Il citalopram è un farmaco antidepressivo sviluppato negli anni ’80 e approvato per l’uso clinico in numerosi paesi. Il suo nome commerciale più noto è Celexa (negli Stati Uniti) o Seropram (in diversi paesi europei), ma è disponibile anche in formulazioni generiche. Il citalopram agisce principalmente sul sistema nervoso centrale, influenzando l’attività di un importante neurotrasmettitore chiamato serotonina (o 5-idrossitriptamina, 5-HT).
Meccanismo d'azione
Normalmente, dopo essere stata rilasciata nello spazio sinaptico (lo spazio tra due neuroni), la serotonina viene rapidamente riassorbita (ricaptata) dal neurone che l’ha rilasciata attraverso specifici trasportatori. Il citalopram inibisce selettivamente questo processo di ricaptazione, aumentando la concentrazione di serotonina disponibile nello spazio sinaptico e potenziando la sua azione. È importante sottolineare che, sebbene l’effetto biochimico del citalopram sulla ricaptazione della serotonina sia immediato, gli effetti terapeutici sull’umore e l’ansia richiedono generalmente da 2 a 4 settimane per manifestarsi completamente.
Dosaggio e Somministrazione
Il dosaggio del citalopram varia in base all’indicazione, all’età del paziente, alla presenza di altre condizioni mediche e all’uso concomitante di altri farmaci. È fondamentale seguire la prescrizione medica e non modificare mai il dosaggio senza consulto medico.
Effetti Collaterali Comuni
Come tutti i farmaci, anche il citalopram può causare effetti indesiderati. È importante notare che molti pazienti non sperimentano effetti collaterali gravi e che alcuni effetti tendono a diminuire con il proseguimento della terapia. Alcuni effetti collaterali come nausea, ansia, irrequietezza e insonnia sono più comuni all’inizio del trattamento e tendono a risolversi entro le prime 1-2 settimane.
Tabella degli Effetti Indesiderati
Le reazioni avverse conosciute per gli SSRI e segnalate anche con escitalopram, sia negli studi controllati con placebo sia come segnalazioni spontanee post-marketing, sono elencate sotto secondo la classificazione per sistemi e organi e la frequenza. Le frequenze riportate sono quelle osservate negli studi clinici e non sono corrette verso placebo.
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Le frequenze sono così definite: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1000 a <1/100), raro (da ≥1/10.000 a <1/1000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dai dati disponibili).
| Classificazione per sistemi e organi | Frequenza | Effetto indesiderato |
|---|---|---|
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Non nota | Trombocitopenia |
| Disturbi del sistema immunitario | Raro | Reazione anafilattica |
| Patologie endocrine | Non nota | Secrezione inappropriata di ADH |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Comune | Riduzione dell’appetito, aumento dell’appetito, aumento del peso |
| Disturbi psichiatrici | Comune | Ansia, irrequietezza, sogni anomali, riduzione della libido |
| Patologie del sistema nervoso | Molto comune | Cefalea |
| Patologie dell’occhio | Non comune | Midriasi, disturbi visivi |
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | Non comune | Tinnito |
| Patologie cardiache | Non comune | Tachicardia |
| Patologie vascolari | Non nota | Ipotensione ortostatica |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Comune | Sinusite, sbadiglio |
| Patologie gastrointestinali | Molto comune | Nausea |
| Patologie epatobiliari | Non nota | Epatite, alterazione dei test di funzionalità epatica |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Comune | Aumento della sudorazione |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Comune | Artralgia, mialgia |
| Patologie renali e urinarie | Non nota | Ritenzione urinaria |
| Patologie del sistema riproduttivo e della mammella | Comune | Uomini: disturbi di eiaculazione, impotenza |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Comune | Affaticamento, febbre |
Aumento di Peso
Si parla comunemente dell’aumento di peso che sarebbe indotto dagli antidepressivi. Un gruppo di studiosi della Harvard Medical School and Harvard Pilgrim Health Care Institute di Boston (Usa) ha deciso di andare a fondo sulla questione con cifre precise per ogni farmaco coinvolgendo addirittura 183.118 pazienti da 20 a 80 anni tramite dati elettronici raccolti. Sono stati presi in esame gli 8 antidepressivi di prima linea solitamente più prescritti: sertralina, citalopram, escitalopram, fluoxetina, paroxetina, bupropione, duloxetina, venlafaxina.
