Pulizia Intestinale: Benefici e Controindicazioni

La pulizia intestinale è una pratica diffusa fin dall’antichità, spesso proposta come rimedio per eliminare i disordini intestinali e i problemi di stipsi. Risale al tempo degli antichi Egizi quando si pensava che depurare l’organismo dalle scorie potesse prevenire ogni malattia. Normalmente, l'intestino è in grado di eliminare il suddetto materiale di scarto in maniera autonoma. Tuttavia, in alcuni casi, la pulizia intestinale può essere effettuata in ambito casalingo, mentre in altre situazioni è necessario rivolgersi a personale medico specializzato.

Metodi di Pulizia Intestinale

Esistono diversi metodi per effettuare la pulizia intestinale, tra cui:

  • Lassativi
  • Clisteri
  • Idrocolonterapia

Lassativi

I farmaci lassativi sono largamente utilizzati per velocizzare e favorire lo svuotamento del tratto enterico dalle feci, quindi possono essere impiegati per effettuare la pulizia intestinale nel caso in cui ve ne sia la necessità. Esistono diverse tipologie di lassativi che possono essere classificati in funzione del meccanismo d'azione attraverso il quale promuovono lo svuotamento intestinale.

La maggior parte dei suddetti lassativi è liberamente acquistabile in farmacia o parafarmacia, senza obbligo di presentazione di ricetta medica. Tuttavia, ciò non significa che essi siano privi di effetti collaterali e controindicazioni. Al contrario, ciascun tipo di lassativo è in grado di dare origine ad effetti indesiderati di diverso tipo e l'uso di simili prodotti per effettuare la pulizia intestinale è generalmente controindicato in presenza di determinate patologie intestinali.

Tipologie di Lassativi

  • Lassativi osmotici: si tratta di lassativi che - una volta arrivati nel tratto enterico - sono capaci di richiamare e trattenere grandi quantità di acqua, rendendo il contenuto intestinale più morbido e facilitandone così l'espulsione.
  • Lassativi formanti massa: sono lassativi che devono essere assunti con adeguate quantità d'acqua e che - una volta raggiunto il lume intestinale - si rigonfiano aumentando il suo volume e quello delle feci; tutto ciò stimola la peristalsi intestinale, favorendo di conseguenza l'espulsione del contenuto enterico.
  • Lassativi emollienti: si tratta di lassativi capaci di favorire lo svuotamento dell'intestino attraverso la lubrificazione delle feci. Possono essere assunti per via orale, oppure essere somministrati direttamente a livello rettale.
  • Lassativi irritanti: sono lassativi in grado di esercitare un'azione piuttosto drastica e per questo il loro impiego è generalmente limitato a stati di stipsi occasionale. I lassativi di questo tipo aumentano la motilità intestinale, favorendo il passaggio, quindi l'eliminazione, delle feci.

Più nel dettaglio, il nuovo Regolamento Europeo del 18 marzo 2021 - entrato in vigore, per l'appunto, l'8 aprile 2021 - modifica l'allegato III del regolamento (CE) n. Preparazioni a base di foglie o frutti di Cassia senna L. Preparazioni a base di corteccia di Rhamnus frangula L. o Rhamnus purshiana DC. Il testo completo è consultabile cliccando qui.

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Clisteri

Il clistere lassativo impiegato per effettuare la pulizia intestinale prevede l'inserimento locale - in sede rettale e nel colon - di soluzioni liquide in grado di favorire lo svuotamento di questo tratto enterico. Il clistere può essere eseguito sia in ambito casalingo sia in ambito ospedaliero, tuttavia, in qualsiasi caso, deve essere impiegato solo se prescritto dal medico. L'acqua utilizzata per effettuare questo lavaggio dell'intestino deve essere rigorosamente priva di microorganismi, depurata e adeguatamente filtrata. Inoltre, al fine di evitare fastidi e complicazioni, essa deve essere inserita nel tratto enterico a temperatura e pressione controllate.

Clistere: Curiosità Storiche, Benefici e Controindicazioni

L’uso di clisteri ha origini piuttosto lontane: secondo alcuni documenti sembrerebbe risalire perfino all’epoca egizia. Le prove della sua esistenza si trovano in un papiro del 1500 a.C. in cui tra le tante prescrizioni di igiene e medicina, si raccomanda l’utilizzo di questo strumento agli studenti. Dieci secoli dopo lo storico greco Erodoto, nelle sue Storie degli Egiziani, viene confermata ulteriormente la sana abitudine del popolo egizio di purgarsi ogni mese per tre giorni di seguito con clisteri per pulire l’intestino. Questa antica pratica era basata sulla convinzione che tutte le malattie dell’uomo derivassero dalla cattiva assimilazione dei cibi. Gli Egiziani antichi attribuivano grande importanza a questo aspetto della salute, tanto che vi era un medico specializzato di alto rango denominato “il custode dell’ano”. Anche Ippocrate di Kos, il celebre medico vissuto nel 460 a.C e considerato il padre della medicina moderna, ha lasciato importanti insegnamenti scritti inerenti a questa pratica. Tra i suoi consigli, raccomandava l’uso di clisteri a base di decotti di foglie di cavolo, resi emollienti grazie all’aggiunta di miele e olio d’oliva.

