Cresce la schiera di italiani allergici a sostanze presenti negli alimenti, saliti secondo le ultime stime a circa venti milioni. Alcuni a torto e altri a ragione, perché quasi la metà pare essere vittima di errori diagnostici a causa di test largamente utilizzati per la definizione di allergie a cibi specifici, ma non scientificamente validati.
Cos'è l'allergia?
A volte delle sostanze innocue, come il polline o la polvere, entrano in contatto con il nostro organismo e il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo. Questo fenomeno si chiama reazione allergica o allergia. Normalmente, entrare in contatto con elementi come il polline non costituisce un problema, ma se in passato hai sofferto di febbre da fieno sai quanto possa essere fastidioso e irritante.
Il Ruolo dei Mastociti
La principale causa di un’allergia è l’attivazione dei mastociti, un tipo di cellule situate nella pelle. Potrai pensare: se l’orticaria cronica spontanea si presenta come un’allergia e viene percepita come un’allergia, perché non è un’allergia? Anche se il processo può essere molto simile, con i mastociti spesso responsabili sia dell’orticaria cronica spontanea sia delle allergie, nell’orticaria cronica spontanea in genere non c’è alcun trigger esterno. Per una persona con la febbre da fieno possiamo essere relativamente certi che il trigger è il polline, ma con l’orticaria cronica spontanea tale evidente elemento scatenante è spesso assente.
Allergie Alimentari
Un numero crescente di pazienti che soffre di queste allergie ha però la brutta sorpresa di sperimentare disturbi spesso lievi, ma a volte decisamente più gravi, in seguito all'ingestione di particolari alimenti. Latte, uova, arachidi, pesce, soia e frumento: sono gli alimenti, causa di eczemi o reazioni pruriginose per circa 7% di bambini italiani, cui si aggiungono molluschi, nocciole e frutta con guscio messi al bando dal 3% della popolazione adulta.
Il sintomo più comune è la Sindrome Orale Allergica, che inizia al momento dell’assunzione dell’alimento e, nella maggior parte dei casi, si risolve in poco tempo spesso senza alcuna terapia. In soggetti predisposti si possono manifestare i sintomi più gravi descritti in tabella. I sintomi descritti si manifestano immediatamente o al massimo entro mezz’ora-un’ora dopo l’assunzione dell’alimento a cui si è allergici.
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Chi ha manifestato una reazione a cibi con qualcuno dei sintomi descritti in tabella è bene consulti un allergologo con esperienza di allergia alimentare, che potrà individuare gli alimenti in causa, fornire gli opportuni consigli e prescrivere, se del caso, un kit di terapia d’urgenza adeguato alla gravità dei sintomi, che il paziente dovrà portare sempre con sé.
Il fenomeno delle reazioni crociate si verifica perché in molti alimenti sono presenti molecole simili a quelle presenti nei pollini o negli acari della polvere, che vengono riconosciute dal sistema immunitario anche per ingestione innescando così la reazione. Si tratta a tutti gli effetti di allergia alimentare, nella maggior parte dei casi limitata alla Sindrome Orale Allergica, ma che talora può manifestarsi con i sintomi più importanti.
L’allergia alimentare è causata da una complessa serie di reazioni in cui entrano in gioco particolari anticorpi della classe delle IgE. Questi anticorpi possono essere dimostrati dall’allergologo tramite i test cutanei (prick test) che in casi particolari possono essere effettuati anche con l’alimento fresco fornito dal paziente (prick by prick) oppure ricercando gli anticorpi specifici IgE nel sangue periferico del paziente (il cosiddetto RAST).
Al momento l’unico provvedimento è l’eliminazione dalla dieta dell’alimento o degli alimenti che causano allergia. Sono allo studio dei trattamenti di desensibilizzazione, paragonabili all’immunoterapia specifica con il “vaccino” che si pratica per le allergie respiratorie, ma allo stato attuale, a causa dei numerosi e talora importanti effetti collaterali, va considerata una cura ancora allo stato sperimentale.
Poiché molti allergeni alimentari possono essere presenti in tracce in diversi cibi e non essere menzionati nell’etichetta (alimenti “nascosti” = hidden food) è necessaria nei pazienti con reazioni gravi una grande attenzione e l’avere sempre a portata di mano la terapia d’urgenza prescritta dall’allergologo, inclusa, ove indicato, l’adrenalina per autoiniezione.
