Piani Dietetici Personalizzati: Esempi e Benefici

Una dieta personalizzata è l’unico tipo di dieta che dovrebbe esistere, chi seguirebbe una dieta che non risponde alle sue esigenze e che fa fatica a seguire?

L'Importanza di un Piano Alimentare Personalizzato

Ogni persona è diversa dall’altra e non è possibile ottenere risultati soddisfacenti con una dieta trovata su un giornale o consigliata dalla vicina di casa. Gli errori in caso di dieta “fai da te” sono dietro l’angolo. Affidarsi a degli esperti darà sicuramente risultati migliori, evitando di riprendere in breve tempo i chili persi, o peggio, di incorrere in carenze nutrizionali e problemi di salute.

Valutando attentamente lo stile di vita dei propri clienti, i nostri farmacisti potranno adattare il piano alimentare in modo da evitare eccessivi sconvolgimenti; ed allo stesso tempo invogliare a mantenere le nuove e corrette abitudini acquisite.

I Vantaggi di un Menù Settimanale Personalizzato

Un “menù settimanale nutrizionista” corretto, deve includere al suo interno una varietà di cibi e nutrienti cosi da poter garantire un apporto sufficiente di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali. Inoltre, deve tener conto delle singole esigenze, cosi da poter essere personalizzato. Le esigenze possono essere il livello di attività fisica svolto da una persona, lo stato di salute, l’età e il sesso. Una dieta equilibrata e sana può aiutare a mantenere un giusto peso corporeo, prevenire malattie croniche e migliorare la salute in generale.

Che si stia seguendo un “menu settimanale nutrizionista” oppure no, consiglio sempre ai miei pazienti e conoscenti di dedicare il giusto tempo nella pianificazione dei pasti fatti in casa in modo da poter programmare gli acquisti ed avere sempre alimenti freschi e genuini a portata di mano. In questo modo sarà più semplice soddisfare le esigenze nutrizionali dei singoli componenti della famiglia con minor sforzo e meno sprechi.

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Adottare un menù settimanale nutrizionista consente di facilitare l’organizzazione, ridurre i costi delle materie prime e garantire una varietà di piatti gustosi e gourmet.

Come Creare una Dieta Personalizzata

Ecco alcuni principi base da seguire:

  1. Organizzazione della giornata ed esigenze personali.
  2. Decidere quanti kg vuoi perdere e calcolare quanto tempo ci vorrà: Marco pesa 85 kg e vuole scendere a 80 kg > 5 kg di grasso sono 35.000 kcal. Con un deficit calorico di 3500 kcal a settimana (-500 kcal al giorno) impiegherà 10 settimane. Calcoliamo 4 settimane (2+2) di break diet da inserire durante il percorso.
  3. Rispetto al tuo TDEE sottrai le calorie del deficit e bilancia i macro. Marco ha un TDEE di 2700 kcal (si allena 3 volte a settimana), dovrà così mediamente assumere 2200 kcal al giorno. Il martedì, venerdì e sabato decide di mangiare normalmente (2700 kcal) mentre gli altri 4 giorni tiene un deficit di 1825 kcal.
  4. Valuta l’andamento di peso e circonferenze di settimana in settimana: Marco vede che il piano va bene ma decide di diminuire leggermente i carboidrati il mercoledì e venerdì e di ridistribuirli nei giorni di ipocalorica. Verso la fine delle 4 e della 9 settimana decide di inserire una break diet di due settimane.

Avere un’app con cui monitorare l’introito calorico è utile, soprattutto perché molto spesso non ti rendi conto di quanto effettivamente stai mangiando. Considera di aggiungere verdure a pranzo e a cena e/o spuntini a metà mattina e pomeriggio.

Carboidrati: per sottrazione costituiscono il resto delle calorie, con soglia minima 1g/kg. I glucidi, oltre alla funzione energetica, sono un mezzo importante per la fase di costruzione, in quanto incrementano nei soggetti allenati la velocità delle reazioni metaboliche.

Pianificare i pasti della settimana è il primo step per seguire una dieta sana ed equilibrata. Organizzare i pasti della settimana è un’ottima abitudine per chiunque voglia seguire una dieta sana e bilanciata.

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Quando non abbiamo programmato il nostro piano alimentare settimanale, invece, siamo più inclini a fare acquisti impulsivi e a concederci qualche sgarro, mangiando, ad esempio, cibo spazzatura o prendere il cibo da asporto.

