Il malfunzionamento renale cronico è una patologia che, negli ultimi anni, ha suscitato particolare interesse nella comunità medica a causa delle sue possibili connessioni con le abitudini alimentari moderne, in particolare l’assunzione elevata di proteine. L’insufficienza renale cronica, caratterizzata dalla progressiva perdita della funzionalità renale, rappresenta oggi un importante problema di salute pubblica, influenzando la qualità della vita di milioni di persone e imponendo significativi oneri economici sui sistemi sanitari globali.
Il Ruolo delle Proteine nell'Alimentazione e i Possibili Rischi Renali
Le proteine sono essenziali per la crescita e la riparazione dei tessuti e svolgono un ruolo cruciale in numerose funzioni biologiche. Tuttavia, il consumo eccessivo di proteine può portare a un aumento del carico di lavoro per i reni, che devono filtrare i prodotti di scarto derivanti dal metabolismo delle proteine, principalmente l’urea. Studi epidemiologici e clinici hanno suggerito che, in soggetti con funzione renale normale, diete ricche di proteine potrebbero accelerare il declino renale in presenza di una preesistente malattia renale.
Le proteine sono molto diffuse negli alimenti, in particolare nel formaggio, nella carne, nelle uova, nel pesce, negli affettati, ed anche in diversi cibi di origine vegetale come pane, pasta e legumi. Pertanto l’aspetto prioritario non deve essere la totale eliminazione delle proteine, ma piuttosto il controllo dell’apporto giornaliero.
Dati Epidemiologici e Studi Scientifici a Supporto
Recentemente, una meta-analisi condotta su vari studi ha mostrato una correlazione tra alto consumo di proteine animali e maggiore rischio di insufficienza renale. Uno studio longitudinale di Levin et al. (1999), ha dimostrato che individui con una dieta ad alto contenuto proteico avevano una progressione più rapida della malattia renale cronica rispetto a coloro che seguivano una dieta a basso contenuto proteico (Levin et al., 1999)
Ulteriori ricerche hanno chiarito come l’eccesso di proteine, soprattutto di origine animale, possa determinare un incremento nella produzione di sostanze azotate che devono essere neutralizzate ed eliminate attraverso i reni, accrescendo il rischio di danni a lungo termine. In particolare, un articolo pubblicato sul American Journal of Kidney Diseases sottolinea come una dieta ricca di carne rossa, in particolare, sia stata associata a un maggior rischio di sviluppo di insufficienza renale terminale (Jia et al., 2018). Nonostante queste evidenze, è importante considerare che la risposta individuale al consumo di proteine può essere molto variabile e dipendere da fattori genetici, ambientali e dallo stato di salute generale dei reni di ogni individuo. Pertanto, generalizzare il collegamento tra alto consumo di proteine e danno renale può essere riduttivo.
Leggi anche: Alimentazione a base vegetale e funzionalità renale
Va detto che la scienza appare divisa sull’opportunità o l’eventuale “pericolosità” di una dieta iperproteica, non ci sono infatti sufficienti evidenze che dimostrino che, in un soggetto sano, un elevato apporto di proteine possa direttamente innescare un danno renale.
La malattia renale, di solito, causa una perdita della funzionalità renale, e può essere motivo di insufficienza renale, ovvero la perdita completa della funzionalità renale. La malattia renale cronica è definita come un'anomalia renale prolungata (di natura funzionale e/o strutturale) che dura più di tre mesi. La malattia renale acuta è definita come danno renale acuto ed è caratterizzata dall'improvvisa riduzione della funzionalità renale (nell'arco di sette giorni).
Spesso si associa l'immagine del super-sportivo, o del bodybuilder, all'insorgenza di complicazioni renali. A sostegno di questa ipotesi ci sarebbero le analisi del sangue che, nello sportivo, soprattutto che assume molte proteine, alcuni valori sono quasi sempre fuori range di normalità.
Quando le Proteine Sono Troppe?
Le proteine sono nutrienti essenziali per il nostro corpo, ma come per ogni cosa in medio stat virtus. La funzione delle proteine è soprattutto strutturale. La dose di assunzione giornaliera raccomandata per adulto è di 0.8 g di proteine per kg di massa corporea. Oltre a questa soglia si può parlare di eccesso di proteine, che, tuttavia, entro certi limiti (2g/kg) non sembra avere conseguenze a medio termine.
