Il mercato degli integratori dimagranti è in continua espansione, con una presenza sempre più massiccia sul web, dove promettono risultati miracolosi a chi desidera perdere peso rapidamente. Tuttavia, è fondamentale comprendere i potenziali rischi e gli effetti collaterali associati a questi prodotti.
Il Fenomeno Ozempic e Altri Farmaci Dimagranti
Il titolo del libro, La cura miracolosa - Ozempic, Wegovy e come i farmaci dimagranti stanno cambiando le nostre vite, richiama la scritta su un’altra copertina: The Everything Drug, la “cura per tutto”, comparsa ironicamente (ma anche interrogativamente) sulla rivista inglese The Economist il 26 ottobre 2024. Possibile che questi farmaci ultra-dimagranti, i vari Ozempic, Rybelsus, Wegovy, Mounjaro abbiano scarsissimi effetti collaterali, ma soprattutto facciano bene a una serie di altre condizioni di salute che vanno dalle apnee notturne alla riduzione dell’infarto, al calo dell’imprendibile Alzheimer? Questo sembrano affermare e chiedersi i due scritti al culmine di una mania collettiva, cominciata negli Stati Uniti nel 2023 e ormai diffusa in tutto l’Occidente. Dimagrire molto e subito (benché a caro prezzo, in soldi) il nuovo culto.
Anche se si tratta di un mezzo specialistico degli “addetti ai lavori”, il farmaco Ozempic è diventato abbastanza conosciuto anche dalla popolazione generale. A livello legislativo, la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato per la prima volta Ozempic sul mercato per il trattamento del diabete nel 2017 e, nel 2022, ha consentito l’utilizzo di una dose più elevata (che prende il nome di Wegovy) per trattare l’obesità grave (precisamente, per soggetti con un Indice di Massa Corporea superiore a 35). Da quel momento, su Internet si è iniziato a parlare del farmaco in modo salvifico e rivoluzionario, come se esso potesse essere il rimedio pronto all’uso per qualsiasi obiettivo di dimagrimento.
Attualmente, non è insolito che i medici prescrivano farmaci per un uso “off-label”, ossia per scopi diversi da quelli per cui il farmaco è stato progettato e commercializzato. A livello strettamente medico, Ozempic è un farmaco progettato per essere iniettato una volta a settimana ai pazienti diabetici direttamente nello stomaco, nella coscia o nel braccio. Il suo principio attivo abbasserebbe i livelli di zucchero nel sangue e regolerebbe l’insulina, fondamentale per le persone con diabete di tipo 2. Dal punto di vista funzionale, il farmaco imiterebbe un ormone simile al glucagone, che produciamo naturalmente nel nostro intestino, limitando l’appetito: da un lato, esso manderebbe al nostro cervello il segnale di sazietà, dall’altro spingerebbe lo stomaco a svuotarsi più lentamente. Per questo principio, le persone affette da obesità riuscirebbero a perdere peso durante l’assunzione senza grandi difficoltà o lunghe tempistiche.
Il libro italiano, edito da Altreconomia, cerca di fare chiarezza sul fenomeno. Spiega i meccanismi di base della semaglutide - il nome di una di queste sostanze - dalla struttura chimica simile al Glp-1 umano, ovvero un ormone che il nostro organismo produce nel processo di digestione e che induce il senso di sazietà. Ecco il segreto della sua efficacia. Oltretutto viene rallentato anche lo svuotamento gastrico per cui non si percepisce a lungo l’istinto della fame.
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Ancora più potente come rapida perdita di peso (paragonabile solo al crollo di chili con la chirurgia bariatrica) è la tirzepatide, che appare ancora più “miracolosa” - per rifarci di nuovo al titolo del volume - in quanto sembra migliorare la salute cardiovascolare, proteggere i reni, diminuire i tumori legati all’obesità, alleviare le apnee notturne. Secondo alcune ricerche potrebbe anche rallentare il declino cognitivo nella demenza.
Si parla, da parte di specialisti di diversi ambiti della medicina, di “rivoluzione terapeutica”. E se è ancora presto per dirlo, tuttavia non si esclude che gli agonisti del recettore del Glp-1 possano rappresentare una delle classi di farmaci più efficaci nella storia della medicina. Quelli che segnano un prima e un dopo.
Tutto è nato - come forse è ormai notorio - dall’Ozempic, farmaco per il diabete. Col tempo diabetici e non si sono accorti che faceva perdere molti chili e si è creata la corsa ad accaparrarselo da parte di torme di aspiranti magri che hanno fatto temere di lasciare le farmacie sguarnite per chi ne aveva davvero bisogno, i malati di diabete. Dopo, la casa produttrice Novo Nordisk, danese, ha prodotto il Wegovy, farmaco specifico per combattere l’obesità.
