi più complessi legati allo stile di vita, all’alimentazione o alla salute intestinale. Senza variazione di età e sesso, la stitichezza può colpire bambini, adulti (specie negli anni d'argento) e donne in gravidanza.
È in arrivo da Ipasvi, la Federazione Nazionale Collegi Infermieri, una guida per la conoscenza e la corretta gestione della stitichezza, dei suoi sintomi e manifestazioni.
Cos'è la Stipsi?
Il termine “stipsi” deriva dal latino “stipare”, che significa “stringere” o “compattare”, e si riferisce a un rallentamento del transito intestinale. Si parla di stitichezza (stipsi) quando la frequenza dell’evacuazione è inferiore a tre volte alla settimana. Secondo le linee guida internazionali, si considera stipsi quando sono presenti meno di tre evacuazioni a settimana anche se non si tratta solo di una questione di frequenza. Una persona può avere una normale frequenza intestinale, ma comunque soffrire di stipsi se le feci sono dure, difficili da espellere, o se si avverte una sensazione di evacuazione incompleta.
Normalmente, un intestino sano permette una regolare evacuazione delle feci, morbide e facili da espellere. Il transito intestinale è un processo fluido, in cui i nutrienti vengono assorbiti dal cibo ingerito, e le sostanze di rifiuto vengono eliminate senza causare disagio. La stipsi, invece, implica un rallentamento della motilità intestinale, causando l’accumulo di feci nel colon che quindi le rende più dure, secche e difficili da espellere, con la necessità di un maggiore sforzo per evacuare. In altre parole, mentre nella normale attività intestinale le feci passano attraverso il tratto intestinale con una motilità regolare e vengono espulse senza difficoltà, nella stipsi il processo di evacuazione è rallentato e può diventare doloroso e poco soddisfacente.
Caratteristiche Principali della Stipsi
La stipsi può presentarsi in vari modi, ma il riferimento per la diagnosi di stipsi viene dato dai “criteri di Roma III”: viene definita “stipsi cronica” quando sono presenti almeno 2 dei seguenti sintomi, per almeno 3 mesi, con inizio almeno 6 mesi prima della diagnosi:
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- Frequenza delle evacuazioni ridotta: Una persona con stipsi evacua meno di tre volte a settimana. Sebbene la frequenza vari da persona a persona, una riduzione significativa della frequenza è uno dei primi segnali di stipsi.
- Feci dure e secche in almeno il 25% delle evacuazioni: Le feci che risultano particolarmente dure e difficili da espellere sono una caratteristica comune della stipsi. Questo avviene perché il materiale fecale rimane nel colon più a lungo, perdendo acqua e diventando più compatto.
- Sforzo in almeno il 25% delle evacuazioni: Le persone con stipsi spesso sperimentano una difficoltà ad espellere le feci, accompagnata da un maggiore sforzo fisico. Questo può causare disagi e anche dolore.
- Sensazione di evacuazione incompleta in almeno il 25% delle evacuazioni: Chi soffre di stipsi può provare la sensazione che l’intestino non si sia svuotato completamente, anche dopo aver evacuato.
- Sensazione di ostruzione o blocco ano-rettale in almeno il 25% delle evacuazioni: In caso di stipsi la mancanza di liquidi e la secchezza delle feci possono comportare accumulo e quindi ostruzione in uscita del materiale fecale.
- Manovre manuali in almeno il 25% delle evacuazioni: Attraverso l’utilizzo di clisteri, perette o lassativi.
La stipsi può essere acuta o cronica. La stipsi acuta è solitamente temporanea e può derivare da fattori come cambiamenti nell’alimentazione, stress o viaggi. La stipsi cronica, invece, dura a lungo e può essere causata da fattori persistenti come una dieta povera di fibre, sedentarietà o condizioni mediche sottostanti, ma che approfondiremo più sotto nell’articolo.
In sintesi, la stipsi non riguarda solo delle evacuazioni meno frequenti, ma coinvolge vari aspetti della salute intestinale, che vanno dalla consistenza delle feci alla difficoltà nell’evacuare, fino al disagio fisico che può causare. La comprensione di queste caratteristiche è fondamentale per trattare la stipsi in modo efficace, sia con cambiamenti nello stile di vita che, nei casi più gravi, con interventi medici.
La stipsi può essere classificata in due tipi principali:
- Stipsi primaria: causata da problemi nel transito intestinale o nella motilità del colon.
- Stipsi secondaria: causata da altre condizioni mediche, come ipotiroidismo, diabete, o l’uso eccessivo di lassativi.
