Noci: Valori Nutrizionali e Benefici per la Salute

Le noci sono il seme dell’albero Noce e, come tali, racchiudono i geni di questa pianta che produce anche uno dei legni più duri conosciuti e maggiormente impiegati. Belle e buone, sono dotate di proprietà nutrizionali molto importanti per l’intero organismo.

Valori Nutrizionali delle Noci

Le noci sono caratterizzate da un profilo nutrizionale particolarmente ricco e bilanciato. Le noci contengono grassi vegetali, proteine e fibre vegetali e sali minerali, come Rame, Manganese, Fosforo e Magnesio.

Ecco una panoramica dei principali nutrienti presenti in 100g di noci:

  • Proteine: 24g
  • Carboidrati netti: Circa 5.1 grammi
  • Vitamina E: 2,6 mg

La componente lipidica è dominata dagli acidi grassi polinsaturi, in particolare l’acido alfa-linolenico (ALA), un omega-3 di origine vegetale che rappresenta circa il 9% del peso totale. Le proprietà delle noci includono anche un apporto proteico di qualità, contenente tutti gli aminoacidi essenziali.

Le noci sono inoltre fonte di vitamina E in forma di gamma-tocoferolo. Le noci sono una fonte eccellente di diverse vitamine del gruppo B.

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Benefici per la Salute

Le noci contengono principi nutritivi utili a favorire il buon funzionamento dell'intero organismo. Le proprietà delle noci più studiate riguardano la protezione cardiovascolare. Tra i benefici derivanti dal loro consumo sono inclusi la riduzione del colesterolo totale e di quello cattivo, il miglioramento del tono dei vasi sanguigni, la riduzione dell’aggregazione delle piastrine e quella dei marcatori dell’infiammazioni, tutti effetti positivi in termini di salute cardiovascolare.

Le noci sono tradizionalmente associate al benessere cerebrale, non solo per la loro forma che ricorda il cervello umano. L’acido alfa-linolenico contribuisce al normale sviluppo cerebrale e può supportare le funzioni cognitive.

Le proprietà delle noci includono una potente azione antiossidante, dovuta alla presenza di vitamina E, selenio e composti fenolici.

Noci e Dieta Chetogenica

Sei agli inizi con la chetogenica? Se consumato con moderazione, questo alimento può essere incluso nella tua dieta chetogenica, nonostante il suo quantitativo notevole di carboidrati netti. Contiene circa 5.1 grammi di carboidrati netti per 100g.

Noci e Peso Corporeo

Questo alimento ha un alto impatto ingrassante per via dei macronutrienti e calorie che possiede e potrebbe portare all'aumento di peso se non fai attenzione alle quantità. Tuttavia, nonostante l’elevato contenuto calorico, le noci possono essere integrate in una dieta equilibrata senza compromettere il controllo del peso. Avendo un alto contenuto proteico e di fibre alimentari, possono aiutare il senso di sazietà (soprattutto a lungo termine).

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N.B. Ricorda che un alimento non "fa ingrassare" di per sé: può variare enormemente a seconda delle porzioni e del tuo stile di vita. Attenzione però a consumare questo alimento in sostituzione di altri alimenti e non in aggiunta. Il sovrappeso e l'obesità rappresentano i fattori di rischio più temuti delle malattie cardiovascolari pertanto se con le noci aiutiamo le nostre arterie e il cuore a funzionare meglio, aumentando di peso aumenterebbe ancora di più il rischio cardiovascolare.

Le noci sono un frutto molto calorico (610-660kcal), sicuramente in un regime dietetico bisogna prestare particolare attenzione a non mangiarne in eccesso (più di 4-5). Anche se gli studi epidemiologici correlano le noci a persone magre, è semplicemente perchè questo frutto viene spesso mangiato dagli sportivi e da chi presta attenzione alla sua alimentazione.

Omega 3 e Omega 6

Anche se generalmente si pensa che la frutta secca ha grassi buoni (ed in parte è vero visto il basso contenuto di acidi grassi saturi), le noci sono particolarmente ricche di omega 6 (acidi grassi essenziali), i quali se assunti in eccesso hanno un effetto proinfiammatorio. Il rapporto con gli omega 3 è di 1/16 a favore degli omega 6. Inoltre gli omega 3 sono della famiglia ALA la quale è poco bioattiva per l’uomo (ci mangano gli enzimi specifici).

Come Integrare le Noci nella Dieta

Tutti i giorni apri qualche noce, gustale al naturale, con la frutta fresca, con il formaggio. Non c’è un momento migliore per consumare una porzione di noci, è possibile consumarle a fine pasto come dessert o agli spuntini, ma esistono molte altre possibilità di consumo, in particolare associandole ad altri alimenti, rendendoli più gustosi.

Ad esempio, possono essere aggiunte, insieme ai cereali croccanti, al latte o allo yogurt durante la colazione: molte preparazioni industriali di cereali e muesli contengono per esempio frutta secca. Oppure, possono essere aggiunte ad insalate fantasiose (ad esempio, lattuga, noci e melograno) o alla macedonia.

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Non manca il loro utilizzo nella preparazione di molti dessert, a base di mousse o gelato, ma anche nell’impasto di molti prodotti da forno (ad esempio, torta di noci, cioccolato con noci, biscotti con le noci…). Uno snack o un secondo prelibato è Grana Padano DOP, pera e noci. In questa ricetta troviamo un mix di nutrienti formidabili che si aggiungono a quelli delle noci e della pera, in quanto questo formaggio è un concentrato dei nutrienti del latte e apporta proteine ad alto valore biologico, tanto calcio e vitamine come la A, la B12 e tutto il gruppo B, minerali antiossidanti come zinco e selenio.

