Tendinite: Trattamento con Ghiaccio o Calore

La tendinite è un processo infiammatorio a carico dei tendini, robuste strutture che uniscono i muscoli alle ossa e sono formate da un tipo di tessuto, chiamato connettivo, con un alto contenuto di una proteina chiamata collagene e una più elastica chiamata elastina. Con il passare del tempo, in seguito a continue sollecitazioni, traumi e/o modificazioni, le fibre che compongono i tendini possono subire danneggiamenti con conseguente comparsa della tendinite.

La tendinite si manifesta con dolori localizzati nella sede in cui si trova il tendine danneggiato e si manifestano durante il movimento e alla palpazione. La cura è diversa a seconda della localizzazione dei tendini interessati dall'infiammazione.

Ghiaccio o Calore: Quale Scegliere?

Molte persone trattano di tutto, dall'artrite agli stiramenti muscolari, fino all'infiammazione, con impacchi di ghiaccio o cuscinetti riscaldanti. Ma quando bisogna ricorrere all'uno e quando all'altro?

Come regola generale, è bene sapere che la borsa del ghiaccio è utile per ferite acute, infiammazioni e gonfiori.

Generalmente sono consigliati il riposo assoluto e l’applicazione di impacchi di ghiaccio sulla zona colpita.

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La terapia del freddo è anche conosciuta come crioterapia. Funziona riducendo il flusso sanguigno in una particolare area: di conseguenza, possono ridursi anche l'infiammazione e il gonfiore che causano dolore, specialmente intorno a un'articolazione o un tendine.

La terapia del freddo, applicata nella zona dolorante, ha un’azione vasocostrittrice che aiuta a ridurre l’infiammazione. Da un lato, infatti, restringe i vasi sanguigni, dall’altro riduce il flusso sanguigno. In questo modo, la quantità di liquido che tende a formarsi intorno alla lesione diminuisce e il gonfiore è limitato.

Il freddo, inoltre, ha un’azione paralizzante, utile a ridurre il dolore e il fastidio.

In caso di contusioni, distorsioni, strappi muscolari importanti o tendiniti e borsiti, in tutti quei casi quindi in cui c’è una qualche forma di infiammazione, il ghiaccio può essere utile ad abbassare il dolore e a ridurre il gonfiore nella zona.

La terapia del calore agisce migliorando la circolazione e il flusso sanguigno nell'area verso cui è indirizzata: il calore, infatti, provoca un aumento della temperatura e una dilatazione dei vasi sanguigni, accrescendo l'apporto di ossigeno e sostanze nutritive alla zona. Innalzare, anche leggermente, la temperatura dell'area affetta può lenire il disagio e promuovere la flessibilità muscolare.

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Quando invece si hanno dolori e sensazione di rigidità e contrazione dei muscoli, magari da alcuni giorni, l’applicazione di calore aiuta a scioglierli e decontrarli e a diminuire il dolore.

Gli effetti di questo processo sono una migliore elasticità ed estendibilità delle fibre muscolari ma anche di tendini e legamenti che portano ad un rilassamento muscolare. Inoltre il calore ha un’azione di miglioramento del metabolismo dei tessuti, che causa una riduzione dei tempi di guarigione.

Nello specifico il caldo è utile per contratture, artrosi, dolore cronico, insufficienza circolatoria e, molto più frequente, la rigidità muscolare.

La terapia del caldo non è mai indicata, come prima scelta per la tendinite. Serve, piuttosto, a rilassare o lenire i muscoli doloranti e a recuperare la capacità di movimento.

Tipi di Terapia del Calore

Esistono due diversi tipi di terapia del calore: calore secco e calore umido. In entrambi i casi, la temperatura non deve essere mai eccessiva: il calore esagerato, infatti, non è benefico.

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Il calore secco, o "terapia del calore condotta", include fonti come termofori (apparecchio elettrico che emette calore e che può essere impiegato per mantenere al caldo una determinata zona), impacchi riscaldanti a secco e persino saune. Si tratta di un calore che è facile da applicare.

Il calore umido, o "calore di convezione", include fonti come asciugamani cotti a vapore, impacchi riscaldanti umidi o bagni caldi. Il calore umido può essere leggermente più efficace e richiedere meno tempo di applicazione per generare gli stessi risultati.

Si può ricorrere anche a trattamenti di termoterapia professionale.

Applicazione della Terapia del Calore

Quando si applica la terapia del calore, è possibile scegliere di utilizzare un trattamento locale, regionale o generalizzato per tutto il corpo. La terapia locale è la migliore per le piccole aree di dolore, come un muscolo rigido. Si possono usare piccoli impacchi di gel riscaldati o una borsa dell'acqua calda se si vuole trattare una ferita solo localmente.

Il trattamento regionale è il migliore per il dolore o la rigidità più diffusi e potrebbe essere ottenuto con un asciugamano al vapore, una piastra elettrica grande o impacchi termici.

