Come Diventare un Nutrizionista: Requisiti e Percorso Professionale

La pandemia ha cambiato il nostro stile di vita, e sempre più giovani si appassionano all’alimentazione e desiderano diventare professionisti del settore food. Ma come si fa a diventare nutrizionista? Esiste un percorso ben definito che inizia dall'università.

Percorso di Studi e Abilitazione

Per poter svolgere la professione, è necessario un percorso universitario che può essere svolto anche all’interno di una delle università telematiche riconosciute dal MIUR, offrendo i vantaggi dell’e-learning. Le lezioni possono essere seguite tramite le piattaforme di e-learning messe a disposizione dagli atenei online.

Cosa studiare per diventare nutrizionista?

  • Laurea Triennale: Dietistica (professione sanitaria)
  • Laurea Magistrale: Biologia (con specifico percorso di studi in nutrizione) o Scienze dell'Alimentazione. Altre opzioni includono Biotecnologie, Medicina e Chirurgia, Farmacia o Agraria.

Conseguita la laurea, è necessario superare l’esame di stato per diventare Biologi Nutrizionisti e iscriversi all'Albo professionale.

L'iscrizione all'Albo prevede il superamento dell'esame di stato. L'iscrizione all’Ordine dei Biologi nella Sez.A conferisce il titolo giuridico a svolgere la professione di biologo di cui all’Art.

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Per i professionisti iscritti all’albo il D.L. 16 luglio 2020, n. 76 ha reso obbligatorio l’uso della casella PEC (posta elettronica certificata) ed ha previsto sanzioni per i professionisti che non comunicano la propria PEC (ora domicilio digitale) al proprio Ordine di appartenenza.

Specializzazioni

Il biologo nutrizionista si occupa di sviluppare piani alimentari in soggetti senza patologie, ma può specializzarsi ulteriormente:

  • Nutrizionista sportivo: Dopo la laurea in Biologia e il superamento dell’esame di stato, è possibile iscriversi ad un master per diventare nutrizionista dello sport.
  • Nutrizionista vegano: Specializzato in alimentazione vegana.
  • Nutrizionista pediatrico: Opera nel settore dell’infanzia.

La specializzazione in Scienze dell'alimentazione, conseguita dopo la laurea, è un titolo culturale che consente di svolgere la professione con più competenze.

Competenze e Attività del Biologo Nutrizionista

L’art. 3 della legge 24.5.1967, n. 396 afferma che formano oggetto della professione di biologo le attività di “valutazione dei bisogni nutritivi ed energetici dell’uomo”. Il decreto attribuisce ai biologi la “determinazione della dieta ottimale individuale in relazione ad accertate condizioni fisio-patologiche…la determinazione delle diete ottimali per mense aziendali, collettività, gruppi sportivi, ecc., in relazione alla loro composizione ed alle caratteristiche dei soggetti (età, sesso, tipo di attività)… la determinazione di diete speciali per particolari condizioni patologiche in ospedali, nosocomi…”

Tra le informazioni di natura generale, si rammenta che il biologo nutrizionista può elaborare e determinare piani alimentari sia nei confronti di persone sane sia di persone alle quali è stata diagnosticata una patologia, tuttavia, questa operazione potrà essere effettuata solo dopo l’accertamento delle condizioni fisio-patologiche da parte del medico.

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Il Consiglio Superiore di Sanità ha precisato che le competenze del biologo in campo nutrizionale afferiscono ad una serie di atti e attività, fra le quali: in funzione dei fabbisogni nutritivi e in funzione delle intolleranze alimentari, l’elaborazione di diete destinate sia a soggetti sani sia a soggetti cui è stata destinata una patologia; l’indicazione di integratori/supplementi alimentari e altri prodotti dietetici di libera vendita, concludendo poi che il biologo può autonomamente elaborare profili nutrizionali al fine di proporre alla persona che ne fa richiesta un miglioramento del proprio benessere, quale orientamento nutrizionale, finalizzato al miglioramento dello stato di salute.

Tali diete possono essere rivolte a tutta l’utenza in condizioni fisiologiche. Se invece il cliente presume di essere affetto da una qualche patologia e vorrebbe dal biologo consigli alimentari per curarla, il biologo lo rinvierà al medico perché accerti, con le sue competenze, se il soggetto è affetto da una qualche patologia e solo dopo questo accertamento potrà determinare ed elaborare una dieta che consenta, unitamente ai farmaci consigliati dal medico, il recupero dello stato di benessere.

