I marker tumorali sono sostanze prodotte dalle cellule tumorali che possono essere rilevate nel sangue. Per specificare meglio, occorre dire che molte di queste molecole sono prodotte sia da cellule non tumorali che da cellule neoplastiche.
Queste sostanze sono rilevabili nel sangue e possono includere proteine e cellule tumorali circolanti. Le prime sono sostanze proteiche in genere prodotte dal tumore, mentre le seconde sono cellule neoplastiche che si “staccano” dal tumore e viaggiano nel sangue. I marcatori non sono tutti identificativi di un solo tipo di cancro.
Come Funzionano i Marker Tumorali?
In generale vengono sfruttati per scoprire, diagnosticare o monitorare un tumore. In alcuni casi i valori dei marker possono fornire indicazioni abbastanza attendibili sulla stadiazione del tumore o sull’andamento della chemioterapia in caso di diagnosi accertata e trattamento in corso. Possono rientrare quindi fra i parametri prescritti tra le analisi del sangue dei pazienti oncologici e nei controlli periodici successivi ad una remissione completa della malattia.
Ma sebbene livelli alti di alcuni marcatori possano suggerire un accrescimento tumorale, da soli questi valori non sono sufficienti a darci la certezza di una diagnosi. Marker tumorali leggermente alterati possono essere giustificati da condizioni assolutamente benigne. Possiamo considerare il marker come un segnale di allarme, una spia concreta di possibile neoplasia.
Alcuni marker sono più attendibili di altri nell’ipotizzare una diagnosi, altri per confermarla, in associazione con altri strumenti diagnostici più precisi. Un falso negativo (marker tumorali bassi e quindi “buoni” in presenza di neoplasia) ci può far tirare un sospiro di sollievo laddove, al contrario, dovremmo preoccuparci.
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Esempi di Marker Tumorali
- CA 125: indicativo di cancro alle ovaie, primitivo o recidivante, e di cancro al seno recidivante.
- Beta-HCG (Gonadotropina corionica umana): è un ormone prodotto dalla placenta in gravidanza, che di norma dovrebbe essere assente nelle donne non incinte.
- HE4: utilizzato per la diagnosi del tumore dell’ovaio, viene spesso dosato in associazione con il marker CA-125 per differenziare il carcinoma ovarico dall’endometriosi.
- KI67: è un indice di crescita proliferativa del tumore della mammella.
- PSA (Antigene Prostatico Specifico): rappresenta un indicatore di una neoplasia prostatica in accrescimento.
- AFP (Alfafetoprotiena): questa proteina è di norma presente in bassissime concentrazioni nel sangue di un adulto e si alza in caso di malattie del fegato, inclusi i tumori.
- Beta 2-microglobulina: è di supporto nel valutare la gravità e la prognosi di alcuni tipi di malattia, fra cui il mieloma multiplo e il linfoma, e i tumori gastrointestinali, cioè dell’intestino (colon-retto), del fegato (epatocarcinoma) e del pancreas.
- LHD: può essere usato come marker tumorale per le neoplasie del testicolo, per il linfoma, il melanoma e il neuroblastoma.
- Cellule tumorali circolanti di origine epiteliale: si riscontrano nei tumori metastatici, in particolare del seno, della prostata e del colon.
- Cellule dendritiche e cellule NK: sono state riconosciute come marker tumorali con largo significato prognostico per il neuroblastoma, il tumore solido extracranico più comune dei bambini.
- Citocheratina 19 (Cyfra 21-1): alti valori possono segnalare un tumore del polmone, primario o recidivante.
Proteina C Reattiva (PCR) e Tumori
Tra i possibili indizi che segnalano la presenza di una forma tumorale vi sono anche alti livelli di due indici infiammatori normalmente usati per rilevare infezioni o malattie autoimmuni: VES e proteina C-reattiva (PCR). Tra i possibili indizi che segnalano la presenza di una forma tumorale vi sono anche alti livelli di due indici infiammatori normalmente usati per rilevare infezioni o malattie autoimmuni: VES e proteina C-reattiva (PCR).
La proteina C-reattiva (PCR) è sintetizzata dal fegato in risposta all’infiammazione. La determinazione della PCR nel sangue è uno dei test ematologici più comuni per misurare uno stato non specifico di infiammazione. La proteina c-reattiva non è solo un indicatore di infiammazione interna, perché tale sostanza prodotta dal fegato partecipa attivamente al processo infiammatorio. Tuttavia, non è un segnale specifico di cancro, sebbene alti livelli possano farlo sospettare.
La PCR indica l’entità e la gravità di questa infiammazione, ma non la causa. La PCR alta può essere anche l’indicatore di un’infezione, grave o cronica che sia. E’ stato dimostrato che uno stato infiammatorio elevato e duraturo, come evidenziato dal livello di PCR, aumenta il rischio di diverse condizioni croniche, tra cui le malattie cardiovascolari, il carcinoma polmonare e il cancro del colon-retto.
Valori Normali della PCR
I valori normali sono molto bassi: si va da un minimo di 0 per uomini e donne, ad un massimo di 15 per gli uomini e di 20 per le donne. La concentrazione di PCR nel sangue si misura in milligrammi per litro. Questi valori possono essere decisamente più elevati in presenza di un processo infiammatorio all’interno dell’organismo. La variabilità dei valori è determinata dal sesso e dall’età della persona.
Cause di Aumento della PCR
Come abbiamo visto, valori di Proteina C Reattiva alti sono sinonimo di un processo infiammatorio in corso. Questo può essere dovuta ad una molteplicità di cause. Una pcr elevata è indicativa di malattie cardiache, tumori, malattie infiammatorie croniche come l’artrite reumatoide, il diabete, e persino di condizioni di obesità. Le patologie infiammatorie sono la principale ragione per cui la concentrazione ematica di Proteina C Reattiva aumenta.
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In assenza di infiammazioni i livelli sono stabili.
PCR e Rischio Tumori
Diverse molecole associate all’infiammazione sono associate anche ai tumori. A loro volta, le citochine proinfiammatorie regolano la produzione di proteina C reattiva (PCR). I suoi livelli aumentano rapidamente in caso di infiammazione e sono associati sia alla progressione del tumore sia alla riduzione della sopravvivenza in presenza di diverse forme tumorali (all’esofago, allo stomaco, al colon retto, al fegato, al pancreas e all’ovaio).
Tumore al Pancreas e Infiammazione
Il tumore del pancreas è una delle principali cause di morte da tumore. La presenza di infiammazione è una caratteristica condivisa da molti tumori: più del 20% delle neoplasie è indotto o aggravato da un processo infiammatorio. Da un lato, i geni coinvolti nello sviluppo del cancro possono stimolare processi infiammatori.
In un nuovo studio i ricercatori della Harvard School of Public Health (HSPH) e Dana-Farber Cancer Institute hanno scoperto che la malattia parodontale è stata associata ad un aumento del rischio di cancro del pancreas. I risultati hanno mostrato che - dopo aggiustamento per età, fumo, diabete, indice di massa corporea ed una serie di altri fattori - gli uomini con malattia parodontale avevano un rischio del 63% più elevato di sviluppare il cancro al pancreas rispetto a quelli che riferivano nessuna malattia parodontale.
Una possibile spiegazione per i risultati è che l’infiammazione da malattia parodontale può favorire il cancro del pancreas. Un’altra spiegazione, secondo Michaud, è che la malattia parodontale può portare a un aumento della carcinogenesi pancreatica perché gli individui con malattia parodontale hanno livelli più elevati di batteri orali e maggiori livelli di nitrosammine, che sono cancerogene, nella loro cavità orale.
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