La proteina spike è una componente chiave del virus SARS-CoV-2, responsabile della malattia COVID-19. Questa proteina è cruciale per l’infezione, poiché permette al virus di entrare nelle cellule umane.
Cos'è la Proteina Spike?
La proteina spike è una glicoproteina trimerica che si trova sulla superficie del virus SARS-CoV-2. Essa gioca un ruolo fondamentale nel processo di infezione, mediando l’attacco e l’ingresso del virus nelle cellule ospiti attraverso il legame con il recettore ACE2. Oltre a facilitare l’ingresso del virus nelle cellule, la proteina spike è anche riconosciuta dal sistema immunitario come un antigene. Questo stimola una risposta immunitaria, che può includere la produzione di anticorpi specifici. La proteina spike è anche il bersaglio principale dei vaccini COVID-19, che mirano a indurre una risposta immunitaria contro di essa.
Meccanismi Naturali di Eliminazione della Proteina Spike
Il corpo umano dispone di vari meccanismi naturali per eliminare le proteine estranee, inclusa la proteina spike. Uno dei principali sistemi coinvolti è il sistema immunitario innato e adattativo.
- Il sistema reticoloendoteliale, che comprende il fegato e la milza, gioca un ruolo cruciale nella rimozione delle proteine circolanti nel sangue. Questi organi filtrano il sangue e degradano le proteine estranee attraverso vari processi enzimatici.
- Un altro meccanismo importante è l’autofagia, un processo cellulare che degrada e ricicla componenti cellulari danneggiati o inutili.
- Infine, il metabolismo epatico e renale contribuisce alla detossificazione e all’eliminazione delle proteine spike.
Interventi Dietetici per Supportare l'Eliminazione
Una dieta equilibrata può supportare il sistema immunitario e migliorare la capacità del corpo di eliminare la proteina spike. Alimenti ricchi di antiossidanti, come frutta e verdura, possono ridurre l’infiammazione e migliorare la funzione immunitaria. Gli acidi grassi omega-3, presenti in pesci grassi come salmone e sgombro, possono modulare la risposta immunitaria e ridurre l’infiammazione. L’assunzione di probiotici e prebiotici può migliorare la salute intestinale e, di conseguenza, la funzione immunitaria. Infine, l’idratazione adeguata è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema linfatico e renale, che sono cruciali per l’eliminazione delle proteine spike.
Approcci Farmacologici e Integratori
Oltre agli interventi dietetici, esistono vari approcci farmacologici e integratori che possono aiutare a ridurre i livelli di proteina spike nel corpo. Gli integratori di vitamina D hanno dimostrato di migliorare la funzione immunitaria e possono essere utili per ridurre l’infiammazione associata alla presenza di proteine spike. La quercetina, un flavonoide presente in molti frutti e verdure, ha proprietà antivirali e antinfiammatorie. Infine, alcuni studi suggeriscono che l’uso di N-acetilcisteina (NAC) può supportare la detossificazione e l’eliminazione delle proteine virali.
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L'Importanza dell'Esercizio Fisico
L’esercizio fisico regolare è un potente alleato nella lotta contro le infezioni virali e può aiutare a ridurre i livelli di proteina spike nel corpo. L’esercizio aerobico, come la corsa o il nuoto, migliora la circolazione sanguigna e linfatica, facilitando la rimozione delle proteine spike dai tessuti. L’allenamento di resistenza, come il sollevamento pesi, può aumentare la produzione di citochine antinfiammatorie, riducendo l’infiammazione associata alla presenza di proteine spike. Infine, l’esercizio fisico regolare può migliorare la qualità del sonno e ridurre lo stress, entrambi fattori cruciali per una funzione immunitaria ottimale.
Monitoraggio dei Livelli di Proteina Spike
Monitorare i livelli di proteina spike nel corpo può essere utile per valutare l’efficacia degli interventi adottati e per prevenire possibili complicazioni. I test sierologici possono rilevare gli anticorpi specifici contro la proteina spike, fornendo informazioni sulla risposta immunitaria e sulla possibile esposizione al virus. La PCR (Polymerase Chain Reaction) è un altro metodo diagnostico che può rilevare la presenza di RNA virale, inclusa la proteina spike. Infine, la valutazione clinica e il monitoraggio dei sintomi possono fornire informazioni preziose sulla presenza e l’impatto delle proteine spike.
La Proteina Spike e i Vaccini mRNA
Come sappiamo, i vaccini Pfizer e Moderna usano la tecnologia a mRNA. Con questi vaccini (intanto Moderna ha fatto causa a Pfizer), quindi, non viene somministrato il virus, né vivo né attenuato, e la sola proteina spike non può causare né l’infezione né la malattia. La premessa è d’obbligo per affermare, ancora una volta chiaramente e senza indugi, che i vaccini sono sicuri ed essenziali. La proteina spike, peraltro, non si limita a proteggerci dal vaccino. Appena qualche settimana fa gli scienziati hanno fatto anche un ulteriore scoperta riguardo a questa speciale proteina. Una volta iniettato nell’organismo del vaccinato, l’mRNA viene assorbito nel citoplasma delle cellule e avvia la sintesi delle proteine Spike.
