L'importanza delle proteine nell'alimentazione delle galline

L'alimentazione delle nostre galline rappresenta uno tra i principali fattori alla base della loro salute. La dieta di un pollo è un equilibrio tra vitamine, minerali, carboidrati, proteine, grassi e fibre. Le quantità di proteine di cui necessita una gallina varia in base alla fase di vita in cui si trova.

Fabbisogno proteico nelle diverse fasi di vita

Durante le prime settimane, il pulcino necessita di tante proteine per crescere e svilupparsi, infatti il mangime per pulcini contiene il 24% di proteine. Invece, nel mangime per animali adulti la percentuale di proteine non supera il 16% sul totale. La gallina adulta non necessità di molte proteine perché l’animale non deve crescere.

Ci sono periodi dell’anno in cui un aumento di proteine è essenziale per far vivere meglio le galline come la stagione della muta. Durante questo periodo, l’animale cambia le penne e smette di deporre uova. Quindi la richiesta di calcio extra diminuisce mentre aumenta il consumo di proteine.

Da ricordare che se si decide di dare qualche snack proteico, per viziare le galline, quindi al di fuori di un’esigenza particolare, bisogna assicurarsi di non superare il 10% della dieta totale dell’animale (1 cucchiaio a gallina). Le galline possono trovare spontaneamente anche altre fonti di proteine come insetti, vermi, lumache, cavallette, serpenti, lucertole e rane che trovano razzolando e girovagando per il cortile.

Fonti proteiche consigliate

Se si decide di somministrare cibi proteici bisogna dare le fonti di cibo giuste per evitare di somministrare alimenti dannosi come i latticini (assolutamente vietati).

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  • Uova cotte: è una fonte molto ricca di proteine e altre sostanze utili. Le galline le adorano.
  • Vermi della farina: si possono dare freschi o secchi.
  • Semi e frutta secca: fonte di proteine, grassi e antiossidanti. Si possono dare semi di zucca e semi di girasole (freschi, secchi, con guscio o sgusciati), noci, mandorle, arachidi ecc.
  • Avena e miglio giapponese: sono i cereali con più alto contenuto proteico.
  • Pesce: ricchi di proteine e omega 3. Assicurati che non contenga additivi, come sale o olio. Si può dare tonno, salmone, gusci di gamberetti, interiora di pesce ecc.

Alimentazione e benessere delle galline ovaiole

Chi vuole allevare galline ovaiole deve necessariamente fornire loro una dieta corretta e bilanciata. L'alimentazione delle galline ovaiole è il principale fattore che regola la loro salute, pertanto è fondamentale scegliere la miglior 'linea alimentare' possibile, tesa al rafforzamento del loro sistema immunitario, necessario a proteggerle da virus, infezioni, parassiti e malattie. Cominciamo col dire che gli avanzi possono essere considerati come una semplice aggiunta e non come la base della loro alimentazione.

Le galline ovaiole che hanno la possibilità di cercare il cibo per conto loro godono di un apporto nutritivo importante, avendo a disposizione numerose erbe e piante spontanee quali la cicoria, il trifoglio, il timo, la santolina, ma anche insetti, vermi e lombrichi. Per incentivarle a razzolare metti loro a disposizione il cibo solo nella seconda metà della giornata. Inoltre, questi animali necessitano di calcio (indispensabile per la formazione del guscio dell'uovo), che può essere reso disponibile attraverso i pastoni realizzati con formaggio, legumi (cotti) e pane, oppure con i semi di girasole. Per favorire la produzione di uova poi risulta molto utile somministrare del grit.

Mangimi consigliati e alimenti da evitare

Quali mangimi per galline ovaiole è consigliato somministrare? I mangimi biologici sono quelli da preferire. Nella mangiatoia per galline ovaiole non devono mai essere introdotti pomodori (che contrastano il corretto assorbimento del calcio), uova crude, salumi, carne cruda (può causare aggressività e persino fenomeni di cannibalismo), fagioli crudi, dolci (altamente tossici) e il sale. Per un apporto vitaminico completo puoi offrir loro della verdura, evitando tassativamente il prezzemolo, il sedano e il cavolfiore. Ricorda, inoltre, di dar loro soltanto verdure fresche e mai secche o cotte.

