Ogni Quanto Andare Dal Nutrizionista: Frequenza Consigliata e Approccio Personalizzato

Le abitudini alimentari sono tra i maggiori determinanti della salute e in gran parte dei Paesi nel mondo parte della popolazione soffre di uno o più problemi legati alla malnutrizione: per difetto (per carenza acuta o cronica di micronutrienti) o per eccesso (energetico, di zuccheri e grassi e per carenza di micronutrienti importanti).

In Italia la diffusione di abitudini alimentari non salutari ha provocato un aumento dei tassi di sovrappeso per quasi il 60% della popolazione, un terzo della quale soffre di obesità. A questi problemi sono associate malattie come le patologie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e alcune forme di cancro.

A rendere meno virtuose le nostre scelte a tavola sono in parte alcuni grandi cambiamenti sociali ed economici, come le tendenze alla globalizzazione e all’urbanizzazione, su cui è difficile intervenire. Altri hanno invece a che fare con la perdita della cultura e tradizione alimentare, o l’orientamento verso prodotti a basso valore nutrizionale: tendenze su cui è possibile intervenire individualmente per contrastarle.

A peggiorare la situazione c’è poi la sedentarietà, che cresce progressivamente con l’età e finisce per riguardare oltre 1 adulto su 3. Secondo l’Atlante delle malattie cardiache e dell’ictus cerebrale, recentemente pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la combinazione di alimentazione poco salutare e sedentarietà è la seconda causa maggiormente responsabile dei 17 milioni di morti per malattie cardiovascolari e cerebrali, preceduta soltanto dall’abitudine al fumo.

Ma non solo. Queste due componenti hanno un impatto significativo anche in ambito oncologico. Non a caso in tutte le raccomandazioni internazionali, tra cui quelle italiane, è sempre sottolineata l’importanza di seguire una dieta varia ed equilibrata e di fare attività fisica per ridurre il rischio di ammalarsi di diverse forme di cancro.

Leggi anche: Come le tisane possono aiutarti a dimagrire

L'Importanza di una Dieta Equilibrata

Le regole da seguire per mantenersi in salute, in fondo, sono semplici e accessibili. Nessun alimento dovrebbe essere escluso da una dieta equilibrata, a meno che non si soffra di allergie o intolleranze alimentari. La dieta mediterranea, considerata il tipo di alimentazione più indicato per ridurre l’impatto delle malattie croniche e favorire di conseguenza un aumento della longevità, prevede il consumo di tutti gli alimenti in quantità controllate, anche nel corso dell’età adulta.

Poiché non esiste alcun alimento che racchiuda in sé le adeguate quantità dei diversi nutrienti, l’unico modo per garantire all’organismo un appropriato apporto nutrizionale è seguire un’alimentazione più varia ed equilibrata possibile.

In questa fase della vita, una delle condizioni essenziali per godere di un buono stato di salute è mantenere un peso corporeo ottimale, anche se ciò non è sempre facile da realizzare. La mancanza di tempo da dedicare all’attività fisica e all’acquisto e preparazione degli alimenti, sono ulteriori fattori che stanno condizionando negativamente le scelte alimentari e la distribuzione dei pasti durante la giornata.

L’esposizione continua a un’offerta di cibo ad alta densità energetica e gradevolezza, peraltro in grandi porzioni e quantità, non favorisce la moderazione. Orari lavorativi troppo lunghi e poco tempo libero, inoltre, condizionano anche il livello di stress e la qualità e quantità del sonno. Ciò si riflette in un’alterazione della regolazione dell’appetito tramite l’aumento del senso di fame, regolato da ormoni quali il cortisolo e la grelina, e la diminuzione della sazietà, tramite la leptina, una sostanza coinvolta anche nell’allattamento al seno.

Un’altra conseguenza può essere l’abitudine a saltare la prima colazione e a consumare cene molto abbondanti. Lo squilibrio tra apporto e dispendio energetico che porta un individuo a ingrassare dipende dunque dalla qualità della dieta, da abitudini alimentari non salutari e a volte anche da scarsa attività fisica.