C’è eccesso di proteine quando vengono assunte oltre 2 g di proteine per kg di peso al giorno. Per una persona di 70 kg questo significa ingerire oltre 140 g di proteine ogni giorno. In ogni caso, assumere troppe proteine per un lungo periodo potrebbe esporti al rischio di gravi effetti indesiderati:
Leggi anche: Proteine delle Uova in Polvere
- Aumento del rischio di osteoporosi - troppe proteine alterano il metabolismo del calcio causando malassorbimento osseo. Questo nel lungo periodo, specialmente nelle donne in menopausa, può portare all’osteoporosi.
Se non dura troppo a lungo, la scorpacciata di proteine non crea grandi problemi a chi gode di una buona salute renale, ma può invece risultare pericolosa per chi soffre di disturbi ai reni e può aumentare il rischio di calcoli renali in chi è predisposto. Inoltre, l’esclusione di interi gruppi di alimenti - in alcune fasi della dieta Dukan, per esempio, verdura e frutta sono bandite - può tradursi in carenze di nutrienti e in un conseguente senso di stanchezza o in problemi intestinali (se mancano le fibre). Infine, anche i vantaggi sulla bilancia non risultano così stabili come molti vorrebbero.
Una dieta iperproteica è un regime alimentare basato sull’assunzione di proteine superiore alla norma e ad un basso consumo di carboidrati e grassi. In un regime normocalorico è consigliato assumere una quantità di proteine pari a circa il 10-13% dell’apporto calorico giornaliero totale, ossia a 0,8-1,2g per kg di peso corporeo. L’elevata assunzione di proteine determina un innalzamento dei livelli di azoto nel sangue, azoto che arriva ai reni sotto forma di urea per essere debellato con le urine. Il conseguente aumento di minzione rischia di portare ad un livello di disidratazione, aumentando di conseguenza lo stress dei reni.
Alimenti Ipoproteici e Aproteici
Gli alimenti ipoproteici sono quelli a basso contenuto di proteine. Tra gli alimenti ipoproteici troviamo frutta e molti tipi di verdura. Al contrario, gli alimenti aproteici sono Alimenti a Fini Medici Speciali (AFMS) le cui caratteristiche sono regolate sia dal Regolamento Europeo n. 128/2016 che dalla Circolare ministeriale del 5 novembre 2009.
Consigli Clinici per Prevenire il Malfunzionamento Renale
Per ridurre il rischio di sviluppo o progressione dell’insufficienza renale, si raccomanda di seguire una dieta equilibrata, evitare un consumo eccessivo di proteine, soprattutto animali, e monitorare regolarmente la funzione renale, specialmente in presenza di fattori di rischio come diabete, ipertensione o storia familiare di malattie renali. L’approccio dietetico dovrebbe, pertanto, essere personalizzato e basato sulla valutazione delle condizioni cliniche individuali.
Inoltre, Campbell, P. et al. (2020) suggeriscono l’importanza di una consultazione con un nutrizionista per pianificare adeguatamente l’apporto proteico, per garantire che sia adeguato e non eccessivo, in linea con le linee guida nutrizionali per la prevenzione delle malattie renali. Queste indicazioni sono fondamentali per garantire un approccio globale e personalizzato nella gestione della dieta di pazienti a rischio o già affetti da insufficienza renale cronica.
Leggi anche: Cause dell'Aumento di Proteine nelle Urine
E’ fondamentale un adeguato apporto energetico perché l’organismo non “mangi” le sue stesse riserve o consumi a scopo energetico le proteine. Per limitare l’apporto in proteine e fosforo il metodo migliore è il “frequenziometro”, cioè lo stabilire, insieme al vostro dietista renale, quante volte in una settimana è possibile assumere un alimento. In linea generale il sale va ridotto poiché aumenta la pressione e fa trattenere liquidi. Non esiste una alternativa al sale.
In commercio si trovano alcuni “snack” (biscotti, pasticcini, …) preparati con farina aproteica che potrebbero rappresentare la soluzione ideale per un fuori pasto che soddisfi anche il palato. L’acqua è un alimento a tutti gli effetti. Le acque minerali del commercio sono in realtà acque oligominerali cioè con pochi minerali e da ciò traggono, nella maggior parte dei casi, anche se spesso non provato, il loro effetto benefico. Il medico nefrologo e il dietista renale potranno suggerire quali acque scegliere, tra cui anche l’acqua del rubinetto in zone a basso tenore di acqua con calcio.
