Sintomi, Cause e Trattamento dei Disturbi Alimentari

I disturbi alimentari (o disturbi dell’alimentazione) possono essere definiti come persistenti disturbi del comportamento alimentare o di comportamenti finalizzati al controllo del peso e delle forme corporee. Ma cosa sono i DCA e come capire se si soffre di un disturbo alimentare? In questo articolo approfondiamo il tema dei disturbi alimentari, vedendone i sintomi, le cause e le conseguenze. Vedremo poi come vincere i disturbi dell’alimentazione con l’aiuto della psicoterapia e il trattamento raccomandato secondo le linee guida per i DCA del Ministero della Salute.

Cosa sono i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)?

Nonostante si senta spesso parlare di anoressia e bulimia, non a tutti è sempre chiaro cos’è un DCA. I disturbi alimentari (DCA) sono delle condizioni psicopatologiche in cui il rapporto con il proprio corpo e con l’alimentazione diviene disfunzionale per il benessere della persona. Nonostante le differenti classificazioni diagnostiche, accade spesso che una persona passi da un disturbo alimentare all’altro nel corso della propria vita.

Per questo motivo uno dei modelli più noti sui DCA in psicologia è quello transdiagnostico di G. Fairburn , che teorizza che tutti i disturbi del comportamento alimentare siano caratterizzati da un medesimo nucleo psicopatologico. I DCA (disturbi del comportamento alimentare) colpiscono soprattutto gli adolescenti: l’età di insorgenza va dai 12 ai 25 anni, con un picco intorno ai 14 anni e ai 17 anni. Negli ultimi anni si sono notati sempre più casi ad insorgenza precoce (bambini) o tardiva (adulti).

Tutti i disturbi del comportamento alimentare possono riguardare persone con qualsiasi tipo di corpo ed è per questo motivo che l’obesità non rientra tra i disturbi alimentari e non è considerata un disturbo mentale. Accanto alle classificazioni dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione ufficialmente riconosciute stanno emergendo nuove condizioni di cui si sente parlare sempre di più e che sono al centro del dibattito scientifico, come la vigoressia.

Come Riconoscere un Disturbo Alimentare

I DCA hanno sintomi che, pur con delle similitudini, possono essere diversi per ciascuna categoria diagnostica di appartenenza. Come riconoscere quindi un disturbo alimentare? Una persona con DCA può essere riconosciuta da specifici segnali comportamentali. Un altro modo per riconoscere un disturbo alimentare sono i suoi sintomi fisici. Le conseguenze fisiche dell’avere un disturbo alimentare possono compromettere seriamente la salute della persona.

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I disturbi del comportamento alimentare sono patologie caratterizzate da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. I comportamenti tipici di una persona che soffre di un Disturbo del Comportamento Alimentare sono: digiuno, restrizione dell’alimentazione, crisi bulimiche (l’ingestione una notevole quantità di cibo in un breve lasso di tempo accompagnata dalla sensazione di perdere il controllo, ovvero non riuscire a controllare cosa e quanto si mangia), vomito autoindotto, assunzione impropria di lassativi e/o diuretici al fine di contrastare l’aumento ponderale, intensa attività fisica finalizzata alla perdita di peso.

Alcune persone possono ricorrere ad uno o più di questi comportamenti, ma ciò non vuol dire necessariamente che esse soffrano di un disturbo alimentare. Soffrire di un disturbo alimentare sconvolge la vita di una persona; sembra che tutto ruoti attorno al cibo e alla paura di ingrassare. Cose che prima sembravano banali ora diventano difficili se non impossibili e motivo di forte ansia, come andare in pizzeria o al ristorante con gli amici o partecipare ad un compleanno o ad un matrimonio.

Spesso chi soffre di Anoressia, ad esempio, sembra che non riesca a guardarsi in modo obiettivo; l’immagine che rimanda lo specchio è ai loro occhi quella di una ragazza coi fianchi troppo larghi, con le cosce troppo grosse e con la pancia troppo “grande”. Per le persone che soffrono di bulimia l’angoscia può essere ancora più forte per il fatto che il peso normale è in genere considerato un peso abnorme e viene vissuto con forte disagio e vergogna. In entrambe i casi la valutazione di sé stessi dipende in modo eccessivo dal peso e dalla forma del proprio corpo.

Spesso il disturbo alimentare è associato ad altre patologie psichiatriche, in particolare la depressione, ma anche i disturbi d’ansia, l’abuso di alcool o di sostanze, il disturbo ossessivo-compulsivo e i disturbi di personalità. Possono essere presenti comportamenti autoaggressivi, come atti autolesionistici (ad esempio graffiarsi o tagliarsi fino a procurarsi delle piccole ferite, bruciarsi parti del corpo) e tentativi di suicidio.

