I farmaci agonisti di GLP-1 e GIP stanno rivoluzionando il trattamento dell'obesità. Disponibili anche in Italia, queste molecole si stanno dimostrando sempre più utili nel ridurre il peso e il rischio di malattie associate all'obesità.
Come funzionano i farmaci anti-obesità?
Per comprenderlo occorre fare un passo indietro. Negli ultimi dieci anni il trattamento del diabete di tipo 2 è stato rivoluzionato dai farmaci appartenenti alla categoria degli agonisti di GLP-1. Il loro utilizzo però ha portato ad un effetto inaspettato: la capacità di favorire una significativa perdita di peso. Questo ha spostato l'attenzione dal semplice controllo della glicemia all'impiego di questi farmaci per la gestione dell'obesità.
Sia quelli per il controllo del diabete sia quelli per l'obesità agiscono principalmente sul recettore GLP-1. Tali farmaci mimano in tutto e per tutto l'azione del glucagon-like peptide-1 (GLP-1), un ormone prodotto naturalmente dal nostro corpo in risposta all'assunzione di cibo. I farmaci agonisti del GLP-1 (Glucagon-Like Peptide-1) dunque mimano l'azione di questo ormone con un triplice effetto:
- Stimolano la secrezione di insulina dalle cellule beta del pancreas quando i livelli di glucosio sono elevati, riducendo così la glicemia in modo glucosio-dipendente.
- Allo stesso tempo inibiscono la produzione di glucagone, un ormone che aumenta la produzione di glucosio dal fegato.
- Inoltre gli agonisti di GLP-1 rallentano lo svuotamento gastrico, riducendo la velocità di assorbimento dei nutrienti e agisce sul sistema nervoso centrale, in particolare sull'ipotalamo, aumentando la sensazione di sazietà e riducendo l'appetito.
Questi meccanismi combinati portano, oltre ad un miglior controllo della glicemia, ad una riduzione dell'assunzione di cibo con conseguente perdita di peso.
Un altro attore protagonista del complesso meccanismo di regolazione è GIP (Glucose-dependent Insulinotropic Polypeptide), ormone che viene rilasciato in risposta all'assunzione di nutrienti, in particolare carboidrati e grassi. Il suo principale effetto è stimolare la secrezione di insulina dalle cellule beta del pancreas in modo glucosio-dipendente, ovvero solo quando i livelli di glucosio nel sangue sono elevati.
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Quali farmaci sono disponibili in Italia?
Attualmente nel nostro Paese sono due i farmaci disponibili e approvati in maniera specifica per la gestione del peso in aggiunta a una dieta povera di calorie e ad un aumento dell'attività fisica.
- Il primo è il principio attivo liraglutide, commercializzato con il nome di Saxenda.
- Il secondo farmaco disponibile è tirzepatide, commercializzato con il nome di Mounjaro, è in grado di agire sia su GLP-1 sia su GIP.
L'elenco però potrebbe presto allungarsi con l'arrivo della semaglutide (utilizzata già per il diabete con Ozempic) commercializzata con il nome di Wegovy.
Da un punto di vista di efficacia c'è poco da dire. Questi farmaci si sono dimostrati utili nell'indurre una perdita di peso importante e clinicamente significativa, particolarmente utile per chi ha difficoltà a dimagrire solo con dieta ed esercizio fisico. Oltre alla perdita di peso, gli agonisti del GLP-1 si sono dimostrati utili nel migliorare anche altri parametri metabolici associati al rischio di infarti ed ictus.
Come viene somministrato Mounjaro?
Il trattamento con Mounjaro® viene somministrato tramite una iniezione sottocutanea una volta alla settimana, in qualsiasi momento della giornata, indipendentemente dai pasti, ma sempre lo stesso giorno e in una di queste parti del corpo: coscia, addome (ad almeno 5 cm dall’ombelico) o parte posteriore del braccio. L’iniezione è semplice da effettuare e può essere autogestita dal paziente, una volta ricevuta la formazione dal proprio medico. Il farmaco è contenuto in una penna graduata.
