Reflusso Gastroesofageo: Cause, Sintomi e Possibili Correlazioni con le Vampate di Calore

Il reflusso gastroesofageo è una condizione molto comune in cui il contenuto dello stomaco risale nell'esofago. A differenza del bruciore di stomaco, il reflusso gastroesofageo è una condizione che si sviluppa quando il contenuto gastrico risale verso l’esofago e causa fastidiosi sintomi, come bruciore di stomaco e rigurgiti.

La sintomatologia può ampliarsi a patologie dell'apparato respiratorio (es. laringite, tosse cronica ecc.) e della cavità boccale (es. erosione dentale). Quando il reflusso si manifesta subito dopo aver mangiato è un fenomeno naturale.

Sintomi del Reflusso Gastroesofageo

Il disturbo principale associato al reflusso gastroesofageo è la sensazione di bruciore (detta anche pirosi) avvertita nella parte alta dell’addome (epigastrio) e dietro lo sterno. A questa possono essere associati rigurgiti acidi ed il ritorno di cibo in bocca. Il reflusso gastroesofageo può presentarsi sotto varie forme, alcune anche davvero insospettabili.

Il primo e più diffuso sintomo è la sensazione di bruciore che compare dietro lo sterno, in corrispondenza della parte superiore centrale dell’addome. A questo bruciore può accompagnarsi un dolore sempre localizzato in quest’area. Accanto al bruciore alla lingua, possono comparire anche dolore nella parte bassa del palato o addirittura dolore o fastidio alle arcate dentarie. Non solo, il reflusso è anche in grado di provocare mal d’orecchio, sinusite, otite media o difficoltà respiratorie, con manifestazioni che sono molto simili all’asma.

Un recente studio effettuato in Cina ha sottolineato come la malattia da reflusso gastroesofageo possa ad esempio provocare dolori alla testa e alla mandibola e possa causare un’influenza negativa sull’efficienza della mandibola dal punto di vista della masticazione oltre che problemi di deglutizione.

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Cause e Fattori di Rischio

Il reflusso si verifica in presenza di alterazioni nella funzionalità del cardias, la valvola che si trova tra stomaco ed esofago, e di un’ernia iatale, una condizione ove parte dello stomaco risale attraverso il diaframma. Vi può essere una causa anatomica, per esempio una lassità (una debolezza) di certi tessuti come quelli che interessano lo sfintere esofageo, una piccola valvola posta tra l’esofago e lo stomaco.

Quando mangiamo, essendoci acido nello stomaco, normalmente abbiamo dei piccoli reflussi di acido in esofago; il problema sorge quando questi reflussi aumentano. L’eziologia della malattia da reflusso gastro-esofageo rimane incerta; i principali fattori di rischio sono rappresentati dall’ereditarietà, dall’aumentato indice di massa corporea e dal fumo.

Questa condizione dipende fortemente anche dal nostro stile di vita, dall’alimentazione ma anche da stati d’ansia e stress. Non è facile stabilire una relazione di causa-effetto tra lo stress e il reflusso gastroesofageo. Certamente lo stress è una condizione vera e propria che non è solo psicologica e fisica, ma causa di problemi a livello di ormoni, terminazioni e impulsi nervosi. Sì, nel momento in cui non fa più funzionare lo sfintere esofageo.

Quando abbiamo una situazione di ansia blocchiamo il respiro e il diaframma e ciò crea un blocco d’aria. Il reflusso è più frequente nell’età lavorativa, ma anche nei bambini. In questo secondo caso si tratta di un reflusso fisiologico: lo sfintere esofageo si forma e si consolida nei primi due anni di vita.

Reflusso Gastroesofageo e Vampate di Calore: Esiste una Correlazione?

Alcuni pazienti segnalano la comparsa di vampate di calore in concomitanza con i sintomi del reflusso gastroesofageo. Tuttavia, la comunità medica non ha ancora stabilito un legame diretto tra le due condizioni.

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In diversi studi è stata evidenziata un’associazione tra la terapia ormonale sostitutiva e il reflusso gastro-esofageo nelle donne in menopausa. Dai lavori più recenti pubblicati in letteratura emerge un ruolo fondamentale degli estrogeni nella patogenesi del reflusso, mediante l’induzione della produzione di ossido nitrico responsabile del rilassamento della muscolatura liscia.

È probabile che i sintomi che accusa dipendano da un reflusso gastro-esofageo : quando l'acido contenuto nello stomaco risale e stimola quella zona delicata che si trova al passaggio tra esofago e stomaco (cardias), possono avvenire dei riflessi neurovegetativi, attraverso il nervo vago. Queste situazioni non sono pericolose, ma solo fastidiose.

Diagnosi

Il medico di famiglia può accertare (diagnosticare) la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) basandosi sulla visita (esame clinico) e sui disturbi raccontati dal malato. In questi casi, il medico curante può richiedere la visita dello specialista gastroenterologo e del cardiologo per escludere una malattia del cuore.