Limitare le porzioni dei secondi piatti ricorrendo eventualmente al piatto unico per esempio pasta e fagioli, pasta con piccole quantità di ragù, pasta ai frutti di mare, pasta alla carbonara, (magari con mezzo uovo), pasta alla amatriciana. Limitare l’utilizzo di sale da cucina, aggiungere con moderazione sale a cibi già cotti, se necessario.
Proteine e Sopravvivenza
Rispetto alla “norma” che prevede per ogni giornata alimentare, secondo l’OMS e tutte le società scientifiche, almeno 0,83 grammi di proteine per chilo di peso corporeo, chi ne ha mangiate di più ha avuto progressivamente una migliore sopravvivenza alla malattia e un rischio di mortalità ridotto con elevata significatività statistica.
Assumendo 1 g di proteine per chilo di peso corporeo al giorno (quindi più degli 0,83 suggeriti) la mortalità da insufficienza cardiaca scendeva del 12%. Se si pensa che in media gli italiani mangiano una quantità giornaliera di proteine molto inferiore a quella richiesta e che sopra i 65 anni la quantità dovrebbe diventare 1,2 g per chilo di peso si può capire quanto sia sbagliata la “convinzione diffusa” che gli italiani mangino troppe proteine e che se ne debbano mangiare meno.
Il metabolismo è quella serie di reazioni e di funzioni che portano quello che noi introduciamo con l’alimentazione ad essere prima utilizzato per le nostre necessità e poi ad essere eliminato. Una corretta alimentazione ha l’obiettivo di rallentare la progressione della malattia renale e delle sue complicanze e di raggiungere e/o mantenere uno stato nutrizionale adeguato. Nell’insufficienza renale però, poiché il rene non funziona adeguatamente, alcune di queste sostanze, se assunte in dosi eccessive, non riescono ad essere completamente e sufficientemente eliminate e possono quindi accumularsi nell’organismo ed essere dannose. Nel caso in cui il rene lavori poco è necessario ridurre il contenuto proteico della dieta per evitare che l’urea, prodotto finale del metabolismo proteico, e altri prodotti derivanti (prodotti azotati), si accumulino nell’organismo. E’ possibile dosare l’urea con un esame chiamato azotemia.
Tabella riassuntiva delle raccomandazioni
| Raccomandazione | Dettagli |
|---|---|
| Apporto proteico giornaliero | 0.8 g di proteine per kg di massa corporea (fino a 2g/kg in determinate condizioni) |
| Assunzione di liquidi | Determinata dal medico nefrologo e dietista renale |
| Limitare il sale | Ridurre l'uso di sale da cucina e cibi ad alto contenuto di sodio |
| Consultazione con esperti | Nutrizionista e nefrologo per un piano alimentare personalizzato |
Bibliografia
- Levin A, et al. (1999). Dietary protein intake and the progressive nature of kidney disease. The New England Journal of Medicine, 341(13), 1007-1015.
- Jia X., et al. (2018). Dietary red meat intake and risk of end-stage renal disease. American Journal of Kidney Diseases, 70(4), 12-21.
- Campbell, P. et al. (2020). Dietary protein intake and kidney function.
- Kim, Kun Hyung; Lee, Myeong Soo; Kim, Tae-Hun; Kang, Jung Won; Choi, Tae-Young; Lee, Jae Dong (2016-06-28). "Acupuncture and related interventions for symptoms of chronic kidney disease". The Cochrane Database of Systematic Reviews. 2016 (6): CD009440. doi:10.1002/14651858.CD009440.pub2. ISSN 1469-493X. PMC 8406453.
- Coresh, Josef; Selvin, Elizabeth; Stevens, Lesley A.; Manzi, Jane; Kusek, John W.; Eggers, Paul; Van Lente, Frederick; Levey, Andrew S. (2007-11-07). "Prevalence of chronic kidney disease in the United States". JAMA. 298 (17): 2038-2047. doi:10.1001/jama.298.17.2038. ISSN 1538-3598.
- "Chronic Kidney Disease in the United States, 2021". www.cdc.gov. 2022-08-02.