Il Nutrizionista Sportivo Specializzato in Tennis: Un Approccio a 360 Gradi

Il tennis è uno sport complesso che richiede una straordinaria combinazione di abilità fisiche, tecniche e mentali. L’alternanza tra scatti esplosivi e momenti di recupero, unita alla necessità di prendere decisioni strategiche in frazioni di secondo, rende il tennis unico dal punto di vista fisiologico. I movimenti richiesti nel tennis sono altamente dinamici e multidimensionali, coinvolgendo accelerazioni, decelerazioni, cambi di direzione rapidissimi e rotazioni del busto. Il tennis è caratterizzato da movimenti laterali e diagonali rapidi.

La durata complessiva di una partita può variare notevolmente, da meno di una a oltre cinque ore nei match più lunghi. La velocità raggiunta dagli atleti va da un leggero ritmo di jogging - da 1,5 a 2,8 metri/secondo - fino a valori, negli scambi più veloci, compresi tra 5 e 8 metri/secondo. Durante uno scambio l’atleta deve cambiare direzione costantemente, ogni volta coprendo distanze che in media vanno da 2 a 4 metri. Infne, il tennis è uno sport strategico che richiede di adattarsi continuamente alle condizioni del gioco e alle mosse dell’avversario.

La capacità aerobica è fondamentale per il recupero tra gli scambi e per sostenere partite lunghe. Gli sforzi esplosivi, come scatti e colpi potenti, dipendono dal sistema anaerobico-alattacido. Il tennis è uno sport molto tecnico: il giocatore deve avere una completa padronanza dei vari colpi e deve saperli esprimenre con rapidità e precisione anche nelle situazioni più estreme. La tecnica è fondamentale per eseguire colpi precisi e potenti, e allo stesso tempo permette di ridurre il rischio di infortuni.

L'Importanza dell'Alimentazione nel Tennis

Il tennis è soprattutto uno sport mentale: la durata del gioco impone la necessità di mantenere la concentrazione e gestire lo stress nei momenti decisivi, un fattore cruciale, comune a tutti i giocatori di successo. Durante una partita il tenista gioca contro l’avversario ma , soprattutto, gioca contro i propri “demoni” - emozioni, insicurezze, dubbi, ansia, crisi di autostima, dialoghi interiori che amplificano ogni difficoltà - una sfida difficilissima che richiede una grande preparazione, fuori e dentro il campo, da gestire con l’apporto decisivo di un buon allenatore e, spesso, di uno psicologo dello sport. Allenamenti e partite possono avere una notevole durante e possono causare l’insorgere più o meno rapido di una sensazione di fatica che può drasticamente ridurre le capacità del giocatore. Non è neppure da trascurare lo stress cardiovascolare in allenamento e, soprattutto, durante una partita. La frequenza cardiaca media durante una partita varia tra il 60% e l’80% della frequenza cardiaca massima, con picchi del 90% durante gli scambi intensi.

Un fattore da non trascurare è lo stress termico tipico di questa attività, che spesso è praticata all’aperto durante il perido estivo, talvolta con temperatura ed umidità non proprio ottimali. Giocare una partita in queste condizioni comporta una perdita di liquidi e d elettroliti notevoli e sappiamo bene che già una disidratazione del 2% del peso corporeo può ridurre significativamente la prestazione, incidendo in misura rilevante sulla capacità mnuscolare e sulla lucidità mentale dell’atleta. In realtà, il tennis fa bene alla salute di chi lo pratica. Il tennis, in ultima analisi, è uno sport che può aiutare a sviluppare doti fisiche e mentali importanti, migliorare le condizioni fisiche di chi lo pratica e contribuire a ridurre il rischio di tutta una serie di patologie non trasmissibili, purtroppo molto diffuse in una popolazione sempre più sedentaria. In una situazione ideale ci si dovrebbe avvicinare a questo sport con una guida che possa aiutare a sviluppare in sicurezza una buona tecnica e una preparazione di base fisica e mentale, magari rivolgendosi a uno dei tanti circoli sempre più diffusi sul territorio.

