Proctite Attinica: Cause, Sintomi, Trattamento e Alimentazione

Nei pazienti sottoposti a radioterapia per neoplasie pelviche (prostata, utero, retto, ecc.), può insorgere frequentemente un'infiammazione del retto definita proctite post-attinica o post-irradiazione. La proctite è una condizione medica caratterizzata dall’infiammazione della mucosa del retto, la porzione finale dell’intestino crasso.

Cos'è la Proctite Cronica da Radioterapia (PCR)?

La proctite cronica da radioterapia (PCR) è una condizione che colpisce alcuni pazienti sottoposti a trattamenti radioterapici nella regione pelvica. La PCR è una reazione avversa alla radioterapia utilizzata per trattare tumori localizzati nella zona pelvica, come il cancro alla prostata, al retto o alla cervice uterina. La PCR è una condizione in cui la mucosa del retto si infiamma, causando una serie di sintomi sgradevoli. Questi sintomi possono verificarsi durante o dopo il trattamento radioterapico e, in alcuni casi, possono persistere a lungo termine. Prima dell’avvento delle nuove tecniche di radioterapia, la PRC interessava oltre il 30% dei pazienti.

Cause della Proctite Cronica da Radioterapia

La causa principale della PCR è la radiazione stessa. La radioterapia mira a distruggere le cellule tumorali ma, nel farlo, può danneggiare anche le cellule sane circostanti. In particolare, le radiazioni causano uno stress ossidativo che provoca una infiammazione dei piccoli vasi arteriosi che decorrono sotto la mucosa del retto e del colon. Questa condizione, nota come endoarterite obliterante, causa la chiusura di molte arteriole, con conseguente ischemia, fibrosi della parete e tentativi di riparazione che portano alla formazione di nuovi vasi in modo caotico e disorganizzato.

Altri fattori che possono contribuire includono:

  • Ampiezza del campo di irradiazione: più estesa è la zona irradiata, maggiore sarà il rischio che vengano coinvolti tessuti sani che, quindi, ne subiscono le conseguenze.
  • L'insorgenza di proctite è probabilmente enfatizzata da condizioni psicologicamente e fisicamente stressanti.

Sintomi della Proctite

I tipici sintomi associati alla proctite sono: dolore rettale, emorragie rettali di lieve entità, frequente necessità di defecare e perdite anali di muco o pus. La forma acuta si manifesta fra le 2 e le 4 settimane dall’inizio della terapia ed è caratterizzata nel 60-70% dei casi da diarrea e in minor misura da altri sintomi come dolori addominali, tenesmo e (raramente) sanguinamento. Diarrea cronica: la diarrea è uno dei sintomi più comuni ed è spesso sanguinolenta. Spesso non si assiste ad un'aumentata evacuazione di materiale fecale. La PCR può manifestarsi nel corso della radioterapia o, più comunemente dopo la sua fine, spesso a qualche mese di distanza e con decorso ingravescente. Nei casi più frequenti, la sintomatologia tende ad attenuarsi nel tempo ma sono comuni i casi in cui si assiste ad una sua cronicizzazione.

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Altri sintomi includono:

  • Continuo bisogno di evacuare, anche quando non ci sono feci da espellere (fenomeno noto come tenesmo rettale).
  • Nelle donne, si possono riscontrare collateralmente disturbi vaginali, quali perdite maleodoranti o vaginiti.

Diagnosi della Proctite Cronica da Radioterapia

Se si sospetta una PCR, è fondamentale consultare un medico. Una diagnosi accurata è fondamentale per determinare il trattamento migliore per il paziente. Una volta che il medico sospetti proctite, può rendersi necessario il ricorso ad alcuni esami laboratoristico-strumentali per averne la conferma e per capire la causa che l’ha determinata.

  • Sigmoidoscopia o colonscopia: Esame diagnostico strumentale che permette di visualizzare le pareti interne di retto, sigma e colon, per scoprire eventuali lesioni. Nel caso della sigmoidoscopia, l’esame permette la sola visualizzazione di retto e sigma.
  • Esame delle feci.
  • Esami del sangue.

Stadiazione della Proctite Cronica da Radioterapia

La proctite da radioterapia può presentarsi sia in forma acuta che cronica.

  • Nella forma acuta i sintomi si manifestano di solito nel corso della terapia e consistono in diarrea, nausea, dolori crampiformi, tenesmo, mucorrea e sanguinamento. Le forme acute vengono trattate con terapie sintomatiche e di supporto e, talora, con la sospensione temporanea del trattamento radioterapico.
  • La proctite cronica da radioterapia, invece, ha un decorso più insidioso e, generalmente, una sintomatologia più importante ed invalidante delle forme acute.

