Punture Omeopatiche per Dimagrire: Efficacia e Rischi

L'obesità è un problema di salute pubblica in forte crescita sia a livello globale che in Italia. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, circa il 10% degli adulti italiani è obeso e oltre un terzo in sovrappeso. Negli ultimi anni la ricerca farmacologica ha puntato a trovare trattamenti efficaci per aiutare queste persone a perdere peso in modo sicuro.

Cos'è la Fosfatidilcolina?

Com'è fatta la fosfatidilcolina? La fosfatidilcolina è costituita da un gruppo fosfato, da 2 acidi grassi e dalla colina, precursore dell'acetilcolina.

Lipodissolve: Una Tecnica Specifica

La tecnica, svolta in regime ambulatoriale e scarsamente invasiva, è chiamata Lipodissolve, in onore alla ben documentata azione della fosfatidilcolina.

Lipodissolve Evolution

La simultanea iniezione di più principi attivi, inoltre, apre la strada ad ulteriori ed interessanti sviluppi; uno di questi è già divenuto realtà con il nome "Lipodissolve Evolution". Questa tecnica prevede, infatti, l'iniezione di molteplici sostanze (come vitamine, sali minerali, aminoacidi, teofillina, ecc.) in corrispondenza delle aree caratterizzate dall'accumulo di grasso o da lassità cutanea.

Inconvenienti delle Iniezioni

L'iniezione, inoltre, non è scevra da inconvenienti; all'indomani della seduta, le zone trattate potrebbero ritrovarsi leggermente infiammate, doloranti o punteggiate da gonfiori.

Leggi anche: Dimagrire con le punture: una guida completa

Approccio Multifattoriale

Inoltre, sovente, cellulite e rotolini rappresentano inestetismi di natura multifattoriale che - come tali - necessitano della combinazione di interventi mirati.

Alternative Topiche

Per ovviare ai vari problemi della via iniettiva, sono stati proposti anche cosmetici particolari come gel e patch monouso a base di fosfatidilcolina e di altri principi attivi drenanti, lipolitici e vasoprotettivi.

L'Opinione delle Autorità Sanitarie sull'Omeopatia

Sull’onda di tante inconfutabili prove, le autorità sanitarie cominciano a prendere le distanze dall’omeopatia. Nel 2009, l’ Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) dichiara che l’omeopatia non rappresenta una cura e, soprattutto, raccomanda che questa pratica non vada a sostituire le terapie tradizionali per il trattamento di malattie gravi e mortali, come HIV, tubercolosi, diarrea infantile e malaria.

Nel 2012, in Australia, il National Health and Medical Research Council ha definito “non etico” l'uso dell'omeopatia, a causa della sua inefficacia: questa conclusione deriva da una lunga indagine operata dal Council su mandato del governo australiano. L’indagine, che ha incluso oltre 200 studi intesi a valutare l’efficacia del trattamento omeopatico in circa 70 situazioni patologiche di vario tipo ed entità, è pervenuta alle stesse conclusioni della comunità scientifica: l’omeopatia non ha più effetto del placebo.

Quindi, cosa giustifica oggi il ricorso all’omeopatia, pur senza poterla legittimare? Si riconosce, infatti, che il nulla, contenuto nei preparati omeopatici, non può far nulla di per sé, se non condizionare emotivamente il paziente, fino a farlo sentire meglio: come ormai tutti sappiamo, questo è l'“effetto placebo”.

Leggi anche: Come funzionano le punture dimagranti?

Il placebo è una sostanza innocua o un intervento non farmacologico, privo di efficacia terapeutica. È somministrato nelle sperimentazioni cliniche in alternativa ad un trattamento attivo, di cui non si conoscono ancora efficacia e sicurezza, senza che il paziente sia a conoscenza di cosa sta assumendo. A differenza del placebo, l’uso del prodotto omeopatico, non solo è generalmente molto costoso ma, utilizzato al di fuori di una sperimentazione, viene anche promosso come potenzialmente efficace agli occhi del paziente.

Proprio qui sta la differenza: il prodotto omeopatico è somministrato facendo credere al paziente che sia un trattamento utile. Perché mai, volendo utilizzare un placebo, se ne dovrebbe utilizzare uno tanto costoso quanto lo sono i prodotti omeopatici?

La Posizione delle Autorità Regolatorie

Nel frattempo, in controcorrente rispetto alla comunità scientifica, l’Unione Europea inizialmente adotta una legislazione che in qualche modo legittima l’omeopatia. Infatti, una direttiva del 2004 (Directive 2004/27/EC) prevede che le agenzie regolatorie, deputate a valutare e approvare l’immissione in commercio di nuovi farmaci, dovessero fare altrettanto per i prodotti omeopatici.

La Direttiva, però, si guarda bene dall’imporre i criteri e le procedure di valutazione obbligatori per tutti i farmaci anche per i prodotti omeopatici. Per autorizzare il commercio dei prodotti omeopatici, infatti, il legislatore europeo prevede pure una procedura semplificata: non solo questi prodotti non dovranno esporre indicazioni terapeutiche ma concede anche che siano venduti in formulati farmaceutici e in dosaggi privi di rischi per i pazienti.

