Protocollo Coimbra: Alimentazione e Linee Guida

Il protocollo Coimbra è un approccio terapeutico ideato dal neurologo brasiliano Cicero Galli Coimbra, basato sull'impiego di supplementi a dosi elevate di Vitamina D3 per riportare in equilibrio il sistema immunitario e bloccare l'evoluzione delle patologie autoimmuni. Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy.

Cos'è la Vitamina D?

Dal punto di vista biochimico, la vitamina D è una vitamina liposolubile riconosciuta da sempre per il suo importante ruolo nel metabolismo del calcio, nella formazione e mineralizzazione ossea. La vitamina D è di fatto un “gruppo” di vitamine (D1, D2, D3, D4, D5). Le più importanti per la salute umana sono:

  • la vitamina D2 (o ergocalciferolo), di origine vegetale;
  • la vitamina D3 (o colecalciferolo) è la forma sintetizzata dalla pelle in seguito all’esposizione alla luce solare e la più utilizzata per l’integrazione.

Ruoli della Vitamina D

La vitamina D è coinvolta in differenti meccanismi regolatori dell’organismo.

  • Sistema Immunitario: La vitamina D rafforza il sistema immunitario, rappresentando un fattore cruciale per la sua attivazione. Avere un sistema immunitario più forte significa avere un sistema immunitario in grado di proteggerci, di prevenire e curare numerose malattie, da quelle infettive a quelle degenerative, da quelle autoimmuni a quelle tumorali.
  • Infiammazione Acuta e Cronica: La vitamina D, modulando l’attività del sistema immunitario, è in grado di contribuire a spegnere l’infiammazione acuta e cronica.
  • Asma ed Allergie Respiratorie: La vitamina D può ridurre sino a risolvere alla radice gli eventi asmatici ed il relativo ricorso ai farmaci, sia nei casi in cui l’asma bronchiale derivi da infezioni respiratorie, come il comune raffreddore o l’influenza, sia nei caso di allergie respiratorie stagionali.
  • Sovrappeso/Obesità: La carenza di vitamina D, associata ai livelli aumentati di paratormone (PTH), possono favorire l’afflusso di calcio all’interno delle cellule adipose promuovendo in tal modo la lipogenesi ed inibendo la lipolisi. Sembra inoltre che l’ipovitaminosi D si associ a bassi livelli di leptina, ormone che regola il senso di sazietà.
  • Diabete ed Insulino-Resistenza: La carenza di vitamina D può accelerare l’instaurarsi di una condizione di insulino-resistenza. La vitamina infatti svolge un ruolo cruciale nel promuovere una maggiore sensibilità all’insulina, nel migliorare la funzione delle cellule beta pancreatiche, nell’abbassare i livelli di glucosio nel sangue.
  • Depressione e Tono dell'Umore: La vitamina D, agendo sul sistema immunitario, provoca il rilascio di neurotrasmettitori (es. dopamina, serotonina) che aiutano il funzionamento e lo sviluppo cerebrale.
  • Patologie Cardiache: La vitamina D è uno dei più importanti protettori del cuore e dei vasi.
  • Patologie Autoimmuni: l’integrazione con vitamina D ad alto dosaggio, trova impiego nella cura di patologie autoimmuni quali la sclerosi multipla, tiroiditi, morbo di Crohn, psoriasi, artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, vitiligine e altre.
  • Steatosi Epatica: L’integrazione di vitamina D riduce l’infiltrazione del grasso epatico nei pazienti affetti da steatosi epatica non alcolica. Inoltre la vitamina D aiuta nella regolazione dei livelli ematici di colesterolo e trigliceridi.
  • Patologie Degenerative: Il deficit di vitamina D negli anziani è fortemente correlata a un declino cognitivo accelerato e a prestazioni ridotte, in particolare nei domini (come la perdita di memoria) che sono associati all’Alzheimer e alla demenza.
  • Permeabilità Intestinale: La vitamina D rafforza le pareti intestinali contrastando l’insorgenza della Leaky Gut Syndrome o sindrome dell’intestino gocciolante (o permeabile).
  • Acne: Livelli ematici ottimali di vitamina D sono stati ottenuti con integrazione in soggetti affetti da acne, con risultati soddisfacenti sia nell’aspetto che nel benessere generale.
  • Gravidanza ed Allattamento: Adeguati livelli di vitamina D sono fondamentali anche in gravidanza, sia per la salute della madre che per lo sviluppo del bambino.
  • PCOS, Endometriosi, Infertilità: La vitamina D influenza lo sviluppo della PCOS attraverso la trascrizione genica ed agisce positivamente sulla modulazione del sistema ormonale nel metabolismo insulinico e nella regolazione della fertilità.
  • Cancro: La vitamina D è uno dei più importanti regolatori del ciclo cellulare e quindi capace di contenere e di regolare nel modo corretto la proliferazione delle cellule, favorirne la differenziazione e la morte programmata (apoptosi), e ridurre la formazione di nuovi vasi (angiogenesi).