Identificare i primi segnali di un disturbo del comportamento alimentare può essere complesso, specialmente perché chi ne soffre spesso tenta di occultarlo, rendendo difficile persino per i familiari accorgersene. Gli adolescenti in particolare, quando iniziano a sviluppare questi disturbi, possono mostrare cambiamenti comportamentali evidenti. Diventano spesso introspettivi, irritabili, e si distaccano dalla comunicazione aperta. Rendersi conto del fatto che un familiare, o un amico, abbiano sviluppato un disturbo dell'alimentazione potrebbe essere difficile ma vi sono alcuni segnali riconoscibili che possono farne sospettare la presenza.

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Quali sono le Patologie più Comuni tra i Disturbi del Comportamento Alimentare?

L’anoressia nervosa è un disturbo caratterizzato da una drastica riduzione nell’assunzione di cibo e un’intensa paura di ingrassare nonostante il sottopeso. Nelle donne il ciclo mestruale è perlopiù assente. Il Binge-Eating, come nella bulimia nervosa, presenta episodi ricorrenti di abbuffata, ma questi non sono seguiti da condotte compensatorie.

Le persone con disturbi dell’alimentazione sono caratterizzate da atteggiamenti anomali nei confronti del cibo che inducono cambiamenti profondi nei comportamenti e nelle abitudini alimentari. I disturbi dell’alimentazione includono un’ampia tipologia di condizioni in grado di compromettere lo stato di benessere fisico, psicologico e sociale delle persone che ne sono colpite.

L’anoressia nervosa, in particolare, si manifesta con una commistione di sintomi psicologici e fisici: disturbi estremamente severi che, se non vengono trattati, possono avere conseguenze fatali. L’anoressia è infatti tra le patologie psichiatriche a maggior tasso di mortalità, in particolare a causa del ritardo nei trattamenti da cui questa patologia è caratterizzata. Le persone che sviluppano l’anoressia nervosa, infatti, tendono spesso a negare la presenza di un disturbo, cercando di nascondere sia il dimagrimento sia le problematiche relative all’assunzione degli alimenti.

L’anoressia nervosa si associa anche a sintomi psicologici che, con la loro insorgenza e aumento possono peggiorare il quadro clinico, favorendo il ciclo di mantenimento del disturbo. Le persone con bulimia nervosa provano spesso un sentimento di vergogna per la patologia, quindi attuano strategie per nascondere i propri sintomi agli altri. Le abbuffate vengono quindi condotte in solitudine e il desiderio intenso di dimagrimento porta a pensare ossessivamente e senza sosta alla dieta e al cibo.

Cause dei Disturbi Alimentari

I disturbi alimentari in psicologia sono stati a lungo e sono tutt’ora oggetto di studio e di ricerca. Una delle domande a cui gli studiosi cercano di dare risposta è: quali sono le cause dei disturbi alimentari? Ma quali sono le cause e le conseguenze psicologiche dei disturbi alimentari?

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Le cause dei disturbi del comportamento alimentare sono variegate, complesse e possono differire significativamente tra gli individui. La maggiore responsabilità nel causare i disturbi dell’alimentazione è attribuita ai modelli presenti nella società (pressione sociale) che mostrano come desiderabili figure eccessivamente magre e spingono, soprattutto i giovani, a cercare di somigliargli. Tuttavia, le cause di questi disturbi sono complesse ed è più corretto considerarli come il risultato di fattori genetici, biologici e psicologici che una volta scatenati da eventi ambientali particolari, danno inizio al disturbo.

La prima è la necessità estrema di avere controllo di vari aspetti della vita (es. lavoro, scuola, sport….), che può in momenti particolari della vita focalizzarsi sul controllo dell’alimentazione. Successivamente, iniziano ad operare altri processi che contribuiscono a mantenere il disturbo dell’alimentazione. La teoria cognitivo comportamentale dei disturbi alimentari sostiene anche che in un sottogruppo di individui possono operare alcuni fattori aggiuntivi. Ci sono delle evidenze sempre più crescenti che l’interruzione dei fattori di mantenimento sia necessaria per la cura dei disturbi alimentari.

Conseguenze dei DCA

I DCA possono provocare severe conseguenze sulla salute fisica e mentale di chi ne è interessato. In particolare, l’anoressia nervosa può condurre allo sviluppo di patologie associate tra cui malnutrizione, amenorrea (assenza di mestruazioni) e osteoporosi. La bulimia nervosa può provocare disturbi al tratto gastrointestinale, problemi ai denti e squilibri elettrolitici.

Se una persona con disturbo dell’alimentazione non si cura può avere delle ripercussioni negative sul suo rendimento scolastico o lavorativo e sulle relazioni familiari o sociali in genere. In qualche caso, le conseguenze di alcuni disturbi dell’alimentazione sull'organismo possono rivelarsi addirittura mortali.