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Il Ruolo dell'Educatore Alimentare nel Tennis

Imparare a mangiare in modo corretto è parte integrante dell'educazione di un giocatore di tennis. Da un paio d’anni tutte le Super e Top School riconosciute dalla Federazione Italiana Tennis hanno l’obbligo di inserire nel proprio organigramma la figura dell'Educatore Alimentare per il Tennis, che affianchi lo staff didattico e sia a disposizione di atleti e genitori con l'obiettivo di fornire informazioni valide e strumenti utili per scegliere consapevolmente cosa, quanto e quando mangiare. Un'alimentazione corretta è di grande ausilio e diventa, in molti casi, parte integrante e sostegno irrinunciabile della preparazione atletica. Negli ultimi anni, i comportamenti e le scelte alimentari degli atleti sono stati indotti principalmente da un mercato sempre più incentrato su un eccessivo utilizzo di integratori e prodotti specifici. Per tale motivo, dal 2018 la Federazione Italiana Tennis richiede ai circoli con scuole tennis che ambiscono al riconoscimento di Super School e Top School, di inserire nel proprio organigramma la figura dell’Educatore Alimentare per il Tennis.

A partire dall'anno di formazione 2016, anticipatamente a tale obbligatorietà, l’Istituto Superiore di Formazione della FIT ''Roberto Lombardi'' ha indetto un bando di concorso e organizzato corsi in tutta Italia per la formazione di questa speciale figura. L'obiettivo di questi corsi è formare professionisti idonei a operare come esperti di problematiche nutrizionali applicate al tennis, fornendo ai partecipanti gli strumenti che permettano di intervenire sullo stile di vita alimentare dei soggetti che praticano il tennis a vari livelli. Molti atleti non soddisfano i loro obiettivi nutrizionali a causa di una scarsa conoscenza del cibo, insufficiente od obsoleta preparazione sulla nutrizione sportiva, poca disponibilità a fare buone scelte alimentari, uso indiscriminato di integratori e di prodotti per lo sport.

Dunque per chi si avvicina al tennis, e vuole intraprendere un percorso di crescita sportiva completa, diventa fondamentale rivolgersi, oltre che all’insegnante di tennis per tutti gli espetti tecnici, tattici, strategici del gioco, anche al preparatore fisico e a all’educatore alimentare. il corretto apporto di carboidrati, in grado di influenzare la prestazione e il successivo recupero.

Il Biologo Nutrizionista: Un Esperto a 360 Gradi

In questo contesto di singolare importanza, il Biologo Nutrizionista si inserisce con un ampio raggio d’azione. Tecnicamente, è un laureato in Biologia che, a seguito di corsi di specializzazione tramite scuole o master e al superamento dell’Esame di Stato, diventa un esperto dell’alimentazione abilitato. Il Biologo Nutrizionista può elaborare autonomamente diete personalizzate, purché iscritto all’Albo dei Biologi della propria regione di appartenenza. A seguito di un’attenta anamnesi, egli fornisce consigli sulla scelta dei cibi più appropriati e degli eventuali integratori. Ha un ruolo cruciale nell’ambito della prevenzione di patologie e sa essere di sostegno con l’alimentazione alle cure farmacologiche persino in ambito oncologico.

Elabora piani dietetici per la ristorazione collettiva come mense scolastiche ed aziendali. Si integra perfettamente nel team specialistico di professionisti per il trattamento dei sempre più comuni Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione. Grazie alle sue competenze, il Biologo Nutrizionista svolge un ruolo chiave nella prevenzione primaria pertanto collabora con altre figure specialistiche in ambito medico al fine di tutelare la salute del paziente.

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Consigli Pratici e Strategie Alimentari

Sarà una frase fatta, ma dietro ogni performance di alto livello c’è un corretto approccio all’alimentazione. Il tennis attuale vive di dettagli. Ogni componente è studiato al microscopio, perché ormai sono sfumature e particolari a fare la differenza. Prendiamo le racchette: 10 grammi in più o in meno di peso, o 1 kg di differenza possono essere decisivi. Ma il carburante di ogni atleta rimane il cibo, dunque è fondamentale che il tennista si alimenti nel modo corretto per performare al meglio. Per questo, la figura del nutrizionista è sempre più importante. Lo sa bene ASICS: d’altra parte, l’acronimo del brand ben descrive la vocazione per la salute: Anima Sana in Corpore Sano.