Fonti di Vitamina D

La quantità di Vitamina D introdotta con la dieta è relativamente bassa. È presente negli alimenti di origine animale, in particolare nei grassi animali, quali:

  • Olio di fegato di merluzzo (8400UI/100g)
  • Pesce grasso d’acqua salata come salmone fresco selvatico (1000UI/100g), salmone in scatola (386 UI/100g), ma anche tonno, anguille ecc.
  • Uova - tuorlo (70UI/100g)
  • Burro (30UI/100g)

Oltre agli alimenti di origine animale ricchi di Vitamina D, vanno annoverati anche:

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  • Gli alimenti fortificati con vitamina D, ovvero gli alimenti arricchiti durante il processo di produzione con vitamina D.
  • I funghi, unica fonte di vitamina D completamente vegetale.

Basandosi sul consumo medio giornaliero negli alimenti sopraelencati si può ipotizzare un introito alimentare di vitamina D pari a 80-100 UI al giorno, circa un 10% del fabbisogno medio quotidiano. Per raggiungere le quantità giornaliere raccomandate (LARN: 10 µg) sarebbe necessario consumare quantità elevate di cibi di origine animale che nel complesso e per varie ragioni sono da limitare all’interno di una dieta varia ed equilibrata.

Tuttavia la vitamina D è così importante che risulta essere uno dei pochi nutrienti che siamo in grado di autoprodurre. La sintetizziamo a livello cutaneo a partire da un tipo di colesterolo (7-deidrocolesterolo) che viene trasformato per effetto di un’adeguata esposizione solare ai raggi UVB in vitamina D3 (colecalciferolo).

Secondo i LARN (Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana), il fabbisogno medio quotidiano (RDA) di vitamina D, intesa come colecalciferolo (1 μg di colecalciferolo = 40 IU vit. D) è uguale per tutte le fasce di età della popolazione italiana è di 10 ug. L’ RDA considera sia gli apporti alimentari sia la sintesi endogena nella cute.

Carenza di Vitamina D

La carenza di Vitamina D, definita da bassi livelli ematici di 25(OH)D (25-idrossi-vitamina D), è diffusa in tutto il mondo a prescindere da età, sesso, nazione, latitudine o tipo di alimentazione. Gli esperti parlano di un’epidemia silenziosa. In Italia si stima una carenza di vitamina D che riguarda circa l’80% della popolazione, la quasi totalità stando ai dati forniti dalla Società italiana dell’osteoporosi, del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro (Siomms).

Alcuni sintomi vaghi possono essere ritenuti dei campanelli d’allarme. L’eccesso di peso, una debolezza immotivata a qualunque età, stanchezza diffusa associata spesso a dolori ossei e/o muscolari, con tendenza alla depressione, alla tristezza, agli sbalzi di umore, una forte tendenza a malattie infettive ricorrenti, celiachia o sensibilità al glutine ecc.

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La causa della carenza di vitamina D così diffusa è da ricercare nello stile di vita contemporaneo. Sempre chiusi in casa, in ufficio, in auto o nei mezzi pubblici, si passa poco tempo all’aperto, non ci si espone abbastanza al Sole e quando lo si fa, lo si fa nel modo sbagliato.

Altre cause che concorrono all'incidenza della carenza di vitamina D, sono:

  • Resistenza Genetica
  • Assunzione di farmaci
  • Stress
  • Sovrappeso/Obesità
  • Alcol, fumo di sigaretta e sostanze stupefacenti
  • Età avanzata

Il Protocollo Coimbra

Il dottor Cicero Galli Coimbra è un neurologo originario del Brasile, ma anche professore e ricercatore. Diventa famoso in tutto il mondo per aver curato con successo moltissimi casi di sclerosi multipla e malattie autoimmuni, con una terapia a base di vitamina D3, integratori e un regime alimentare specifico. Nasce così il Protocollo Coimbra.