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Intolleranze Alimentari
Il termine è usato molto spesso a sproposito.
La più frequente è l’intolleranza al lattosio dovuta alla mancanza congenita o acquisita di un enzima, la lattasi, che si manifesta con diarrea, crampi addominali e talora vomito subito dopo l’assunzione di quantità anche piccole di latte o latticini. Non è di natura allergica e si diagnostica con un semplice esame non invasivo: il Breath test che viene effettuato comunemente nei laboratori analisi.
Il favismo è anch’esso causato da carenza enzimatica.
Si tratta di reazioni in genere legate alla quantità di alimento che viene introdotto (l’allergia può invece essere scatenata anche dall’assunzione di minime quantità dell’agente causale). Non compaiono quindi ogni volta che l’alimento viene consumato (a differenza dell’allergia che si manifesta sempre).
Non rare sono le reazioni ai solfiti, contenuti nei vini, in particolare negli spumanti, nei formaggi fermentati, nella birra e in altri alimenti. Possono causare vampate di rossore, sindromi di raffreddore e crisi asmatiche. L’unico rimedio è astenersi dall’assunzione degli alimenti che causano i sintomi.
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Viene inclusa erroneamente tra le intolleranze alimentari. Si tratta di una patologia su base genetica nella quale vengono prodotti anticorpi verso la gliadina, una componente proteica del glutine e verso enzimi normalmente presenti nell’organismo, come la transglutaminasi.
L’introduzione di glutine provoca atrofia dei villi intestinali con alterato assorbimento di vitamine, ferro e sali minerali. Ne consegue deperimento, anemia, dolori addominali, diarrea, talora stitichezza.
I cosiddetti test per l’intolleranza alimentare non hanno alcuna base scientifica: ne è stata infatti testata senza successo la riproducibilità dei risultati in uno stesso soggetto. Non c’è correlazione tra i risultati dei test e l’esperienza clinica del paziente, che non ha in genere osservato reazioni introducendo gli alimenti risultati “positivi” e, a volte non li ha mai neppure assaggiati.
La ricerca di anticorpi IgG e IgG4 verso gli alimenti è oggi molto pubblicizzata. Il test viene effettuato anche in numerosi laboratori pubblici. Le frequenti positività riscontrate si limitano a segnalare quali alimenti vengono più frequentemente assunti dal paziente, senza relazione con allergie o intolleranze.
Come Riconoscere i Veri Sintomi Allergici
Innanzitutto fare attenzione se al consumo di uno specifico cibo segue sempre o molto spesso una manifestazione reattiva caratteristica. La quale va annotata in un ‘diario allergico’ unitamente alla relazione temporale del sintomo in rapporto al momento del pasto. Con queste informazioni lo specialista potrà stilare una dieta anti-allergica ad hoc e indicare corretti stili di vita.
Due limiti evitabili se ai primi sospetti di allergia alimentare, che possono comparire entro pochi minuti dall’ingestione dell’alimento allergico e fino a un massimo di qualche ora con manifestazioni variabili dalla sensazione di calore alla pelle, prurito, orticaria, gonfiore intorno agli occhi, alle labbra e/o alla lingua, ma anche stanchezza intensa, nausea, bruciore alla gola, ci si rivolge a uno specialista e a centri di riferimento.
Meglio astenersi, suggeriscono gli esperti, da metodiche diagnostiche alternative e non scientificamente validate, fra queste:
- Test del capello: rileva la presenza nel capello di alcune sostanze chimiche al fine di valutare lo stato di salute generale della persona in esame.
- Test su cellule del sangue: valuta alcune alterazioni subite dalle cellule una volta che entrano in contatto con sostanze fra le più varie.
- Test della forza: analizza le variazioni della forza nell’organismo durante la manipolazione di alimenti nocivi.
- VEGA Test: ricorre all’utilizzo di elettrodi. Quello con polo negativo viene tenuto in mano dalla persona e attaccato ad un circuito cui si applica l’alimento mentre con l’elettrodo con polo positivo si ispeziona il paziente.
Orticaria
Si ha orticaria quando il paziente manifesta un rash cutaneo, o eruzione cutanea, caratterizzati dalla comparsa di bolle, o pomfi, in rilievo e che causano prurito. Queste lesioni possono essere diffuse o localizzarsi in punti specifici ma rimangono solitamente sulla superficie cutanea.