Sintomi e Segnali di Allarme
La stipsi può manifestarsi con una serie di sintomi che variano da lievi a gravi. Comprendere questi segnali è essenziale per distinguere tra una condizione transitoria, che può essere gestita con semplici modifiche nello stile di vita, e una stipsi cronica che può richiedere in alcuni casi un trattamento medico. Inoltre, è importante sapere quando la stipsi può essere segno di qualcosa di più grave, che richiede un intervento urgente.
Come Riconoscere i Sintomi della Stipsi
I sintomi principali della stipsi sono spesso facilmente riconoscibili, ma a volte possono essere confusi con altri disturbi digestivi. Riconoscerla è fondamentale per adottare tempestivamente le giuste misure preventive e curative. I seguenti segnali possono essere indicativi della stipsi:
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- Frequenza delle evacuazioni ridotta: Come detto prima secondo le linee guida una persona con stipsi evacua meno di tre volte a settimana. Tuttavia, è importante sottolineare che la frequenza normale delle evacuazioni può variare da persona a persona. Mentre alcune persone possono evacuare quotidianamente, altre potrebbero farlo due o tre volte a settimana senza che ciò sia un problema ed è quindi importante che questo segnale venga considerato con una compresenza di altri fattori.
- Feci dure e secche: Le feci diventano dure, secche e possono assumere una forma grumosa, rendendo dolorosa l'evacuazione. Questo avviene perché il materiale fecale rimane nell’intestino più a lungo, assorbendo poca acqua e diventando così difficile da espellere.
- Difficoltà a evacuare: L'effetto principale della stipsi è la difficoltà nell'evacuazione. Il paziente potrebbe essere costretto a sforzarsi per riuscire ad espellere le feci, con il rischio di dolore e disagio. Questo può portare anche a stress fisico ed infiammazione di emorroidi che possono peggiorare la condizione.
- Sensazione di evacuazione incompleta: Una persona con stipsi può provare la sensazione di non aver svuotato completamente l'intestino, anche dopo l'evacuazione. Questo senso di incompletamento può portare ad un discomfort prolungato.
- Gonfiore addominale e dolore: La stasi fecale e l’accumulo di gas nel colon spesso causano gonfiore e dolore addominale. Il gonfiore può essere fastidioso e può peggiorare dopo i pasti o in altre situazioni in cui il tratto intestinale è più sollecitato.
- Crampi addominali: L'intestino che non si svuota correttamente può causare crampi addominali, spesso dovuti alla pressione esercitata dalla massa fecale nel colon. Questi crampi possono essere intermittenti o continui.
Quando Preoccuparsi?
Se i sintomi sopra descritti sono temporanei e facilmente gestibili con cambiamenti dietetici o nell’attività fisica, non c’è generalmente motivo di preoccupazione. Tuttavia, ci sono situazioni in cui è importante prestare attenzione e consultare un medico, come quando i sintomi diventano persistenti, gravi, o accompagnati da altri segnali preoccupanti. Se la stipsi dura più di una settimana senza miglioramenti, o se provoca dolore significativo, è importante rivolgersi a un professionista per un’accurata valutazione.
Segnali di Emergenza e Rischi
In alcuni casi, la stipsi può essere un segnale di una condizione medica grave che richiede un intervento immediato. Sebbene la stipsi stessa raramente sia pericolosa, ci sono dei segnali di allarme che possono indicare complicazioni serie come ostruzioni intestinali, infezioni, o malattie più gravi. I seguenti sintomi sono segnali di emergenza che richiedono una valutazione medica urgente:
- Sanguinamento rettale: La presenza di sangue nelle feci può essere il segno di emorroidi, ma potrebbe anche indicare una condizione più grave come un cancro al colon, polipi intestinali, o altre patologie gastrointestinali. Se il sanguinamento è abbondante o accompagnato da altri sintomi, come dolore severo, potrebbe essere necessario recarsi al pronto soccorso.
- Dolore addominale grave e persistente: Un dolore addominale acuto che non migliora o che peggiora può essere il segno di un'ostruzione intestinale. Un’ostruzione è una condizione in cui il flusso del materiale intestinale è bloccato, il che può portare a un accumulo di feci e gas, creando dolore e gonfiore intensi. L'ostruzione intestinale può essere pericolosa e richiede un trattamento immediato.
- Perdita di peso inspiegata: Se la stipsi è accompagnata da una perdita di peso involontaria, è importante consultare un medico per escludere malattie gravi o altre patologie croniche.
- Febbre alta e brividi: Se la stipsi è accompagnata da febbre alta e brividi, potrebbe essere il segno di un'infezione intestinale o di altre infezioni sistemiche. Infezioni come la diverticolite (infiammazione dei diverticoli nel colon) possono causare dolore, febbre e stipsi, e richiedono un trattamento immediato per evitare complicazioni.