Il futuro dell'alimentazione delle galline ovaiole

Il potenziale delle ovaiole è in crescita e quelle che popoleranno i nostri allevamenti dal 2020 saranno capaci di produrre 500 uova in 100 settimane. è possibile che le nuove metodiche genomiche aiutino a superare alcuni problemi come la degenerazione dell’ovidotto, ma non c’è ancora niente di certo. Anche se il numero di uova aumenterà, la dimensione delle galline resterà la stessa, mentre la massa giornaliera di uova sarà probabilmente inferiore; le richieste nutrizionali potranno perciò diminuire o variare con le modalità di alimentazione.

Prevedere le tendenze è difficile se si hanno pochi dati a disposizione ma, fortunatamente, nel caso delle ovaiole non è così. La storia e il progresso ci indicano come i nostri avicoli siano migliorati negli ultimi decenni e ciò consente di farci un’idea dei futuri programmi di selezione. Le richieste di energia e proteina per unità produttiva sono rimaste invariate e i diversi genotipi utilizzano le materie prime in modo simile.

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Il vero problema sarà come alimentare soggetti a lunga vita - che dovrebbero deporre 500 uova in 100 settimane e che arriveranno in allevamento entro il 2020 -, in quanto il progresso genetico è già arrivato, in pratica, a questo target. Queste galline inizieranno a produrre prima di poterne determinare le peculiarità e le specifiche nutrizionali. La costante selezione per migliorare la produzione di uova è il criterio preminente nelle galline, con un incremento medio di 2-3 uova per anno.

Il parametro chiave è l’aumento della persistenza in deposizione che si basa sulla selezione di galline che depongono uova per periodi più lunghi. Anche se la dimensione delle uova aumenta con l’età, non è accompagnata da un aumento proporzionale del peso del guscio, il che porta a un suo calo di spessore. La massa di uova è aumentata nel corso dell’intero periodo di deposizione, accompagnata da minori consumi e maggiore efficienza alimentare. Negli ultimi venti anni il consumo di mangime è calato del 22% per uovo prodotto.

L’uso di sistemi di produzione alternativi ha aggiunto una nuova variabile e le diete devono oggi essere formulate per assicurare un determinato consumo di nutrienti in diverse condizioni. A un primo sguardo è facile pensare che il fabbisogno nutrizionale delle galline aumenti con l’incremento della produzione di uova; bisogna tuttavia tenere ben presente che, sebbene le ovaiole moderne siano state selezionate per una maggiore persistenza, depongono ancora un uovo solo al giorno e quindi le loro richieste nutrizionali dovrebbero essere valutate su base quotidiana.

Dato che le ovaiole hanno lo stesso peso e struttura di prima, se non addirittura inferiore, con una produzione di uova giornaliera ridotta è probabile che le loro richieste nutrizionali diminuiscano piuttosto che aumentare. Rubinoff, nel 2018, ha affermato che le galline del 2020 saranno leggermente più pesanti. Si sa anche che la gallina moderna consuma meno mangime, ma è difficile essere certi che questa tendenza rimanga tale sulla base dei dati disponibili.

Spesso, le galline al picco della deposizione non sono in grado di consumare abbastanza mangime, il che le forza a pescare dalle riserve corporee di energia. Se queste sono inadeguate, il gruppo mostra il calo tipico post picco; ciò costituisce un problema per i moderni genotipi di ovaiole e influenza le rese per il resto della vita. Nutrire le ovaiole con mangime a bassa densità e alto contenuto in fibra consente di allenare i soggetti giovani a consumare di più, assicurando in tal modo una maggiore riserva lipidica della carcassa.