Allergie

Negli ultimi anni sono aumentate le persone che soffrono d’allergia alle noci (si stima 1 su 100) ed alla frutta secca (in particolare alle arachidi). I disturbi possono andare dal semplice gonfiare di stomaco, diarrea, nausea, vomito fino allo shock anafilattico. Va quindi prestata attenzione se ogni volta che mangiamo le noci iniziamo a soffrire di qualche disturbo.

Conservazione

Per preservare al meglio le proprietà delle noci, è importante conservarle in luoghi freschi e asciutti, preferibilmente in contenitori ermetici.

Varietà di Noci

Le noci sono i semi di piante appartenenti al genere Juglans. Le tre specie principali sono Juglans regia, Juglans nigra e Juglans cinerea, di cui esistono dozzine di varietà distinte. Tra le varietà di noci più importanti in Italia, ricordiamo: la Sorrento, la varietà più diffusa in Italia, a duplice destinazione (frutto e legno); la Franquette, anch'essa usata per il frutto e il legname, più adatta alle condizioni climatiche del Centro-Nord e alle zone più fredde del Sud, per il suo bisogno di temperature basse; la Hartley, una varietà solo da frutto che si adatta bene sia al Nord che al Sud.

Esistono anche varietà di noci tropicali come la noce del Brasile e la noce Pecan. La prima è originaria dell'Amazzonia: ha un sapore simile al cocco ed è contenuta in un frutto grande ben 15 centimetri di diametro. La noce Pecan è una pianta originaria della zona al confine tra Messico e Stati Uniti. In Italia, è presente in piccoli appezzamenti specializzati in Sicilia e in Puglia.

Cenni Storici

L'origine del noce è alquanto misteriosa. Probabilmente, si è diffuso a partire dalle regioni dell'Asia Minore, ai piedi dell'Himalaya. Il noce è coltivato fin dall'età della pietra. Era un albero molto apprezzato dai Greci che lo amavano per la maestosità e la bontà dei frutti.

Fu importato a Roma dalla Grecia, nel I secolo a.C. Da lì, si diffuse nel resto d'Europa. Gli antichi romani furono i suoi più grandi estimatori. Ne apprezzavano il legno duro e pesante e i frutti prelibati, considerati un dono divino. Negli scavi di Pompei sono state trovate noci carbonizzate con le stesse caratteristiche di quelle coltivate oggi a a Sorrento.

Oggi, i principali Paesi produttori di noci sono la Cina, gli Stati Uniti, la Francia, l'India, l'Italia e la Turchia. Il noce è un albero maestoso, alto fino a 25 metri, dal tronco eretto, con una chioma a forma di grande cupola. È un albero molto longevo che può raggiungere anche i 200 anni di età. Cresce isolato o in piccoli gruppi, nelle radure e nei boschi, in posizioni ben esposte, in collina e in montagna fino a 1000 metri di altitudine.

Una pianta di noce in piena produzione è in grado di fornire dai 50 ai 70 kg di frutti. La raccolta va da metà settembre a fine ottobre. In Italia, la raccolta delle noci avviene ancora in modo manuale, raccogliendo i frutti caduti o battendo l'albero con l'ausilio di pertiche.

Il noce è amato anche per il suo legno, non particolarmente duro. Tra i legnami pregiati, è uno dei più utilizzati per la realizzazione di arredi, tanto da aver soppiantato nei secoli la quercia nella produzione di mobili pregiati.

Le Noci per i Romani

Secondo Plinio, i Romani videro l'albero di noce in Grecia e lo portarono a Roma. In un poemetto dedicato proprio alle noci, il poeta romano Ovidio racconta di un gioco diffuso fra i ragazzi del tempo, in cui le noci venivano usate come palline. Il gioco delle noci viene spesso rappresentato nell'iconografia classica come simbolo della gioventù. Da qui, derivava l'usanza di gettare le noci in occasione di matrimoni, un gesto simbolico per indicare la fine dell'età dei giochi.

La Noce e le Streghe

Nella fantasia popolare, l'albero delle noci era considerato un luogo di ritrovo delle streghe. In base alle superstizioni popolari, le streghe trovavano rifugio all'interno dei tronchi cavi dei noci.

La Noce come un Cervello

Nel Medioevo, la somiglianza del gheriglio di noce col cervello umano portò alla convinzione che la noce potesse curare le infermità mentali.

L'Olio di Noce

Nei periodi di guerra, quando non era possibile acquistare l'olio di oliva, poiché irreperibile o per i prezzi proibitivi, l'olio di noci, nato per essere utilizzato per essere bruciato e illuminare, è stato impiegato sia come medicinale che come condimento alimentare.

Le Noci e il Solstizio d'Estate

La tradizione racconta che, in occasione della notte di San Giovanni, che ricorre il 24 giugno, appena poco dopo il solstizio d'estate, le donne scomparissero nel buio della campagna per riunirsi sotto un albero di noce. Lì, la più esperta saliva su una scala a piedi nudi e sceglieva le noci più integre. Le noci venivano toccate appena, affinché conservassero un velo di rugiada, e, poi, venivano adagiate su sacchi vuoti, in modo che si ricoprissero ancora di rugiada notturna. Il giorno successivo, le noci venivano sgusciate e i gherigli venivano tagliati in quattro e poste in vasi di vetro colmi di alcol. I contenitori venivano esposti al sole per 40 o 60 giorni, al fine di produrre un liquore dolce e aromatico, il Nocino.

Disclaimer: Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

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