La proteinuria è la presenza di proteine nelle urine. Può essere una condizione temporanea e benigna o rappresentare la conseguenza di disturbi sottostanti, che nella maggior parte dei casi riguardano i reni. Normalmente, i livelli proteici urinari sono molto bassi: nelle 24 ore, le proteine eliminate con l'urina non dovrebbero superare i 200 mg.
In condizioni fisiologiche, infatti, questi organi fanno in modo da preservare nel circolo sanguigno le sostanze utili all’organismo, tra cui appunto le proteine: i valori di queste ultime nelle urine dovrebbe essere inferiori ai 150 mg nelle 24 ore. Valori superiori indicano la presenza di proteinuria, che può essere dovuta a un’alterata capacità di filtrazione dei reni a causa di problemi a questi organi.
La proteinuria può indicare la presenza di un danno a carico dei reni: in genere, questi organi non lasciano passare nell'urina le molecole necessarie all'organismo, come appunto le proteine. Per questo motivo, è opportuno indagare le cause della presenza di proteinuria troppo alta, soprattutto se questa è continuativa.
Durante i 9 mesi di gestazione le donne incinte devono sottoporsi a continui esami, e la presenza di proteine nelle urine potrebbe rappresentare un campanello d’allarme per la salute della futura mamma e del bambino. Non solo, una proteinuria alta è anche indice di malfunzionamento renale, va quindi controllata anche nei pazienti affetti da sintomi ascrivibili a disturbi renali o per coloro che sono in cura per patologie del genere, ad esempio se sottoposte a dialisi a causa di una insufficienza renale.
Cause della Proteinuria
La proteinuria può essere dovuta a molte cause differenti. Tra queste, certe condizioni fisiologiche meno gravi come stress, febbre, un’intensa attività fisica e un’esposizione prolungata a una temperatura eccessivamente calda o fredda.
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Altre condizioni, invece, conferiscono un significato clinico più importante alla proteinuria. Si tratta, in particolare, di quelle che determinano proteinuria persistente e che sono indicative di problemi renali primari (cioè che originano direttamente dai reni) o secondari (cioè in cui il danno renale è dovuto ad altre patologie).
L'aumento delle proteine nelle urine potrebbe dipendere anche da altre svariate condizioni, come: anemia, avvelenamento da metalli pesanti, cistite, diabete, gotta e gravidanza.
Ecco alcune delle cause principali:
- Preeclampsia (o gestosi): Valori alti e prolungati nel tempo di proteine nell'urina possono rappresentare il segnale di una patologia nota come preeclampsia (o gestosi). Si tratta di una patologia potenzialmente rischiosa per la salute del feto e della madre, che va trattata in modo immediato.
- Patologie renali: La presenza di malattie dei reni presenti già prima della 20esima settimana, può sicuramente determinare un aumento anomalo delle proteine nelle urine durante la gestazione.
- Infezioni del tratto urinario: Infezioni del tratto urinario, come ad esempio la cistite, sono molto frequenti durante la gravidanza, soprattutto a causa delle modificazioni che interessano l'apparato urinario femminile.
- Glomerulonefrite: È un’infiammazione di strutture microscopiche dei reni dette glomeruli, formati da una sorta di gomitolo di capillari che hanno la funzione di filtrare il sangue, permettendo il passaggio di acqua e piccole molecole mentre vengono trattenute le cellule del sangue e le proteine plasmatiche. L’infiammazione ne compromette la funzionalità, portando tra le altre cose alla presenza di proteinuria.
- Mieloma multiplo: Il mieloma multiplo è un tumore che determina la proliferazione incontrollata delle plasmacellule, le cellule del sangue che secernono anticorpi e derivate dall’attivazione dei linfociti B.
- Diabete: L’alta concentrazione di glucosio nel sangue (iperglicemia) dovuta al diabete danneggia progressivamente i piccoli vasi sanguigni dei reni, compromettendo la funzione dei glomeruli (nefropatia diabetica).
- Disturbi cardiovascolari: Vari disturbi cardiovascolari, dall’ipertensione allo scompenso cardiaco, danneggiano progressivamente i reni e possono portare all’anomala presenza di proteine nelle urine.
È nota la possibile comparsa della cosiddetta proteinuria funzionale o transitoria, ovvero la perdita di proteine nelle urine in modo occasionale e conseguente a modificazioni emodinamiche dei glomeruli. Può essere dovuta a stress, attività fisica intensa, febbre e disidratazione.
Proteinuria in Gravidanza: Quando Preoccuparsi?
