Proteina C Reattiva e Pillola Anticoncezionale: Cause e Implicazioni

La proteina C è una componente fisiologica del sangue, indispensabile per prevenire la formazione dei trombi all'interno dei vasi. Infatti, è il più importante anticoagulante naturale ed è altrimenti conosciuta come autoprotrombina IIA o fattore di coagulazione XIV.

La proteina C si trova nel sangue ed è un importante anticoagulante. Essa viene sintetizzata nel fegato.

Non deve essere confusa con la Proteina-C reattiva, che invece è una proteina di fase acuta coinvolta nei processi infiammatori.

La proteina C viene prodotta a livello del fegato in forma di proenzima o zimogeno, per essere immessa nel torrente circolatorio, viene attivata in presenza di alcuni fattori, come la trombina, rilasciata durante i processi di coagulazione, e la trombomodulina, una proteina di membrana presente sulle cellule endoteliali dei vasi sanguigni. La sua sintesi è vitamina-K dipendente, fattore che contraddistingue questa proteina dagli altri anticoagulanti fisiologici. La proteina C appartiene al gruppo elettroforetico delle alfa-globuline.

La proteina C viene prodotta a livello epatico in forma inattiva e viene quindi immessa in circolo, dove viaggia in questa forma finché non incontra la trombina, percependo una reazione di coagulazione in atto.

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Funzione della Proteina C

La proteina C ha una spiccata azione anticoagulante. La coagulazione avviene mediante il processo dell'emostasi, in particolare si ha la conversione del fibrinogeno, una proteina plasmatica, nella sua forma attiva, la fibrina, che andrà a formare il coagulo. Questo avviene tramite l'attivazione a cascata di una serie di fattori di coagulazione, in serie il fattore XII, XI, IX, X, VIII, VI e V. Il fattore X attiva la protrombina nella forma attiva, la trombina, che a sua volta stimola la conversione del fibrinogeno. La proteina C ha la funzione di degradare il fattore V e VIII, per cui interrompe la cascata coagulativa. Ha inoltre un'attività litica nei confronti del coagulo di fibrina e le vengono attribuite anche proprietà antinfiammatorie e protettive nei confronti delle cellule.

Proteina C Bassa: Cause e Sintomi

La quantificazione della proteina C nel sangue può essere realizzata per valutare la presenza di disturbi della coagulazione o di tendenza alla formazione di trombi venosi. La carenza della proteina C plasmatica può infatti evidenziare una serie di disturbi, come:

  • Disturbi genetici: possono causare una produzione ridotta di proteina C o la sintesi di molecole anomale, per cui si parla di deficit ereditario di proteina C rispettivamente di tipo I o di tipo II. Tra gli altri disturbi genetici troviamo anche la resistenza alla proteina C attivata
  • Disturbi del fegato: cirrosi epatica, insufficienza epatica, epatiti
  • Disturbi renali
  • Processi infiammatori in atto
  • Carenza di vitamina K
  • Assunzione di anticoagulanti
  • Trombofilia (anomalia del coagulo sanguigno che aumenta il rischio di trombosi venosa)

In caso di riduzione della proteina C nel sangue si può andare incontro a disturbi nella coagulazione, che risulta aumentata. Per questo i sintomi correlati possono essere:

  • Gonfiore e senso di pesantezza agli arti inferiori
  • Arrossamento delle gambe
  • Dolore toracico e tosse in caso di embolia polmonare
  • Macchie scure sulla cute
  • Ulcere
  • Disturbi neurologici in caso di ictus

Proteina C Alta e Pillola Anticoncezionale

Se dalle analisi del sangue risultano valori elevati di proteina C, potrebbero non esserci condizioni patologiche. Anzi, tale situazione può verificarsi nel caso in cui si assuma la pillola anticoncezionale.

Una causa dell'aumento della proteina C può essere la resistenza alla proteina C attivata, che consiste nella produzione di una proteina inadatta a svolgere le sue funzioni.

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Proteina C Reattiva (PCR): Cos'è e Quando Viene Misurata

La proteina C reattiva è una proteina viene sintetizzata dal fegato e dagli adipociti, che viene misurata nel sangue per verificare lo stato di salute del paziente. La proteina C reattiva è una sostanza prodotta a livello epatico e dagli adipociti, e poi immessa nel sangue. Rientra nella categoria delle proteine di fase acuta dell'infiammazione, per cui un suo aumento può indicare la presenza di un processo flogistico in atto.