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Le esperienze di campo hanno insegnato che si può fare poco in fase di produzione per superare il problema del consumo, soprattutto se deriva dalla fase pollastra. Per esempio, nei riproduttori broiler, una dieta con alti livelli proteici nella fase pollastra risulta in un calo del grasso della carcassa. Le richieste energetiche delle ovaiole continueranno a essere dettate dalle esigenze di mantenimento (determinate dal peso), dalla produzione uova e dalla livrea. Nel 1989 Glatz ha dimostrato che ovaiole rosse poco impiumate consumavano il 19% in più rispetto a quelle con una buona livrea.

Per molto tempo si è ritenuto che le ovaiole fossero in grado di soddisfare le proprie richieste energetiche semplicemente regolando il consumo alimentare. Ricerche recenti indicano invece che tale regolazione può essere imperfetta e che il consumo di energia tende ad aumentare leggermente con diete ad alto livello energetico. La gallina del futuro sarà probabilmente in grado di consumare un mangime adeguato a soddisfare le richieste energetiche.

C’è un notevole interesse nella nutrizione frazionata, in cui il mangime del mattino è ricco in energia, mentre nel pomeriggio contiene più proteine e calcio. Le galline sembrano tuttavia autonome e capaci di regolare il consumo alimentare da diete diverse e frazionate nel corso della giornata, per poi raggiungere lo stesso consumo di energia e nutrienti in modo del tutto simile alle diete classiche.

Le richieste proteiche e amminoacidiche sono meno note, il che porta i nutrizionisti inesperti ad avere opinioni diverse sulle quantità da somministrare. - la fornitura di un livello corretto di amminoacidi essenziali nella dieta è un problema. L’inclusione di livelli minimi di proteina grezza difficilmente comporta un incremento di uova, ma ne aumenta la dimensione. si dovrebbe sempre guardare al profitto quando si decide il livello dietetico di amminoacidi. è difficile che una sola raccomandazione sia adeguata in tutte le circostanze.

Ottenere un consumo di proteine adeguato è meno problematico di quanto si creda, visto che i soggetti avranno probabilmente fabbisogni ridotti su base giornaliera e capacità di consumare più mangime. Il pericolo sta nel somministrare troppa proteina che causa un aumento delle uova, con concomitanti problemi di qualità del guscio.

Nel corso della loro vita, le galline depongono da 30 a 40 volte il peso del proprio scheletro, come contenuto in calcio, nel guscio delle uova. Il guscio viene formato nell’utero come processo extracellulare, governato da proteine responsabili del trasporto di calcio e da un gradiente di pH necessario alla formazione di cristalli. Alcune proteine vengono secrete e integrate nel guscio, dove regolano il processo di calcificazione e diventano parte della matrice organica. In un periodo di 17-20 ore vengono depositati circa 5,5 gr di carbonato di calcio nel guscio, con uno dei processi di biomineralizzazione più veloci che si conoscono. Il contenuto di fosforo del guscio è ridotto se paragonato a quello del calcio (120 mg).

Neijat et al. (2018) hanno rilevato che soggetti allevati in aviario (rispetto a quelli in batteria) mostravano un peso totale delle ossa maggiore: il livello di nutrienti nella dieta diventa quindi meno importante rispetto alla gestione. Anche alimentare con un livello basso di fosforo non ha comportato conseguenze sui parametri di crescita o sulle caratteristiche ossee. Si noti inoltre che i mangimi usati in questa prova non contenevano fitasi.

La maturazione dell’osso midollare comincia quando gli estrogeni aumentano, all’inizio della maturità sessuale (quando i bargigli diventano rossi) che si completa a circa 30 settimane di età. Le richieste di calcio quotidiane non possono essere soddisfatte con la sola alimentazione, e quindi la gallina è forzata a un rimodellamento osseo quotidiano: indipendentemente dal livello di calcio fornito, userà le proprie riserve per ricavare fino a 1 gr di calcio al giorno. Nel corso della formazione del guscio, il 60-75% del calcio è di origine dietetica, mentre il rimanente viene prelevato dalle ossa. Se manca una sufficiente riserva ossea, la qualità del guscio cala velocemente.