Leggi anche: Guida al calcolo delle calorie

Un contributo significativo all’aumento del peso dei cittadini europei lo stanno dando i consumi crescenti di alimenti ultraprocessati, ricchi di zuccheri, grassi saturi e poveri di micronutrienti essenziali. A ciò occorre aggiungere l’aumento delle porzioni e il consumo fuori pasto di cibi altamente energetici e bevande zuccherate.

Questi 3 aspetti - spesso combinati, in consumatori alle prese con il sovrappeso e l’obesità - determinano uno squilibrio della dieta verso un elevato introito energetico. Le persone sono inconsapevolmente portate all’iperconsumo passivo e non si rendono conto di mangiare spesso prodotti ad alta densità energetica.

Per riuscire a impostare in modo sano le proprie abitudini alimentari, è importante avere ben chiaro quali funzioni svolgono gli alimenti nel nostro corpo. E soprattutto di quanta energia esso ha bisogno per svolgere le proprie funzioni di base, attraverso il metabolismo basale.

Fabbisogno Energetico Giornaliero

Secondo la Società italiana di nutrizione umana (SINU), che si occupa di elaborare i Livelli essenziali di assunzione dei nutrienti e dell’energia (LARN), un uomo adulto (30-59 anni) alto 170 centimetri ha bisogno di circa 2.300-2.600 kcal al giorno. A fronte di un notevole dispendio energetico legato a professioni poco sedentarie o all’attività sportiva, può raggiungere punte anche di 3.400 kcal. Per le donne, invece, in linea di massima ne bastano tra 1.900 e 2.100, con un valore massimo che può arrivare a 2.860 kcal.

Queste sono naturalmente indicazioni generali, poiché il fabbisogno energetico è molto diverso a livello individuale e occorre tenere conto dell’età, del sesso, della costituzione (peso e altezza) e, come detto, del grado di attività fisica svolta.

Leggi anche: Proteine in polvere: quando e come assumerle?

Suddivisione dei Macronutrienti

Per tenere conto dell’apporto energetico proveniente dalla dieta, è bene essere adeguatamente informati. Se si seguono con regolarità e costanza le raccomandazioni per una sana alimentazione, il corpo si regola da sé, senza bisogno di calcolare con minuziosità calorie e nutrienti. Il nostro organismo, infatti, è abituato ad accumulare gli eccessi che provengono dalla dieta e a demolirli poi, quando la dieta stessa invece scarseggia.

Può aiutare partire dalla suddivisione dei macronutrienti a tavola. È importante sapere che le calorie sulla tavola di un adulto dovrebbero essere distribuite grosso modo così: carboidrati (55-60%), grassi (20-30%) e proteine (15-20%). Nel considerare queste percentuali bisogna tenere conto che non si riferiscono al peso degli alimenti, ma all’energia fornita. Per esempio, 20 g di grassi o olio forniscono 180 kcal, mentre 20 g di carboidrati ne forniscono 80. È quindi evidente che per raggiungere tali percentuali dovremmo mangiare molti cereali (preferibilmente integrali) e pochi grassi.

Inoltre, è sempre consigliato il consumo di 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, possibilmente di stagione e locali.

L'Importanza della Consulenza di un Nutrizionista

Quando si tratta di salute e alimentazione, affidarsi a un professionista qualificato è fondamentale. Il dietologo è un medico specializzato in Scienza dell’Alimentazione, mentre il biologo nutrizionista è un biologo che ha acquisito competenze specifiche nel campo della nutrizione umana. Entrambi possono elaborare piani alimentari personalizzati, ma solo il dietologo può fare diagnosi e prescrivere farmaci.

La dietologia è la branca della medicina che studia l’alimentazione umana in relazione alla salute, con particolare attenzione alla prevenzione e al trattamento delle malattie attraverso la dieta. Successivamente è necessario completare la specializzazione in Scienza dell’Alimentazione, un percorso di formazione post-laurea della durata di 4 anni. Il dietologo si occupa della valutazione, diagnosi (in quanto medico) e trattamento dei disturbi legati all’alimentazione e alla nutrizione.