Passando al XV secolo, il lavaggio intestinale è diventato poi il rimedio favorito alla Corte di Parigi, tanto che veniva praticato persino sui numerosi cani del canile regale. Infine, secondo la tradizione storica popolare, il primato nel ricorso ai clisteri spetta senza dubbio al suo successore Luigi XIII. Da bambino, Luigi non lo tollerava e fu costretto dalla madre, l’italiana Maria dei Medici, fervida sostenitrice della idrocolonterapia, a sottoporsi a lavaggi intestinali a colpi di frusta. Tuttavia, da adulto ne divenne un abituale utilizzatore. Secondo quanto riportato dal protomedico di corte, il dottor Héroard, persino a sottoporsi a ben 212 lavaggi in un solo anno.

Benefici dei Clisteri

La somministrazione di un clistere è una procedura sanitaria piuttosto comune che permette di ripulire l'intestino e che presenta svariati benefici, primo tra tutti il trattamento della stitichezza cronica negli adulti. Oltre ad essere utilizzato per somministrare farmaci e per preparare il retto a specifici esami, infatti, il clistere viene spesso consigliato dai medici come supporto aggiuntivo per le persone che soffrono di stipsi. Secondo gli specialisti, stimolare la parte finale del retto con un clistere rimane una delle opzioni per favorire la peristalsi (la contrazione muscolare che rende possibile il movimento intestinale), soprattutto per le persone che presentano sintomi correlati alla stipsi, come la presenza di feci dure e secche.

Controindicazioni dei Clisteri

Sebbene i clisteri facilitino la defecazione, aiutando le persone che soffrono di stitichezza a ristabilire il transito intestinale regolare, è importante precisare che questi supporti possono presentare controindicazioni se non usati correttamente e senza il parere di uno specialista. Per questo, è consigliabile chiedere il parere del proprio medico o del farmacista di fiducia.

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Idrocolonterapia

La tecnica dell'idrocolonterapia viene utilizzata sia dalla medicina alternativa che dalla medicina convenzionale. In quest'ultimo caso, la pulizia intestinale effettuata con questo metodo può essere considerata come un'alternativa alla classica pulizia intestinale con lassativi o con clisteri in preparazione ad esami diagnostici endoscopici o ad interventi chirurgici.

L’idrocolonterapia è una pratica medica che rappresenta l’evoluzione tecnologica dei tradizionali clisteri. Questa viene normalmente utilizzata come preparazione per procedure mediche, come per esempio la colonscopia, l’esame che permette di verificare direttamente lo stato di salute della mucosa intestinale e che richiede l’eliminazione delle feci dal tubo enterico. Dal punto di vista medico, l’idrocolonterapia offre molteplici vantaggi in termini di efficacia, igiene e comfort. Ciò che differenzia l’idrocolonterapia dal suo predecessore clistere è che con questo metodo tecnologico, il lavaggio con acqua depurata non si limita all’ampolla rettale, ma risale fino all’intestino cieco, ripulendo tutto il tratto dove si depositano le scorie, fino al limite naturale dell’intestino superiore, ovvero la valvola ileo-cieco-colica. Un tempo questa zona del corpo era nota come “la barriera degli speziali”, proprio perché segnava il confine oltre il quale nessun trattamento “curativo” di lavaggio poteva risalire. È proprio per questo motivo che spesso l’idrocolonterapia viene utilizzata per ripulire l’intestino, eliminando il materiale di scarto e i batteri dal corpo.

Della durata media di 35 minuti, il trattamento inizia con una piccola sonda inserita nel canale anale. Con acqua filtrata a temperatura e pressione controllata, l’intestino viene sottoposto a lavaggi per ammorbidire le scorie. Sull’addome si praticano massaggi esterni, per favorire l’evacuazione dei residui accumulati.

Idrocolonterapia: Controindicazioni e Consigli degli Specialisti

I sostenitori della pulizia del colon sostengono che le tossine presenti nel tratto gastrointestinale possano causare una serie di problemi di salute, come artrite e ipertensione. Credono che questa pratica possa migliorare la salute rimuovendo le tossine, aumentando l’energia e rafforzando il sistema immunitario. Tuttavia, attualmente non esistono prove che dimostrano che la pulizia del colon possa produrre i benefici appena citati. A tal proposito, molti specialisti ritengono che non sia necessario ripulire l’intestino per rimuovere le tossine, perché questo processo di pulizia viene già eseguito dall’apparato digerente, che è in grado autonomamente di eliminare i materiali di scarto e i batteri che non servono o sono nocivi all’organismo.

