Paolo Rossini: Il Percorso di un Nutrizionista Verso la Medicina Funzionale

La storia di un medico nutrizionista che, attraverso la propria esperienza personale, ha scoperto un nuovo approccio alla cura delle malattie autoimmuni.

“Nessuno deve rimanere solo!” Questo è il motto che ha guidato il Dr. Paolo Rossini nel suo percorso professionale e personale.

La sua storia inizia con esperienze dirette che hanno segnato profondamente la sua vita:

  • “Non poter tenere in braccio il proprio bambino di pochi mesi perché i gomiti sono gonfi e le braccia non lo reggono”.
  • “Non poter camminare in modo agile perché le ginocchia sono gonfie e ti costringono a restare immobile sdraiata”.
  • “Andare dai migliori dottori nei centri specializzati di reumatologia e sentirti dire che dovrai prendere farmaci per il resto della tua vita per poter gestire il problema”.

L'Inizio del Percorso come Medico Nutrizionista

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2012, nel 2014, a soli 29 anni e a 6 mesi dal primo parto, il Dr. Rossini si scopre essere una paziente autoimmune.

Nonostante esami del sangue perfetti, le sue ginocchia e i suoi gomiti erano gonfi, accompagnati da rigidità mattutina ai tendini e dolori articolari che la costringevano a letto, lontano dalla vita quotidiana.

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Iniziano così le visite in vari ospedali specializzati, una serie di esami costosi, ma senza una diagnosi precisa. Si procede per tentativi ed errori, con pareri medici spesso contrastanti.

Nel frattempo, la sua salute peggiorava, facendola sentire persa e lontana dalla sua famiglia e dal suo bambino. Le sale d’attesa degli ospedali erano piene di persone in cerca di una diagnosi o di una terapia per migliorare la propria condizione.

La Scoperta della Nutrizione e della Medicina Funzionale

Parallelamente alle sfide mediche, il Dr. Rossini aveva iniziato un Master in Nutrizione e Dietetica, dedicando giorni e notti allo studio e alla sperimentazione di strategie nutrizionali su se stessa.

Sorprendentemente, nessuno dei colleghi a cui si era rivolta aveva mai menzionato l'importanza dell'alimentazione nel trattamento delle malattie autoimmuni. La risposta più comune era:

“Servono cortisone e farmaci per “controllare il problema”, in letteratura non c’è nulla che parli di relazione tra malattia e alimentazione”.

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Determinata a trovare una soluzione, ha conosciuto il Metodo Apollo, le diete antinfiammatorie, ha studiato il microbiota intestinale ed iniziato a studiare la medicina funzionale.

Si è aperto un mondo, un vero e proprio vaso di Pandora, che ha richiesto anni di studio e approfondimenti. Questo approccio non si limita a curare il sintomo, ma cerca di scoprire la causa del problema e controllarlo a monte.

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