La ptosi è un termine medico che indica qualsiasi spostamento verso il basso (prolasso) di una o più parti di un organo. La parola “ptosi” deriva da “ptosis” (πτῶσις), vocabolo greco antico che significa “caduta”.
Con il termine di ptosi renale si intende una condizione patologica in grado di provocare l'abbassamento del rene dalla sede in cui normalmente tale organo è situato.
É una malattia che provoca l'abbassamento del rene dal luogo in cui è normalmente contenuto. Insorge principalmente dopo un rapido dimagrimento o dopo ripetute gravidanze; quindi, può colpire più frequentemente le donne.
La ptosi renale può essere considerata una situazione benigna, che seppure osservabile anche in pazienti che non hanno avuto calo ponderale, insorge con particolare frequenza dopo un rapido dimagrimento o dopo ad esempio ripetute gravidanze (infatti si evidenzia con maggior frequenza nel sesso femminile).
Sia chiaro che il rene, già in condizioni normali, presenta ha una certa mobilità. Solamente nei casi in cui tale mobilità sia eccessiva si fa diagnosi di ptosi renale.
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Cause della Ptosi Renale
Attualmente, le precise cause di nefroptosi sono sconosciute. Secondo alcuni esperti, la problematica in questione sarebbe dovuta a un indebolimento del cosiddetto complesso fasciale renale (o fascia renale).
Nel determinare la discesa del rene contribuisce una particolare lassità delle strutture legamentose e fasciali che normalmente tengono l’organo nella sua sede naturale.
La frequenza della nefroptosi è maggiore nelle donne perché in esse la fossa lombare, che contiene il rene, è meno concava che nell'uomo; quasi sempre è il rene destro che si sposta perché, già in condizioni normali, sul suo polo superiore appoggia il fegato.
La nefroptosi può manifestarsi improvvisamente dopo una caduta o uno sforzo, sia che questi la provochino o la mettano soltanto in evidenza; ma per lo più essa appare progressivamente, in dipendenza da fattori multipli, risultanti dall'indebolimento o dal rilassamento dei mezzi di fissazione del rene (debolezza congenita, dimagramento, diminuita forza comprimente della parete addominale per debolezza generale, gravidanze multiple, ecc.).
Si localizza prevalentemente a carico del rene di destra, già di per sé sottoposto a maggiori stimoli pressori dall’alto a causa della presenza del fegato.
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I reni risultano separati dalla porzione toracica dal diaframma, il quale lateroinferiormente forma il seno costodiaframmatico destro e sinistro. Esso può essere anche la causa di ptosi renale, infatti quando si riempie di liquido, derivante da processi infiammatori o differenti cause, tale recesso va a spingere il fegato verso il basso e di conseguenza, anche il rene destro.
Sintomi della Ptosi Renale
Nella maggior parte dei casi, la ptosi renale è asintomatica, ossia non causa alcun sintomo.
Un sintomo della ptosi renale può essere il dolore fastidioso in sede lombare: a volte, passando dalla posizione orizzontale a quella eretta, il paziente può riferire la sgradevole sensazione di “qualcosa scenda dal fianco verso il basso”.
Un sintomo della ptosi renale può essere il dolore fastidioso in sede lombare: passando dalla posizione orizzontale a quella eretta, il soggetto può accusare la sensazione che qualcosa scenda dal fianco verso il basso.
I sintomi soggettivi possono mancare o consistere in dolori, specialmente nella stazione eretta; è dubbio se i perturbamenti nervosi e gastrointestinali, che di frequente accompagnano la nefroptosi, dipendano da questa o da uno stato preesistente o costituzionale.
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La nefroptosi può essere complicata con albuminuria, nefrite o con idronefrosi acuta per occlusione dell'uretere compresso o piegato dallo spostamento del rene.
Gradi di Nefroptosi
Se ne distinguono diversi gradi:
- il polo superiore del rene non oltrepassa le false coste (I grado);
- tutto il rene s'abbassa sotto di esse (II);
- il rene non soltanto s'abbassa ma può anche spostari facilmente nell'addome (III).
Diagnosi e Trattamento
In genere, l'iter diagnostico per l'individuazione della ptosi renale comprende un accurato esame obiettivo e un'urografia endovenosa.
In genere la semplice ptosi non riveste significato patologico e richiede un intervento di correzione chirurgica soltanto quando divenga così marcata da determinare un ristagno urinario severo per “inginocchiamento” dell'uretere, oppure così marcata da dare dolore lombare.
Oggi, i soli casi di ptosi renale sottoposti a trattamento sono quelli sintomatici.
É possibile una terapia medica con l'adozione, in casi rari, di una dieta addirittura ingrassante e l'uso di panciera elastica da portare durante la giornata.
Il trattamento dei casi sintomatici di ptosi renale consiste nell'operazione di nefropessi laparoscopica.
Tecniche Osteopatiche
NB. Questo è un articolo informativo/didattico dove vengono descritte le tecniche osteopatiche che potrebbero essere usate in una ptosi renale. Tengo però a precisare che queste tecniche non hanno lo scopo di riportare il rene in sede, ma devono essere usate in un contesto più ampio, con lo scopo di cercare di migliorare la sintomatologia.
Come già risaputo, abbiamo tre gradi di ptosi renale. Le tecniche che saranno descritte a seguire, sono tecniche adatte per le ptosi di primo e secondo grado.
Tecnica 1
L’esecuzione di tale tecnica dipende dal grado di mobilità del paziente.
- Posizione del paziente in decubito supino con una gamba leggermente abdotta e fuori dal lettino per rispettare l’asse di movimento del rene e la controlaterale flessa.
- L’operatore si posiziona a cavallo della gamba in leggera abduzione.
- Viene fissato il polo inferiore del rene e bloccata la gamba tra le gambe dell’operatore.
- Viene chiesto al paziente di effettuare una spinta della gamba abdotta verso il soffitto in apnea inspiratoria.
- Il paziente in questo modo effettua una contrazione isometrica dello Psoas mantenendo un’apnea inspiratoria.
Tecnica 2
- Il paziente viene posizionato in decubito supino.
- L’operatore alla testa del paziente controlaterale al rene ptosico.
- Si posiziona controlaterale perché così l’operatore viene a trovarsi l’ungo l’asse di movimento fisiologico del rene.
- L’operatore prende contatto con il polo inferiore del rene ptosico con le due mani e aiutandosi con la respirazione del paziente, trattiene in inspirazione e guadagna, seguendo l’asse del rene, in espirazione.
Normalizzazione nella Ptosi di II Grado
Nella ptosi di II grado, il rene si presenta nella sua massima extrarotazione. Pertanto il II grado rappresenta il più sintomatico. L’extrarotazione mantenuta del rene crea uno stiramento del compartimento nervoso (Sottocostale, ileoipogastrico, ileoinguinale).
La normalizzazione avviene in decubito laterale.
- La mano del paziente viene posizionata sulla sua mammella.
- L’operatore si posiziona anteriormente al paziente e inserisce il pollice sul punto di Grynfelt che si trova andando caudalmente dalla doicesima costa sul punto di minore densità, prima di arrivare sul quadrato dei lombi.
- L’operatore chiude in chiave la spalla del paziente facendogli effettuare un side verso la cresta iliaca omolaterale e una rotazione posteriore.
- La normalizzazione avviene con l’aiuto della respirazione del paziente.