In soggetti senza malattia renale, i valori normali di proteine nelle urine dovrebbero essere inferiori a 150 mg al giorno, ma durante la gravidanza l’escrezione proteica urinaria aumenta notevolmente in maniera fisiologica. Che una proteinuria alta in gravidanza è normale, a patto che resti entro certi limiti massimi, oltre i quali potrebbe indicare un’infezione del tratto urinario (es. cistite) o condurre ad una diagnosi della summenzionata preeclampsia, una condizione che si verifica generalmente nel secondo o terzo trimestre e può causare aumento della pressione sanguigna, gonfiore alle mani e ai piedi, mal di testa e altri sintomi.
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Nel dettaglio, si parla di proteinuria alta in gravidanza quando i valori superano i 300 mg al giorno. In genere si procede alla raccolta delle urine per 24 ore, oppure si possono utilizzare dei dipstick, delle strisce che reagiscono all’urina.
Detto questo, è importante ricordare che valori alti di proteine nelle urine durante la gravidanza potrebbero anche indicare la presenza di una malattia renale, primaria o secondaria, o di disturbi sistemici, come il diabete gestazionale o l’ipertensione.
Statisticamente, circa il 20-25% delle donne in gravidanza con ipertensione cronica, diabete mellito o malattia renale cronica sviluppa la preeclampsia. Per ridurre il rischio, le donne incinte dovrebbero seguire una dieta sana ed equilibrata, esercitarsi regolarmente, controllare regolarmente la pressione sanguigna e seguire le istruzioni del medico.
Sintomi della Proteinuria
La proteinuria di per sé non causa sintomi, ma alla condizione si possono associare quelli della patologia che l’ha causata. Tra i sintomi della proteinuria - generalmente assenti nei casi lievi o moderati - rientrano la presenza di schiuma nelle urine e l'edema, cioè l'abnorme accumulo di liquidi negli spazi interstiziali, a causa di un calo della pressione oncotica del plasma.
L’unico elemento caratteristico, in sé, della proteinuria è la formazione di urine schiumose; al contempo, è importante ricordare che la presenza di schiuma nelle urine può anche essere dovuta, per esempio, a una minzione rapida, a liquido seminale residuo (negli uomini) e ad altri fattori non necessariamente patologici.
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La ritenzione idrica, con comparsa di edemi e gonfiori (soprattutto alle mani, ai piedi e alle caviglie, quindi al viso e all'addome nei casi più gravi), è comunque un segno tardivo, tipico degli stadi più severi di proteinuria.
La proteinuria alta in gravidanza di solito non provoca sintomi evidenti, di conseguenza la condizione viene spesso rilevata durante un esame delle urine di routine o durante una visita medica. Tuttavia, se la proteinuria è associata a una malattia renale o a un’altra condizione medica sottostante, possono presentarsi sintomi specifici correlati alla patologia in questione. Ad esempio:
- Gonfiore alle caviglie, ai piedi e al viso
- Aumento di peso improvviso
- Urine schiumose
- Affaticamento generale
- Perdita di appetito
- Stanchezza
- Aumento della pressione sanguigna
- Alterazioni del colesterolo nel sangue
- Mal di testa
- Visione offuscata
- Dolore addominale
- Nausea e vomito
Laddove si dovessero notare questi sintomi durante la gravidanza, è fondamentale non sottovalutarli e parlarne subito con il proprio medico.
Diagnosi della Proteinuria
La diagnosi di proteinuria è particolarmente importante per identificare e monitorare nel tempo possibili patologie renali o sistemiche che causano la condizione. La proteinuria è un parametro che viene valutato con l'esame delle urine.
In sé, la presenza di proteine nelle urine può essere rilevata con l’uso della striscia reattiva per l’analisi delle urine, o urine dipstick test. Si tratta di un esame delle urine nel quale l’urina è posta a contatto con strisce cartacee dotate di sostanze reagenti che permettono di riconoscere la presenza di alcune molecole. A seconda dei reagenti che sono sulla striscia, possono essere individuate diverse proteine; quella principalmente rilevata è l’albumina, la proteina più abbondante dell’organismo e uno dei primi segni di danno ai reni.
Sono comunque importanti due precisazioni. Innanzitutto, la presenza di proteinuria deve essere correlata ad altri esami per la valutazione della funzionalità renale, anche perché può dare risultati falsi positivi o falsi negativi (per esempio, alcuni tipi di proteine possono non essere rilevati). In secondo luogo, l’esame delle urine può dover essere ripetuto nel tempo per valutare la presenza di una proteinuria persistente.
Per quanto riguarda gli esami specifici che permettono di valutare meglio lo stato di salute dei reni, uno dei principali è la clearance della creatinina. Questo esame si basa sul confronto tra la concentrazione della proteina creatinina nel sangue e quella nelle urine raccolte nell’arco di 24 ore, calcolando il volume di plasma che i reni riescono a depurare dalla creatinina in un minuto per stimare il tasso di filtrazione glomerulare (GFR).