Uno dei principali vantaggi della pianificazione dei pasti è la possibilità di scegliere alimenti sani e di evitare i cibi meno salutari. Quando pianifichiamo i nostri pasti, possiamo decidere in anticipo cosa mangiare e preparare pasti nutrienti e bilanciati che ci aiutino a raggiungere i nostri obiettivi nutrizionali.

Un altro vantaggio della pianificazione dei pasti è che aiuta a risparmiare tempo e denaro. Quando pianifichiamo i nostri pasti, possiamo fare la spesa una volta alla settimana e acquistare solo gli alimenti necessari per preparare i pasti previsti.

Infine, la pianificazione dei pasti può aiutare a mantenere l’energia e la motivazione necessarie per seguire una dieta sana ed equilibrata.

Software e Strumenti Utili

Il software Terapia Alimentare Dietosystem consente di elaborare piani dietetici personalizzati per le principali condizioni patologiche, di fisiologia speciale oltre che allergie e intolleranze alimentari. Il software prevede una completa cartella clinica che, oltre all’anamnesi personale e familiare, consente di prescrivere le analisi di laboratorio ritenute importanti per la valutazione dello stato nutrizionale del paziente e di registrarne gli esiti. Gli esami fuori range saranno marcati automaticamente dal software, sulla base dei riferimenti ufficiali.

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L’anamnesi alimentare consente di approfondire le abitudini alimentari del paziente, attraverso una valutazione quantitativa e qualitativa della sua alimentazione. Il software offre la possibilità di assegnare ad ogni ricetta del menu alternative equivalenti dal punto di vista nutrizionale. La sezione cibi non graditi consente un’ulteriore personalizzazione del menu, grazie all’esclusione degli alimenti che non piacciono al paziente.

La Terapia Alimentare ha il database in comune con gli altri software di diagnostica della Suite Nutrizionale Dietosystem: Impedenziometria e Plicometria.

  • All’interno del software possono essere inseriti pazienti da un mese di vita, senza limiti di età.
  • Il software può essere installato su più pc. Per poter accedere al software è però necessario inserire la licenza hardware (chiave USB) che è unica.
  • Il software viene installato in locale sul pc e non necessita la connessione internet.
  • È possibile effettuare in autonomia il backup dei dati.
  • Uno staff tecnico è a disposizione per l’assistenza negli orario di ufficio. Uno staff nutrizionale, composto da dietiste e nutrizioniste, è invece a disposizione per supporto scientifico e formazione sul software.
  • Gli aggiornamenti della release sono scaricabili gratuitamente dalla funzione “Aggiornamenti” del software. In caso di uscita di una nuova release, invece, l’aggiornamento prevede un costo, ma non è obbligatorio.
  • Il software Terapia Alimentare Dietosystem può essere installato solo su ambiente Windows.

Esempio: Menù Settimanale Dieta Chetogenica

Le proporzioni dei macronutrienti nel menu settimanale dieta chetogenica possono variare leggermente a seconda dell’individuo e dei suoi obiettivi, ma solitamente sono le seguenti:

  • Grassi: 70-80% delle calorie totali
  • Proteine: 20-25% delle calorie totali
  • Carboidrati: 5-10% delle calorie totali

La dieta chetogenica (o dieta keto) punta alla riduzione drastica di carboidrati e all’aumento dell’assunzione di grassi. In questo modo, si porta l’organismo in uno stato di chetosi. La chetosi, rappresenta uno stato metabolico, in cui il corpo utilizza i grassi come fonte principale di energia, invece di utilizzare i carboidrati.

Questo regime alimentare dunque, aiuta a migliorare notevolmente la sensibilità all’insulina, ma allo stesso tempo richiede un’attenta gestione dell’apporto di nutrienti per evitare carenze di vitamine e di minerali. Inoltre, se il piano chetogenico strutturato è anche ipocalorico aiuta ad avere una perdita di peso molto veloce.

Nella dieta chetogenica normalmente si ha un apporto calorico di gassi che rappresenta il 70-80% delle calorie totali, un apporto calorico di proteine pari al 20% delle calorie totali e un apporto calorico di carboidrati pari al 10% delle calorie totali. In termini di calorie, il tutto si traduce con 20-25 grammi di carboidrati al giorno, 1,2-1,7 grammi di proteine per kilogrammo di peso corporeo e il restante delle calorie proviene completamente dai grassi.

Consigli Utili per la Dieta Chetogenica

  • Pianificare i pasti in anticipo.
  • Leggere le etichette degli alimenti.
  • Prediligere i grassi sani.
  • Mangiare cibi ricchi di fibre.
  • Bere molta acqua.
  • Prestare attenzione al quantitativo di proteine.
  • Fare attività fisica.