Ma a raffreddare l’entusiasmo arrivano ora i primi dati della doppia indagine sugli effetti collaterali, tutt’altro che trascurabili che stanno conducendo tanto l’americana Fda che l’europea Ema, le due grandi agenzie regolatorie dei medicinali. Questi farmaci sono efficaci perché rimpiazzano uno degli ormoni coinvolti nel metabolismo degli zuccheri, il glucagon-like Peptide 1 (Glp-1), stimolando la secrezione d'insulina. Fin dalla loro introduzione, nel 2017, hanno rappresentato un autentico punto di svolta, per la cura del diabete di tipo 2, legato all'obesità. Ma ben presto ci si è accorti che chi li assumeva perdeva peso in misura significativa: in media, tra il 10 e il 20%.
Tuttavia, i recettori di Glp-1, oltreché sulle cellule gastrointestinali, agiscono anche sul cervello e in altri organi e tessuti, e ciò spiega sia l'efficacia - regolano il senso della fame a livello centrale - sia la grande varietà di azioni che sta emergendo, via via che si sperimentano nuove possibili applicazioni come quelle sulle dipendenze o sull'Alzheimer sia, ancora, alcuni degli effetti collaterali quali nausea e vomito. E questi ultimi, nello specifico, sembrano essere più estesi di quanto emerso inizialmente. Una delle delle ultime indagini effettuate, pubblicata su Jama, ha messo in evidenza, su 4.100 persone non diabetiche che avevano assunto liraglutide, e in 600 che avevano assunto semaglutide, che il rischio di contrarre una pancreatite era aumentato di 9,9 volte; quello di avere un blocco intestinale di 4,3 volte, e quello di sviluppare una paralisi gastrica di 3,67 volte, rispetto alla terapia di controllo. Effetti che si aggiungono ad altri possibili quali l'aumento del rischio di tumore della tiroide, su cui stanno indagando Fda ed Ema, sia la perdita di massa magra insieme a quella grassa, ma anche un rischio che preoccupa molto: quello di suicidio. Fda ed Ema hanno acceso un faro, dopo centinaia di segnalazioni, e ben 36 decessi sospetti negli Usa, alcuni dei quali evitati in extremis, con testimonianze inequivocabili come l'improvviso istinto di schiantarsi in automobile.
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Questo perché dal momento che l’effetto dimagrante cessa con l’interruzione della terapia, le persone che hanno perso peso fanno poi di tutto per non riacquistarlo e questo influisce sulle vendite dei prodotti più calorici.
Cosa dice il primo grande studio sull'Ozempic sugli effetti nel lungo periodo
A gennaio 2025 sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Medicine i risultati del primo grande studio sugli effetti di un uso prolungato dei farmaci cosiddetti “agonisti del recettore per l’ormone GLP-1”, o GLP-1RA, di cui il più famoso è l'Ozempic.
La ricerca è stata condotta su oltre 17.000 persone in sovrappeso o obese, senza diabete ma ad alto rischio cardiovascolare. I risultati hanno confermato che Ozempic non solo favorisce un dimagrimento significativo, ma riduce il rischio di eventi cardiovascolari gravi, anche tra chi non soffre di diabete.
In particolare, è emerso che i pazienti trattati con Ozempic e altri agonisti del recettore GLP-1 hanno una minore probabilità di sviluppare 42 diverse patologie, tra cui insufficienza renale cronica, ictus, problemi di coagulazione e malattie cardiache. Inoltre, il trattamento sembra ridurre il rischio di Alzheimer del 12%, di schizofrenia e altri disturbi psicotici del 18%, infezioni batteriche e dipendenze.
Tuttavia, lo studio ha anche evidenziato alcuni rischi e possibili effetti collaterali da non sottovalutare, alcuni dei quali già evidenziati in precedenza: i pazienti che hanno assunto farmaci GLP-1RA hanno mostrato un rischio maggiore per 19 condizioni, tra cui un aumento dell’11% per l’artrite e addirittura del 146% per la pancreatite, una grave infiammazione del pancreas. Altri effetti indesiderati frequenti sono stati nausea, vomito, dolori addominali, pressione bassa, così come un aumento dei casi di calcoli renali, diverticolite ed emorroidi.
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Gli autori sottolineano che, pur trattandosi di risultati incoraggianti che segnano un passo avanti importante nella lotta all’obesità e alle sue complicanze, è necessario continuare a monitorare la sicurezza a lungo termine di questi farmaci. Semaglutide e i suoi “cugini” rappresentano oggi una svolta terapeutica, ma la scelta del trattamento deve essere sempre individualizzata e guidata da una valutazione dei benefici e dei rischi, in base alle condizioni cliniche di ognuno.
