Restrizione Dietetica Cognitiva: Definizione, Effetti e Gestione

La restrizione dietetica cognitiva si verifica quando un individuo esercita un controllo di ordine cognitivo sul proprio comportamento alimentare con l’obiettivo di dimagrire o di non ingrassare. In questo caso, l'individuo si nutre con una modalità riflessiva, basandosi su credenze che definiscono le condotte alimentari considerate più adatte al suo progetto di dimagrimento.

Cos'è un Comportamento Alimentare Normale?

Per comprendere la restrizione dietetica, è utile definire un comportamento alimentare normale o fisiologico:

  • Comportamento controllato: Dipende da circuiti omeostatici che assicurano la stabilità di valori biologici come la massa grassa e i nutrienti.
  • Comportamento motivato: Le variazioni delle riserve energetiche influenzano il cervello tramite leptina e glucosio, traducendosi in sensazioni di fame, appagamento e sazietà.

Definizione di Dieta Dimagrante

Una dieta dimagrante può essere definita come un regime alimentare in cui un individuo esercita un controllo cognitivo sul proprio comportamento alimentare con l'obiettivo di dimagrire o di non ingrassare, fidandosi di credenze specifiche sulle condotte alimentari più adatte a questo scopo.

Le Fasi della Restrizione Cognitiva

A livello clinico, la restrizione cognitiva si sviluppa in diverse fasi:

  1. Fase 1: Le sensazioni alimentari sono percepite ma ignorate, adottando regole dietetiche (es. non mangiare tra i pasti).
  2. Fase 2: Le sensazioni alimentari sono percepite ma non rispettate, con schemi di pensiero dicotomici (es. "se mangio un alimento vietato, devo mangiarne tanto").
  3. Fase 3: Le sensazioni alimentari non sono più percepite, perdendo la capacità di riconoscere fame e sazietà.
  4. Fase 4: Il comportamento alimentare è in balia delle emozioni, alternando periodi di controllo mentale a periodi di controllo emotivo che possono portare a pasti eccessivi o abbuffate.

Restrizione Dietetica e Disturbi Alimentari

Secondo la teoria transdiagnostica di Fairburn e colleghi (2003), la restrizione dietetica cognitiva gioca un ruolo cruciale nello sviluppo e nel mantenimento dei disturbi dell’alimentazione. L’eccessiva valutazione del peso, della forma del corpo e del loro controllo incentiva gli sforzi per perdere peso con l’adozione di una dieta ferrea.

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Quando questi sforzi non hanno successo, a causa della deprivazione fisiologica, dell’effetto di violazione del controllo o per esaurimento delle risorse di auto-regolazione, la rottura delle regole dietetiche si associa a un episodio di abbuffata. Coerentemente con questi modelli teorici, numerose ricerche hanno dimostrato che la restrizione dietetica cognitiva predice l’esordio e il mantenimento di alcune espressioni caratteristiche della psicopatologia del disturbo dell’alimentazione, come gli episodi di abbuffata e gli associati comportamenti di compenso.

Tabella 1: Esercizio Fisico Eccessivo e Compulsivo

Tipo di Esercizio Descrizione
Esercizio fisico di compenso Usato saltuariamente per eliminare le calorie in eccesso percepite dopo un episodio bulimico o per permettersi di mangiare.
Esercizio fisico non di compenso Usato in modo regolare indipendentemente dalle calorie assunte.
Esercizio fisico eccessivo e compulsivo per modulare le emozioni Adottato da pazienti con "intolleranza alle emozioni" per dissipare emozioni che non tollerano.

Il Ruolo dell'Esercizio Fisico Eccessivo e Compulsivo

L’esercizio fisico è definito “eccessivo” quando la sua durata, frequenza e intensità supera quanto è necessario per ottenere benefici per la salute e aumenta il rischio di produrre dei danni fisici. L’esercizio è definito “compulsivo” quando è associato al senso soggettivo di essere obbligati o spinti a esercitarsi, ha la priorità rispetto alle altre attività della giornata ed è associato a sensi di colpa e ansia quando è rimandato.

Alcuni dati indicano un’associazione potenziale tra restrizione dietetica ed esercizio fisico eccessivo e compulsivo. Uno studio ha trovato che i punteggi della sottocala “restrizione” dell’intervista Eating Disorder Examination (EDE) è un predittore importante sia dell’esercizio eccessivo e compulsivo sa della quantità di attività fisica eseguita. Un altro studio ha trovato un’associazione tra esercizio eccessivo e restrizione dietetica nell’AN. Studi sugli animali hanno trovato che i ratti incrementano il movimento in conseguenza della deprivazione alimentare e che nei ratti sottoposti a restrizione alimentare, la somministrazione di leptina sopprime l’iperattività indotta dal digiuno sia prima sia dopo la sua occorrenza.

Quando è iniziata la cultura della dieta?

La cultura della dieta può avere un impatto significativo sulla salute mentale. Le pubblicità e i social media contribuiscono a creare un ambiente in cui la perdita di peso diventa una priorità culturale. L’insieme delle regole rigide inerenti cosa, quanto, quando e dove mangiare, cioè la restrizione dietetica cognitiva, limitano le nostre possibilità di seguire una dieta equilibrata.

Strategie di Gestione

Di fronte a un paziente in stato di restrizione cognitiva, il primo obiettivo sarà di aiutarlo a ritrovare un comportamento alimentare guidato dai suoi sistemi di regolazione fisiologica e dalle sue preferenze alimentari. Una psicoterapia a orientamento cognitivo consentirà di lavorare sui processi di pensiero disfunzionali che portano a ignorare le proprie sensazioni di fame e sazietà e a mangiare in base a dei criteri esterni.

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Nella terapia cognitivo comportamentale migliorata (CBT-E) i pazienti sono inizialmente educati sulla restrizione dietetica cognitiva, in particolare sui suoi effetti dannosi e sui meccanismi attraverso cui mantiene il disturbo dell’alimentazione, e poi sono aiutatati ad arrivare alla conclusione che la dieta ferrea è un problema. Infine, se concordano di affrontare la restrizione dietetica cognitiva, sono aiutati con specifiche strategie e procedure a identificare e ad erodere gradualmente le loro regole dietetiche (per es. quando, che cosa e quanto mangiare) per riuscire a mantenere il peso in un intervallo salutare adottando linee guida alimentari in modo flessibile.

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