Per avere un quadro più completo adesso andiamo ad esaminare i vantaggi e gli svantaggi di un “menù settimanale nutrizionista” basato su un dieta chetogenica

Vantaggi

  • Perdita di peso: questo regime alimentare può aiutare ad un perdita di peso veloce senza sentire fame anche in casi di blocchi del peso
  • Controllo della glicemia: è un piano alimentare per coloro che soffrono di diabete di tipo 2, in quanto aiuta a controllare i livelli di zucchero nel sangue
  • Miglioramento della salute del cuore: La dieta chetogenica riduce i livelli di colesterolo LDL e aumenta i livelli di colesterolo HDL cosi da poter migliorare la salute del cuore.
  • Miglioramento delle prestazioni mentali: La dieta chetogenica aiuta a migliorare le prestazioni mentali e la concentrazione, in particolare nei casi di epilessia e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Svantaggi

  • Sintomi di “scarso apporto di carboidrati”: è possibile riscontrare sintomi come mal di testa, stanchezza, stitichezza, nausea, vertigini e irritabilità nella prima fase della dieta, questi sintomi sono dovuti ad uno scarso apporto di carboidrati.
  • Difficoltà a seguire la dieta: La dieta chetogenica, può essere difficile da seguire a lungo termine a causa della limitazione dei carboidrati, poiché i carboidrati sono presenti in molti cibi
  • Possibili carenze nutrizionali: è possibile avere una riduzione dell’apporto di vitamine, fibre e minerali poiché abbiamo si ha una bassa quantità di carboidrati.
  • Effetti sulla funzione renale: La dieta chetogenica può aumentare lo stress sui reni, specialmente in persone che presentano una funzione renale compromessa.
  • Effetti sulla salute intestinale: riducendo drasticamente i carboidrati, si può avere una ripercussione sulla salute del microbiota intestinale, che può avere un impatto sulla digestione e sulla salute generale.

Esempio: Menù Settimanale Dieta Mediterranea

Le proporzioni dei macronutrienti nel menu settimanale nutrizionista per la dieta mediterranea possono variare a seconda dell’individuo e dei suoi obiettivi, ma solitamente sono le seguenti:

  • Grassi: 25-35% delle calorie totali
  • Proteine: 10-20% delle calorie totali
  • Carboidrati: 50-60% delle calorie totali

La dieta mediterranea rappresenta un regime alimentare equilibrato. Lo scopo è quello di avere un dieta settimanale che tende a favorire uno stile di vita sano ed equilibrato. Questo tipo di dieta aiuta a prevenire le malattie croniche, come le malattie cardiovascolari, il diabete, alcuni tipi di cancro e l’obesità.

La dieta mediterranea è caratterizzata da un menù settimanale dove abbiamo un alto consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce e frutta secca, e da un consumo moderato di carne, prodotti caseari e vino rosso.

Come è possibile notare, alla base della piramide alimentare, nello specifico caso di un menu settimanale nutrizionista per la dieta mediterranea, troviamo un alto consumo di alimenti vegetali come verdure, frutta, cereali integrali e legumi. Subito dopo gli alimenti vegetali, abbiamo un consumo moderato di pesce e frutti di mare, carni bianche, uova e latticini, infine troviamo il consumo limitato di carni rosse, dolci e bevande zuccherate.

In cima alla piramide si trova l’olio d’oliva, che rappresenta la fonte principale di grassi.

La ripartizione calorica dei macronutrienti nella dieta mediterranea prevede una distribuzione equilibrata dei macronutrienti. In generale, la dieta mediterranea prevede un’assunzione di:

  • 50-60% delle calorie sotto forma di carboidrati
  • 15-20% delle calorie sotto forma di proteine
  • 25-35% delle calorie sotto forma di grassi.

Frequenza degli Alimenti nel Menù Settimanale Mediterraneo

Ora ti fornisco la frequenza con cui vengono consumati gli alimenti in un “menù settimanale nutrizionista” basato su una dieta mediterranea settimanale. Di seguito riportiamo le indicazioni relative agli alimenti che si trovano nella dieta mediterranea e di come questi vengono consumati settimanalmente.