In questo modo, la direttiva conferisce ai preparati omeopatici la dignità di “farmaco”! Sappiamo bene che, nel linguaggio comune, per farmaco si intende una “Sostanza capace di provocare nell’organismo umano e animale modificazioni funzionali mediante un’azione chimica o fisica”.

Leggi anche: Chi Prescrive le Punture per Dimagrire?

Non contenendo nulla, i prodotti omeopatici non possono indurre “modificazioni funzionali mediante un’azione chimica o fisica”. E pertanto, checché ne dica il legislatore europeo, non si possono di certo chiamare farmaci, tuttalpiù “prodotti”o “preparati”.

Altra cosa difficile da capire è come il legislatore pensasse che il metodo scientifico potesse valutare il nulla presente in tali prodotti. La dignità professionale degli organi regolatori è stata poi mortificata da quell’atto politico, di cui, inoltre, si coglievano immediatamente altre conseguenze negative.

Se il nulla poteva avere un mercato legittimato e garantito, perché mai l’industria farmaceutica avrebbe dovuto investire nella ricerca di terapie davvero innovative? Se le istituzioni dell’Unione riconoscevano dignità terapeutica e commerciale ai prodotti omeopatici, chi ne avrebbe scoraggiato l’uso nei pazienti, magari a scapito di trattamenti efficaci?

Era facilmente prevedibile la ricaduta in termini di salute pubblica dell’implicito disincentivo per l’innovazione, indirizzato all’industria, e per i trattamenti efficaci, indirizzato ai pazienti.

Cosa Dichiarano le Istituzioni sull'Omeopatia?

Il contradditorio atteggiamento di scienziati e politici verso l’omeopatia contribuisce a creare percezioni e comportamenti dissonanti da parte delle stesse istituzioni di salute pubblica. In Italia, e non solo, molti atenei istituiscono corsi di omeopatia e alcuni ospedali aprono addirittura reparti e ambulatori dedicati a questa pratica.

A questo può aver contribuito la posizione della Federazione degli Ordini dei Medici che, nel 2002, aveva riconosciuto la dignità di “atto medico” ad alcune terapie non convenzionali tra cui omeopatia, agopuntura, fitoterapia, ayurvedica, antroposofica, tradizionale cinese, omotossicologia, osteopatia e chiropratica.

Nel 2018, fortunatamente, la Federazione dei Medici si è ricreduta affermando che le teorie omeopatiche non hanno plausibilità biologica né, tantomeno, sono supportate da prove scientifiche.

Il Comitato Nazionale per la Bioetica, che già dal 2005 aveva riconosciuto il diritto del cittadino di operare scelte per la propria salute, ribadiva che tali scelte dovevano essere fatte solo a fronte di una esauriente informazione circa l’evidenza esistente sull’efficacia e la sicurezza degli interventi, allopatici o omeopatici.

Quindi, il cittadino avrebbe pure il diritto di scegliere l’omeopatia, ma dato che la sua presunta efficacia non è supportata dall’evidenza, la spesa non dovrebbe essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale, come invece avviene in altri paesi europei. Questa posizione verrà poi condivisa dal Consiglio Superiore di Sanità, in una sua relazione del 2007 al Ministero della Salute, che l’ha approvata.

L'Opinione Pubblica sull'Omeopatia

Esposto a messaggi contradditori da parte della scienza e delle istituzioni, anche il pubblico manifesta un’accoglienza incerta e posizioni opposte rispetto all’omeopatia.

Nel 2011 una class action porta la Boiron, azienda che commercializza prodotti omeopatici, a risarcire ben cinque milionidi dollari ai californiani che nei quattro anni precedenti avevano comprato Oscillococcinum. L'accusa era basata sul fatto che il prodotto non conteneva alcuna traccia del principio attivo dichiarato, oltre a non avere avuto alcun effetto clinico sull'influenza, per la quale era invece indicato come efficace.

Nello stesso periodo nel Regno Unito s’irride con sarcasmo all’omeopatia. Si moltiplicano, ad esempio, le dimostrazioni pubbliche che l’ingestione di interi flaconi di prodotti omeopatici non produce alcun effetto.

La Merseyside Skeptics Society, che ha lo scopo di promuovere lo scetticismo scientifico, indice una campagna contro l’omeopatia. Il suo motto è “There's nothing in it", ovvero non c'è niente lì dentro. Il mercato dei prodotti omeopatici, però, resta sorprendentemente florido ovunque, anche se in Italia sembra in flessione negli ultimi anni.

La Contesa Legale

Alle voci dissenzienti, gli omeopati non oppongono argomentazioni. Forti del supporto istituzionale e del conseguente consenso nell’opinione pubblica, preferiscono minacciare cause legali nei confronti dei detrattori, e talvolta passano anche all’azione.