Il fabbisogno in minerali è complesso, poiché le galline sono capaci di usare i minerali in modo differente, in base al livello dietetico. Clunies et al. (1993) hanno misurato la ritenzione di calcio nelle galline con un range che va dal 36 al 62%, in base ai livelli di calcio nel mangime. Spesso si è creduto, erroneamente, che solo il calcio nella dieta influenzi la qualità del guscio; quindi, quando si manifestano problemi, viene spontaneo aumentarlo aggiungendo carbonato di calcio. Aumentare il livello di calcio a fine deposizione migliora la durezza del guscio e dell’osso se la gallina trattiene livelli adeguati di calcio nell’osso midollare.

I polli riescono ad adattarsi alle variazioni alimentari dovute a bassi livelli di calcio, aumentandone il consumo in uno stadio successivo. Questo aumento viene raggiunto grazie alla modulazione di alcuni geni che codificano il trasporto di calcio e fosforo a livello intestinale. Leeson ha indicato come lo stesso fenomeno possa avvenire anche nelle ovaiole, indicazione poi comprovata dalla scoperta che nutrire con mangimi a basso livello di calcio raddoppia il livello di mRNA, che esprime le proteine che legano il calcio (CaBP-D28K) nell’intestino.

Se la gallina giovane viene alimentata con livelli eccessivi di calcio (non ne occorrono più di 3,5gr/giorno) perde la capacità di assunzione di calcio in modo efficiente, allorché aumenta la richiesta fisiologica. La forte interazione tra calcio e fosforo non può essere ignorata. Diete con basso livello di fosforo portano a una riduzione della sua concentrazione ematica, che invece stimola la sintesi del metabolita di vitamina D3 attivo 1-25(OH)2. Questo, a sua volta, stimola l'assorbimento intestinale di fosforo, come pure di calcio, anche quando i livelli ematici di calcio sono nella norma.

Il ruolo cruciale delle proteine nella produzione avicola

La nutrizione avicola gioca un ruolo cruciale nella produzione di pollame di alta qualità. Tra i vari nutrienti, le proteine sono fondamentali per la crescita, lo sviluppo e la salute generale dei polli. Un’alimentazione bilanciata che integri adeguatamente le proteine può influenzare non solo la produttività, ma anche il benessere degli animali. Le proteine sono costituenti essenziali per la formazione di tessuti, enzimi e ormoni. Nel contesto avicolo, esse svolgono un ruolo cruciale nella crescita muscolare e nello sviluppo delle ossa.

Un adeguato apporto proteico è fondamentale per garantire che i polli raggiungano il loro potenziale genetico in termini di peso e produttività. Inoltre, le proteine influenzano anche la qualità della carne e delle uova. Una dieta ricca di proteine di alta qualità contribuisce a migliorare il contenuto di aminoacidi essenziali, che sono vitali per il mantenimento della salute degli animali. Un altro aspetto da considerare è l’impatto ambientale della produzione avicola. L’integrazione di fonti proteiche sostenibili può contribuire a ridurre l’impronta ecologica dell’allevamento di pollame.

Infine, l’importanza delle proteine nella dieta avicola moderna non può essere sottovalutata. Le fonti proteiche per l’alimentazione avicola possono essere suddivise in due categorie principali: fonti vegetali e fonti animali. Le fonti vegetali, come la soia e il girasole, sono ampiamente utilizzate per il loro alto contenuto di proteine e aminoacidi. Le fonti animali, come farina di pesce e farina di carne, offrono un profilo aminoacidico più completo e sono spesso utilizzate per integrare le diete vegetali. Queste fonti, tuttavia, possono comportare costi più elevati e problematiche legate alla sostenibilità.

