Le proteine del riso sono un'alternativa interessante e salutare alle fonti proteiche tradizionali. Questo articolo ti fornirà una panoramica completa su queste proteine, con focus sui loro benefici, proprietà e possibili controindicazioni.
Cosa Sono le Proteine del Riso?
Le proteine del riso sono estratte dal seme del cereale Oryza sativa. Nonostante il chicco di riso contenga solo il 7% di proteine, la qualità di queste proteine è superiore a quella di molti altri cereali. Il valore biologico delle proteine del riso, che rappresenta un parametro di valutazione della quantità, qualità ed il contenuto di aminoacidi essenziali presenti in un determinato alimento, è infatti molto alto (69 secondo la FAO).
Dal punto di vista del profilo aminoacidico, le proteine del riso sono pressoché equivalenti a quelle del siero di latte e della soia. Contengono tutti gli aminoacidi essenziali, necessari per lo sviluppo e la riparazione muscolare, e presentano un contenuto di fibre molto salutare.
Un altro aspetto importante riguarda i tempi di assimilazione delle proteine del riso. Queste sono infatti tra le proteine non casearie più facilmente assorbite dal nostro organismo. Di conseguenza, il corpo utilizza questo tipo di proteine vegetali più rapidamente rispetto ad altri tipi di proteine, come quelle della soia o provenienti da altre fonti proteiche vegetali.
Benefici delle Proteine del Riso
Le proteine del riso offrono numerosi benefici alla nostra salute:
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- Favoriscono la crescita muscolare: le proteine del riso aiutano a favorire la crescita e il mantenimento della massa muscolare.
- Sono ipoallergeniche: le proteine del riso sono prive di lattosio e glutine.
- Aiutano a perdere peso: le proteine del riso sono considerate un valido alleato per chi desidera perdere peso o mantenerlo sotto controllo.
Proteine Idrolizzate: Cosa Sono?
Per questo motivo, ci chiediamo: che cosa sono precisamente le proteine idrolizzate? Sono veramente utili, sono innocue o sono pericolose? A che cosa servono?
La struttura di base di una proteina. L’idrolisi è il processo che rompe il legame peptidico. Non li rompe tutti, ne rompe alcuni, il cui numero aumenta man mano che l’idrolisi progredisce.
L'idrolisi può essere:
- Naturale: ed avviene nello stomaco degli animali, anche in quello del cane e del gatto (o nel nostro); è permesso dall’acidità gastrica e dagli enzimi, e le proteine vengono smontate in piccole catene di amminoacidi che, poi, verranno assorbite.
- Artificiale: ovvero fatto in laboratorio. In questo caso le proteine vengono messe in contatto con acidi o enzimi che spezzano le catene di proteine formando polipeptidi e amminoacidi singoli.
L’idrolisi si può fare con qualunque proteina, anche nobile, ma la normativa rende possibile partire dai sottoprodotti di origine animale, come abbiamo visto prima. Per il cane e il gatto si utilizzano principalmente (Pibot P., Biourge V., Elliott D., Enciclopedia della nutrizione clinica del cane, Royal Canin, 2006, pag. Del pollo, però, solitamente non si utilizzano tutte le proteine: in particolare, i sottoprodotti più “appetibili” per l’azienda mangimistica sono le penne e le piume dei polli macellati, che non si potrebbero utilizzare in nessun altro modo.
Quando si utilizzano le proteine idrolizzate?
Il successo di queste proteine, da questo punto di vista, è riportato in diverse fonti scientifiche, come questo lavoro, oppure libri di nutrizione (Hand M. et al., Small Animal Clinical Nutrition, 5th ed., Mark Morris Institute, 2010, pag.
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L’utilizzo più comune che viene fatto degli alimenti che contengono principalmente questo ingrediente è la diagnosi di una reazione avversa al cibo. Se un medico veterinario sospetta un’allergia alimentare nel cane o nel gatto può tentare di scoprire qual è l’alimento che causa reazione provando ad eliminare alcuni ingredienti dalla dieta.
Con le diete casalinghe le cose sono più semplici perché gli ingredienti sono inseriti direttamente dal proprietario, ma se l’eliminazione deve essere fatta con i croccantini (ad esempio, perché il proprietario non può cucinare) può essere molto difficile riuscire ad eliminare completamente una proteina da un alimento (considerando che la maggior parte degli allergeni sono di natura proteica).
L’idrolizzato dovrebbe essere utilizzato, in modo esclusivo (cioè senza fornire altri alimenti, che complicherebbero la diagnosi) per un periodo di 4-8 settimane, il tempo necessario a capire se il problema dell’allergia si risolve oppure no.
