Soffrire per amore è un'esperienza emotiva profondamente radicata nell'essere umano. Chiunque sia stato innamorato sa cosa significa, anche se propriamente ciò che fa soffrire è il disamore, nonché il rifiuto.
«Il dolore causato dalla rottura o dalla perdita di una relazione amorosa deve essere considerato alla stregua di un trauma che può avere un impatto tanto sulla psiche quanto sul corpo», spiega Massimo Clerici, professore ordinario di Psichiatria dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e vicepresidente della Società italiana di psichiatria (Sip).
«Anche se spesso sottovalutato, un cuore spezzato per un amore perduto rientra tra gli eventi più stressanti che una persona possa sperimentare nella vita», aggiunge.
La Scienza Dietro il Dolore Amoroso
Sappiamo già qualcosa almeno dal 2010, quando venne pubblicato il primo di una serie di studi su persone che erano state da poco lasciate e che tuttavia continuavano a sentirsi innamorate (J Neurophysiol. 2010 Jul;104(1):51-60). Prendendo immagini dell’ attività del loro cervello mentre osservavano fotografie della persona amata, fu dimostrato che l’amore aveva agito su di esso come una potente droga, attivando fortemente alcune aree cerebrali allo stesso modo della cocaina. In questo caso, il rifiuto aveva innescato gli stessi meccanismi di risposta dell’astinenza e della disintossicazione, ovvero di estrema sofferenza fisica.
Ma non è tutto. Il dolore attivato dal rifiuto era indotto dalle stesse aree che normalmente elaborano il segnale di dolore fisico e ne producono la sensazione. Mi spiego meglio. Il cervello reagisce più intensamente al ricordo di un dolore sofferto per amore rispetto a un dolore generato da un danno dei tessuti del corpo.
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Ovvero, molto tempo dopo che abbiamo ricevuto un trauma fisico, non possiamo più rivivere il dolore che abbiamo sentito, ma invece questo è possibile nel caso di un trauma sentimentale. Ciò origina dal fatto che più noi attribuiamo “importanza” all’ oggetto o persona origine del nostro trauma sentimentale, più intensa sarà la sua traccia nella memoria, più duraturo il suo ricordo e perciò anche la rievocazione del dolore associato.
I Tre Livelli del Dolore
J. D. Nasio, nel suo “Libro del dolore e dell’amore”(2000), descrive tre livelli del dolore:
- Quello reale (la percezione somato-sensoriale che viene data dai recettori degli organi del corpo).
- Quello simbolico (la sua rappresentazione mentale e cosciente).
- Quello immaginario (ovvero l’immagine della sede di lesione che viene associata al dolore).
L’emozione dolorosa viene quindi creata dall’autopercezione cosciente, che distingue un dolore del corpo da un dolore della psiche. Nel corpo, il dolore esprime una reazione sovrastimata alla rappresentazione o immagine che si ha della parte ferita: pensate al dolore acuto che si prova per la semplice puntura di uno spillo. Analogamente, nella psiche il dolore esprime una reazione di sovrastima alla rappresentazione o immagine della persona amata e perduta: pensate a quanto puo’ essere sovrastimata la persona amata quando induce alla depressione o al suicidio la persona che si sente abbandonata.
Effetti sul Corpo
Il dispiacere amoroso non coinvolge solo il cervello e lo spirito, ma agisce in modo importante anche sul corpo. La sofferenza amorosa, infatti, si manifesta attraverso dolore fisico, con una serie di sensazioni tipiche: la sensazione di avere una ferita cuore o nel centro del torace, mal di stomaco, insonnia, ansia, inappetenza, senso di vuoto e altro ancora. Questo avviene perché il sistema nervoso centrale elabora nello stesso modo il dolore fisico e quello psicologico.
Il dispiacere amoroso può anche causare un calo immunitario. In ogni caso fa aumentare la produzione di ormoni dello stress nocivi per la salute del muscolo cardiaco. Esiste addirittura una vera sindrome clinica, chiamata “sindrome del cuore spezzato” o, in termini medici “cardiomiopatia di Tako-tsubo”, che in casi limite per fortuna molto rari, può portare addirittura alla morte.
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Numerose evidenze scientifiche mostrano che la fine di una relazione amorosa scatena il rilascio di livelli elevati di ormoni dello stress che hanno impatto sia sulla salute mentale che quella fisica. Alcuni studi hanno documentato svariati disturbi legati al mal d’amore: dall’insonnia all’ansia, dalla perdita di autocontrollo alla depressione fino anche addirittura a problemi cardiaci e a un abbassamento delle difese immunitarie.
Cosa Succede al Nostro Cervello
Che succede nel nostro cervello quando soffriamo per amore? Lo hanno studiato due scienziate americane, l’antropologa e psicologa Helen Fisher e la neuroscienziata Lucy Brown. Sottoponendo a risonanza magnetica funzionale un gruppo di 15 volontari di circa 20 anni di età, tutti reduci dalla fine di un rapporto sentimentale durato oltre 20 mesi, le scienziate hanno notato una maggiore attività nella VTA, l’area tegmentale ventrale, una zona del cervello nella quale risiedono le emozioni collegate all’innamoramento e al piacere sessuale, ma anche responsabili del senso di soddisfazione che si prova quando si placa la fame, la sete o si assumono droghe. La VTA presiede anche alla funzione “di ricompensa” che rilascia dopamina e genera quindi un senso di benessere.