Inoltre, le nuove tecnologie stanno portando alla luce fonti proteiche alternative, come i sottoprodotti della lavorazione degli alimenti e le proteine derivate da insetti. Infine, la scelta delle fonti proteiche deve essere guidata non solo dalla loro disponibilità e costo, ma anche dalla loro digeribilità e dall’effetto sulla salute degli animali.

Fabbisogno proteico dei polli da carne

Il fabbisogno proteico dei polli da carne varia in base a diversi fattori, tra cui l’età, il peso e il livello di attività. Durante le prime fasi di crescita, i polli richiedono un apporto proteico maggiore per supportare lo sviluppo muscolare e osseo. Per calcolare il fabbisogno proteico, è importante considerare anche il tipo di razza e gli obiettivi di produzione. Le razze da carne, come il broiler, hanno esigenze nutrizionali specifiche che differiscono notevolmente da quelle delle razze da uova. Inoltre, l’uso di modelli matematici può aiutare a prevedere il fabbisogno proteico in base alle condizioni ambientali e alle pratiche di allevamento.

Infine, è fondamentale monitorare costantemente l’assunzione proteica e i risultati di crescita per apportare eventuali modifiche alle diete. L’integrazione delle proteine nei mangimi avicoli può essere realizzata attraverso diverse strategie. Una delle più comuni è la formulazione di diete bilanciate che combinano diverse fonti proteiche per garantire un apporto completo di aminoacidi. Un’altra strategia efficace è l’uso di additivi alimentari, come gli aminoacidi sintetici, che possono essere utilizzati per integrare le diete e soddisfare le esigenze specifiche dei polli. Inoltre, l’ottimizzazione della gestione alimentare è fondamentale per garantire che i polli ricevano l’apporto proteico necessario.

Infine, la formazione degli allevatori e dei nutrizionisti avicoli è essenziale per garantire che le strategie di integrazione proteica siano implementate correttamente. Il monitoraggio dell’assunzione proteica è un aspetto cruciale nella gestione della nutrizione avicola. È fondamentale raccogliere dati sull’assunzione di mangime e sulla crescita degli animali per valutare se le diete formulate soddisfano effettivamente le esigenze nutrizionali.

L’analisi dei dati raccolti consente di identificare eventuali carenze o eccessi nell’apporto proteico. Un’assunzione insufficiente può portare a ritardi nella crescita e a problemi di salute, mentre un eccesso di proteine può causare costi elevati e impatti ambientali negativi. Inoltre, l’uso di tecnologie moderne, come i sistemi di monitoraggio automatico, può semplificare il processo di raccolta dei dati.

Infine, la valutazione dell’assunzione proteica deve essere integrata con altre pratiche di gestione della salute avicola. Una corretta integrazione delle proteine nella dieta avicola ha numerosi impatti positivi sulla salute degli animali. In primo luogo, un apporto adeguato di proteine contribuisce a una crescita sana e a uno sviluppo muscolare ottimale. Inoltre, una dieta equilibrata che include proteine di alta qualità può migliorare la qualità della carne e delle uova.

Questo è particolarmente importante nel mercato attuale, dove i consumatori sono sempre più attenti alla qualità e alla provenienza degli alimenti. Un altro aspetto importante è l’impatto della nutrizione sulla risposta immunitaria degli animali. Le proteine sono essenziali per la produzione di anticorpi e altre molecole coinvolte nella risposta immunitaria. Infine, la corretta integrazione delle proteine può anche avere effetti positivi sulla sostenibilità dell’allevamento avicolo.

In sintesi, l’integrazione delle proteine nell’alimentazione dei polli è un elemento chiave per garantire la salute e la produttività degli animali. Attraverso la scelta di fonti proteiche adeguate e strategie di integrazione mirate, gli allevatori possono ottimizzare le diete avicole e migliorare la qualità dei prodotti finali.