Esattamente come succede nell’uomo, in cui è utile sapere che (per esempio) una persona è allergica ai crostacei e non va a mangiarli, rischiando di finire all’ospedale, negli animali è utile sapere a che cosa sono allergici per poi proseguire nella loro normale vita semplicemente evitando l’alimento che causa la reazione allergica, per sapere come comportarsi nel futuro della vita del cane.
Proteine in Polvere: Un'Alternativa?
Abbiamo già parlato dell’importanza delle proteine in questo articolo, adesso invece ci soffermeremo sulle tanto odiate e tanto amate proteine in polvere!
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Le proteine in polvere sono di diversi tipi in base alla fonte originaria della proteina: siero del latte, uova, carne, soia, riso, canapa e tante altre. Sono di tre tipi in base al grado di trattamento che subiscono.
La quantità dipende delle proteine necessarie in base all’età e all’attività fisica svolta e da quante ne assumi già dall’alimentazione. Fai gestire questo aspetto a un professionista! Quale? Contatta un biologo nutrizionista, meglio se un nutrizionista sportivo che valuterà la tua attività, la tua salute e le tue patologie. Non ti affidare a internet, non ti affidare a chi non ha i titoli giusti per occuparsi della tua salute.
Le proteine in polvere non sono altro che proteine. Le sostanze dopanti sono quelle inserite nella lista WADA. Si tratta di una lista di sostanze proibite che gli sportivi non possono assumere; questa lista viene redatta annualmente dalla World Anti-Doping Agency (WADA) e si trova all’interno del Codice Mondiale Antidoping WADA.
Come per tutto ciò di cui ci nutriamo, esistono delle controindicazioni relative alla quantità. La quantità deve essere adatta all’età, alla durata dell’attività fisica svolta, al tipo di attività fisica svolta, alle patologie.
Oggi sul mercato ci sono numerosi integratori di proteine, che si differenziano principalmente per la fonte da cui derivano, che può essere animale come, ad esempio, nel caso delle proteine del siero del latte e delle caseine o vegetale (es. legumi).
Quali integratori scegliere?
Gli integratori di proteine servono, come dice il nome stesso, a contribuire (integrare) al soddisfacimento del fabbisogno proteico giornaliero. Infatti, non è l’integratore in sè che permette l’incremento della massa muscolare o il suo mantenimento: l’organismo non distingue la fonte da cui derivano le proteine che riceve. Tuttavia, una fonte non vale l’altra: la quantità e la qualità di aminoacidi è variabile a seconda dell’integratore o dell’alimento considerato.
Gli integratori di proteine sono molto numerosi e si differenziano per fonte da cui derivano, qualità, processo di lavorazione,… In generale, gli integratori che derivano da fonti animali (latte, uova) sono più complete, mentre quelli che derivano da fonti vegetali (soia, piselli, riso o altri legumi e cereali) hanno una qualità proteica inferiore. Queste, infatti, hanno uno spettro amminoacidico completo anche degli aminoacidi essenziali e sono generalmente ben tollerate.
Il latte, oltre alle proteine del siero, contiene anche le caseine che rispetto alla precedenti richiedono un tempo di digestione maggiore. Le proteine dell’uovo sono in commercio sia come proteine dell’uovo intero (albume + tuorlo) sia come proteine dell’albume. I legumi sono gli alimenti più proteici tra i vegetali e la soia tra i legumi presenta la qualità amminoacidica più alta.
Gli alimenti quasi mai sono una fonte solo di proteine, poichè sono presenti anche altri macronutrienti.
Non ci sono sostanzialmente controindicazioni al consumo degli integratori di proteine (vedi: le proteine in polvere fanno male?), anche se non è ben tollerato da tutti a livello digestivo, specialmente quando sono aggiunte sostanze aromatizzanti/dolcificanti.
Per quanto riguarda la relazione tra proteine e massa muscolare, per costruire o mantenere tessuto muscolare è necessario un bilancio sia energetico che proteico positivo, che viene assicurato da un sufficiente introito giornaliero di proteine.
Proteine a lento rilascio
Le proteine a lento rilascio sono una delle alternative tra cui scegliere per l’integrazione di proteine, solitamente presente nella dieta di chi fa palestra e bodybuilding per soddisfare il proprio fabbisogno giornaliero di aminoacidi e ottimizzare la sintesi proteica.
La digestione delle proteine inizia parzialmente nello stomaco per azione dell’enzima pepsina, che rompe i legami peptidici tra gli aminoacidi che costituiscono la proteina e procede a livello intestinale.
Le caseine sono la fonte proteica a lento rilascio più conosciuta e che può essere utilizzata come alternativa alle proteine del siero del latte, anche se non è così conveniente in base al rapporto prezzo/benefici. Le proteine vegetali in polvere sono un’ottima soluzione per atleti vegani e in miscele (più proteine da fonti alimentari diverse) garantiscono un apporto amminoacidico completo: fonti derivate da legumi e da cereali si completano vicendevolmente.
