Nel contesto di crisi in cui viviamo i conflitti armati, i cambiamenti climatici e le crisi economiche hanno portato la fame e la malnutrizione a livelli mai raggiunti prima. Le aree del mondo in “emergenza fame” sono sempre più ampie e la malnutrizione colpisce centinaia di milioni di bambini. Dalla nostra ultima analisi sulla malnutrizione nel mondo, nel 2023 la fame ha colpito circa 733 milioni di persone, 152 milioni in più rispetto al 2019, equivalenti a 1 persona su 11 a livello globale.
La situazione peggiora in Africa, dove ne soffre il 20,4% della popolazione ovvero 1 persona su 5, mentre resta stabile in Asia, continente che però continua a ospitare oltre la metà delle persone in condizione di fame nel mondo, e vede una riduzione dei livelli di fame in America Latina. Ma è a Gaza che attualmente si registra il più alto tasso di malnutrizione a livello globale: 1.1 milioni di bambini.
Le Cause della Fame nel Mondo
Come anticipato, le ragioni di questo aumento sono molteplici, interconnesse e sovrapposte. In particolare, negli ultimi anni un mix di fattori letali, come crisi climatica, i conflitti in corso, l’aumento vertiginoso dei prezzi di alimenti essenziali, hanno contribuito ad accelerare la diffusione della fame nel mondo, ed una crisi alimentare come questa oltre a mettere in pericolo la vita dei bambini, è una pesante ipoteca sul loro futuro.
Tra le cause principali della fame nel mondo, possiamo identificare:
- Bassa produttività dell’agricoltura.
- Eccessiva espansione demografica.
- Deforestazione, desertificazione ed effetto serra.
- Analfabetismo.
- Colonializzazione.
- Dipendenza dai paesi ricchi.
- Industrie a vantaggio di altri paesi.
- Mal distribuzione delle risorse.
La fame è causa e conseguenza di conflitti, per circa 135 milioni di persone in 20 Paesi del mondo. Le violenze, la mancanza di opportunità economico-lavorative, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, gli spostamenti forzati e i danni alle infrastrutture civili portano milioni di persone a fare i conti con la carenza di cibo. Come sta accadendo nei Territori Palestinesi Occupati, che evidenzia le conseguenze disastrose della proibizione dell’accesso umanitario e della mancanza di accesso al cibo. Questa situazione sta portando quasi tutta la popolazione ad un allarmante stato di malnutrizione per capire come l’accesso agli aiuti umanitari rappresenta la differenza tra la vita e la morte per i bambini e le loro famiglie nella Striscia.
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Si stima che nel 2023 gli eventi metereologici estremi, come la siccità, i cicloni e le inondazioni, siano stati la causa primaria di alti livelli di insicurezza alimentare per 77 milioni di persone in 18 Paesi, tra cui 33 milioni di minori. Negli ultimi 30 anni, il numero di disastri legati al clima è triplicato. Molti degli eventi climatici estremi hanno decimato l'agricoltura e i pascoli, provocando sfollamenti e spingendo milioni di persone alla fame acuta.
Conseguenze della Fame e della Malnutrizione
"È una morte molto crudele e lenta", ha dichiarato il dottor Omar Abdel-Mannan, pediatra e neurologo britannico-egiziano che ha prestato servizio come volontario a Gaza. Per ragioni etiche, gli scienziati non sono stati in grado di stabilire con precisione quanto tempo sia necessario perché la fame provochi la morte. I muscoli dell’apparato digerente delle persone affamate sono talvolta colpiti e possono perdere la capacità di spingere il cibo attraverso l’intestino. Questi ormoni sono necessari per mantenere le ossa forti e regolare i ritmi del corpo. La loro mancanza può causare l’indebolimento delle ossa, la compromissione del ciclo mestruale e un aumento del rischio di ipotermia. “Anche la sindrome da rialimentazione [quando il cibo è improvvisamente disponibile] può uccidere i pazienti”, ha affermato Abdel-Mannan.