Stadi della proctite cronica:

  • Stadio 1: sensazione di fastidio rettale.
  • Stadio 2: fastidio rettale, talora mucorrea e/o rettorragia, lievi limitazioni nelle attività della vita quotidiana.
  • Stadio 3: sintomi importanti, urgenza defecatoria, incontinenza episodica. Limitazione severa delle normali attività quotidiane.
  • Stadio 4: presenza di complicanze gravi che mettono in pericolo la vita.

Opzioni di Trattamento per la PCR

Il trattamento della PCR mira a gestire i sintomi e a migliorare la qualità della vita del paziente. Da una revisione sistematica della letteratura, i trattamenti proposti per la proctite cronica post-attinica sono molto numerosi, ma a tutt’oggi sono disponibili scarsissimi studi controllati. Il quadro clinico si risolve nella quasi totalità dei casi con trattamento sintomatico con antidiarroici e solo raramente si rende necessaria la sospensione della radioterapia per la risoluzione dei sintomi.

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Le opzioni di trattamento includono:

  1. Terapie farmacologiche: si registrano numerosi lavori ma non vi è una reale evidenza della loro efficacia a causa degli scarsi studi controllati.
    • Farmaci antinfiammatori: i cortisonici, somministrati per via rettale, e la mesalazina somministrata per via orale e rettale sono spesso impiegati all’esordio della sintomatologia.
    • Acidi grassi a catena corta: l’acido butirrico viene spesso utilizzato nel trattamento della PCR. La sua reale efficacia non è chiaramente dimostrata dai pochi studi scientifici finora pubblicati.
    • Sucralfato: il farmaco in Italia è commercializzato come gastroprotettore. Può essere utilizzato per praticare clisteri sciogliendo due grammi di prodotto in 20 ml di acqua, da somministrare due volte al giorno. Il sucralfato rettale, in particolare, sembra essere superiore ai trattamenti antiinfiammatori in quanto determina una barriera protettiva sulla mucosa e stimola la cicatrizzazione.
    • Flavonoidi: si sono dimostrati efficaci nel prevenire o ridurre le manifestazioni della PCR, probabilmente per effetto della loro azione antiossidante, antinfiammatoria e vasoprotettiva.
    • Altri prodotti utilizzati sono gli estroprogestinici, le vitamine antiossidanti o la rebamipide.
    • In caso di infezione batterica, i farmaci più consigliabili sono di tipo antibiotico.
    • Se la proctite è secondaria ad una patologia infiammatoria cronica (morbo di Crohn o la retto-colite ulcerosa), il medico può prescrivere acido 5-aminosalicilico (5ASA) e corticosteroidi, applicati direttamente in loco (supposte, clisteri) o assunti per via orale sotto forma di compresse.
  2. Trattamenti endoscopici: la terapia farmacologica solitamente è di supporto al trattamento endoscopico.
    • Coagulazione con Argon Plasma (APC): questa procedura mira ad essiccare la parete rettale la dove sono presenti i vasi sanguinanti. La sonda viene posizionata a breve distanza dalla lesione ed il “flusso” di corrente va a colpire e distruggere (mediante elettrocoagulazione) gli strati superficiali della mucosa con una profondità di pochi millimetri. Gli effetti collaterali, presenti in circa il 10 per cento dei pazienti, sono il dolore e rialzo termico che si autolimitano in pochi giorni; le stenosi sono rare ed in genere asintomatiche (e trattabili, se necessario, endoscopicamente).
    • Formalina: l'instillazione topica di formalina è un'altra forma di trattamento utilizzata. La tecnica consiste nell’applicazione diretta, sotto controllo endoscopico (strumento rigido), di garze imbevute di formalina al 4% per 2-3 minuti (fino a quando la mucosa non diviene bianca). Le percentuali di efficacia nelle varie casistiche oscillano fra il 60% e il 100%, ma sono anche da considerare i gravi effetti collaterali che possono gravare la metodica (stenosi, ulcerazioni anali, dolore anale, incontinenza).
  3. Ossigenoterapia Iperbarica: questa forma di trattamento si è dimostrata efficace in numerose condizioni nelle quali sono presenti lesioni che tendono a non guarire per le cause più disparate, fra queste anche le lesioni del colon e retto da radioterapia. Probabilmente agisce stimolando la crescita di nuovi vasi (angiogenesi), migliorando l’ossigenazione dei tessuti e, forse, anche per un’azione antibatterica. La sua efficacia nella PCR è provata.
  4. Chirurgia: in casi gravi o refrattari, può essere necessario un intervento chirurgico.