Ovviamente dalla ricerca sono stati esclusi quanti prendevano più di uno psicofarmaco o altre medicine che possono aumentare il peso. E il peso è stato misurato, nel periodo luglio 2010-dicembre 2019, ogni 6 mesi, 12 e 24. Come riferimento è stata considerata la sertralina in quanto l’antidepressivo del gruppo più prescritto nell’area considerata.
«L’aumento di peso - ha scritto uno dei ricercatori, Joshua Petimar - è un effetto collaterale comunemente riferito all’uso di antidepressivi e potrebbe intaccare sul lungo periodo la salute metabolica del paziente. Gli studiosi di Boston hanno osservato anche che la crescita ponderale si è stabilizzata tra i 12-18 mesi per la duloxetina e la venlafaxina appartenenti agli Snri (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina) mentre il peso continuava ad aumentare tra i pazienti con gli Ssri (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina).
Ma più i tempi si allungano, meno i risultati riscontrati sono attendibili, dicono i ricercatori, perché aumenta la non aderenza alla cura. Per esempio, sei mesi dopo l’inizio della terapia solo 1 paziente su 3 sta ancora seguendo la prescrizione iniziale, con il bupropione che registra il più alto livello di aderenza, il 41 per cento.
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Sindrome da Astinenza
L’interruzione del trattamento con citalopram deve avvenire gradualmente per ridurre il rischio di sindrome da astinenza (nausea, capogiri, cefalea, vomito, dolori muscolari, acatisia, disturbi del sonno). Nella maggior parte dei pazienti i sintomi di astinenza si risolvono in 2-3 settimane, ma in un numero limitato di pazienti si sono protratti per un periodo maggiore (2-3 mesi). I sintomi da astinenza si possono verificare, oltre che al termine del trattamento, alla variazione del dosaggio, al passaggio da un antidepressivo ad un altro oppure quando la dose non viene assunta. Non interrompere mai bruscamente la terapia con citalopram quando compaiono i sintomi d'astinenza.
Ideazione Suicidaria
Poiché l'ideazione di suicidio è una componente insita nel disturbo depressivo maggiore e in altre forme patologiche di disturbi del comportamento, il rischio di suicidio rimane alto fino a quando non sono evidenti segni di miglioramento connessi con la terapia farmacologica. E' importante quindi monitorare segni e sintomi riconducibili all'ideazione di suicidio, in particolare nelle prime settimane di terapia, quando ancora non è stato raggiunto un controllo ottimale della patologia, e ogni qualvolta viene modificato il dosaggio del farmaco. Da una metanalisi condotta dalla GSK in pazienti adulti l'incidenza di comportamenti suicidatari sembrerebbe più frequente, rispetto a placebo, nell'intervallo di età compreso fra 18 e 30 anni.
Interazioni Farmacologiche
- Farmaci con attività serotoninergica: In associazione a citalopram aumenta il rischio di sindrome serotoninergica.
- MAO-inibitori: Lasciar intercorrere almeno 14 giorni fra la fine del trattamento con MAO-inibitori e l'inizio di quello con citalopram e almeno una settimana fra la fine del trattamento con citalopram e l'inizio di quello con MAO-inibitori.
- FANS: Poiché sia gli SSRI sia i FANS, incluso acido acetilsalicilico, sono associati ad un aumento del rischio di sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore, l'eventuale associazione farmacologica richiede cautela.
- Litio: In associazione a SSRI si può manifestare tossicità da litio.
- Pimozide, tioridazina: L'associazione con SSRI è controindicata (rischio di gravi aritmie ventricolari, fra cui “torsione di punta”).
Precauzioni Speciali
- Pazienti epatopatici: In questa classe di pazienti si raccomanda quindi di adottare dosaggi inferiori e/o meno frequenti.
- Pazienti anziani: Nei pazienti con età > 65 anni iniziare il trattamento con citalopram ad una dose inferiore (10 mg/die) rispetto a quella raccomandata.
- Gravidanza: Valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio prima di somministrare citalopram in donne in gravidanza.
Il citalopram rappresenta un’importante opzione terapeutica per il trattamento della depressione e di vari disturbi d’ansia. Come per tutti i farmaci psicoattivi, è essenziale che il citalopram sia prescritto e monitorato da un medico esperto, preferibilmente uno psichiatra, che possa valutare attentamente i rischi e i benefici in base alla situazione individuale del paziente. È importante ricordare che, sebbene il citalopram possa essere molto efficace nel trattare i sintomi della depressione e dell’ansia, non rappresenta una “cura” definitiva per queste condizioni.
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