Si seleziona il dosaggio ruotando il pulsante selettore della dose finchè sulla finestrella di dosaggio non viene mostrato il simbolo 1. Si inserisce l’ago sottocute e si preme il pulsante selettore della dose finchè non si ferma. Se necessario si può cambiare il giorno dell’iniezione settimanale di Mounjaro®, purché siano trascorsi almeno 3 giorni dall’ultima iniezione. La dose iniziale di tirzepatide è 2,5 mg una volta a settimana.
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Solo i medici possono prescrivere Mounjaro® dopo una valutazione completa dello stato di salute del paziente e delle eventuali controindicazioni o limitazioni alla terapia. Il medico può decidere se Mounjaro® è adatto e spiegare al paziente come richiederlo in farmacia.
Vantaggi dell'assunzione
Oltre alla perdita di peso, gli agonisti del GLP-1 si sono dimostrati utili nel migliorare anche altri parametri metabolici associati al rischio di infarti ed ictus.
Grazie alla loro capacità di stimolare la secrezione di insulina, gli agonisti GLP-1R sono stati utilizzati con successo nelle fasi precoci del diabete di tipo 1, ma con un effetto sul controllo della glicemia che si attenua dopo mesi di trattamento. Sono altresì raccomandati per il controllo della glicemia in pazienti con diabete di tipo 2, anche prima di iniziare la terapia con insulina, perché il rischio di episodi di ipoglicemia è molto limitato, oltre che per l’effetto di riduzione del peso corporeo, che è spesso elevato in questi pazienti.
Sin dal 2016 molti studi clinici hanno dimostrato che gli agonisti GLP-1R possono prevenire eventi cardiovascolari importanti, come l’infarto acuto del miocardio o l’ictus, e la mortalità associata.
In particolare, uno studio recente in più di 17,000 pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica e in sovrappeso o obesi, ha dimostrato che semaglutide riduce del 20% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori (infarto, ictus, fatali e non-fatali) rispetto a chi ha ricevuto placebo (una formulazione visivamente simile a semaglutide, ma senza contenere il farmaco).
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In altri studi in pazienti obesi o con diabete di tipo 2, soprattutto con ipertensione, gli agonisti GLP-1R hanno ridotto in modo significativo i valori di pressione arteriosa, indipendentemente dalla riduzione della glicemia e del peso corporeo, un effetto che può rendere conto anche della prevenzione cardiovascolare.
Limiti del trattamento
Attenzione però a considerare i farmaci anti-obesità una facile soluzione al problema. Innanzitutto per mantenere i risultati devono essere assunti per un periodo molto lungo. La sospensione del trattamento può infatti portare, come già documentato, ad un recupero del peso perso.
Inoltre la loro efficacia può variare da paziente a paziente: non tutti rispondono allo stesso modo, e alcuni possono ottenere solo una riduzione modesta del peso corporeo. Inoltre è utile ricordare che la perdita di peso ottenuta con questi farmaci deve essere accompagnata da modifiche allo stile di vita, come dieta ed esercizio, per ottimizzare i risultati e garantirne la durata. Infine, dato da non trascurare, rimane il nodo del prezzo.
Monitorare gli effetti collaterali
Al di là dei possibili effetti collaterali -in particolare a livello gastrointestinale come nausea, vomito, diarrea e costipazione e che si manifestano soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento e tendono a diminuire con il tempo- sono stati documentati effetti importanti come, ad esempio, l'aumento del rischio di sviluppare pancreatite acuta. Un evento raro il cui nesso causale è ancora da chiarire.
Alcuni studi hanno inoltre mostrato un rischio potenziale di sviluppare calcoli biliari e colecistite, specialmente in pazienti che perdono peso rapidamente. Infine rimane incerta la prescrizione nei pazienti con una storia familiare di carcinoma midollare della tiroide.
Tabella riassuntiva dei farmaci
| Farmaco | Principio attivo | Meccanismo d'azione | Via di somministrazione |
|---|---|---|---|
| Saxenda | Liraglutide | Agonista del recettore GLP-1 | Iniezione sottocutanea giornaliera |
| Mounjaro | Tirzepatide | Agonista dei recettori GLP-1 e GIP | Iniezione sottocutanea settimanale |
| Wegovy | Semaglutide | Agonista del recettore GLP-1 | Iniezione sottocutanea settimanale |
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