Alimentazione e Proctite

La dieta per la proctite è uno schema nutrizionale equilibrato che funge da palliativo. Come anticipato, è necessario che la dieta per la proctite sia ricca di fibre solubili. Queste sono indispensabili al mantenimento dello stato di idratazione fecale e al miglioramento del transito all'interno del colon. In caso di proctite è anche consigliabile utilizzare dei lassativi a base di fibre solubili come, ad esempio, il "Metamucil".

È essenziale, infine, garantire un’adeguata idratazione, sia perchè questa ammorbidisce le feci facilitando l’evacuazione, sia perchè la perdita di liquidi causata da diarrea o sanguinamento rettale può provocare disidratazione.

Alimenti da evitare e da limitare:

Tra gli alimenti da limitare o evitare, in quanto, di solito, peggiorano i sintomi della malattia infiammatoria cronica intestinale, abbiamo: alcolici e superalcolici, bibite gassate, cacao e cioccolato, caffè, tè, Coca Cola e bevande contenenti caffeina, carni grasse, curry, noce moscata, pepe, peperoncino, formaggi fermentati e grassi, fritture, insaccati, lardo, strutto, pasticceria elaborata e spezie.

È opportuno limitare inoltre il consumo di verdure e alimenti ricchi di fibre, soprattutto nella malattia di Crohn: asparagi, barbabietola, cavolfiore, cavolo, cipolla, fagioli, pomodori, porro, rabarbaro, spinaci. La frutta (se ne deve fare un uso moderato, preferendo gli agrumi e le banane; ci si ricordi poi che la frutta deve essere sbucciata; unica eccezione è l’ananas, preferibilmente assunto come succo). Latte e latticini (eliminarli o moderarne drasticamente il consumo), pane fresco integrale e pesci grassi, crostacei e molluschi e uova.

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Cibi consentiti:

Tra gli alimenti consigliati ricordiamo: avena, orzo (con moderazione nel morbo di Crohn, ma vietati in quello di tipo stenosante), carni bianche o rosse magre, preferibilmente cucinate tramite cottura ai ferri o cottura al vapore, formaggi a pasta cotta, pane tostato, cracker, fette biscottate, grissini, pesci magri lessi, prosciutto sgrassato (sia crudo che cotto), verdure a foglia morbida nelle fasi quiescenti di malattia: carote, insalata (lattuga morbida, gallinella), zucchine lesse (con moderazione nel Crohn), yogurt magro e alimenti probiotici in genere (quando non vi sia intolleranza al lattosio).

La preferenza va poi a piatti semplici e non elaborati; da evitare grassi in eccesso e fritture. Può essere utile bere un po’ più del normale, per compensare episodi diarroici. I liquidi introdotti non devono essere né troppo caldi né troppo freddi. Si ricorda inoltre di evitare eccessi alimentari e si consiglia di consumare piccoli pasti, ripartendoli nel corso della giornata. È importante masticare i cibi lentamente e accuratamente, perché ciò favorisce il processo digestivo.

Gli agenti irritanti sono molecole di vario genere contenute all'interno di alimenti e bevande. Del terzo ed ultimo, può risultare molto utile azzerare la quota di molecole tossiche nocive come: i policiclici aromatici, l'acroleina, la formaldeide e l'acrilamide. Per fare ciò è assolutamente fondamentale limitare i sistemi di cottura, escludendo quelli troppo intensi che possono carbonizzare (anche solo parzialmente) i macronutrienti energetici. E' anche consigliabile abbattere la quota di grassi saturi nell'alimentazione. Come anticipato, alcune forme di proctite sembrano correlate alla malattia celiaca.

Consigli Aggiuntivi

  • Comunicare con il medico: è essenziale comunicare apertamente e sinceramente con il medico sui sintomi e sulle preoccupazioni. Esistono molti modi per trattare la proctite cronica da raggi e può essere necessario modificare più volte le scelte terapeutiche adottate, fino a trovare quella individualmente più efficace per controllare i sintomi.
  • Seguire il piano di trattamento: aderire rigorosamente alle raccomandazioni del medico per il trattamento e il monitoraggio.
  • Modifiche dietetiche: potrebbero essere necessarie modifiche nella dieta per affrontare la diarrea e i sintomi correlati. Vanno evitati tutti i cibi irritanti, quelli piccanti e l'assunzione di alcolici e caffè. L'assunzione di simbiotici (una combinazione di prebiotici e probiotici) ha dato risultati positivi nella prevenzione e cura della proctite da raggi.
  • Supporto psicologico: la PCR può avere un impatto emotivo significativo. Il supporto di uno psicologo o di un gruppo di sostegno può essere prezioso.

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