Al posto del dipstick o del tradizionale esame delle urine nell'arco delle 24 ore, sempre più spesso i medici utilizzano una nuova tecnica, basata sul rapporto tra le concentrazioni urinarie di albumina (la più abbondante proteina plasmatica) e creatinina (un prodotto di rifiuto derivante dal normale metabolismo muscolare). Questo esame - noto anche come ACR, dall'inglese albumin-to-creatinine ratio - considera meritevole di approfondimenti diagnostici qualsiasi situazione in cui si registrino più di 30 mg di albumina per ogni grammo di creatinina (30 mg/g o 30 mcg/mg).
Ecco alcuni dei test diagnostici utilizzati:
- Albumina urinaria: è un test utilizzato per stabilire la presenza di microalbumina nelle urine. Questo test risulta spesso positivo in soggetti con proteinuria da diabete in quanto l’albumina urinaria rappresenta un indicatore precoce di danno renale.
- Rapporto albumina su creatinina: la creatinina è un prodotto del metabolismo muscolare che viene escreto nelle urine ad una velocità costante.
- Urea e creatinina su campione di sangue: sono prodotti di scarto rilasciati nel sangue e che, tramite la filtrazione renale, giungono nelle urine.
- Velocità di filtrazione glomerulare: è un parametro molto attendibile dello stato di salute dei reni.
Trattamento e Prevenzione
Non tutte le condizioni che causano proteinuria sono patologiche e, anche tra quelle che lo sono, non tutte possono essere prevenute. Tuttavia, si possono prevenire alcune delle patologie che più comunemente causano danno renale e conseguente proteinuria, in particolare i disturbi cardiovascolari (soprattutto l’ipertensione) e il diabete, seguendo uno stile di vita sano.
Il trattamento della proteinuria consiste nel trattamento della patologia che l’ha causata; cause non patologiche all’origine di una proteinuria temporanea non richiedono di norma alcuna terapia. Una corretta ed efficace gestione delle patologie che determinano la perdita di proteine con le urine (per esempio mantenendo la glicemia nella norma in caso di diabete, o la pressione arteriosa nei limiti fisiologici per chi soffre di ipertensione) è invece fondamentale per evitare danni progressivi ai reni.
In alcuni casi, il/la nefrologo/a, la figura specializzata nella diagnosi e cura di malattie renali, può raccomandare specifici farmaci che aiutano a limitare la proteinuria. E’ il caso degli ACE inibitori, che agiscono su un particolare meccanismo di regolazione della pressione arteriosa favorendo la vasodilatazione e abbassano la pressione riducendo il carico di lavoro del cuore; nei reni, contribuiscono a proteggere i glomeruli dalla pressione eccessiva, riducendo la proteinuria e rallentando la progressione delle malattie renali.
Il trattamento della proteinuria è rivolto a eliminare, o perlomeno a controllare. Gli obiettivi del trattamento consistono essenzialmente nella correzione della proteinuria, per impedirne l’aggravamento. Il trattamento è rivolto alla causa scatenante, quindi si differenzia a seconda della stessa. Proteinurie occasionali, come quelle che si riscontrano in seguito ad esercizio fisico intenso o episodio febbrile, sono clinicamente insignificanti e non necessitano di trattamento.
Per prevenire le proteine alte nelle urine in gravidanza, è bene in primis non mettere sotto sforzo i reni. Basta adottare una corretta alimentazione! Limitare l’apporto di sale e di proteine è il primo passo da compiere: la carne rossa e i legumi in particolare sono ricchi di proteine. Bisognerebbe evitare anche i cibi ricchi di zucchero, i fritti e le salse. No ad alcolici o caffeina. È invece fondamentale bere acqua: sarebbe meglio consumarne almeno 2 litri al giorno!
Alcuni farmaci antiipertensivi - appartenenti alla classe degli ACE-inibitori (ramipril, lisinopril, enalapril ecc.) e degli antagonisti recettoriali dell'angiotensina II (es. losartan, valsartan, irbesartan) - possono ridurre la proteinuria e rallentare la progressione delle nefropatie associata verso gradi più severi di insufficienza renale cronica.
Tabella: Intervalli di Riferimento della Proteinuria
| Condizione | Valore Proteine nelle Urine (mg/24h) |
|---|---|
| Normale | Inferiore a 150 |
| Proteinuria in Gravidanza (Limite Massimo) | Fino a 300 |
| Proteinuria Alta in Gravidanza | Superiore a 300 |