Gestire i nutrienti nell'alimentazione degli avicoli

Gestire i nutrienti nell’alimentazione degli avicoli è estremamente importante. Le granaglie sono caratterizzate da una percentuale di proteine grezze attorno al 9%, mentre le esigenze di una gallina si aggirano attorno al 15-16%. Inoltre, è necessario che a comporre queste proteine siano presenti amminoacidi essenziali come Metionina, Cistina e Lisina. La miscela, da un punto di vista nutrizionale, può essere equilibrata utilizzando ad esempio del mangime primo periodo per pulcini (23% di proteine), oppure della farina di soia, o ancora il cosiddetto nucleo, sempre ottenuto dalla soia (oltre il 40% di proteine).

Un tempo alle galline venivano somministrate solo granaglie, perchè la fonte proteica era costituita dalle larve che nascevano dalle uova deposte dalle mosche nella concimaia, dove il pollame domestico abitudinalmente razzolava. È pertanto necessaria una fonte proteica per assicurare il benessere delle galline e mantenere gli animali in salute.

L'importanza del calcio e delle proteine nella produzione di uova

La produzione costante di uova è il risultato di una corretta gestione dell’alimentazione delle galline ovaiole. Non basta semplicemente fornire del cibo: è necessario considerare le esigenze nutrizionali specifiche delle galline in ogni fase della loro vita. Le galline ovaiole hanno esigenze nutrizionali molto specifiche, che variano in base a diversi fattori come l’età, la stagione, e le condizioni climatiche. Una gallina media consuma tra 100 e 130 grammi di mangime al giorno, a seconda del clima e delle condizioni di allevamento.

Il calcio è un elemento cruciale per la formazione del guscio delle uova. Se l’alimentazione non fornisce una quantità sufficiente di calcio, le galline possono sviluppare carenze che non solo influenzano la qualità del guscio, ma possono anche indurle a comportamenti anomali, come mangiare le proprie uova per recuperare il calcio necessario. Esistono diversi tipi di mangime, adatti a soddisfare le diverse esigenze delle galline. Le proteine sono altrettanto fondamentali nella dieta delle galline ovaiole. L’energia necessaria per la deposizione delle uova proviene principalmente dai carboidrati presenti nel mangime.

Oltre all’alimentazione, altri fattori come la luce e il clima giocano un ruolo cruciale nella produzione di uova. Le galline ovaiole sono sensibili alla lunghezza delle giornate: quando le ore di luce diminuiscono, ad esempio durante l’autunno e l’inverno, la produzione di uova tende a calare. Anche il clima ha un impatto significativo. Le galline ovaiole preferiscono un clima temperato e soffrono se esposte a temperature estreme.

Scegliere il mangime giusto per le galline ovaiole è fondamentale per garantire una produzione costante di uova. È importante optare per un mangime completo, specificamente formulato per le esigenze delle galline ovaiole. La corretta alimentazione delle galline ovaiole è fondamentale per garantire una produzione costante e di alta qualità.

Alimentazione dei pulcini e dei polli da carne

Alla nascita i pulcini devono essere alimentati con una razione alimentare proteica. Da questo periodo possono essere utilizzati cereali aziendali come mais, sorgo, grano, ecc. Dopo la fase di avvio (1 - 35 giorni) e di crescita 36 - 100 giorni) i pollastri sono pronti per l’ingrassamento. Questa fase permette agli animali di accumulare riserve che avviene con l’aumento delle masse muscolari e la formazione di un leggero strato di grasso che è fondamentale per qualificare e valorizzare le carni. La razione alimentare deve essere energetica e il suo corretto bilanciamento può essere raggiunto utilizzando cereali aziendali come mais, sorgo, grano, ecc.

La razione alimentare durante questo periodo viene quindi realizzata mescolando in parti eguali il mangime commerciale con le granaglie aziendali. Per l’ingrasso dei polli da carne può essere realizzata una razione alimentare utilizzando una miscela aziendale costituita da grani spezzati o interi. Questa razione deve essere distribuita nelle ultime tre/quattro settimane di allevamento prima delle vendita o macellazione. La razione deve essere distribuita a volontà il che significa che le mangiatoie devono essere sempre pieno fin dalle prime ore del mattino.

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