Una patologia insidiosa, purtroppo piuttosto frequente tra i gatti, specie se anziani, e dalle serie conseguenze: si tratta dell’insufficienza renale, acuta o cronica.
Possiamo fronteggiarla grazie alla conoscenza, al monitoraggio e a una corretta gestione terapeutica; tutti aspetti per cui si rivela fondamentale una buona sinergia tra medico veterinario e proprietario.
Con il termine “insufficienza renale” si indica l’incapacità dei reni di svolgere le proprie funzioni che sono numerose e fondamentali per la salute dell’organismo.
Tra queste ci sono la regolazione di alcuni ormoni, la regolazione di elettroliti e dell’equilibrio idrico del corpo e la rimozione di numerose tossine dall’organismo attraverso un processo di filtrazione del sangue che ha come risultato finale la produzione di urina.
L’insufficienza renale può insorgere in modo acuto oppure cronico. Questo vale soprattutto per le forme acute.
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Invece la causa scatenante nelle forme croniche è raramente individuabile: si tratta infatti di un processo che si sviluppa lentamente nel tempo.
Cause dell'Insufficienza Renale nel Gatto
Alcune delle cause che provocano insufficienza renale nel gatto possono essere:
- Malattie infettive (es. pielonefriti batteriche, FIP, FeLv, …)
- Malattie metaboliche e infiammatorie
- Malattie neoplastiche (es. linfoma)
- Malattie congenite (es. rene policistico, una condizione comune nel gatto Persiano o Himalayano)
- Calcoli vescicali o ureterali
- Assunzione di farmaci o tossici (non è il caso delle forme croniche ma è bene ricordare che ad esempio il Giglio è una pianta che se ingerita induce tossicità renale acuta e fatale nel gatto!!!)
Sintomi dell'Insufficienza Renale Cronica
Come per tutte le patologie che si sviluppano lentamente, i segni clinici dell’insufficienza renale cronica meritano particolare attenzione, perché possono insorgere in maniera insidiosa, non essere facilmente riconoscibili da parte del proprietario e portare a ritardi nella diagnosi e nel trattamento.
Comunemente si osserva aumento marcato della sete e della produzione di urine, perdita di peso, pelo opaco, letargia e calo dell’appetito.
Diagnosi dell'Insufficienza Renale
La diagnosi di insufficienza renale si basa principalmente sul riscontro agli esami del sangue dell’aumento di creatinina ed urea; per essere indicativo di insufficienza renale cronica il loro aumento dovrebbe durare da almeno tre mesi.
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Per giungere a una diagnosi è necessario inoltre che il veterinario effettui una visita clinica attenta e completa che comprenda anche il monitoraggio della pressione arteriosa.
Altrettanto importante è eseguire:
- Esami del sangue completi
- Esame ecografico dell’addome
- Studio radiografico del torace
- Esame batteriologico delle urine
- Altri esami collaterali (es. citologie d’organo, test per malattie infettive, …)
Questo ha lo scopo di:
- Cercare di individuare, anche se non sempre possibile, la causa scatenante
- Individuare eventuali complicanze legate all’insufficienza renale, ad esempio: aumento della pressione arteriosa, alterazione degli elettroliti (es. aumento dei fosfati e del calcio), presenza di proteinuria (perdita eccessiva di proteine attraverso le urine) e anemia.
- Verificare la presenza di eventuali malattie concomitanti (molto comuni vista l’età avanzata degli animali in cui si riscontra l’insufficienza renale)
Avere un quadro completo della situazione clinica del gatto al momento della diagnosi è fondamentale per una corretta gestione.
Come Affrontare l’Insufficienza Renale del Gatto?
Nei casi in cui la diagnosi ci permette di identificare una causa specifica per l’insufficienza renale possiamo instaurare una terapia mirata.
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Tuttavia nella maggior parte dei casi la terapia è rivolta a supportare il paziente e ridurre segni clinici e complicanze.
L’alimentazione ideale dovrebbe avere un apporto proteico bilanciato, integrazione di vitamine, antiossidanti, acidi grassi omega3 e potassio.
Esistono numerose diete commerciali ideali per questi pazienti; in alternativa un’alimentazione casalinga può essere presa in considerazione solo se formulata da un veterinario esperto in nutrizione.
Fanno parte della gestione terapeutica di questa patologia l’aumento dell’apporto idrico e la supplementazione di fluidi.
È importante favorire una maggiore assunzione di acqua da parte del gatto, sia somministrando cibo umido (se gradito) sia fornendo sempre acqua fresca e corrente a disposizione.
Prognosi
La prognosi è ovviamente legata alla gravità della patologia.
Seguendo le indicazioni delle linee guida internazionali possiamo classificare ogni paziente con insufficienza renale cronica in 4 stadi in base al valore di creatinina e in sottogruppi in base alla presenza o meno di ipertensione sistemica e proteinuria.
Questa classificazione, oltre ad essere utile nel trattamento, aiuta a stabilire la prognosi per ogni paziente.