La malnutrizione acuta è causa di circa 1 decesso su 5 tra i bambini con meno di 5 anni ed è legata ad una mancanza di cibo nutriente e ripetuti attacchi di malattie come diarrea, morbillo e malaria, che a loro volta compromettono l'immunità del bambino. Oltre alla morte, la malnutrizione causa indebolimento della vista, uno stato permanente di affaticamento che causa una bassa capacità di concentrarsi e lavorare, una crescita stentata ed un'estrema suscettibilità alle malattie.
La conseguenza della Fame nel mondo è sicuramente un indebolimento delle difese immunitarie, e quindi malattie e spesso anche morte.
Obiettivo "Fame Zero"
Nel settembre 2015, 193 leader mondiali sottoscrissero un impegno per il raggiungimento di 17 obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile. Il secondo obiettivo intendeva, entro il 2030, porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare e migliorare la nutrizione, promuovendo l’agricoltura sostenibile. A causa della crisi in corso e se non si interverrà con decisione l’obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite di raggiungere “Fame Zero” entro il 2030 sarà sempre più lontano.
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Di fatti, se da una parte i trend evidenziano che, nel mondo, la malnutrizione infantile sia costantemente diminuita dal 2000 in avanti, dall'altra gli ultimi dati disponibili mostrano che i livelli di malnutrizione siano ancora drammatici e lontani dai target definiti dall'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 2.
Organizzazioni che Lottano Contro la Fame
Le associazioni che si occupano di questo problema sono molte. Tra le più famose ricordiamo: UNIFAM, UNICEF, UNCHR, FAO, UNESCO, SAVE THE CHILDREN, CARE, Programma mondiale per il cibo delle Nazioni Unite- WFP, Oxfam, FAO o Food and Agriculture Organization Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura, istituto specializzato dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).
L'Impegno di Azione Contro la Fame
Ogni giorno, i nostri operatori lavorano sul campo per salvare le vite dei bambini e delle bambine più vulnerabili e delle loro famiglie. Formiamo gli operatori sanitari in prima linea nelle comunità per diagnosticare e trattare le malattie infantili più comuni come polmonite, diarrea, malaria e sepsi neonatale, consentendo alle comunità di accedere a servizi sanitari fondamentali per ridurre i decessi infantili legati alla fame. Garantiamo che le famiglie più vulnerabili abbiano dei mezzi di sostentamento per assicurare ai propri figli cibo e cure necessarie per mantenersi in salute, supportiamo le future mamme prima, durante e dopo la gravidanza e operiamo con gli adolescenti per garantire che le loro esigenze di salute siano soddisfatte. Lavoriamo anche con i governi locali e nazionali per rafforzare le politiche interne per far sì che nessun bambino muoia per cause prevenibili e curabili. Infine, poniamo un forte accento sulla formazione di professionisti e operatori sanitari di comunità nella prevenzione, diagnosi e cura delle malattie causate da una scarsa alimentazione.
Grazie ai nostri interventi di salute e nutrizione, nel 2023 abbiamo migliorato la salute e la nutrizione di madri, neonati, bambine e bambini, raggiungendo oltre 59,8 milioni di persone. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il supporto dei nostri donatori. Solo grazie alla loro generosità riusciamo ad arrivare in tempo lì dove c’è più bisogno e a salvare la vita di tanti bambini.
La Fame in Italia
I numeri della fame nel mondo continuano a crescere a causa delle conseguenze del cambiamento climatico, delle disuguaglianze e dei conflitti. In alcune aree del mondo, la fame ha raggiunto livelli tali da causare la morte di migliaia di bambini. Le condizioni di povertà, fame e malnutrizione in cui versano sempre più famiglie e persone sole in Italia è purtroppo un dato strutturale. Non ci sono dubbi: la fame oggi è anche qui.