  • Si consiglia di mangiare almeno 5 porzioni tra frutta e verdura. Entrambe gli alimenti sono presenti in tutti i pasti principali con una maggiore quantità di verdura rispetto alla frutta.
  • I cerali integrali come pasta, pane, riso e altri prodotti a base di cereali integrali, vengono consumati quotidianamente e si trovano alla base della piramide alimentare della dieta mediterranea.
  • I legumi, come ceci, fagioli, lenticchie e piselli, vengono consumati almeno 2-3 volte alla settimana.
  • Il pesce viene consumato almeno 2 volte alla settimana, prediligendo pesce azzurro come sardine, sgombro, acciughe e tonno.
  • Il consumo di carne rossa è limitato a 1-2 volte alla settimana ma è preferibile consumare la carne bianca come pollo, tacchino e coniglio
  • Le uova vengono consumate 2-4 volte alla settimana.
  • I prodotti caseari a basso contenuto di grassi, come yogurt e formaggi freschi, vengono consumati moderatamente, fino a 2 volte al giorno.
  • La frutta secca come noci, le mandorle e altri tipi di frutta secca vengono consumati quotidianamente, ma con una certa moderazione, a causa del loro alto contenuto calorico.

Vantaggi e Svantaggi della Dieta Mediterranea

Vantaggi
  • Riduzione del rischio malattie di cardiovascolari: la dieta mediterranea essendo una dieta ricca di grassi monoinsaturi aiuta a ridurre i livelli di colesterolo e prevenire l’insorgenza di malattie cardiache.
  • Migliore controllo del diabete: la dieta mediterranea è ricca di cereali integrali, frutta, verdura e legumi, che possono aiutare a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.
  • Migliore salute mentale: la dieta mediterranea è ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce e oli vegetali, che aiutano a ridurre il rischio di depressione e migliorare la salute mentale.
  • Migliore longevità: la dieta mediterranea è stata associata a una maggiore longevità e un minor rischio di morte prematura

L'Arte di Coinvolgere il Paziente

Come si fa ad indirizzare un soggetto verso una nuova strada, fatta di organizzazione e rinuncia a cibi poco salutistici ma tremendamente buoni ed appaganti? Come può, il nutrizionista, cambiare la prospettiva e stravolgere in positivo la vita di una persona?

Il cibo è desiderio, appagamento, gusto. Il cibo riporta all’infanzia, ad esperienze positive vissute in famiglia, contrapposte ai pasti frettolosi, colmi di stress e tensioni lavorative. Il cibo marca le festività e riunisce intorno alla stessa tavola persone care, amici ed amori e la sua rinuncia provoca malessere e nervosismo.

Cambiare abitudini richiede energia e impegno. Iniziamo dunque a pensare alla dieta non più come una strategia fatta di calorie, metabolismo e calcoli, ma come una strategia che debba essere cucita addosso al soggetto in modo da aumentarne la compliance e la voglia di intraprendere una strada diversa tendente al benessere.

È dunque chiaro che per raggiungere dei risultati soddisfacenti sul piano nutrizionale non ci si possa limitare a raccogliere l’anamnesi prossima del soggetto, ma sia necessario ricostruire tutta la sua storia dalla quale è possibile decodificare la sua personalità, il suo stile reattivo davanti alle frustrazioni e il suo livello di autonomia nell’attuare la gestione della composizione corporea; gli eventi stressogeni che minacciano il suo equilibrio, soprattutto quelli che generano frustrazioni legate alla sua quotidianità, riducendo la sua autonomia e obbligandolo a dipendere da altri, sono fattori fondamentali che influenzano parecchio la motivazione a seguire la dieta.

Lavorare sulla storia del cliente, con il cliente, implica un costante e continuo sforzo per coinvolgerlo in tutte le decisioni che lo riguardano, dal momento che l’efficacia del trattamento dipende totalmente dalla consensualità con cui sono state prese.

Stato Nutrizionale Ottimale

Anche gli stati fisiologici risultano fondamentali per bilanciare correttamente il fabbisogno energico. Solo quando la sinergia tra regime dietetico equilibrato personalizzato per stato fisiologico, corretto funzionamento dei meccanismi di assorbimento e adeguato abbinamento di farmaci e/o integratori, lo stato nutrizionale risulta ottimale. Diversamente si va incontro a malnutrizione che può essere in eccesso (ipernutrizione) o in difetto (iponutrizione).

Se da un lato la condizione di ipernutrizione comporta principalmente problemi dismetabolici l’iponutrizione comporta malnutrizione proteico-energetica (MPE) dovuta a deplezione delle riserve proteiche utilizzate a fini energetici.

In definitiva, lo stato nutrizionale è la risultante dei tre processi relativi all’introduzione (in termini di quantità e qualità di nutrienti assunti), all’assorbimento (processi che avvengono a livello gastro-intestinale) e all’utilizzazione dei nutrienti.

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