L'ipotesi di Fisher è che all'origine dell'"amore romantico" ci sia un senso di "profonda dipendenza" evidenziata dall'attività di queste regioni cerebrali. L'amore innescherebbe insomma meccanismi simili a quelli di una droga e questo spiegherebbe perché l'amore è così difficile da controllare e perché generi un senso di frustrazione così intenso quando il rapporto si interrompe.
Come Curare il Mal d'Amore
Visto che il mal d’amore è causato da alti livelli di ormoni dello stress e dai bassi livelli di quelli del benessere, primo fra tutti la dopamina, un efficace modo per provare sollievo è dedicarsi alle attività in grado di correggere questo squilibrio biochimico.
- L’arma più efficace è quella di dedicarsi ad attività fisiche aerobiche, che stimolano la produzione di serotonina e di endorfine, abbassando il cortisolo e regalando sollievo ai disturbi fisici.
- Sì anche alle attività che ci fanno scoprire cose nuove e fare nuove esperienze.
- Può essere utile anche dare un taglio netto con tutto ciò che ci riporta al ricordo dell’amore perduto.
Secondo le neuroscienze e anche il buon senso, la cura migliore è altro amore. I pazienti che si “disintossicavano” più velocemente, ovvero quelli che estinguevano in minor tempo il dolore d’amore, erano quelli circondati da più affetti e persone care. A maggior ragione, quindi, non puntate mai tutto su una sola persona, né su un solo tipo di amore. Fratelli, parenti, amici.. l’ amore è ovunque.
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Strategie per Superare il Dolore
La strategia migliore per elaborare il lutto è lasciar fare al tempo e trovare le ragioni per voltare pagina e andare avanti.
Per proteggersi da tutte queste ferite provocate dalla rottura di una storia, ecco alcuni consigli per accelerare il processo di ripresa e tornare in forma, sia fisicamente che emotivamente:
- Mangia in modo regolare: Segui una dieta sana senza cadere nella tentazione di affogare il tuo dolore in un maxi barattolo di gelato. Anche sul fronte dell’alcol vacci piano, perché stonarsi con cocktail e drink non risolve il problema, anzi può produrne altri.
- Crea una routine per riprendere regolarmente esercizio fisico: Quello che ti fa star meglio e senza esagerare, cercando, soprattutto di ripristinare il ciclo sonno veglia, che già da solo può tanto.
- Ristabilisci ordine, regole e routine e riscopri te stessa: Ciò che ti piace, magari ripensando alle cose che ti hanno definito come persona prima della relazione. O riscoprendo nuovi interessi.
- Esci e frequenta le tue amiche: Diversi studi hanno dimostrato che stare isolati e non uscire dopo un amore fintio aumenta il livello di stress e l’indebolimento fisico. Quindi è fondamentale uscire con i tuoi amici, socializzare e avere conversazioni che ti distraggano dai tuoi problemi.
Verità e Falsi Miti sul Mal d'Amore
- Vero: Una situazione particolarmente stressante o emotiva, come la perdita di un amore per un lutto, può provocare la cosiddetta sindrome di Takotsubo.
- Vero: Lo stress elevato e duraturo causato dalla fine di una relazione romantica può inibire il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario.
- Vero: Alcuni studi scientifici hanno dimostrato, tramite l'utilizzo della risonanza magnetica, che un cuore spezzato può attivare le stesse parti del cervello che solitamente si “illuminano” a seguito di un trauma fisico, come un ustione.
- Vero: L’attività fisica può rappresentare una strategia molto efficace nel contrastare, anche se temporaneamente, il malessere generato dalla fine di una relazione amorosa.
- Vero: Superare le delusioni d'amore diventa più facile se accanto a sé si hanno amici e familiari a cui appoggiarsi.
- Falso: Anche se è una delle strategie più popolari per superare la fine di una relazione amorosa, cercare di sostituire la persona amata con un'altra può dare al massimo solo un sollievo temporaneo.
- Falso: Uno degli interrogativi più comuni riguardanti una delusione d’amore è quanto tempo ci voglia per guarire. C’è chi dice che per riprendersi bastino 90 giorni, chi pensa serva più tempo. La verità è che non esiste una risposta universale: il processo di guarigione varia da persona a persona.
- Falso: Il mal d’amore non è una questione di genere: può colpire tanto le donne quanto gli uomini. Ma studi scientifici mostrano che, statisticamente, gli uomini tendono a fare più fatica a superare la fine di una relazione amorosa seria. Questo perché fanno più fatica a chiedere aiuto.
- Falso: Così come l’amore non ha età, anche le delusioni romantiche possono colpire più o meno intensamente una persona giovane, così come una persona adulta o anche anziana.
- Falso: Anche se i sintomi legati alla fine di una relazione romantica colpiscono prevalentemente la psiche, non possono essere legati direttamente all’insorgenza di una malattia psichiatrica.