Differenze tra le Figure Professionali

È importante distinguere tra:

  • Biologo Nutrizionista: Laureato in Biologia (con specifico percorso di studi in nutrizione) o in Scienze dell'Alimentazione. Può autonomamente elaborare piani alimentari per soggetti sani o con patologie accertate (previo accertamento medico).
  • Dietista: Professionista sanitario laureato in Dietistica (Laurea Triennale). Elabora, formula, attua e valuta piani dietetici prescritti dal medico. Non può fare diagnosi né prescrivere farmaci. Collabora con altre figure sanitarie.
  • Nutrizionista (senza ulteriori specificazioni): Termine generico che a volte viene utilizzato impropriamente. In genere, quando si parla di "nutrizionista" ci si riferisce al biologo nutrizionista.
  • Dietologo: è un medico vero e proprio, è laureato in Medicina e Chirurgia e si è specializzato in Scienze dell’Alimentazione. Il dietologo può fare diagnosticare patologie e, all’occorrenza, prescrivere farmaci specifici.

Avviare l'Attività: Partita IVA e Regime Forfettario

Se si desidera esercitare la professione in modo autonomo, è necessario aprire una partita IVA.

Il regime fiscale forfettario per un nutrizionista è vantaggioso, ma non è per tutti.

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Il regime forfettario offre numerosi vantaggi:

  • Imposta sostitutiva vantaggiosa (generalmente del 15% o del 5% per i primi 5 anni)
  • Esenzione IVA
  • Contabilità semplificata
  • Determinazione forfettaria del reddito imponibile (coefficiente di redditività del 78%)
  • Niente ritenuta d'acconto

Tuttavia, ci sono dei limiti:

  • Limite di fatturato: Il fatturato dell'anno precedente non deve superare gli 85.000 euro.

Passi per avviare la professione

  1. Aprire la partita IVA: Scegliere il codice ATECO corretto: 86.90.29 - Altre attività paramediche indipendenti nca.
  2. Iscrizione all’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi.
  3. Gestione della Contabilità: Un software come Forfè Manager può aiutare a gestire contabilità, fatture, scadenze e limiti di fatturato.

Calcolo delle imposte in regime forfettario

Si calcola sul reddito imponibile (cioè il 78% del fatturato forfettario).

  1. Contributo soggettivo (15%). Calcolato sul reddito imponibile. Ha un minimo fisso di 1.126 €.
  2. Contributo integrativo (4%). Applicato al fatturato. Va aggiunto in fattura al cliente.

Emettere fatture in regime forfettario

  • Descrizione della prestazione: Dettagliata (es. "Elaborazione piano alimentare personalizzato").
  • Dicitura obbligatoria: "Regime forfettario di cui all'art. 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190/2014".
  • Assenza di IVA e ritenuta d'acconto: Non devi indicare l'IVA e devi specificare che non applichi la ritenuta d'acconto (es. "Si richiede la non applicazione della ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, della legge n. 190/2014").

Costi

L'apertura di una partita IVA in regime forfettario ha costi generalmente contenuti. Se ti affidi a un commercialista per l'apertura, dovrai ovviamente considerare il suo onorario, che può variare a seconda del professionista.

Aspetti Legali e Assicurativi

La Legge 8 marzo 2017, n. 24 (Legge Gelli-Bianco) prevede espressamente nell’art. “Per l’esercente la professione sanitaria che svolga la propria attività al di fuori di una delle strutture di cui al comma 1 del presente articolo o che presti la sua opera all’interno della stessa in regime libero professionale ovvero che si avvalga della stessa nell’adempimento della propria obbligazione contrattuale assunta con il paziente ai sensi dell’articolo 7, comma 3, resta fermo l’obbligo di cui all’articolo 3, comma 5, lettera e), del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, all’articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137, e all’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. Ai fini di una copertura generale, si raccomanda inoltre al professionista di valutare un’ulteriore copertura di polizza che garantisca dai rischi da responsabilità civile, diversi da quelli evidentemente correlati alla condotta professionale.

Guadagni

È difficile stabilire con precisione quanto guadagna un nutrizionista: molto dipende dall’anzianità, dalla specializzazione e dal tipo di impiego (pubblico, privato o libera professione). All’inizio della carriera un professionista percepisce una retribuzione che si aggira sui 900/1.000 euro mensili.

Molto dipenderà dall’esperienza che riuscirai a maturare e dal curriculum che svilupperai. Se deciderai di intraprendere un percorso all’interno di un’università telematica potrai studiare e lavorare contemporaneamente dando avvio alla tua carriera molto presto.

Tabella Riepilogativa delle Figure Professionali

Figura Professionale Formazione Competenze
Biologo Nutrizionista Laurea in Biologia o Scienze dell'Alimentazione + Esame di Stato Elabora piani alimentari per soggetti sani o con patologie accertate (previo accertamento medico)
Dietista Laurea Triennale in Dietistica Elabora piani dietetici prescritti dal medico, promuove la sana alimentazione
Dietologo Laurea in Medicina e Chirurgia + Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione Diagnostica patologie e prescrive farmaci specifici, oltre a elaborare piani alimentari

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