La proteina C reattiva ematica viene generalmente quantificata per verificare la presenza di particolari processi e malattie infiammatorie. Sono ritenuti nella norma valori inferiori ai dieci milligrammi per litro di sangue.

La proteina C reattiva viene misurata per monitorare lo stato di salute del paziente e per controllare che non vi siano infiammazioni o patologie nella loro fase acuta in corso.

Durante questi processi, le cellule del tessuto adiposo rilasciano delle citochine, che inducono la produzione da parte delle cellule epatiche della proteina C reattiva. Questa ha la funzione di opsonina, ovvero agisce rivestendo la superficie esterna di corpi estranei, microbi o cellule danneggiate. In questo modo le cellule del sistema immunitario, soprattutto i fagociti e le componenti del sistema del complemento, possono riconoscere le sostanze da distruggere, attaccandosi alla proteina C reattiva.

Cause di Aumento della Proteina C Reattiva

In particolare, quantità elevate di proteina C reattiva possono indicare la presenza di:

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  • Infezioni virali o batteriche
  • Artrite reumatoide
  • Lupus
  • Morbo di Crohn
  • Peritonite
  • Neoplasie

Se invece la quantità di proteina C reattiva aumenta notevolmente, può essere indice di alcune situazioni o patologie, come:

  • Cardiopatie
  • Malattie autoimmuni di tipo infiammatorio
  • Artrite reumatoide
  • Lupus eritematoso
  • Morbo di Crohn
  • Infezioni virali e batteriche
  • Neoplasie maligne
  • Vasculite
  • Diabete di tipo II
  • Arterosclerosi
  • Infarto del miocardio

Alcuni fattori fisiologici possono far aumentare questo valore, come la gravidanza, l'età e infezioni lievi.

Un innalzamento di questa proteina nel sangue può verificarsi anche in seguito ad un intervento chirurgico, ma spesso e volentieri avviene anche in presenza di patologie importanti come il lupus e l’artrite reumatoide.

PCR e Pillola Anticoncezionale

Le concentrazioni di PCR possono aumentare con l'uso di pillole contraccettive o di terapia ormonale e, spesso, negli ultimi mesi della gravidanza per la presenza di infiammazioni comuni (cistiti).

Proteina C Reattiva Alta Sensibilità (PCR-hs)

La proteina C reattiva ad alta sensibilità (PCR-hs) ha le stesse funzioni della proteina C reattiva normale, ma può essere quantificata per valutare la presenza o il grado di rischio di fenomeni di arterosclerosi. La proteina C reattiva ad alta sensibilità consente di eseguire la misurazione di valori anche molto bassi di questa sostanza.

Proteina C e VES

La velocità di eritrosedimentazione (VES) è un parametro che viene valutato in laboratorio sul campione di sangue. Consiste nella misurazione del tempo che la parte corpuscolata del sangue impiega per separarsi dal plasma. Questo esame viene generalmente prescritto per valutare la presenza di reazioni infiammatorie o infettive nell'organismo. Spesso viene valutata in associazione alla proteina C reattiva, per avere un'indicazione più accurata dello stato dell'organismo.

Resistenza alla Proteina C Attivata (APCR)

La resistenza alla proteina C attivata o APCR è un disturbo contraddistinto per la riduzione dell'attività anticoagulante propria di questa proteina, causando un aumento del rischio della formazione di trombi venosi e delle patologie associate.

Come Prepararsi all'Esame e Cosa Fare in Caso di Alterazioni

Le alterazioni dei marker ematici non prevedono in sé una terapia.

Per verificare la presenza di una infiammazione il medico può prescrivere alcuni esami, come il test PCR del sangue, una proteina presente naturalmente nel nostro corpo, in piccole concentrazioni, nei pazienti sani.

Rimedi e Cura

In caso di trombofilia è opportuno riconoscere i sintomi specifici nel momento in cui si verificano, per poter intervenire rapidamente. Per prevenire i disturbi associati a questo problema, è inoltre necessario modificare le proprie abitudini quotidiane, smettendo di fumare, regolando il peso corporeo e facendo attività fisica regolarmente.

La terapia per la trombofilia prevede l'assunzione di farmaci anticoagulanti come l'eparina e il warfarin come molecole specifiche, o l'aspirina. In alcuni casi possono anche essere previste integrazioni di proteina C, prima di procedere con gli anticoagulanti.

È sempre necessario rivolgersi al proprio medicocurante per condurre ulteriori indagini o iniziare una corretta terapia.

Utile anche smettere di fumare e praticare regolarmente esercizio fisico e seguire una dieta sana ed equilibrata per ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.

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