Il ruolo della vitamina D nel trattamento della sclerosi multipla è noto già dal lontano 1986, quando il dottor Goldberg scopre l’enorme carenza di questa vitamina nei suoi pazienti. Sperimenta quindi una somministrazione di 5000 UI al giorno, notando effetti positivi nell’immediato. Da questo momento, vari istituti di ricerca sperimentano e dimostrano il ruolo positivo della vitamina D sul corretto funzionamento del sistema immunitario.

In cosa consiste, quindi, il Protocollo Coimbra? Il nostro sistema immunitario è regolato dalla forma attiva della vitamina D (detta calcitriolo), ma nei soggetti autoimmuni questa è molto bassa perché non avviene la conversione tra vitamina D3 (colecalciferolo) e vitamina D (calcitriolo). Per raggiungere un livello ottimale di calcitriolo, quindi, basterà aumentare il quantitativo di vitamina D, sufficiente a mantenere il sistema immunitario funzionale.

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Il dottor Coimbra afferma che: “La differenza tra la vitamina D e i farmaci convenzionali utilizzati nel trattamento di malattie autoimmuni è che la vitamina è un immunoregolatore, non un immunosoppressore. Mentre gli altri farmaci sopprimono il sistema immunitario nel suo complesso, lasciando il corpo suscettibile alle infezioni, la vitamina D è l’unica sostanza in grado di inibire selettivamente la reazione chiamata “Th17”, che è causata dalle malattie autoimmuni”.

Linee Guida Generali del Protocollo Coimbra

Attenzione: il protocollo Coimbra non è un rimedio che possiamo sperimentare a casa. Il metodo richiede una totale comprensione della sua applicazione e ogni paziente richiede una cura personalizzata (basata su analisi del sangue e sulla risposta dell’organismo). Tuttavia, sono note alcune linee guida generali che spiegano la terapia.

  • Vitamina D3: La quantità esatta viene calcolata in base al PTH che viene monitorato.
  • Multivitaminico: Sostanze che promuovono la conversione e l’azione della vitamina D e proteggono il corpo da ipercalciuria (accumulo di calcio). Solitamente, costituito da: colina, magnesio, riboflavina, acido folico, vitamina B12, vitamine del gruppo B, zinco, cromo, selenio.
  • Omega 3:
  • Magnesio:
  • Eliminare gli alimenti ricchi di calcio: In particolare, i latticini e le acque ad alto residuo fisso.
  • Idratazione: Essenziale assumere fino a 2.5 litri di acqua, con basso contenuto di calcio (inferiore a 10/12 mg/litro), al giorno.
  • Attività fisica: Importante perché aiuta il transito del calcio verso le ossa.
  • Analisi periodiche: Servono a controllare il livello di vitamina D nell’organismo ed evitare i rischi esposti sopra.

Effetti Collaterali

Il paziente che si sottopone al Protocollo Coimbra deve essere monitorato per ovviare agli eventuali effetti negativi. Questi possono essere:

  • aumento di calcio nell’organismo (ipercalcemia e ipercalciuria, con conseguenti calcificazioni dei tessuti molli e dei reni, rischio di insufficienza renale);
  • osteopenia e osteoporosi (decalcificazione delle ossa: il paratormone è la sostanza che si occupa di veicolare il calcio nelle diverse parti del corpo, ossa comprese, ma nella terapia si deve mantenere il PTH molto basso dato il rischio di decalcificazione delle ossa stesse).

Costi del Protocollo Coimbra

Secondo le parole del dottor Coimbra: “Poiché la vitamina D è molto economica e corrisponde al 95% del trattamento, il costo mensile varia da 10€ a 30€ a seconda della dose giornaliera somministrata. Ciò contrasta con i 3.000-5.000 € al mese del costo dei trattamenti convenzionali.

Vitamina D: Vitamina o Ormone?

Spesso è definita un ormone sia per sottolinearne le innumerevoli funzioni, sia per perché la struttura chimica della vitamina D è molto simile a quella del colesterolo e del testosterone, in quanto si tratta di uno steroide. Sentiamo spesso parlare di un’unica forma di vitamina, in realtà, ne esistono tre: il colecalciferolo, inattivo, il calcidiolo che si misura nel sangue, ed il calcitriolo, forma biologicamente attiva.

Fabbisogno Giornaliero di Vitamina D

Affinché questa possa svolgere correttamente le sue funzioni, deve essere presente in quantità adeguate nelle diverse fasce d’età, tenendo conto delle linee guida per il fabbisogno giornaliero di vitamina D. Infatti, è consigliata una dose massima di 2.000 UI nei bambini fino a 12 mesi, di 4.000 UI fino a 18 anni, nei soggetti con un’età maggiore di 18 anni la massima dose è di 10.000 UI al giorno, anche in caso di gravidanza ed allattamento.