Quando assumere le proteine a lento rilascio?
Le proteine a lento rilascio hanno la fama di essere anti-cataboliche: motivo per cui venivano solitamente consigliate come spuntino prima di andare a dormire, in modo da contrastare il catabolismo notturno dato dal digiuno - a meno che di affamati sonnambuli.
Non è, così, necessario introdurre le proteine a lento rilascio prima di andare a dormire. Il loro consumo è da preferire lontano dall’ inizio dell’allenamento, in modo da non interferire con i processi digestivi e con la prestazione sportiva.
Semplicemente… Quando serve!
Proteine Isolate del Siero di Latte
Le proteine in polvere è l'integratore più utilizzato sia in ambito sportivo sia da coloro che hanno bisogno di garantire un corretto fabbisogno proteico giornaliero. Le proteine in polvere si distinguono in base al loro grado di purezza e rapidità di assorbimento.
Le proteine isolate del siero di latte sono la forma che ha il maggior grado di purezza poiché la percentuale proteica è molto alta (90-95%), questo perché vengono ottenute dal latte attraverso un procedimento più elaborato ed innovativo, di modo che vi sia il più possibile una separazione tra queste ed altre componenti quali lipidi, minerali e lattosio. Il primo sistema permette il mantenimento di tutte le frazioni proteiche principali e del profilo aminoacidico con un minore contenuto di sodio, che diminuisce la ritenzione idrica.
Assumere le proteine isolate permette di fornire ai muscoli e, più in generale, all'organismo gli aminoacidi necessari per sostenere in modo corretto la sintesi proteica, evitando così il catabolismo. In aggiunta a ciò, queste proteine, sono estremamente utili per coloro che cercano un supporto efficace in grado di assumere il quantitativo giornaliero corretto di proteine durante la giornata.
Le proteine isolate, come già detto, sono le migliori sul mercato grazie al loro elevato apporto di proteine, che può arrivare fino al 90%. Inoltre, le proteine isolate in polvere sono sostanzialmente prive di lattosio o colesterolo seppur non al 100%, in quanto viene rimosso durante la produzione. Le proteine isolate del siero del latte sono l'ideale anche per coloro che soffrono di intolleranze al lattosio in quanto contengono un bassissimo contenuto di lattosio.
Tuttavia, è pur vero che le proteine isolate del latte se non usate nelle giuste quantità e con le dovute accortezze possono provocare degli effetti collaterali e delle controindicazioni. Assumere le proteine isolate in polvere può apportare possibili effetti collaterali e controindicazioni.
L'intolleranza al lattosio è una problematica molto comune che impedisce di scomporre in modo corretto e far digerire questo tipo di zucchero che si trova nel latte. Inoltre, la quantità di proteine da assumere giornalmente non può essere stabilita a priori, in quanto ogni persona ha un fabbisogno proteico diverso.
Controindicazioni e Possibili Effetti Collaterali
Allo stato attuale, non risultano particolari controindicazioni relative all'assunzione di proteine del riso. Tuttavia, è importante considerare alcuni aspetti generali legati al consumo di proteine:
- Problemi Renali: Persone con patologie renali hanno difficoltà ad eliminare l'azoto, di conseguenza devono ridurre il consumo proteico. Però ciò non significa che le proteine danneggino i reni nelle persone sane, perché i dati a disposizione trovano scarsa correlazione tra le due cose.
- Problemi Epatici: Possibili danni epatici derivanti dal consumo di proteine non sono stati riscontrati in nessun studio scientifico. Ovviamente chi soffre di patologie epatiche come cirrosi, insufficienza epatica, epatiti ecc., deve seguire una dieta particolare e deve ridurre il consumo di proteine in quanto il fegato malato non è in grado di metabolizzarle correttamente.
Secondo diversi istituti di ricerca, non ci sono dati sufficienti per affermare che il consumo proteico nelle persone sane debba essere contenuto al 15% dell'apporto complessivo di calorie, come generalmente viene suggerito dai media e da alcuni nutrizionisti.
| Fonte Proteica | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|
| Proteine del riso | Ipoallergeniche, facilmente digeribili, adatte a vegani | Contenuto proteico nel riso integrale relativamente basso |
| Proteine del siero del latte | Alto valore biologico, completezza aminoacidica | Potenziali problemi per intolleranti al lattosio |
| Caseine | Rilascio lento, anti-cataboliche | Digestione più lenta |
| Proteine della soia | Buona qualità proteica tra le vegetali, completezza aminoacidica | Potenziali allergeni |