Quando Consultare un Nutrizionista

In generale, il medico di base può gestire situazioni di sovrappeso lieve o moderato e fornire consigli alimentari di base. Tuttavia, ci sono situazioni in cui è consigliabile rivolgersi a un nutrizionista:

  • Presenza di patologie specifiche (diabete, PCOS, ipercolesterolemia, ecc.)
  • Difficoltà a perdere peso nonostante una dieta equilibrata e attività fisica
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Necessità di una dieta personalizzata per sportivi o donne in gravidanza

Come si Svolge una Visita Nutrizionistica

Inizialmente, il dietologo raccoglie un’anamnesi completa, indagando sulla storia medica personale e familiare, abitudini alimentari, stile di vita, attività fisica, eventuali disturbi gastrointestinali e storia del peso corporeo.

Ogni Quanto Andare dal Nutrizionista?

La frequenza delle visite dal nutrizionista dipende da diversi fattori, tra cui:

  • Obiettivi del paziente
  • Condizioni di salute
  • Tipo di approccio seguito

In genere, si consiglia un primo controllo dopo 2-4 settimane dall'inizio del piano alimentare, per valutare i progressi e apportare eventuali modifiche. Successivamente, le visite possono essere diradate a cadenza mensile o bimestrale, a seconda delle necessità.

Approccio Non Prescrittivo e Alimentazione Intuitiva

Alcuni nutrizionisti adottano un approccio non prescrittivo, ispirato all’alimentazione intuitiva e fondato sui principi di inclusività del peso del paradigma HAES® - Health at Every Size. Questo approccio si concentra sul miglioramento del rapporto con il cibo e con il corpo, piuttosto che sulla perdita di peso. Lavora su aspetti nutrizionali, emozionali e pratici, costruendo un’alimentazione di benessere personalizzata e positiva, affrontando temi come fame e sazietà, fame emotiva, e decostruendo regole e falsi miti sull’alimentazione.

Patologie Specifiche e Ruolo del Nutrizionista

Il nutrizionista può svolgere un ruolo fondamentale nel trattamento di diverse patologie, tra cui:

PCOS (Sindrome dell'Ovaio Policistico)

La PCOS è caratterizzata dall’associazione di più segni o sintomi che comprende iperandrogenismo, un particolare quadro morfologico delle ovaie, alterazioni delle gonadotropine, alterazioni del metabolismo dell’insulina. Le donne con PCOS possono presentare gradi diversi di insulino-resistenza (IR) fino al diabete clinico, dislipidemia mista con VLDL elevati, HDL bassi e trigliceridi alti, ed inoltre obesità nel 50% dei casi, con tipica distribuzione di tipo androide. Queste caratteristiche rendono le donne con PCOS ad aumentato rischio di sindrome metabolica.

L’importanza dell’identificazione di questo indicatore si è accresciuta nel tempo a fronte delle numerose evidenze scientifiche che mostrano come una scelta alimentare che ne tenga conto sia coinvolta nella prevenzione e nel trattamento di varie condizioni patologiche, come appunto la PCOS.

Diabete

Il diabete racchiude sotto il suo nome tutta una serie di patologie, anche molto diverse tra loro per cause e terapie, accomunate dall’aumento del glucosio nel sangue. Il cosiddetto diabete alimentare (di tipo II) può essere evitato e addirittura guarito con una corretta alimentazione. La dieta ottimale per i diabetici serve soprattutto a mantenere sotto controllo il livello di zucchero e di insulina nel sangue, pur garantendo l’assunzione di tutti i nutrienti necessari alla salute. La dieta ideale per il diabete non è affatto complessa o restrittiva.

Obesità

L’obesità è una condizione morbosa caratterizzata da un eccesso di massa adiposa rispetto alla massa magra, in base ai limiti ritenuti normali per età, sesso e statura. La dieta per l’obesità è un regime alimentare che favorisce la riduzione del peso e il ripristino dell’omeostasi metabolica ma che, in tutti i sensi, non incide negativamente sullo stato di salute dell’obeso. La dieta per l’obesità deve risultare anzitutto educativa, ciò significa che, al termine della terapia, il soggetto dovrà sapere come mangiare per conservare la forma fisica raggiunta.