- Nausea e vomito: La stipsi grave che causa nausea o vomito può essere un segnale di ostruzione intestinale. Quando l'intestino è bloccato, i liquidi non possono passare correttamente, il che può provocare nausea, vomito e, in casi estremi, disidratazione.
Quando Recarsi al Pronto Soccorso?
Se si verifica uno o più dei segnali sopra descritti, può essere necessario recarsi al pronto soccorso senza indugi. La valutazione immediata di un medico è essenziale per determinare la causa sottostante e per avviare il trattamento necessario, prevenendo complicazioni gravi e migliorando il risultato a lungo termine.
Cause Principali della Stipsi
La stipsi può essere causata da una varietà di fattori, tra cui lo stile di vita, l'alimentazione e alcune condizioni mediche. Comprendere le cause sottostanti è fondamentale per adottare le giuste strategie di prevenzione e trattamento.
Stile di Vita Sedentario
La sedentarietà è una delle cause più comuni della stipsi. Quando il corpo non è sufficientemente attivo, la motilità intestinale tende a rallentare. L’attività fisica stimola la peristalsi intestinale, cioè il movimento muscolare che spinge il cibo e le sostanze di scarto attraverso il tratto digestivo. Un basso livello di attività fisica può portare a un rallentamento di questi movimenti, contribuendo così alla stipsi. È stato osservato che l’esercizio regolare, come camminare, nuotare o praticare yoga, può aiutare a migliorare la motilità intestinale e quindi a prevenire o risolvere la stitichezza.
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Dieta Povera di Fibre
Una dieta carente di fibre è uno dei fattori più significativi che contribuiscono alla stipsi. Le fibre, in particolare quelle insolubili, aumentano il volume delle feci e ne facilitano il passaggio attraverso l’intestino. Senza una sufficiente assunzione di fibre, contenute in frutta, verdura, legumi e cereali integrali, le feci diventano dure e secche, rendendo più difficile l’evacuazione. Al contrario, un’eccessiva assunzione di cibi grassi o ricchi di zuccheri raffinati può rallentare ulteriormente il transito intestinale.
Disidratazione
L’acqua svolge un ruolo fondamentale nel mantenere le feci morbide e facili da espellere. Il mancato apporto della corretta quantità di acqua è una causa comune di stipsi, poiché quando il corpo è carente di liquidi, l’intestino assorbe più acqua dalle feci, rendendole dure e difficili da espellere. In particolar modo, bere poca acqua o consumare bevande disidratanti come alcol e caffeina può peggiorare il problema. È consigliato bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, e aumentare questa quantità in caso di caldo o attività fisica intensa.
Uso Eccessivo di Lassativi
L’uso eccessivo o prolungato di lassativi può portare a una dipendenza dai farmaci per l’evacuazione, rendendo l’intestino meno reattivo ai segnali naturali. Questo fenomeno, noto come “stipsi da lassativo”, si verifica quando l’intestino si abitua a un intervento esterno e non riesce più a funzionare correttamente senza l’assunzione di lassativi, infiammandosi. L’uso prolungato di lassativi può compromettere la motilità intestinale naturale e aggravare il disturbo.
Condizioni Mediche e Farmaci
Alcune condizioni mediche possono causare o aggravare la stipsi. Tra queste:
- Ipotiroidismo: Una tiroide ipoattiva può rallentare il metabolismo e la motilità intestinale.
- Diabete: L’iperglicemia cronica può danneggiare i nervi che controllano la motilità intestinale, causando stipsi.
- Malattia di Parkinson: Disturbi neurologici come la malattia di Parkinson influenzano la motilità intestinale a causa di alterazioni nei segnali nervosi che regolano l’intestino.
- Sindrome dell’intestino irritabile (IBS): La stipsi è uno dei principali sintomi dell’IBS, una condizione che causa dolore addominale e disturbi nella motilità intestinale.
- Diverticolite e altre malattie intestinali: Le infiammazioni e le infezioni croniche del colon possono ridurre l’efficienza della motilità intestinale.
Inoltre, alcuni farmaci, come antidolorifici, antistaminici, antidepressivi e farmaci per il cuore, possono avere effetti collaterali che includono anche la stipsi. Se i farmaci sono la causa della stipsi, il medico potrebbe suggerire alternative o aggiustamenti nella terapia.
Fattori di Rischio Aggiuntivi
- Età avanzata: Con l’età, la motilità intestinale tende fisiologicamente a rallentare, aumentando il rischio di stipsi.
- Gravidanza: Durante la gravidanza, i cambiamenti ormonali e la compressione dell’intestino da parte dell’utero in crescita possono favorire la stipsi.