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Oltre 5,7 milioni di persone, pari al 9,7% della popolazione, vivono in condizioni di grave difficoltà economica, di cui 1,3 milioni sono minori. L’incidenza della povertà relativa è al 14,5%, coinvolgendo quasi 8,5 milioni di individui. L’iniziativa di Azione Contro la Fame in Italia si chiama “Mai Più Fame: dall’emergenza all’autonomia” e vuole dare un sostegno immediato a chi vive in povertà in Italia.
Il progetto offre sostegno immediato alla spesa nel breve periodo per le persone più vulnerabili. L’approccio di “Mai più fame” funziona, come dimostra il tasso di riattivazione sociale, che ha raggiunto il 62% (68% a Milano; 52% a Napoli). Questo dato riflette la percentuale di beneficiari che, dall’inizio del programma, hanno trovato un’occupazione o ripreso un percorso formativo.
Fame Nervosa: Un Disturbo Alimentare
Il disturbo da fame nervosa, generalmente noto come Binge Eating Disorder (BED), è uno dei disturbi dell’alimentazione più diffusi che si manifesta con un’incapacità di gestire adeguatamente la propria dieta. Le persone che soffrono di questo disturbo si abbuffano senza usare comportamenti di compenso come nella bulimia nervosa (ad esempio il vomito autoindotto). E’ presente in chi soffre di questo disturbo un marcato disagio riguardo al mangiare in modo incontrollato.
Chi soffre di binge eating disorder (BED) ingerisce ripetutamente e incontrollabilmente quantità estreme di cibo, a volte provocando un aumento di peso. Successivamente agli episodi di alimentazione incontrollata, coloro che soffrono di BED di solito provano sentimenti di colpa, vergogna o angoscia. Nel tentativo di riprendere il controllo, possono iniziare a limitare il cibo o provare a seguire una dieta rigorosa, che spesso sfocia in un altro episodio di alimentazione incontrollata, rendendo difficile la perdita di peso.
Per chi soffre del disturbo da alimentazione incontrollata è comune consumare quantità considerevoli di dolci e di cibi non nutrienti. La dieta restrittiva che segue un’abbuffata può anche essere un fattore che contribuisce a far sì che il soggetto non soddisfi i bisogni nutrizionali del suo corpo. Questo basso apporto calorico (dalla dieta) e la mancanza di consumo di nutrienti (sia dalla dieta che dalle abbuffate) possono causare pelle secca e i capelli possono diventare fragili e cadere. Coloro che soffrono di episodi frequenti di alimentazione incontrollata, solitamente riscontrano svariati problemi gastrointestinali. In seguito ad una abbuffata, questi individui possono sentirsi sgradevolmente pieni e/o nauseati. Possono avvertire gonfiore, dolore addominale e nausea. Mangiare grandi quantità di cibo in un breve periodo di tempo può anche provocare reflusso acido, crampi, bruciori di stomaco e diarrea.
Come Controllare la Fame Nervosa
Un fattore che aiuta davvero moltissimo la gestione della fame nervosa è l'attività motoria. L'esercizio fisico infatti, per tutti i vantaggi e i benefici che apporta, costituisce un elemento fortemente protettivo nei confronti della fame nervosa. Un altro elemento protettivo nei confronti della fame nervosa è la capacità di raggiungere attivamente uno stato di maggior rilassamento fisico e mentale.
Quando, durante un attacco di "appetito improvviso", ci troviamo a scegliere "cosa mangiare", per prima cosa dovremmo domandarci "se manca qualcosa". In genere, chi sente il bisogno di "sgranocchiare", può trovare un enorme beneficio nella scelta di verdura cruda. Chi invece predilige i cibi morbidi, può far fede sugli ormai diffusissimi yogurt bianchi magri, soprattutto in stile "greco".
L'attività fisica costante, aerobica o di rinforzo muscolare sopprime la produzione di grelina e produce endorfine che aiutano a dormire, diminuire lo stress e la fame. Fai pasti regolari e non saltare mai la prima colazione, né i pasti principali della giornata. Masticare bene e lentamente ti permetterà di non esagerare col cibo, il tuo cervello impiega circa 15-20 minuti a recepire il segnale di sazietà dal tuo stomaco.
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