Quando Evitare la Terapia del Calore

Ci sono alcuni casi in cui la borsa dell'acqua calda (e la terapia del calore in generale) non dovrebbe essere utilizzata. Se l'area in questione è contusa o gonfia (o entrambe) potrebbe essere meglio usare la terapia del freddo. Inoltre, la terapia del calore non dovrebbe essere applicata a un'area con una ferita aperta.

Le persone con determinate condizioni preesistenti non dovrebbero utilizzare la terapia del calore a causa del maggior rischio di ustioni o complicazioni dovute all'applicazione del calore. Queste condizioni includono: diabete, dermatite, malattie vascolari, trombosi venosa profonda, sclerosi multipla (SM). Chi ha una malattia cardiaca o ipertensione dovrebbe consultare il medico prima di usare la terapia del calore.

Durata delle Terapie

La terapia del calore è spesso più vantaggiosa se utilizzata per un buon periodo di tempo, a differenza della terapia del freddo, che deve essere limitata. Rigidità e tensioni minori spesso, possono, essere alleviate con soli 15-20 minuti di applicazione della borsa dell'acqua calda.

Per il trattamento domiciliare, applicare la borsa del ghiaccio, del ghiaccio avvolto in un asciugamano o un bagno di ghiaccio sulla zona interessata. Non applicare mai un oggetto congelato direttamente sulla pelle, poiché può causare danni alla pelle e ai tessuti. Dopo un infortunio, usare il ghiaccio il prima possibile, per brevi periodi di tempo, più volte al giorno.

Precauzioni con la Terapia del Freddo

Le persone con disturbi sensoriali che impediscono loro di provare determinate sensazioni non dovrebbero usare la terapia del freddo a casa perché potrebbero non essere in grado di sentire un eventuale danno. Attenzione anche in caso di diabete, che può provocare danni ai nervi e ridotta sensibilità.

Non si dovrebbe poi usare la terapia del freddo su muscoli o articolazioni rigide.

Ulteriori Trattamenti

Per migliorare la tendinite, il medico specialista può associare una terapia di tipo farmacologico, oppure consigliare trattamenti con laser, ultrasuoni e Tecar. Nelle fasi iniziali, sono molto utili rimedi naturali privi di effetti collaterali come i gel di Arnica o le monodosi di Arnica 200 CH. Estremamente efficace in tutte le fasi della tendinite è l’utilizzo di ossigeno-ozonoterapia in via infiltrativa a dosaggi adeguati scelti in base allo stato del paziente e dei suoi tessuti (la terapia va sempre personalizzata).

Sono, poi, indispensabili la valutazione posturale e quella degli schemi motori. Infatti, partendo dall’assunto che le cause delle tendiniti, oltre al sovraccarico meccanico, coinvolgano anche una disfunzione posturale, è fondamentale capire come lavora il sistema di stabilizzazione automatica delle articolazioni, ovvero il sistema posturale. Inoltre, bisogna valutare come lavora il sistema motorio nell’attivare i diversi muscoli nel tempo, analizzando anche le modalità e le sequenze di contrazione che utilizza per ottenere un dato movimento.

Il movimento è sempre il risultato di due componenti: l’equilibrio posturale tramite l’attivazione dei muscoli stabilizzatori anti-gravitari e l’attivazione dei muscoli per lo spostamento. Solo dopo aver sistemato questi aspetti, si affronterà l’ultima fase, che è l’esercizio fisico per rinforzare la muscolatura.

Prevenzione

«Si può cercare di evitare che il tendine entri in sofferenza dandogli il tempo di recuperare dopo uno sforzo particolarmente intenso.

Una buona prevenzione alle tendiniti di piedi e caviglie può dipendere anche dalle scarpe che indossiamo? Se sì, quali dobbiamo preferire? «Se possibile, meglio indossare sempre scarpe di una certa qualità e comunque adatte al tipo di attività che si deve svolgere.

Protocollo P.R.I.C.E.

La TERAPIA CALDO-FREDDO non va però MAI utilizzata subito dopo un trauma, condizione in cui è molto più indicato ricorrere al protocollo P.R.I.C.E.

Quando Consultare uno Specialista

Se ne sente parlare spesso ma, all’atto pratico, non è sempre chiaro quando applicare calore o ghiaccio. Specie quando si tratta della tendinite, caldo e freddo rischiano di essere usati indifferentemente e impropriamente con il metodo fai da te. Il punto è che, così, si potrebbe fare peggio. In entrambi i casi, bisogna prestare attenzione al tempo di applicazione e a quanto caldo o freddo utilizzare: se si superano i tempi stabiliti o le temperature sono troppo alte o basse, il rischio è quello di provocare delle ustioni da temperatura, spiacevoli ma fortunatamente evitabili seguendo le indicazioni di questo articolo.

Il consiglio che le posso dare è quello di farsi valutare e trattare da un professionista in modo tale da far cessare la sintomatologia ma anche di prevenire che la stessa si ripresenti. Comunque le conviene sentire il suo medico di base per farsi visitare e concordare insieme un iter corretto di terapie.

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