Paolo Crepet, figura nota come dispensatore di saggezza nazional popolare e di “pop filosofia” attraverso video motivazionali su YouTube, opinionista televisivo e scrittore di saggi su tematiche diverse, ha espresso la sua opinione anche sui vegani. Le sue dichiarazioni, rilasciate durante un incontro organizzato da Popsophia e pubblicate sul canale YouTube Love for Life, hanno suscitato un acceso dibattito.
Le Dichiarazioni di Crepet e le Reazioni
“Sono diventati tutti vegani, questi sfigati di ventenni…” afferma Crepet, con parole che molti hanno percepito come stantie e disinformate. In particolare, una sua affermazione ha scatenato una vera e propria tempesta mediatica: "Donne vegane uguale donne ins***abili che inventano cose e mangiano miglio. Che ci fai con una così?".
Se il pubblico presente all'incontro ha reagito con sorrisi e timidi applausi, la condivisione del video da parte di Selvaggia Lucarelli ha innescato reazioni ben diverse. Molti hanno criticato Crepet per aver espresso stereotipi sessisti e specisti. È platealmente disinformato su tutto e parla di tutto, e male. Un esempio scuola di analfabetismo funzionale di parte sostanziosa della popolazione agee.
Questa la dichiarazione incriminata di Paolo Crepet contro le donne vegane, un concentrato di sessismo e specismo (che, lo ricordiamo, vanno a braccetto) che gli ha garantito una shitstorm mediatica non da poco.
La Risposta di Crepet e le Giustificazioni
Dopo pochi giorni, Crepet ha dichiarato a Rai Radio1 a “Un Giorno da Pecora” di aver "sbagliato", definendo la sua affermazione "una frase infelice sull’infelicità". Ha aggiunto: “Se non sono stato capito evidentemente non sono stato capace di esprimermi chiaramente”.
Leggi anche: Informazioni Utili Paolo Solito
Per farsi perdonare, il sociologo mangia anche in diretta il miglio, l’alimento preso di mira durante lo slancio maschilista pubblicato sul canale YouTube “Love for Life” e ripreso da Selvaggia Lucarelli lo scorso 3 ottobre. E ha spiegato perché avesse preso a esempio questo ingrediente, “non è proprio l’immagine della passione”. Il simbolo della sessualità? “Una fantastica spaghettata”.
Come spesso accade, i tentativi di giustificazione risultano più maldestri dello scivolone. A cominciare dalla definizione che lui stesso ha dato alla dichiarazione, “una frase infelice sull’infelicità”.
L'Analisi delle Dichiarazioni
Le dichiarazioni di Crepet possono essere interpretate in diversi modi. Alcuni le vedono come un riflesso di stereotipi di genere radicati, che associano la virilità al consumo di carne. Uno studio dell’Università di Würzburg, in Germania, ha dimostrato che l’alimentazione è una questione di genere, e infatti gli uomini sono meno inclini ad abbandonare la carne per non essere considerati meno mascolini.
Altri criticano la sua visione semplicistica del veganismo, che riduce a una moda o a una forma di compensazione psicologica. La dieta vegana parte da un presupposto etico, semplice eppure ancora così incompreso: rispetto verso gli animali e rifiuto dello sfruttamento di chi è più debole.
Le leggende sugli alimenti afrodisiaci (che non esistono) circolano da decenni, ma andare a rafforzare il luogo comune dell’“uomo vero” che griglia bistecche sulla brace scolandosi un boccale di birra (e che non piange, non mostra sentimenti e guadagna mediamente di più - quest’ultima, purtroppo, è pura realtà) è quanto di meno auspicabile ci sia.
Leggi anche: Consigli utili da un nutrizionista
Il Veganesimo e la Società
La verità è che il tempo dei cosiddetti “nazi-vegani” è finito. E che nessun movimento che si batta per tutelare una categoria marginalizzata - sia esso il femminismo, l’anti-specismo o qualsiasi altro -ismo - può essere definito “esagerato”, perché di “esagerazione” nella rivendicazione dei diritti non ce n’è traccia.
Nonostante le (legittime) critiche ricevute, infatti, Paolo Crepet ha anche dei sostenitori. Citiamo il più emblematico: “Diciamo che per accettare certe particolarità bisogna essere molto ma molto innamorati. E che, se lo sapessi prima, non so se mi innamorerei”.
Partiamo dal principio: pietanze vegane non possono, ancora oggi, essere considerate “particolari”. Se seitan, tofu, tempeh e altri alimenti dai nomi inconsueti fanno ancora paura, piatti come gli spaghetti al pomodoro, la caponata, la farinata, la pizza Marinara e la ribollita sono tutt’altro che bizzarri.
La passione per il cibo - lo sappiamo bene - influenza più aspetti della vita privata, ma davvero una scelta alimentare diversa può compromettere una relazione? Eppure, l’album (con l’omonima canzone) di successo dell’85 degli Smiths si chiamava “Meat is murder” (la carne è omicidio), non “meat is sexy”.
“Ci stiamo abituando alla vita vegana, moriremo eleganti”. Aveva concluso Crepet nel video incriminato.
Leggi anche: Dott. Pellegrino: La Nutrizione
Tabella: Alcuni Esempi di Piatti Vegani Comuni
| Piatto | Ingredienti Principali |
|---|---|
| Spaghetti al Pomodoro | Pasta, pomodori, basilico, aglio, olio d'oliva |
| Caponata | Melanzane, pomodori, sedano, olive, capperi |
| Farinata | Farina di ceci, acqua, olio d'oliva, sale |
| Pizza Marinara | Pasta per pizza, pomodori, aglio, origano, olio d'oliva |
| Ribollita | Pane raffermo, fagioli, cavolo nero, verdure miste |