L’unico esame diagnostico è l’endoscopia, ossia l’inserimento attraverso la bocca di un tubo dotato di una piccola telecamera che, scendendo, esplora le pareti dell’esofago, dello stomaco e delle prime vie digestive.

Esami Diagnostici

  • Esofago-gastro-duodenoscopia: Esplorazione dell’interno del corpo attraverso un endoscopio.
  • Radiografia con bario: Valuta la capacità di ingoiare e la presenza di ostruzioni.
  • Manometria: Misura la pressione all'interno dell’esofago.
  • pH-metria esofagea/ 24 ore: Misura il livello di acidità (pH) durante le 24 ore.

Trattamenti

La MRGE può essere curata con farmaci e cambiamenti negli stili di vita. La terapia dietetica è comunemente prescritta per contrastare i sintomi del reflusso gastroesofageo e consiste nell’eliminare o ridurre cibi correlati al reflusso (menta, cibi piccanti, bevande gassate, cioccolato, cibi e bevande acide, caffè, alcool). Le diete dovrebbero essere individualizzate in base ai sintomi del paziente, inoltre, più che diete di eliminazione sembra essere efficace la manipolazione delle dimensioni dei pasti, dei tempi e della composizione complessiva dei macronutrienti, abbinate a modifiche dello stile di vita.

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Dovrebbero, infatti, essere eliminati anche comportamenti scorretti come: pasti a tarda notte, andare a dormire subito dopo il pasto, fumare, perdere peso e, per coloro che presentano sintomi notturni, è consigliato alzare la testata del letto.

Farmaci

  • Antiacidi: Neutralizzano gli effetti degli acidi gastrici.
  • Inibitori della pompa protonica (ad esempio, pantoprazolo): Riducono la secrezione acida da parte dello stomaco.

Intervento Chirurgico

La procedura chirurgica più usata e la fundoplicatio secondo Nissen, eseguita in laparoscopia, vale a dire tramite l’inserimento di speciali strumenti chirurgici attraverso piccole incisioni dell’addome. L’intervento chirurgico ha lo scopo di restringere la valvola situata all'estremità inferiore dell’esofago, impedendo così la risalita dell’acido dallo stomaco, ed è eseguito in anestesia generale.

Nuove Procedure Endoscopiche

Negli ultimi anni sono state sviluppate nuove tecniche endoscopiche (endosutura ed endoplicatura, termocoagulazione via radiofrequenza, iniezione di sostanze varie) per la cura della MRGE. Si tratta di tecniche che devono essere applicate in centri con riconosciuta esperienza specifica, non ancora studiate per quanto riguarda gli effetti a lungo termine.

Complicazioni

  • Ulcere esofagee: La continua risalita di acido nell'esofago può danneggiarne la mucosa e causare erosioni ed ulcere.
  • Stenosi dell’esofago: Gli acidi gastrici possono provocare cicatrici di tessuto fibroso e restringimento (stenosi) dell’esofago.
  • Esofago di Barrett: La malattia da reflusso esofageo può causare dei cambiamenti nelle cellule dell’epitelio della parte inferiore dell’esofago.
  • Cancro dell’esofago: Si stima che ogni 10-20 pazienti cui è diagnosticato l’esofago di Barrett, uno svilupperà il cancro dell’esofago nell’arco di 10-20 anni.

Consigli Utili

  • Per tenere a bada il reflusso la prima cosa da fare è perdere gli eventuali chili di troppo.
  • Alcuni cibi come pomodori, agrumi, cioccolato, menta, alcolici, caffè, possono aumentare l’acidità a prescindere dal loro consumo.
  • L’idratazione è fondamentale quando fa caldo, ma è meglio evitare di bere grandi quantità di acqua, o bibite gassate, mentre si mangia.
  • Sedersi sul divano o andare a dormire subito dopo aver mangiato è una delle abitudini peggiori per chi soffre di reflusso.
  • Abiti troppo aderenti, soprattutto in vita, aumentano la pressione addominale e possono favorire il reflusso.

È possibile ridurre il rischio che i sintomi del reflusso gastroesofageo in estate peggiorino. Essendo un alimento acido non va bene se si soffre di gastrite o reflusso, perché peggiora i sintomi, soprattutto nei periodi in cui si riacutizzano, ad esempio i cambi di stagione.

Sarebbe meglio evitare di assumere il caffè al mattino, perché esso aumenta la produzione di acido cloridrico. Molti, poi, hanno l’abitudine di consumare la frutta a fine pasto. È un errore, perché essa tende a fermentare e a rallentare la digestione.

Per questo motivo i piccoli hanno il “rigurgito”, ossia il passaggio del latte nell’esofago e, quindi, la fuoriuscita dalla bocca. Un sistema consigliato per evitarlo consiste nel mettere il bimbo nella culla a pancia in su con un sollevamento, oppure nel posizionare un cuscino dietro la schiena in modo da tenerlo sollevato di 30°.

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