Proteina C-Reattiva e Colesterolo Alto: Una Correlazione Importante per la Salute Cardiovascolare

Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte. Alcuni fattori di rischio, come la storia familiare, il colesterolo alto, l’ipertensione, il sovrappeso o il diabete, sono stati associati allo sviluppo di CVD, ma un significativo numero di persone con pochi fattori di rischio o con fattori di rischio non identificati possono sviluppare CVD. A tal proposito i ricercatori stanno cercando di capire se vi siano altri fattori di rischio che potrebbero essere causa di CVD o che potrebbero essere utilizzati per determinare se i cambiamenti dello stile di vita e/o i trattamenti siano sufficienti a ridurre il rischio.

Cos'è la Proteina C-Reattiva (PCR)?

La proteina C reattiva (PCR) è una proteina che aumenta nel sangue a seguito di infiammazione e infezione, così come dopo un infarto, un intervento chirurgico o un trauma. È una delle proteine della fase acuta. La PCR standard misura concentrazioni elevate della proteina per determinare la presenza di infiammazione. La PCR ultrasensibile determina accuratamente concentrazioni più basse della proteina e viene utilizzata per stimare il rischio cardiovascolare.

PCR Ultrasensibile e Rischio Cardiovascolare

La PCR ultrasensibile rappresenta uno dei nuovi marcatori di rischio cardiovascolare usati per la valutazione del rischio individuale. Alcuni studi hanno dimostrato che misurare la PCR ultrasensibile può essere di supporto per identificare il rischio di sviluppare CVD in persone apparentemente sane. Questo esame più sensibile può misurare concentrazioni di PCR a concentrazioni molto basse. La proteina C reattiva ad alta sensibilità può essere usata come supporto nel valutare una persona per il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare (CVD). È noto che una piccola infiammazione persistente contribuisca al fenomeno dell’aterosclerosi, che restringe il lume dei vasi sanguigni a causa dell’accumulo di colesterolo ed altri lipidi, spesso associati a CVD.

La PCR ultrasensibile è ritenuta da alcuni esperti utile per determinare il rischio di CVD, infarto e ictus, e per questo svolge un ruolo importante nel processo di valutazione prima che il paziente sviluppi una di queste problematiche. Alcuni ritengono che il miglior modo di predire il rischio sia combinare un buon marcatore per l’infiammazione, come la PCR ultrasensibile, con il profilo lipidico. Tuttavia, non tutti i professionisti sono d’accordo sull’utilità della PCR ultrasensibile. Gli studi clinici che coinvolgono la misura della PCR ultrasensibile sono ancora oggetto di studio per capire meglio quale sia il suo ruolo negli eventi cardiovascolari. Attualmente non esiste una linea di consenso sul momento più opportuno per eseguire il test, anche se alcune linee guida includono raccomandazioni sul test della PCR. Ad esempio, secondo le linee guida dell’American College of Cardiology Foundations e dell’American Heart Association, il test della PCR ultrasensibile può rivelarsi utile per uomini di 50 (o più giovani) o donne di 60 anni (o più giovani) con un rischio intermedio.

Le persone con PCR ultrasensibile alta sono esposte ad un rischio aumentato di sviluppare malattie cardiovascolari, mentre coloro che hanno concentrazioni basse hanno un rischio minore. Questi valori sono solo una parte del processo globale di valutazione per le malattie cardiovascolari. Altri fattori di rischio da considerare includono le concentrazioni di colesterolo, le LDL-C, i trigliceridi e il glucosio. L’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS, aspirina, ibuprofene e naproxene) o di statine può ridurre la concentrazione di PCR nel sangue. Perchè il risultato sia predittivo per il rischio di malattia coronarica o di infarto, è importante che il paziente si sottoponga al test quando è in salute.

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Interpretazione dei Livelli di PCR

Generalmente, un limitato grado di infiammazione persistente svolge un ruolo fondamentale nell’aterosclerosi, che ostruisce i vasi sanguigni in relazione al colesterolo e ad altri lipidi, spesso associati a CVD.

In uno studio, un livello basale di PRC superiore a 2,4 mg/L è risultato aumentare di due volte il rischio di coronaropatie rispetto a un livello inferiore a 1 mg/L.

Correlazione tra PCR, Colesterolo Alto e Aterosclerosi

L'infiammazione endoteliale è uno dei fattori principali che partecipano al processo di aterogenesi. Di conseguenza, elevati livelli basali di proteina C reattiva sono correlati a un maggior rischio di coronaropatie ed infarto miocardico.

Uno studio pubblicato su Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases conferma ulteriormente la stretta relazione tra infiammazione e colesterolo residuo. I ricercatori hanno inizialmente arruolato 10.724 individui ricoverati per sottoporsi a PCI. In seguito, hanno selezionato per l’analisi 9.983 pazienti gestiti con doppia terapia antipiastrinica e stent a rilascio di farmaco. L’analisi dei dati ha mostrato che hs-CRP, CAR, PLR e SII erano associati a un RC elevato (≥ mediana), mentre l’LCR era associato a un basso RC (

Pertanto, nei pazienti sottoposti a PCI, hs-CRP, CAR, PLR, LCR e SII erano indipendentemente associati ai livelli di RC.

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Domande Frequenti sulla PCR e il Rischio Cardiovascolare

La PCR ultrasensibile è specifica per la patologia cardiovascolare? No. La PCR è un marcatore di infiammazione, un processo che può colpire alcuni sistemi d’organo.

E’ possibile che su un paziente venga eseguito l’esame del colesterolo ma non della PCR ultrasensibile? E’ probabile che il paziente in questione non rientri nella categoria di persone per le quali il test è raccomandato. Inoltre, attualmente non esiste una linea di consenso circa il momento più opportuno per eseguire il test.

Qual è la differenza tra PCR e PCR ultrasensibile? Entrambi i test misurano la stessa molecola nel sangue. Tuttavia, la PCR ultrasensibile misura concentrazioni molto piccole (range da 0.5 a 10 mg/L) della proteina nel sangue ed è richiesta solitamente per pazienti in salute, per valutarne il rischio cardiaco potenziale.

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