Quando si pensa che lo sportivo debba mangiare diversamente non è corretto: semplicemente, la dieta ha obiettivi diversi. Faccio l’esempio dell’idratazione: ci dicono di bere 2, 2.5 litri d’acqua al giorno. Nel caso dello sportivo, deve essere fatto tutto in modo scientifico e servono attenzioni aggiuntive. Altro esempio: lo stigma verso i carboidrati non è corretto. Sono il principale combustibile dello sportivo, ancora più delle proteine. Un tennista potrebbe avere bisogno di 10 grammi di carboidrati per ogni chilo di peso, quindi un consumo importante. In definitiva, gli alimenti sono diversi ma vanno assunti in porzioni e tempistiche diverse. I cibi integrali fanno bene,ma prima di una gara un atleta fatica a digerirli.

Una corretta idratazione può influire al 20-30%, figurarsi i nutrienti. Se un match supera le 2-3 ore, esistono accorgimenti per non calare troppo di energia?Fino ai 60 minuti di impegno, la cosa più importante è l’acqua. Le bevande energetiche non servono. Superati i 60 minuti, la letteratura dice che servono sodio, cloro, carboidrati e zuccheri e lento rilascio, però non possiamo prevedere la durata esatta di una partita. Se il match si allunga, una bevanda energetica può andare bene. Ai ragazzi consiglio di prepararsela da soli: bastano succo di frutta, sale da cucina e acqua. Quelle in commercio sono pre-confezionate e hanno più zucchero del dovuto. Le maltodestrine in polvere possono essere molto utili. Dopo 2-3 ore può essere necessario il fruttosio, quindi la famosa banana può dare una mano. Ma attenzione: è bene essere a conoscenza della propria capacità digestiva. L’integratore non deve portare pesantezza o acidità.

L'Importanza del Riposo e la Gestione del Calendario

Tantissimo, soprattutto per le ragazze. Possono rischiare di cadere nella triade dell’atleta, le cui conseguenze possono essere molto pesanti. Più in generale, è importante non sovraccaricare i ragazzi. Nel post-allenamento sono fondamentali carboidrati, sali e il recupero dei liquidi persi. Il riposo è il miglior doping possibile.

I più forti sono obbligati a giocare determinati tornei per motivi di sponsor e classifica. Per loro è più difficile prendersi periodi di riposo, ma oggi le trasferte sono molto più comode. Gli attuali mezzi di trasporto garantiscono diversi comfort, in aereo si può dormire. Certo, è cambiata l’intensità e il gioco è sempre più fisico. Basta guardare la fisicità rispetto agli anni ’70, c’è uno stress muscolare molto diverso.

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Il Nutrizionista come Membro Integrante del Team

Mi domando spesso se la mia funzione potrebbe essere utile in trasferta, in che modo potrei aiutare sul campo. E dico di sì. Prendi l’idratazione: per un giocatore è una bella fonte di tranquillità avere il nutrizionista che ti dice esattamente di cosa ha bisogno, cosa mangiare, quali integratori prendere. Potrebbe essere una carta aggiuntiva. Magari può confrontarsi con la cucina dell’hotel e proporre un menù specifico per l’atleta. Senza dimenticare la sicurezza alimentare: quante volte abbiamo visto un tennista prendersi un virus dovuto all’alimentazione? Solo il nutrizionista potrebbe fare un lavoro di questo tipo. E poi, la gestione degli integratori a chi è affidata? Al preparatore atletico, che però non ha tutte le nozioni necessarie. Se finisce il barattolo di maltodestrine cosa scelgo? In base a cosa? Vedremo sempre più nutrizionisti in giro, anche se non tutti se lo possono permettere. Al contrario, le federazioni potrebbero mettere a budget un nutrizionista e metterlo a disposizione dei vari giocatori.

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