In particolare dagli studi emerge che gatti classificati in stadio II (con valori di creatina tra 1,6 e 2,8mg/dl) hanno un’aspettativa di vita di 3 anni mentre gatti in stadio IV (con valori di creatinina superiori a 5mg/dl) hanno una prognosi di poco più di un mese.
Certamente esistono molte variabili individuali, questi numeri non devono essere presi alla lettera ma ci aiutano a classificare la patologia, determinarne la gravità e monitorarne la progressione.
È stato inoltre dimostrato come gatti con insufficienza renale che seguono un’alimentazione adeguata abbiano tempi di sopravvivenza significativamente maggiori rispetto a quelli che non la seguono.
La prognosi risulta poi essere migliore nei pazienti in cui la proteinuria viene ridotta con terapia medica.
L’insufficienza renale cronica, sviluppandosi lentamente nel tempo, può essere una malattia inizialmente insidiosa con sintomi difficilmente riconoscibili dal proprietario.
Proteinuria nel Gatto: Un Approfondimento
La proteinuria di origine renale è un’importante condizione patologica associata alla nefropatia cronica.
È uno dei parametri cardine sui quali si basa la diagnosi e la stadiazione della nefropatia, sia nel cane che nel gatto, come raccomandato dalle linee guida della società internazionale IRIS.
In primo luogo, la proteinuria può essere il primo segno di danno renale, già nelle fasi precedenti all’iperazotemia.
Il primo test di screening utile a indagare la proteinuria, come noto, è il dipstick urinario mentre la misurazione del rapporto PU/CU permette una più accurata quantificazione della proteinuria.
Utilizzando il disptick, è necessario ricordare che valori di +1 (corrispondente a circa 30 mg/dL di proteine) possono essere considerati normali se ottenuti in urine con peso specifico elevato.
Nel gatto purtroppo il dipstick è meno affidabile nella determinazione della proteinuria, per cui nei casi dubbi è sempre meglio affidarsi alla valutazione del rapporto PU/CU.
L’interpretazione della proteinuria nel paziente nefropatico cronico, sia utilizzando il dipstick che il rapporto PU/CU, dovrebbe sempre essere associata ad un contestuale esame completo delle urine con valutazione del sedimento (ed eventuale urinocoltura).
Ciò è necessario perché le infiammazioni e le infezioni urinarie, le nefrolitiasi e le neoplasie del tratto urinario sono considerate causa di proteinuria post-renale e possono esitare talvolta in un aumento significativo del rapporto PU/CU.
Esame delle Urine nel Dettaglio
Rispetto all’esame delle feci, l’esame delle urine può risultare più laborioso nella raccolta dei campioni.
Più complessa è la raccolta delle urine di gatti.
Il test delle urine si realizza attraverso l’analisi di tre aspetti: l’esame fisico, l’esame chimico e l’esame dei sedimenti urinari.
Per ognuno di questi aspetti, si valutano delle specificità che possono diventare indicatori di disturbi in atto nel gatto.
Il COLORE delle urine può dire molto. Normalmente le urine sono leggermente aranciate per i gatti.
L’ASPETTO delle urine è un altro indicatore importante. In controluce, dovrebbero essere trasparenti e limpide.
Il PESO SPECIFICO e la DENSITÁ indicano la capacità dei reni dell’animale di concentrare e diluire le urine.
Il pH indica il livello di equilibrio acido-basico dell’organismo.
Il GLUCOSIO non dovrebbe essere presente nelle urine. La soglia renale è di 300 mg/dl nel gatto. Valori superiori si osservano in caso di iperglicemia e glicosuria, diabete mellito, ipertiroidismo e altri disturbi.
Il SANGUE: non dovrebbe essere presente nelle urine.
La BILIRUBINA, quando presente nelle urine, può indicare problemi epatici oppure un’anemia emolitica.
I CORPI CHETONICI vengono prodotti durante la scomposizione dei grassi. Possono inoltre indicare digiuno prolungato o diete povere di zuccheri e ricche di proteine (diete dimagranti), danno epatico, iperemesi gravidica. Servono a riconoscere uno stato di scompenso metabolico come quello che si manifesta nella chetoacidosi diabetica, aggravamento del diabete felino.
La presenza degli ERITROCITI, cioè dei globuli rossi, è in correlazione con il peso specifico o un pH alcalino.
I CILINDRI sono di diversi tipi e possono indicare la presenza di infiammazione del tratto urinario. La loro presenza indica una patologia renale acuta, se i cilindri sono numerosi, cronica se i cilindri sono pochi per diluizione dell’urina. Cilindri: si dissolvono nell’urina neutra o alcalina.
I CRISTALLI sono di diversi tipi e variano a seconda che le urine siano acide o basiche. In caso di urine basiche con PH superiore a 6,5 possiamo trovare cristalli di struvite, di fosfato di calcio o carbonato di calcio. In urine acide con Ph inferiore a 6,5 possiamo trovare cristalli di ossalato di calcio o urati amorfi.