Come Integrare la Vitamina D?

Oltre ad assumere a scopo preventivo gli alimenti sopra menzionati, che ci consentiranno di depositare nel tessuto adiposo il precursore inattivo in modo da essere utilizzato al bisogno, è possibile integrare con supplementi di vitamina D.

Prima di stabilire il quantitativo di vitamina D da assumere, è importante fare le analisi del sangue per dosare il paratormone, la calcitonina, il calcio e, ovviamente, la vitamina D. Il paratormone, che regola la calcemia, è inibito da un’adeguata quantità di vitamina D, evitando la mobilizzazione di calcio dall’osso, mentre la calcitonina è l’ormone antagonista: alti livelli di calcio ne aumentano la secrezione, per inibire la mobilizzazione di calcio dall’osso.

Esistono due modi per assumere la vitamina D: il primo consiste nell’assunzione di alti dosaggi una volta o due al mese, invece, il secondo che prevede l’assunzione di piccole quantità di vitamina D ogni giorno, in modo tale da consentirne un adeguato assorbimento. È importante, quindi, assumere questa vitamina indispensabile quando i valori ematici sono inferiori a 30 ng/ml, consigliandone l’assunzione sotto forma di integratori liquidi ed accompagnandola a pasti ricchi di grassi buoni.

Vitamina D e Sclerosi Multipla

Diversi studi scientifici hanno analizzato il rapporto tra Vitamina D e sclerosi multipla. Numerosi studi osservazionali condotti sia nei bambini che negli adulti hanno documentato un'associazione inversa tra valori di vitamina D e rischio di sclerosi multipla. Parallelamente, è stato riportato un rischio quasi doppio di sviluppare la sclerosi multipla nella prole di madri con basse concentrazioni di vitamina D all'inizio della gravidanza.

È quindi possibile che soggetti con carenza di vitamina D abbiano anche maggiori probabilità di avere la sclerosi multipla, ma non è detto che sia la carenza di vitamina D a causare la sclerosi multipla (quanto piuttosto una predisposizione genetica ad entrambe le condizioni). Controversa anche la possibilità che i livelli di vitamina D possano influenzare l’attività clinica e radiologica di malattia.

Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi per indagare i possibili benefici effetti della supplementazione di vitamina D nelle persone con sclerosi multipla. I risultati sono stati contraddittori: alcuni studi hanno confermato una riduzione dell'attività e della gravità della malattia, mentre altri non hanno riportato risultati favorevoli risultati. I risultati di tre studi randomizzati controllati, pubblicati nel 2019 e 2020, sono tuttavia divergenti e al momento non si possono trarre conclusioni definitive sul fatto che sia corretto consigliare l'assunzione regolare di vitamina D, salvo in casi in cui sia stata identificata una carenza, che va corretta.

Una meta-analisi condotta da Michael Allan pubblicata su Journal of General Internal Medicine nel luglio 2016, ha analizzato numerosi studi condotti a partire dal 2014 sull’ipotesi che l’assunzione di Vitamina D possa prevenire un certo numero di patologie, tra cui cancro, depressione e sclerosi multipla.

«Se al momento è giustificato raccomandare l’assunzione di vitamina D alle persone con sclerosi multipla come prevenzione dell’osteoporosi ed in coloro che presentano un vero e proprio deficit di vitamina, (evidenziato tramite analisi del sangue), non è invece raccomandata l’assunzione, specialmente ad alto dosaggio, come trattamento della sclerosi multipla.

Il dosaggio della vitamina D dovrebbe essere eseguito solo in presenza di specifiche condizioni di rischio, su indicazione del medico.

Produzione e Fonti di Vitamina D

  1. esposizione solare rappresenta il meccanismo principale di produzione di vitamina D nell’essere umano.
  2. La maggior parte degli alimenti contiene scarse quantità di vitamina D, pertanto la sola dieta non può esserne considerata una fonte adeguata. La vitamina D è relativamente stabile e viene alterata poco da conservazione e cottura.

Condizioni Cliniche e Vitamina D

Persone con 25(OH)D <30 ng/mL (o 75 nmol/L) affette da osteoporosi di qualsiasi causa o osteopatie accertate candidate a terapia remineralizzante per le quali la correzione dell’ipovitaminosi dovrebbe essere propedeutica all’inizio della terapia.

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