Integratori per Dimagrire: Cosa Sapere
Nel vasto panorama delle soluzioni per la gestione del peso, gli integratori alimentari per dimagrire occupano uno spazio sempre più rilevante, suscitando interesse e interrogativi.
Tipologie di integratori per dimagrire: meccanismo d'azione
Spesso vengono chiamati “integratori brucia grassi”, ma gli integratori per dimagrire possono avere diversi meccanismi d’azione - e, di fatto, nessuno di essi va realmente a “bruciare” i grassi nell’organismo. I principali meccanismi con cui agiscono gli integratori per la perdita di peso sono la diminuzione dell'assorbimento dei nutrienti, la riduzione dell'appetito, il drenaggio dei liquidi e la stimolazione del metabolismo. Vediamoli più nel dettaglio:
- Diminuzione nell’assorbimento dei nutrienti: Alcuni integratori vanno a limitare l’assorbimento, da parte dell’intestino, di alcuni nutrienti. In particolare, limitano l’assorbimento di grassi e carboidrati.
- Riduzione dell’appetito: Alcuni integratori naturali favoriscono il senso di sazietà, portando quindi a mangiare di meno, consumando meno calorie.
- Drenaggio dei liquidi: Si tratta di integratori che favoriscono appunto la perdita di liquidi. Possono essere utili per trattare la ritenzione idrica.
- Stimolazione del metabolismo: Alcuni supplementi alimentari, contenenti ad esempio caffeina, promettono di aumentare la spesa energetica dell’organismo, e dunque di consentire un consumo di calorie maggiore, anche a riposo.
Ingredienti comuni degli integratori per dimagrire
Gli ingredienti più comuni negli integratori per dimagrire includono fibre solubili, caffeina, tè verde, guaranà e glucomannano. In particolare:
- Le fibre solubili aumentano il senso di sazietà e possono ridurre l'assorbimento di grassi e zuccheri. Sono fibre solubili il glucomannano e lo psillio;
- Caffeina e tè verde possono aumentare il metabolismo. Anche il guaranà, che contiene caffeina, può sortire lo stesso effetto;
- La carnitina è un aminoacido che aiuta ad utilizzare i grassi come fonte di energia;
- Tarassaco e centella asiatica sono ingredienti drenanti che possono favorire l'eliminazione dei liquidi in eccesso e quindi la riduzione della ritenzione idrica;
- Carbone vegetale, finocchio o cumino vengono usati per ridurre il gonfiore addominale e migliorare la regolarità intestinale.
Quando possono essere utili gli integratori per dimagrire?
L’uso di integratori per dimagrire non va tuttavia demonizzato del tutto. In alcune specifiche situazioni possono infatti essere utili, e rappresentare un aiuto in un percorso di dimagrimento. Quest’ultimo tuttavia non può e non deve essere limitato all’assunzione di “integratori magici” che promettono grandi risultati senza sforzo. Deve essere invece parte di un percorso strutturato, fatto di abitudini sane e dieta bilanciata costruita da un professionista su esigenze e obiettivi individuali.
Possono essere, comunque, utili per controllare in parte il senso di fame, oppure qualora si soffra di ritenzione idrica.
Non va inoltre trascurato l’impatto psicologico: sapere di stare, in aggiunta al percorso nutrizionale, assumendo degli integratori specifici può aiutare ad avere maggiore fiducia nella buona riuscita del percorso stesso.