La Proteina Spike e le Malattie Vascolari
La ricerca, pubblicata il 30 aprile 2021 su Circulation Research, rivela che la Covid-19 è una malattia vascolare, dimostrando esattamente come il virus SARS-CoV-2 danneggi e attacchi il sistema vascolare a livello cellulare. “Molte persone la considerano una malattia respiratoria, ma in realtà è una malattia vascolare”, spiega il professore Uri Manor, co-autore senior dello studio. “Questo potrebbe spiegare perché alcune persone hanno ictus e perché alcune persone hanno problemi ad altre parti del corpo. C’è stato un crescente consenso sul fatto che SARS-CoV-2 colpisca il sistema vascolare, ma non è ancora stato capito esattamente come lo faccia. Nel nuovo studio, i ricercatori hanno creato uno “pseudovirus” circondato dalla classica corona di proteine spike SARS-CoV-2, ma non conteneva alcun virus reale. L’esposizione a questo pseudovirus ha provocato nei criceti danni ai polmoni e alle arterie, dimostrando che la sola proteina spike era sufficiente a causare la malattia.
La Proteina Spike e i Problemi Gastrointestinali
Esiste una stretta connessione tra la Covid-19 e il sistema digerente. Studi specifici hanno evidenziato che un recettore del virus Sars-Cov-2, in particolare l’enzima di conversione dell’angiotensina 2 (ACE2), è presente in grande quantità nel tratto intestinale e nel fegato. Per questo motivo i sintomi come vomito, diarrea o dolore addominale non compaiono così raramente come invece si poteva ipotizzare all’inizio della pandemia. I recettori ACE2, responsabili dell’accesso del Sars-Cov-2 nelle cellule e abbondantemente presenti nelle cellule alveolari (pneumociti) di tipo 2 e in quelle dell’epitelio polmonare, si trovano pure in altre parti del corpo. Tra queste ci sono i tessuti del fegato e alcune aree del tratto gastrointestinale: la presenza di questi recettori specifici, a cui si lega la proteina spike del virus per potere penetrare nella cellula, rende queste aree dei bersagli per l’infezione da Sars-Cov-2. A consolidare questa tesi, è emerso che malattie pregresse al fegato tendono a peggiorare gli esiti clinici derivanti dal contagio virale. I disturbi a livello intestinale, oltre ai danni intrinseci che causano, possono peggiorare la prognosi del paziente e aumentare la probabilità di non sopravvivere.
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Vaccino Anti COVID-19 con Proteina Spike Ricombinante
Il vaccino anti COVID-19 prodotto dalla società Novavax, approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) a dicembre 2021 e distribuito con il nome commerciale di Nuvaxovid, contiene la proteina spike del virus SARS-CoV-2 wild-type (ceppo originario isolato a Wuhan) ottenuta con la tecnica del DNA ricombinante più una sostanza adiuvante, aggiunta per potenziare la risposta immunitaria verso la proteina virale. Negli studi clinici condotti in diversi paesi - Regno Unito, SudAfrica, USA, Messico - l’efficacia del vaccino anti COVID-19 con proteina spike ricombinante si è attestata, dopo la seconda dose, attorno al 90% verso la malattia COVID-19 sintomatica. La risposta immunologica è risultata significativa sia nei pazienti più giovani che in quelli più anziani. E’ probabile che anche per questo vaccino, come già osservato per quelli che lo hanno preceduto (vaccini a mRNA e a vettore virale), l’efficacia diminuisca nel tempo.
Effetti Collaterali
Dal punto di vista della tollerabilità, negli studi clinici, i sintomi di reazione alla vaccinazione (reattogenicità) osservati nella prima settimana dopo l’iniezione sono risultati in genere di grado lieve-moderato, a carico del sito di iniezione - dolore, gonfiore, arrossamento - o sistemici - i più frequenti: febbre, brividi, stanchezza, malessere, dolore alle ossa e ai muscoli, mal di testa, nausea e vomito. L’incidenza dei sintomi di reattogenicità aumenta con la seconda dose del vaccino, e con il diminuire dell’età (i pazienti più giovani hanno manifestato una maggiore reattogenicità). Negli studi clinici non sono stati arruolati pazienti pediatrici.
Indicazioni Terapeutiche
Il vaccino anti COVID-19 con proteina spike ricombinante è indicato per l’immunizzazione attiva per prevenire la malattia COVID-19 in pazienti adulti.
Controindicazioni
Il vaccino anti COVID-19 con proteina spike ricombinante è controindicato in caso di ipersensibilità.
Interazioni Farmacologiche
Quando somministrato con il vaccino antinfluenzale, la risposta anticorpale verso il virus SARS-CoV-2 è risultata inferiore rispetto a quando il vaccino anti COVID-19 con proteina spike ricombinante è somministrato da solo (dati preliminari da studi clinici).
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Tossicità
In studi di tossicità riproduttiva non sono stati evidenziati effetti tossici sulla fertilità, la gravidanza, l’allattamento, lo sviluppo embriofetale e della prole in ratti femmina.