In Italia, il caso più clamoroso è quello che coinvolge Piero Angela, nei primi anni Duemila, quando il famoso giornalista viene citato per diffamazione per avere sostenuto in una trasmissione televisiva quanto segue: “L'omeopatia non è una cosa seria. Il rischio di curarsi con tale medicina non convenzionale è molto alto, soprattutto per i pazienti che soffrono di malattie gravi e specialmente quelle progressive”.

Angela sarà poi assolto, ma rimane il fatto, ridicolo ma allo stesso tempo mortificante, di una riedizione della caccia alle streghe all’alba del nuovo millennio.

Galium Heel è reperibile in forma di gocce orali e soluzione per iniezione. Più nel dettaglio, questo prodotto omeopatico trova impieghi in quelle che vengono definite come "patologie di fase di deposito"; ossia in caso di condizioni e disturbi definiti ipertrofici e/o iperplastici di diverso tipo (cutanei, ginecologici, estetici, gastroenterici, ecc.).

Come accennato, Galium Heel è composto da un insieme di diversi rimedi omeopatici, accuratamente scelti allo scopo di creare un prodotto omeopatico in grado di esercitare il drenaggio omotossicologico dell'organismo.

Gli ingredienti di Galium Heel gocce orali, sono: Galium aparine D3; Galium album D3; Sedum acre D3; Sempervivum tectorum D4; Clematis recta D4; Thuja occidentalis D3; Caltha palustris D3; Ononis spinosa D4; Juniperus communis D4; Hedera helix D4; Betula alba D2; Saponaria officinalis D4; Echinacea angustifolia D5; Calcium fluoratum D8; Phosphorus D8; Aurum metallicum D10; Argentum metallicum D8; Apis mellifera D12; Acidum nitricum D6; Pyrogenium D6; Urtica urens D3.

Gli ingredienti di Galium Heel soluzione per iniezione, sono: Galium aparine D3; Galium album D3; Sedum acre D3; Sempervivum tectorum D4; Clematis recta D4; Thuja occidentalis D3; Caltha palustris D3; Ononis spinosa D4; Juniperus communis D4; Hedera helix D4; Betula alba D2; Echinacea angustifolia D5; Calcium fluoratum D8; Phosphorus D8; Aurum metallicum D10; Argentum metallicum D8; Apis mellifera D12; Acidum nitricum D6; Urtica urens D3.

Galium album: questo rimedio omeopatico è ottenuto dall'omonima pianta Galium album (meglio nota come caglio bianco).

Galium aparine: anche questo rimedio omeopatico è ottenuto dall'omonima pianta Galium aparine, meglio nota con i nomi volgari di "attaccamani" o "attaccaveste", attribuitele a causa dei peli ruvidi che la rivestono. Ad ogni modo, il Galium aparine rimedio omeopatico svolge un'azione antidegenerativa, rallenta la tendenza all'invecchiamento e alla destrutturazione cellulare e aiuta il tropismo renale. Il nome "Galium" deriva dal greco "gala", il cui significato è "latte".

Clematis recta: rimedio ottenuto dalla clematide eretta, una pianta perenne velenosa. Questo rimedio omeopatico svolge la sua attività sugli organi linfatici, limitandone lo sviluppo ipertrofico e iperplastico.

Thuja occidentalis: è un altro rimedio omeopatico di origine vegetale ottenuto dal cedro bianco.

Calcium fluoratum: rimedio omeopatico di origine minerale che agisce sulle sclerosi e sulle fibrosi. Rallenta la destrutturazione della parte fibrillare (collagene e glicosaminoglicani) della matrice connettivale.

Argentum metallicum (argento): è un altro rimedio omeopatico di origine minerale.

Apis mellifera (ape): rimedio omeopatico di origine animale ottenuto, appunto, dall'ape.

Pyrogenium: è un rimedio omeopatico di origine animale che si prepara a partire da tessuto muscolare di bue, tessuto muscolare di maiale e placenta umana. È considerato il rimedio omeopatico "antibiotico" per eccellenza.

Il medico omeopata, perciò, stabilirà quale posologia e quale via di somministrazione meglio si adattano a ciascun paziente. Quando utilizzato in forma di gocce orali, si consiglia l'assunzione di 10-15 gocce di Galium Heel tre volte al dì.

Fase acuta: solitamente, si consiglia l'iniezione di una fiala di Galium Heel al giorno per via intramuscolare, sottocutanea o endovenosa.

Fase cronica: per il trattamento di disturbi in fase cronica la frequenza di somminsitrazione può essere ridotta a una fiala di Galium Heel 1-3 volte la settimana. Dopo aver ottenuto un miglioramento dei sintomi, la dose somministrata settimanalmente può essere ulteriormente ridotta.

Al momento, non sono noti effetti collaterali derivanti dall'assunzione di Galium Heel. Tuttavia, all'inizio del trattamento potrebbe verificarsi un temporaneo peggioramento dei sintomi.

tags: #punture #omeopatiche #per #dimagrire #efficacia #e

Scroll to Top