Inoltre, la pratica dell’idrocolonterapia potrebbe essere dannosa per molte persone e potrebbe provocare effetti collaterali, come: crampi, gonfiore, diarrea, nausea, vomito, nei casi più gravi anche disidratazione, lacerazione nel retto (anche definita perforazione) e infezione.

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Secondo molti specialisti, quindi, inserire grandi quantità di acqua nel colon attraverso un tubo inserito nel retto sarebbe una pratica poco salutare e poco utile. Da un lato l’idrocolonterapia sembra essere una pratica non salutare perché può generare una serie di controindicazioni quali: disidratazione, lesioni, infezioni, alterazioni elettrolitiche, con gravi conseguenze per chi soffre di problemi renali e cardiocircolatori. Dall’altro questo metodo pare non rivelarsi utile per contrastare la stipsi perché, in realtà, contribuisce ad impoverire la flora batterica e ad alterare i meccanismi che regolano la defecazione.

Alla luce di quanto affermato finora, se desideri sottoporti all’idrocolonterapia ti consigliamo di: parlarne con il tuo medico, specialmente se segui una terapia farmacologica specifica o se hai problemi renali o cardiaci; verificare l’affidabilità del medico che esegue la procedura e le condizioni in cui viene effettuata; accertarti dell’origine e della composizione esatta delle sostanze erboristiche stimolanti utilizzate all’interno della miscela.

Ruolo della Dieta

Affinché la pulizia intestinale possa essere effettuata in maniera corretta - indipendentemente dalla metodica cui si decide di ricorrere - la dieta riveste un ruolo di estremamente importante. Nel dettaglio, l'alimentazione svolge un ruolo fondamentale soprattutto quando la pulizia dell'intestino viene fatta in preparazione ad esami endoscopici o interventi chirurgici. Per la buona riuscita dell'esame e per facilitare eventuali operazioni, infatti, l'intestino deve essere completamente pulito e privo di residui di qualsiasi tipo.

Benché ogni esame o intervento richieda una preparazione specifica, in linea generale, è necessario evitare l'assunzione di cibi scarsamente digeribili e di cibi ricchi di fibre, come alimenti integrali, verdura e frutta.

Alternative e Considerazioni Finali

Alcune medicine alternative, invece, ritengono che una regolare pulizia intestinale possa essere utile per disintossicare l'intestino, liberandolo dalle scorie e dalle tossine in esso accumulatesi a causa di stili di vita sregolati e a causa di un'alimentazione non equilibrata. Tuttavia, al momento, le prove scientifiche disponibili circa i potenziali danni causati da scorie e tossine nel tratto enterico e circa i presunti benefici derivanti da una pulizia intestinale per scopi disintossicanti non sono sufficienti a confermare simili ipotesi. Pertanto - prima di sottoporsi a qualsivoglia tipo di pulizia intestinale - è bene discuterne preventivamente con il proprio medico.

Sappiamo che per tenerlo in forma serve una dieta equilibrata, a base del giusto quantitativo di acqua e fibre, e una regolare attività fisica. Quando invece l’intestino risulta disturbato da una serie di problematiche più o meno serie, è più difficile capire come comportarsi. Feci con consistenza troppo molle e maleodorante oppure, al contrario, dure e caprine sono fra i segnali più evidenti che il nostro intestino può inviarci per dirci che non è in salute. Ma i disordini intestinali, accompagnati dalla produzione eccessiva di gas intestinali e spasmi, sono spesso il campanello d’allarme di disordini alimentari, di una dieta squilibrata o di un livello di stress eccessivo. “Leggere” l’intestino è quindi il primo passo.

In sintesi, i clisteri possono risultare efficaci nel trattamento della stitichezza, ma solo se utilizzati sotto la supervisione di uno specialista. Identificare la causa alla base della stipsi è il primo passo per individuare il trattamento più adatto alla propria situazione.

Per migliorare la funzionalità dell’intestino gli esperti propongono integratori a base di fibre, probiotici e prebiotici. Non esiste infatti un metodo “di purificazione intestinale” accreditato, uguale per tutti i pazienti e non è necessario programmare una “purificazione intestinale” se la funzionalità è regolare. Ai pazienti con stipsi ostinata è consigliabile l’utilizzo di lassativi per “ripulire” l’intestino, prima di valutare l’utilizzo di tecniche invasive come l’idrocolonterapia.

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