Ipercolesterolemia

L’eccessiva concentrazione di colesterolo nel sangue non è una vera e propria malattia, bensì un disordine metabolico che a sua volta può divenire causa di svariati processi morbosi, in particolare di patologie cardiovascolari. La maggior parte del colesterolo umano è di derivazione endogena. L’apporto di colesterolo esogeno influenza in modo marginale la colesterolemia quando l’alimentazione sia normocalorica e i grassi saturi vengano contenuti entro la percentuale prevista dalle raccomandazioni internazionali. La restrizione alimentare è d’obbligo ma in genere non riduce più del 15-20% la colesterolemia e non deve escludere, ma solo diminuire, la frequenza e le porzioni dei cibi più ricchi di colesterolo.

Steatosi Epatica

E’ una vera e propria degenerazione del fegato, causata dall’accumulo di trigliceridi negli epatociti. Un fegato francamente grasso costituisce una degenerazione importante, grave e allarmante. E’ assolutamente indispensabile che chi presenta fattori di rischio quali obesità, patologie metaboliche, familiarità, alcolismo o abuso alcolico, sedentarietà e fattori secondari (come l’abuso farmacologico o di doping o di sostanze nervine) , faccia attenzione alla sintomatologia dolorosa che spesso si manifesta precocemente con la sensazione di indolenzimento o gonfiore.

Problemi alla Tiroide

I problemi e le malattie alla tiroide sono in netto aumento negli ultimi anni e disegnano ormai una mappa ben precisa dell’influenza che la vita moderna, con i suoi inquinanti ambientali, il suo ritmo stressante e la sua alimentazione povera di nutrienti, ha imposto alle società industrializzate. In alcune situazioni, è infatti necessario elaborare una dieta ottimale per correggere alcune disfunzioni, andando di pari passo con la terapia medica. Invece in altri casi non è necessario seguire un regime dietetico specifico, ma semplicemente alcuni consigli. I cibi che contengono iodio e l’utilizzo del sale iodato (iodoprofilassi) aiutano a prevenire il gozzo, cioè l’ingrandimento volumetrico della tiroide.

Ipertensione

L’ipertensione, o ipertensione arteriosa, è una condizione patologica caratterizzata dalla presenza costante (non occasionale) di livelli pressori a riposo superiori alla normalità. Ad oggi in tutto il mondo l’ipertensione è la più importante causa di malattie cardiache ed ictus prevenibile. Per questo si consiglia di tenerla regolarmente monitorata e di seguire uno stile di vita adatto a mantenerla sotto controllo. Il trattamento dietetico dell’ipertensione non deve concentrarsi unicamente sulla riduzione del consumo di sodio, come ben si sa, ma riequilibrare il suo rapporto con il potassio e limitare gli eccessi, soprattutto per quanto riguarda il consumo di lipidi, alcol e cibi ipercalorici.

Endometriosi

L’Endometriosi è una malattia determinata dall’accumulo anomalo di cellule endometriali fuori dall’utero. Solitamente le cellule endometriali dovrebbero trovarsi all’interno di esso. Questa anomalia determina nel corpo infiammazione cronica dannosa per l’apparato femminile, che si manifesta tramite forti dolori e sofferenze intestinali.

Consigli per un'Alimentazione Sana

Ecco alcuni consigli generali per un'alimentazione sana ed equilibrata:

  1. Controllare il peso corporeo e mantenersi in movimento.
  2. Consumare più frutta e verdura.
  3. Consumare più cereali integrali e legumi.
  4. Bere abbondante acqua.
  5. Limitare i grassi saturi e prediligere quelli sani.
  6. Ridurre zuccheri, dolci e bibite zuccherate.
  7. Limitare le quantità di sale.
  8. Ridurre il consumo di alcol.
  9. Variare l’alimentazione.