Rimedi Naturali e Consigli Alimentari
L’alimentazione e lo stile di vita possono certamente aiutare a contrastare il problema della stitichezza. Alcuni consigli generali includono:
- Aumentare l'assunzione di fibre: Consumare ogni giorno 2-3 frutti di medie dimensioni, scegliendo soprattutto tra kiwi (al mattino a digiuno), pere, albicocche, fichi e prugne. La verdura, soprattutto cotta, grazie alla ricchezza di fibra (spinaci, zucchine, broccoli, cavolfiori, fagiolini, melanzane, carciofi, etc…). Assumere almeno una porzione di verdura ad ogni pasto, cotta o cruda. Consumare almeno due volte a settimana i legumi.
- Idratazione adeguata: Bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno.
- Attività fisica regolare: Non va trascurata infine l’attività fisica. Anch’essa dovrebbe entrare a far parte di un ‘regolare’ stile di vita, camminando almeno 20-30 minuti al giorno o facendo ginnastica. A queste attività, possono alternarsi anche pratiche più rilassanti - quali lo yoga o il ballo - a seconda delle preferenze individuali.
- Ascoltare lo stimolo: Non ignorare lo stimolo di evacuare.
- Posizione corretta sul water: La posizione corretta sarebbe quella “accovacciata”. Ma poiché i water moderni non lo consentono, potete mettete un rialzo sotto i piedi (ad esempio uno sgabello).
Lassativi: Quando e Come Usarli
Per contrastare il problema stitichezza si fa spesso ricorso ai lassativi i quali spesso aiutano a risolvere il problema pur non risolvendolo all’origine. Inoltre, sebbene utili, è bene non abusarne per evitare di incorrere in fastidiosi effetti collaterali.
Esistono diverse tipologie di lassativi:
- Lassativi formanti massa: Aumentano il volume delle feci apportando una notevole quantità di sostanze indigeribili. Ne fanno parte crusca, semi di psillio, cellulosa, semi di lino.
- Lassativi irritanti: Sono lassativi basati sull’uso di sostanze quali senna, rabarbaro, cascara, aloe, che aumentano le contrazioni intestinali favorendo quindi la progressione delle feci. Sono lassativi piuttosto forti che per questo andrebbero usato solo in casa di stipsi prolungata. Ad alte dosi causano diarrea e dolori addominali.
- Lassativi osmotici: Come il lattulosio e di sali di magnesio agiscono richiamano acqua nell’intestino e quindi rendendo le feci più morbide. Possono causare tuttavia disidratazione, crampi e coliche.
- Lassativi emolienti: Come la glicerina o oli odi vasellina sono utili soprattutto in caso defecazione dolorosa per la presenza di emorroidi ad esempio. Questi lassativi, che possono essere presi per bocca o per via rettale si mescolano al materiale fecale rendendo quindi le feci più morbide e lubrificate.
Considerazioni Importanti
Questi consigli sono puramente generali. Ho parlato ad esempio dell’importanza del consumo di frutta e verdura per la loro ricchezza in fibra per ridurre i sintomi della stipsi. Vi sono però situazioni in cui è proprio l’eccesso di fibra a compromettere la corretta funzionalità intestinale! Inoltre, come accennato, la stipsi si può associare anche ad altre patologie come colite, meteorismo, o diverticolosi. Tutti casi che necessitano di una trattazione specifica (è noto ad esempio che in caso di diverticoli il consumo di kiwi è sconsigliato per la presenza di semini).
Inoltre, è importante ricordare che:
- La stipsi atonica è statisticamente più frequente e caratterizzata da una ridotta attività contrattile della muscolatura liscia viscerale che causa il rallentamento dei processi digestivi con conseguente dilatazione delle anse intestinali e gonfiore addominale. Essa si accompagna generalmente a meteorismo e processi fermentativi intestinali, con possibile flatulenza. In questo caso, limitare i legumi, poiché potrebbero esacerbare il meteorismo e la fermentazione intestinale.
- La stipsi ipertonica è statisticamente meno frequente e caratteristica dei soggetti che manifestano una sensibilità psico-emotiva dovuta alla prevalenza del sistema vegetativo ortosimpatico, i cui mediatori chimici sono l’adrenalina e la noradrenalina. Nella stipsi ipertonica, oltre agli alimenti lassativi consigliati nei casi di stipsi atonica, sono indicati tutti i cibi ricchi di potassio, dotati di una forte azione miorilassante sulla muscolatura liscia viscerale. Sono controindicate tutte le preparazioni che prevedono un forte stimolo epatico, quali la frittura e le cotture trifolate, soffritte e ripassate.
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