Esempi di integratori per dimagrire
Di seguito sono riportati alcuni integratori per dimagrire presenti in commercio con le relative informazioni:
| Nome del prodotto | Informazioni |
|---|---|
| Hello Fat (La.Ga Pharma) | Integratore che promette di bruciare i grassi, aiutare a ridurre la fame nervosa e stimolare il metabolismo. Contiene garcinia cambogia, arancio amaro, spirulina, tirosina, piperina, cromo picolinato, caffè verde. |
| Revodren (RevoNutri) | Integratore drenante e anticellulite con ingredienti come bromelina, tarassaco, ortosifon, tè verde, centella asiatica, utile per supportare il drenaggio dei liquidi e la microcircolazione. |
| Fast Burn (Jeuks) | Integratore che promette di favorire la riduzione del grasso addominale, stimolare il metabolismo e ridurre l'appetito, utile anche come preworkout. Formula con 120 pillole per risultati rapidi. |
| ZeroFat (Natugea) | Prodotto che promette di favorire il metabolismo dei grassi e drenare i liquidi in eccesso. Contiene caffeina, carnitina, aceto di mele, zenzero, cola di noce, lampone, guaranà per energia e sazietà. |
| Perdita di Peso (Equilibra) | Integratore con fibra di konjac e alga fucus per supportare la perdita di peso. Il glucomannano contribuisce alla sazietà, mentre il fucus favorisce il metabolismo e la funzione tiroidea. |
| DrenaFit (Agocap) | Drenante e integratore che promette di supportare la riduzione del grasso corporeo. Contiene bromelina, ananas, garcinia cambogia, finocchio, carciofo, l-carnitina, centella asiatica, tarassaco. |
| Liposuril Gocce | Liposuril gocce è un integratore alimentare a base di estratti vegetali. Viene utilizzato soprattutto in associazione a diete e altri trattamenti alimentari indicati per la perdita di peso. |
Rischi e Controindicazioni degli Integratori per Dimagrire
Gli integratori per dimagrire, come del resto moltissimi altri integratori, sono generalmente sicuri nelle dosi consigliate, ma in alcuni casi possono causare effetti collaterali potenzialmente gravi. I potenziali effetti collaterali e i rischi associati agli integratori per la perdita di peso sono:
- interazioni con alcuni farmaci, motivo per cui è fondamentale consultare il proprio medico prima di procedere all’assunzione;
- tachicardia o aumento della pressione sanguigna, soprattutto per quanto riguarda i supplementi contenenti caffeina o teina, e se assunti in grandi quantità;
- tossicità e nausea, vomito, diarrea, malessere generale o altri effetti indesiderati causati dal sovradosaggio, soprattutto se prolungato;
Inoltre, in presenza di alcune condizioni non si dovrebbero assumere questi integratori. È il caso della gravidanza, o durante l’allattamento, oppure se si soffre di determinate malattie legate ai reni o alla pressione alta.
Dobbiamo, infine, ricordare ancora una volta che gli studi hanno dimostrato un’efficacia estremamente limitata degli integratori per dimagrire, se non assunti congiuntamente ad uno stile di vita sano e ad una dieta ipocalorica sana ed adeguata.
Chi non dovrebbe assumere integratori per dimagrire?
In primis, chiunque non abbia uno stile di vita sano e stia seguendo una dieta adeguata seguito da un professionista. La sola assunzione degli integratori è infatti inutile a lungo termine, e può risultare, come abbiamo visto, perfino dannosa, sia fisicamente che psicologicamente - dando il via ad un effetto yo-yo in cui si perde e aumenta di peso. Inoltre, non dovrebbero assumere questi supplementi:
- Le donne durante la gravidanza e l’allattamento;
- Le persone con disturbi del comportamento alimentare, o con una storia passata di disturbi del comportamento alimentare. In questi casi è più che mai necessario l’intervento di un professionista della nutrizione, spesso con il supporto di un professionista della salute mentale;
- Persone che soffrono di problemi renali o cardiovascolari;
- Chi, per motivi di salute, assume farmaci regolarmente. Anche in questi casi occorre consultare il proprio medico per assicurarsi che gli integratori non vadano ad interagire negativamente con i farmaci.
Normativa in Italia per gli Integratori per Dimagrire
Il Ministero della Salute chiarisce che gli integratori alimentari proposti come coadiuvanti di diete per il controllo o la riduzione del peso possono essere commercializzati solo se la loro composizione supporta claim sulla salute autorizzati ai sensi del Regolamento (CE) 1924/2006.
Sottolinea anche che i consumatori interessati a prodotti "dimagranti" sono particolarmente suscettibili a informazioni fuorvianti, data la loro sensibilità a messaggi che promettono risultati facili. Perciò, è fondamentale che la comunicazione non enfatizzi indebitamente il ruolo degli integratori, limitandolo ai benefici specificamente autorizzati.
Si sottolinea inoltre che non si devono indurre i consumatori a credere che l'uso di prodotti volti a favorire il transito intestinale, la diuresi o il drenaggio dei liquidi corporei in eccesso porti a una reale riduzione del grasso corporeo.
Afferma inoltre che "occorre riportare in etichetta, tra l’altro, una dicitura relativa all'importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Ove si proponesse l’uso di un integratore alimentare nel contesto di una dieta volta alla riduzione del peso, si invita a riportare in etichetta e nella pubblicità, alla luce di quanto rappresentato, anche informazioni sull’esigenza che la dieta ipocalorica sia nutrizionalmente adeguata e che comunque, se viene seguita per periodi prolungati, è bene sentire il parere del medico.
Infine, non va fatto alcun riferimento all’uso in caso di obesità conclamata."
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