Come Guarire da un Disturbo Alimentare

Secondo le Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale nei disturbi dell’alimentazione del Ministero della Salute è importante che avvenga una presa in carico globale che coinvolga più professionisti, come medici, dietisti e psicologi. Non sempre l’utilizzo dei farmaci per i disturbi alimentari si è dimostrato essere d’aiuto e in ogni caso non dovrebbero mai essere proposti come unico trattamento. Le linee guida sottolineano l’importanza di una presa in carico tempestiva.

La psicoterapia cognitivo comportamentale si conferma tra gli approcci maggiormente efficaci per curare i disturbi alimentari. Lo affermano le Linee guida NICE (2017), da cui si evince che la CBT-E è raccomandata per tutti i disturbi alimentari, indipendentemente dall’età. Il percorso di cura prevede che paziente e terapeuta lavorino insieme, accordandosi sui passi da fare tra una seduta e l’altra. Tra gli strumenti che si possono utilizzare c’è, per esempio, la compilazione di un diario alimentare.

Affrontare i disturbi del comportamento alimentare richiede un approccio integrato e tempestivo, specialmente perché queste patologie possono gravemente complicarsi se non trattate adeguatamente. La guarigione è possibile attraverso percorsi di cura personalizzati, che necessitano di una stretta collaborazione tra diversi specialisti, tra cui psichiatri, nutrizionisti, internisti e psicologi. Chi dovesse riconoscere di avere un DCA o dovesse riconoscere la sintomatologia associata in uno dei suoi familiari, deve cercare aiuto professionale tempestivamente. I disturbi del comportamento alimentare vengono trattati con un approccio multidisciplinare in cui il sostegno avviene da un punto di vista psicologico, medico e nutrizionale.

Solo una piccola percentuale di persone che soffre di un disturbo alimentare chiede aiuto. Nell’Anoressia Nervosa questo può avvenire perché la persona all’inizio non sempre si rende conto di avere un problema. Anzi, l’iniziale perdita di peso può portare la persona a sentirsi meglio, a ricevere complimenti, a vedersi più magra, più bella e a sentirsi più sicura di sé. Anche chi soffre di Bulimia Nervosa nella maggior parte dei casi si rivolge ad un terapeuta solo molti anni dopo che il disturbo è cominciato. Spesso, come nell’Anoressia, inizialmente non si ha una piena consapevolezza di avere una malattia non solo, il forte senso di vergogna e di colpa possono “impedire” alla persona di chiedere aiuto o semplicemente di confidare a qualcuno di avere questo tipo di problemi.

Ovviamente, un medico non può basarsi soltanto sulle risposte a queste semplici domande per effettuare una corretta diagnosi ma, nel caso in cui dovesse sospettare la presenza di un disturbo dell'alimentazione, indirizzerà la persona ad un centro specializzato nell'accertamento (diagnosi) e nella cura di questi disturbi.

Statistiche sui Disturbi Alimentari

In Italia, alcuni studi pubblicati rilevano una percentuale compresa tra lo 0.2 e lo 0.8% per l’anoressia e dell’1-5% per la bulimia, in linea con i dati forniti dagli altri paesi.

Una ricerca condotta su un campione complessivo di 770 persone di età media pari a 25 anni, tutte con una diagnosi di un disturbo dell’alimentazione, che si sono rivolte ad un’associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia, i disordini alimentari e l'obesità, ha rilevato:

  • 70,3% di bulimia nervosa
  • 23,4% di anoressia nervosa
  • 6.3% di disturbi dell’alimentazione non specificati per lo più corrispondenti a obesità

Dai dati riportati in letteratura, si deduce che tra le ragazze di 15-18 anni, massimo il 5% può presentare qualche disturbo collegato all'alimentazione (considerando anche i disturbi così lievi da non essere ben accertati). Il rapporto tra femmine e maschi è di circa 9 a 1 ma il numero dei maschi è in crescita, soprattutto in età adolescenziale e pre-adolescenziale. Il disturbo da alimentazione incontrollata, invece, colpisce indifferentemente maschi e femmine di età compresa tra i 30 e i 40 anni.

Dove Trovare Aiuto

Per familiari o amici è difficile sapere cosa fare quando si sospetta che una persona cara possa avere un disturbo dell’alimentazione. Il Ministero della Salute ha realizzato una mappatura dei centri specializzati nel trattamento dei DCA sul territorio italiano, in costante aggiornamento e consultabile qui.

Se pensi di soffrire di un DCA e vuoi iniziare un percorso di psicoterapia per disturbi alimentari, puoi chiedere il mio supporto. Guarire da un disturbo alimentare è possibile.

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