Proteina ID2: Funzione e Localizzazione

La chiave del meccanismo che blocca la progressione del tumore, scoperta da due scienziati e dal loro team della Columbia University di New York, si chiama Id-2. Tale proteina appartiene ai cosiddetti Inibitori del differenziamento (Id), che in condizioni normali permettono alle cellule staminali di moltiplicarsi, mentre in altre condizioni possono favorire lo sviluppo di un tumore.

In particolare si è notato che la proteina Id-2 viene utilizzata dai tumori per creare cellule staminali di tipo tumorale. Tale proteina è stata al centro delle ricerche della coppia campano-pugliese per oltre 15 anni.

Funzione della Proteina ID2

La scoperta di questa proteina e del suo funzionamento è dovuta a due scienziati Italiani originari del Sud Italia, Antonio Iavarone (Benevento) e Anna Lasorella (Noicattaro, BA). Entrambi pediatri, all’inizio degli anni ’90 lavoravano nel reparto di Oncologia pediatrica.

La proteina Id-2 è importante per il normale sviluppo e per mantenere l’equilibrio cellulare. La funzione specifica di questa proteina non era stata identificata. La chiave del meccanismo che blocca la progressione del tumore si chiama Id-2. Servono a promuovere la moltiplicazione durante lo sviluppo embrionale.

Tale proteina appartiene ai cosiddetti Inibitori del differenziamento (Id), che in condizioni normali permettono alle cellule staminali di moltiplicarsi, mentre in altre condizioni possono favorire lo sviluppo di un tumore. In particolare si è notato che la proteina Id-2 viene utilizzata dai tumori per creare cellule staminali di tipo tumorale.

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Quando ID2 rimane inappropriatamente attiva, a causa della ridotta concentrazione di ossigeno nel tumore in espansione, blocca il sistema di distruzione di due proteine chiamate Hypoxia Inducible Factor (Hif) alfa 1 e 2, della cui azione le cellule staminali tumorali si servono per sopravvivere in mancanza di livelli adeguati di ossigeno e nutrimento.

Il nemico naturale di queste due proteine è una terza proteina detta Vhl (von Hippel-Lindau), che, invece, svolge il ruolo di soppressore dei tumori; frena l’espansione del tumore bloccando i meccanismi di attivazione di ID2. Ma ecco che proprio la carenza di ossigeno provoca l’attivazione anche delle proteine Id-2 che vanno a bloccare il soppressore dei tumori Vhl, consentendo così al cancro di svilupparsi.

Quando si sviluppa, un tumore non riesce a disporre dei vasi sanguigni di cui ha bisogno per ossigenarsi; di conseguenza diverse regioni, tra cui il centro della massa tumorale, sono ipossiche. Quando ID2 rimane inappropriatamente attiva, a causa della ridotta concentrazione di ossigeno nel tumore in espansione, blocca il sistema di distruzione di due proteine chiamate Hypoxia Inducible Factor (Hif) alfa 1 e 2, della cui azione le cellule staminali tumorali si servono per sopravvivere in mancanza di livelli adeguati di ossigeno e nutrimento.

Il nemico naturale di queste due proteine è una terza proteina detta Vhl (von Hippel-Lindau), che, invece, svolge il ruolo di soppressore dei tumori; frena l’espansione del tumore bloccando i meccanismi di attivazione di ID2. Ma ecco che proprio la carenza di ossigeno provoca l’attivazione anche delle proteine Id-2 che vanno a bloccare il soppressore dei tumori Vhl, consentendo così al cancro di svilupparsi.

Localizzazione della Proteina ID2

La proteina Id-2 è latente in tutte le cellule. Si accumula nelle cellule tumorali, aumentandone la malignità. Appunto dalla continua distruzione dell'Id2 da parte dell'enzima APC.

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ID2 e il Cancro

La chiave del meccanismo che blocca la progressione del tumore, scoperta dai due scienziati e dal loro team della Columbia University di New York, si chiama Id-2, una proteina sulla quale da oltre 15 anni si sono concentrate le ricerche della coppia campano-pugliese.

Tale proteina appartiene ai cosiddetti Inibitori del differenziamento (Id), che in condizioni normali permettono alle cellule staminali di moltiplicarsi, mentre in altre condizioni possono favorire lo sviluppo di un tumore. In particolare si è notato che la proteina Id-2 viene utilizzata dai tumori per creare cellule staminali di tipo tumorale.

Quando si sviluppa, un tumore non riesce a disporre dei vasi sanguigni di cui ha bisogno per ossigenarsi; di conseguenza diverse regioni, tra cui il centro della massa tumorale, sono ipossiche. Quando ID2 rimane inappropriatamente attiva, a causa della ridotta concentrazione di ossigeno nel tumore in espansione, blocca il sistema di distruzione di due proteine chiamate Hypoxia Inducible Factor (Hif) alfa 1 e 2, della cui azione le cellule staminali tumorali si servono per sopravvivere in mancanza di livelli adeguati di ossigeno e nutrimento.

Quando ID2 rimane inappropriatamente attiva, a causa della ridotta concentrazione di ossigeno nel tumore in espansione, blocca il sistema di distruzione di due proteine chiamate Hypoxia Inducible Factor (Hif) alfa 1 e 2, della cui azione le cellule staminali tumorali si servono per sopravvivere in mancanza di livelli adeguati di ossigeno e nutrimento.

Il nemico naturale di queste due proteine è una terza proteina detta Vhl (von Hippel-Lindau), che, invece, svolge il ruolo di soppressore dei tumori; frena l’espansione del tumore bloccando i meccanismi di attivazione di ID2. Ma ecco che proprio la carenza di ossigeno provoca l’attivazione anche delle proteine Id-2 che vanno a bloccare il soppressore dei tumori Vhl, consentendo così al cancro di svilupparsi.

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Esperimenti condotti sui topi confermano la validità di questo percorso scientifico: Iavarone ha spiegato che al momento non sono stati utilizzati farmaci, ma solo manipolazioni, grazie alle quali si è riusciti a prevenire il legame tra le due proteine, bloccando lo sviluppo di tumori aggressivi del cervello.

La Scoperta e le Prospettive Future

Quindici anni di impegno e di successi nella ricerca in uno degli ambiti più delicati e suggestivi della medicina, la crescita del tumore al cervello dei bambini, hanno portato alla loro ultima scoperta pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nature.

La sfida ulteriore sarà quindi individuare composti chimici in grado di bloccare il meccanismo, ossia di disinnescare l’azione della proteina Id-2 rendendola inoffensiva. Tuttavia, non è ancora una cura, e ulteriori studi sono necessari prima che la nuova scoperta possa tradursi in una terapia.

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