Il latte materno è l’alimento ideale creato da madre natura per nutrire il neonato e non necessita di una promozione speciale.
L’inizio e il mantenimento della produzione materna di latte sono strettamente correlati alla situazione del neonato che attiva i meccanismi psicofisiologici necessari.
Il mantenimento della secrezione lattea avviene per lo stimolo della suzione.
Poiché questo stimolo è di fondamentale importanza, il pediatra dovrà insegnare alla madre ad attaccare il neonato al seno regolarmente ad entrambe le mammelle per un periodo totale massimo di circa 20 minuti (10 minuti a seno).
I pasti diventano 6, cioè diminuisce un pasto.
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L'Importanza dell'Allattamento Materno
L’allattamento in termini energetici può essere considerato un lavoro molto più gravoso della gravidanza e richiede un maggiore fabbisogno calorico.
Per non uscirne debilitate, è necessario alimentarsi correttamente.
Se la madre è malnutrita, infatti, essa attinge da tutte le sue riserve e da tutti i suoi tessuti per favorire al lattante le migliori garanzie di sopravvivenza.
Le componenti del latte che più risentono della dieta della madre sono le vitamine che non essendo sintetizzabili dalle cellule né immagazzinabili (salvo quelle liposolubili), dipendono strettamente dall’apporto alimentare della madre.
Inoltre il tipo di grassi che vengono assunti dalla madre si ripercuote a livello del latte materno.
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Evitare il consumo di alcuni ortaggi che possono far assumere un sapore sgradevole al latte.
Consigli Pratici per l'Allattamento
- Il bambino viene attaccato al seno già dopo 6 ore dalla nascita e i pasti da fare durante la giornata sono 7.
- Si continua l’alimentazione con 7 pasti giornalieri.
- Un bambino di una settimana che pesi circa 3, 5 kg deve poppare 70-80 gr a pasto per 7 volte al giorno, mentre un bambino di un mese che pesi 4 kg dovrà fare poppate di 100-110 g a pasto per 6 volte al giorno.
- Muovendosi intorno a queste dosi si potrà determinare la quantità di latte necessaria per i pesi vicino a quelli indicati.
Se il bambino una volta dimesso dall’ospedale, prende latte artificiale, non è consigliabile cambiarlo per ragioni personali: sarà il bambino poi con il suo accrescimento ad indicare al pediatra se quel latte è ancora adatto o meno.
Se il bambino viene allattato al seno, bisogna controllare settimanalmente se egli è in costante accrescimento.
Se ciò non accade il latte ingerito è poco e dunque bisogna integrare con latte artificiale.
Si ricordi che il latte materno è più scarso nelle ore serali quando la madre è più stanca e quindi facilmente il bambino reclamerà la sua dose di alimento.
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Problemi Comuni Durante l'Allattamento
Spesso succede che i capezzoli siano sensibili durante la prima settimana dell’allattamento, soprattutto all’inizio di ogni poppata.
L’ostruzione dei seni che avviene spesso al terzo giorno dopo il parto, particolarmente frequente nelle primipare, è provocata da una esagerata stasi venosa e linfatica delle ghiandole mammarie.
Un ostruzione moderata è del tutto normale e scompare spontaneamente dopo uno o due giorni.
Nel caso di ostruzione completa i seni diventano molto duri e dolorosi e la pelle si fa tesa e lucida.
Un rimedio consiste nel sostenere i seni con un reggiseno sufficientemente ampio e ricorrere ad applicazioni locali di caldo o freddo.
La compressione manuale del seno per far uscire il latte è un metodo efficace usato dalla maggior parte delle madri.
Esso consiste nel premere delicatamente il seno con il pollice e l’indice della mano del lato opposto dello stesso, subito dietro l’aureola.
Il pollice sarà posto sopra e l’indice sotto i bordi esterni dell’aureola.
Affinché il neonato possa succhiare convenientemente, la madre e il bambino devono essere in una posizione confortevole e funzionale.
Se è sdraiata, la mamma dovrà la mamma dovrà voltarsi su un fianco ed avere capo e schiena ben fermi.
Se seduta si consiglia una sedia bassa, per appoggiare i piedi e porre un cuscino dietro la schiena.
Un sistema per incoraggiare il bambino a succhiare consiste nell’esercitare una pressione manuale sul seno per far uscire un po’ di latte dal capezzolo precedentemente introdotto nella bocca del bambino.
Una volta che il bambino ha iniziato a succhiare, va sorvegliato affinché non chiuda le narici premendo il naso contro il seno.
Generalmente gran parte del latte viene succhiato durante i primi 5-10 minuti della poppata.
È questo motivo per cui, se il bambino ha ancora fame, si passa all’altro seno.
Quando l’altro seno ha l’aspetto molle e vuoto, talvolta il neonato rifiuta di lasciare il capezzolo.
Se verranno usati entrambi i seni durante ogni poppata, si ricorderà alla mamma di iniziare alternativamente dal seno destro o dal sinistro.
Se invece la poppata viene fatta con un singolo seno, l’altra verrà fatta con l’altro seno.
Una spilla da balia appuntata ad una bretella del reggiseno aiuterà la mamma a ricordarsi con quale seno inizierà la successiva poppata.
Svezzamento: Il Passaggio all'Alimentazione Solida
Il termine divezzamento o svezzamento è impiegato nella letteratura medica per indicare il distacco, il passaggio da una situazione di dipendenza a una fase di parziale indipendenza.
È importante che il bambino abbia raggiunto certe abilità motorie, per masticare, per mordere per usare le dita ecc.
Se il bambino, sostenuto dalla madre, è incoraggiato a bere da solo esso lo farà secondo i propri ritmi.
In questo modo acquista un autocontrollo e una autoregolazione maggiore rispetto a quando succhia dal seno o dal biberon.
Se durante l’allattamento è andato tutto bene: il bambino ha avuto veramente qualcosa da cui deve essere svezzato.
Un allattamento ben riuscito è alla base dello svezzamento.
Elemento determinante che permette la somministrazione di alimenti solidi è la funzione masticatoria.
Lo svezzamento è una di quelle esperienze che aiutano a crescere soltanto se viene fornito un ambiente stabile.
Può capitare che il lattante accetti molto bene lo svezzamento durante il giorno, ma preferisca continuare gli ultimi pasti della giornata come prima.
Prima o poi però la mamma deve completare lo svezzamento.
Quasi sempre lo svezzamento viene compiuto dalla mamma gradualmente e in un ambiente che dia stabilità.
Reazioni del Bambino allo Svezzamento
Il bambino a volte può avere reazioni violente di fronte allo svezzamento.
Può darsi che reagisca perdendo interesse per il cibo, rifiutandolo, diventando irritabile e piangendo.
In questo caso non bisogna costringerlo a mangiare: in questa situazione per il bambino ogni cosa, compresa la madre, è diventata cattiva ed ella può solo aspettare, tenendosi pronta a soddisfare il graduale ritorno all’appetito.
Lo svezzamento ha un significato più vasto del suo senso letterale: esso serve anche ad abituarlo ed accettare gradualmente una nuova realtà.
Quando Iniziare lo Svezzamento
Il momento del divezzamento non viene raggiunto da tutti i bambini alla stessa età (circa 5- 6 mesi), ma va anticipato nei bambini di maggiore peso e ridotto in quelli piccoli.
A volte se un bambino ha un peso superiore alla norma, giunto all’età di circa 4 mesi, può presentare insoddisfazione all’alimentazione esclusivamente lattea che si manifesterà con astenia, rifiuto della poppata, scarso accrescimento.
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