Sintomi dell'orticaria
- Pomfi: sono rilievi circoscritti sulla pelle, solitamente di colore rosso, che possono apparire su qualsiasi parte del corpo.
- Angioedema: anche se non sempre correlato, l’angioedema può apparire insieme all’orticaria. Si tratta di un gonfiore più profondo del tessuto cutaneo, spesso intorno agli occhi, alle labbra, al viso, alla gola, alle mani e ai piedi.
Nella maggior parte dei casi l’orticaria non rappresenta un pericolo immediato per la salute del paziente.
Durata dell'attacco di orticaria
- Orticaria acuta: quando si ha risoluzione entro le sei settimane. Si tratta di una manifestazione molto frequente e interessa di solito i bambini, le donne e i soggetti allergici. Circa il 70% degli episodi di orticaria si manifesta in forma acuta. Insorge rapidamente, raggiungendo il picco in 8-12 ore, per poi guarire spontaneamente entro uno o due giorni.
- Orticaria cronica: quando il rash dura più di sei settimane. Presenta gli stessi sintomi della forma acuta, ma secondo un modello imprevedibile.
Cause dell'orticaria acuta
Le cause dell’orticaria acuta sono spesso le reazioni allergiche. In caso di allergie alimentari e a fattori ambientali, i segni si manifestano entro pochi minuti o alcune ore dopo l’ingestione o il contatto con l’agente scatenante. La maggior parte delle allergie si presenta in forma lieve, ma in alcuni casi, l’orticaria acuta può essere il sintomo di una grave reazione allergica, nota come anafilassi o shock anafilattico.
Cause dell'orticaria cronica
L’orticaria cronica è spesso il risultato di reazioni autoimmuni: il sistema immunitario rilascia anticorpi anomali che attaccano erroneamente i tessuti dell’organismo.
L’orticaria è indotta da uno stimolo che provoca una reazione del sistema immunitario. A questa reazione segue il rilascio di istamina e altri mediatori che regolano e controllano i processi infiammatori.
Tra le cause di orticaria cronica troviamo infatti un 60% di casi di orticaria spontanea, un 5% di orticaria vasculite ed un 35% è provocato da cause fisiche che si manifestano quindi a seguito di stimoli fisici che possono essere di diverso tipo.
Tipi di Orticaria
- Orticaria da freddo: Di solito è una manifestazione localizzata alla parte di cute esposta al freddo.
- Orticaria colinergica: L’orticaria colinergica è una forma di orticaria diffusa, prodotta da eventi che inducono l’aumento della temperatura corporea e più precisamente la sudorazione. Nello specifico, è dovuta a un’alterazione delle vie colinergiche, e la reazione cutanea si scatena quando si sta per sudare, impedendo di fatto la sudorazione. L’eruzione cutanea si manifesta generalmente sulla parte superiore del torso, sulle braccia e sul collo.
- Orticaria papulosa: É caratterizzata dalla comparsa di papule, lesioni simili a piccole vescicole, a volte escoriate, che danno intenso prurito. L’orticaria papulosa è spesso causata dalla puntura di insetti, in particolare dalle punture di imenotteri, come vespe e zanzare, ma anche dal morso di pulci o acari.
Diagnosi
Dopo l’anamnesi e l’esame dei segni e dei sintomi, di solito il processo diagnostico in caso di orticaria prevede il ricorso a test allergologici. In caso di orticaria cronica, dal momento che è altamente improbabile che la causa sia di natura allergica, i test allergologici non sono di grande utilità.
Trattamento
L’orticaria si risolve spontaneamente entro pochi giorni nella maggior parte dei casi, e non richiede un trattamento specifico. Le terapie per l’orticaria, se necessarie, possono variare a seconda che si tratti di orticaria acuta o cronica.
- Antistaminici: sono il trattamento di prima linea sia per l’orticaria acuta che cronica.
- Farmaci biologici: per i pazienti con orticaria cronica che non risponde ad altri trattamenti, l’omalizumab (un anticorpo monoclonale anti-IgE) è stato approvato e può essere utilizzato.