Creare un menu settimanale adatto a un’alimentazione sana significa stabilire un schema che consenta di organizzare dei pasti equilibrati da consumare dal lunedì alla domenica. Pianificare i pasti da servire nei successivi sette giorni, magari servendosi di uno schema che mostri la frequenza con cui consumare i diversi alimenti.

Il Problema dell'Abusivismo

Il problema dell’abusivismo nel campo della dietologia è presente in Italia da molti anni e contribuisce alla grande confusione che c’è in materia tra la popolazione. Alcune figure che si spacciano per nutrizionisti si presentano nei modi più disparati: “etologi alimentari”, “naturopati”, “iridologi”, “consulenti nutrizionali”, “personal trainer”. Talora anche in centri di estetica, palestre, erboristerie o farmacie vengono elargiti consigli nutrizionali con grande libertà e fantasia. Inoltre ogni giorno siamo inondati da articoli, programmi radio o TV, spot pubblicitari che parlano di nutrizione.

Diversi personaggi, presentatori, ostetriche, medici con le specialità più varie dispensano consigli dietetici di ogni tipo. Dalla dieta senza glutine consigliata a tutti indistintamente, alla dieta senza latte e latticini, da una dieta rigorosamente vegana alla paleodieta con tanta carne e verdure…. Quando il problema poi è l’obesità la situazione diventa ancora più intricata poiché i ciarlatani dell’industria della dieta fanno perdere peso più rapidamente rispetto a trattamenti seri convenzionali. E siccome le persone valutano l’efficacia di un trattamento in base a quanto peso perdono nel minor tempo possibile, finiscono per dare più credito a questi personaggi piuttosto che a veri esperti.

Il passaparola di altri che si sono trovati bene è uno dei modi con cui le persone cercano degli “esperti”. Ci consigliano quindi di andare dal tal professionista in un ambulatorio privato, un poliambulatorio, una clinica o un ospedale.

È importante verificare sempre:

  1. Se chi ci ha visitato è realmente un medico.
  2. Quale specialità ha conseguito il medico che ci ha visitato.

Potremo scoprire che il dietologo o nutrizionista in questione, in realtà è specializzato ad esempio in ginecologia o in chirurgia plastica. Quindi non è un dietologo (medico specializzato in scienza dell’alimentazione). Il fatto di essere medico può dare un minimo di garanzia poiché se non opera secondo scienza e secondo la deontologia medica può essere chiamato a rispondere del suo operato di fronte al consiglio disciplinare dell’ordine.

Il dietista è una figura presente da molti anni nei vari reparti ospedalieri e traduce in pratica prescrizioni dietetiche di pazienti che vengono inquadrati dal punto di vista diagnostico dai medici. Hanno una preparazione specifica in dietetica, conoscono la composizione dei cibi e come meglio abbinarli tra loro.

Una figura emergente nel campo dell’alimentazione è data dai biologi che - secondo quanto riporta il sito del loro ordine nazionale - nel momento in cui si laureano e si iscrivono all’ordine (Albo - Sezione A) si qualificano tout court come “nutrizionisti”. Seguire dei corsi di dietetica post laurea (master o specializzazioni) è facoltativo, conviene quindi controllare il curriculum di ogni biologo che sceglie di svolgere l’attività di nutrizionista. Sono professionisti con un ottimo background nel campo della biochimica e biologia e possono contribuire a diffondere delle informazioni corrette nel campo della nutrizione.

Tabella dei Valori Nutrizionali di Riferimento (SINU)

Nutriente Uomo (30-59 anni, 170 cm) Donna (30-59 anni)
Energia (kcal) 2300-2600 (fino a 3400 con attività fisica) 1900-2100 (fino a 2860 con attività fisica)
Carboidrati 55-60% delle calorie totali 55-60% delle calorie totali
Grassi 20-30% delle calorie totali 20-30% delle calorie totali
Proteine 15-20% delle calorie totali 15-20% delle calorie totali
Frutta e verdura 5 porzioni al giorno 5 porzioni al giorno

tags: #ogni #quanto #andare #dal #nutrizionista #frequenza

Scroll to Top