Reazioni Cutanee al Calore
La pelle esposta per tempo prolungato a fonti di calore, al sole, o a materiale caldo può reagire in differenti modi. Spesso si nota la comparsa di rush cutanei caratterizzati da micro brufoli o macchie rosse e brunastre, pomfi simili a quelli delle punture di zanzara, presenza di vesciche o bolle, sensazione di bruciore accompagnata da prurito e talvolta da dolore. Eritemi e allergie, dovuti all'esposizione solare e all'eccessivo sudore possono essere prevenuti e trattati.
Dermatite da Sudore
Una delle manifestazioni più caratteristiche a livello dermatologico, con maggior incidenza nella stagione calda, è la dermatite da sudore, nota anche come "miliaria" o "sudamina". Si tratta di una patologia della pelle che si manifesta con sintomi come irritazione, rush cutanei e macchie rosse spesso pruriginose e a volte maleodoranti. Le zone di insorgenza più colmuni sono quelle in cui sono presenti le ghiandole sudoripare e dove è maggiore la proliferazione batterica, come ad esempio: ascelle, inguine, incavi di braccia e ginocchia. Il sudore eccessivo ostruisce i dotti secretori non riuscendo a fuoriuscire.
Eritema
In dermatologia, si parla di eritema per definire qualsiasi arrossamento della pelle provocato da un aumento dell'apporto di sangue in una determinata area del corpo. Esistono varie forme di eritema: correlato all'esposizione alla luce solare, a fonti termiche, chimiche, infettive, tossiche. Può insorgere anche per cause legate a disfunzioni ormonali e condizioni di stress psico-emotivo.
Allergia al Sole
L'allergia al sole o fotoallergia è una reazione del sistema immunitario alla luce del sole.
- Dermatite polimorfa solare: è la più frequente allergia della pelle dovuta all'esposizione solare e al calore.
- Orticaria solare: si manifesta con la comparsa dell'orticaria sulla pelle esposta al sole.
Le cause dell'allergia al sole possono essere molteplici e diverse, da una risposta del sistema immunitario a fattori esterni quali utilizzo di prodotti che innescano una reazione chimica con il calore del sole (profumi, lozioni e creme), oppure assunzione di farmaci.
Eritema Ab Igne
Tra i disturbi della pelle legati all'esposizione al calore troviamo anche l'eritema ab igne, ossia una reazione cutanea che si manifesta a seguito di un'esposizione prolungata a fonti di calore che possono includere, ad esempio: saune, scaldini elettrici, vapore, termosifone, computer, borsa dell'acqua calda, parti metalliche di lettini, sabbia rovente in spiaggia. I sintomi sono decisamente caratteristici: aree arrossate che, nei giorni successivi all'evento scatenante, disegnano un reticolo sulla pelle.
Orticaria da Freddo
Quando le temperature si abbassano sensibilmente, nei mesi invernali più freddi, oltre a pelle secca e rossori possono svilupparsi reazioni più severe, come l’orticaria, anche conosciuta comunemente - ma erroneamente - come “allergia da freddo”. Spesso interessa pazienti affetti da altre malattie allergiche o autoimmuni, tuttavia, non si tratta di una vera e propria allergia in quanto il freddo induce una reazione indiretta nella cute.
L’orticaria da freddo si manifesta con l’insorgenza di specifici sintomi cutanei, in particolare dei pomfi rossastri e pruriginosi. La principale manifestazione dell’orticaria, infatti, è il prurito, un sintomo che può essere invalidante e distrarre il paziente dallo svolgimento delle mansioni quotidiane e disturbarne il riposo notturno.
Le temperature a cui si scatena l’orticaria sono molto variabili da individuo a individuo, motivo per cui non è possibile determinare una specifica temperatura oltre la quale si può sviluppare l’orticaria da freddo.
L’orticaria da freddo interessa in particolare il sesso femminile, tra i 20 e i 40 anni, e le persone che hanno sviluppato una condizione di stress psicofisico.
Il trattamento per l’orticaria da freddo prevede poi l’assunzione di antistaminici di seconda generazione, che possono essere modulati in base alle necessità cliniche del singolo paziente.
Per prevenire l’orticaria da freddo è necessario evitare di esporsi a temperature troppo basse e, se inevitabile, prestare attenzione a coprire la maggior parte di porzioni di pelle possibile. Dunque, è opportuno coprire bene la pelle del collo con la sciarpa, avere un cappello che protegga anche le orecchie e indossare sempre i guanti.