La Dott.ssa Teresa Esposito è un Medico Chirurgo, specialista in Dietologia Clinica e Biochimica Clinica, specialista in Genetica Molecolare, PhD in Scienze Mediche Cliniche e Sperimentali e Master in Management delle Aziende Sanitarie Gestione Risorse Umane.
Nata a Pomigliano d’Arco (Na) il 09.02.1977, il suo indirizzo è Corso Italia 3, Parco Rosmary Palazzo n. 2, SCALA B - PIANO TERRA - 80049 Somma Vesuviana (NA).
Formazione e Attività di Ricerca
- Consegue la licenza liceale presso il Liceo Scientifico Statale E.
- Dal settembre del 1996 svolge attività di ricerca presso il laboratorio diretto dal Prof. B. Varriale dell'Università, responsabile del Laboratorio di Biologia molecolare del Dipartimento di Medicina Sperimentale sez. F.
- Da marzo 2001 a marzo 2002 frequenta il reparto di Cardiomiologia e Genetica Medica, primario Prof. G.
- Nel 2004 risulta vincitrice di una borsa di studio Socrates Erasmus, conseguendo parte della sua specializzazione presso l’Universitè Blaise Pascal Dept.
- Dall’aprile 2005 al settembre 2005 ha lavorato presso UMR CNRS-UBP 6547, Departèment Compared Physiology and Molecular Endocrinology, Aubiere Cedèx 63177, (France), diretto dal Prof. J.M.
- Nel luglio 2012 è assunta presso l’Universitè Blaise Pascal Dept.
Incarichi e Collaborazioni
- “Einsegnant-Chercheur invitee” presso l’Universitè Blaise Pascal, Dept.
- Da novembre 2016 ha incarico di collaborazione, in V Commissione Sanità - Consiglio Regionale della Campania - a sostegno e supporto dell’attività istituzionale del Consigliere Regionale On.
Disturbi del Comportamento Alimentare: Ortoressia e Vigoressia
La Dott.ssa Esposito si occupa anche di disturbi del comportamento alimentare, come l'ortoressia e la vigoressia.
Ortoressia: L'Ossessione del Mangiare Sano
«Si parla di ortoressia quando la selezione, la ricerca e la preparazione del cibo avvengono secondo precisi canoni ritenuti salutari e diventano pensiero primario delle giornate. Una forma, quindi, di attenzione abnorme alle regole di nutrizione, alla scelta degli alimenti e alle loro caratteristiche che diventa patologia», spiega la dottoressa Teresa Esposito, medico chirurgo, Specialista in Dietologia Clinica e della Nutrizione Umana.
Di questa disfunzione, relativamente giovane, ne ha parlato per la prima volta nel 1997 lo psicologo americano, Steve Bratman. Per riuscire a riconoscere più facilmente nei suoi pazienti questo disturbo ha formulato un questionario che in 10 domande è in grado di svelare se un comportamento corretto come il mangiare sano non stia mutando in nevrosi.
Leggi anche: Servizi Nutrizionista a Santa Teresa
Secondo dati diffusi lo scorso anno dal Ministero della Salute, sarebbero oltre 3 milioni gli italiani con disturbi alimentari e di questi circa il 15% soffrirebbe di ortoressia, con una netta prevalenza degli uomini (11,3%) rispetto alle donne (3,9%).
«Il problema è che certe ossessioni possono condurre al risultato opposto dei propri obiettivi, con conseguenze negative sul sistema nervoso, avvertite con difficoltà dal soggetto colpito, ma molto evidenti a chi lo circonda. A pagare le conseguenze di un’estremizzazione alimentare non sono, infatti, solo i soggetti stessi, ma anche, ad esempio, i figli di questi non abbastanza consapevoli o liberi di scegliere cosa mangiare, ma costretti a pasti iper controllati e rigidi. Tutto questo però non è privo di conseguenze fisiche e psicologiche: dal punto di vista organico l’ortoressia può portare a squilibri elettrolitici, carenze vitaminiche e problemi muscolari, mentre psicologicamente si associa a rigidità mentale, insoddisfazione e ansia se non si riesce a mangiare come si vorrebbe», conclude sull’argomento la dottoressa Esposito.
Vigoressia: L'Ossessione per l'Esercizio Fisico
Altra estremizzazione, non meno pericolosa, è la vigoressia, l’ossessione per l’esercizio fisico, la ricerca maniacale della perfezione. È il 1993 quando questo disturbo viene per la prima volta descritto in una pubblicazione scientifica, e il termine stesso con il quale oggi la si definisce non era ancora stato coniato.
«I vigoressici hanno una percezione distorta del proprio corpo, ma non sono individui magrissimi che continuano a vedersi grassi e bisognosi di dimagrire, quanto soggetti muscolarmente ipertrofici che si percepiscono invece come flaccidi e poco tonici. Questo li porta ad assumere un comportamento rigido finalizzato all’aumento ossessivo dei propri volumi muscolari», racconta la dottoressa Esposito.
«Per fare ciò i pazienti sono disposti ad assumere anabolizzanti, seguire diete a elevato contenuto proteico e imbottirsi di integratori. La maggior parte di essi si prepara però autonomamente la dieta senza conoscenze specifiche nel campo dell’alimentazione. Molti si informano on line, tramite amici e compagni di palestra o allenatori dai quali cercano di ottenere le informazioni necessarie sugli alimenti da consumare o da evitare e sulle sostanze che abbiano un rapido effetto ergogenico per migliorare le proprie performance. Questo con rischi però gravi per la salute, come l’aumento del colesterolo, l’ingrossamento prostatico, la ginecomastia e l’atrofia testicolare», spiega il dottor Nicola Filippi, Medicina dello sport.
Leggi anche: Supporto Nutrizionale agli Atleti
«I soggetti maggiormente a rischio sono gli uomini, così come, percentualmente parlando, sono le donne quelle maggiormente esposte all’anoressia. La fascia certamente più colpita è quella dei 25 ai 35 anni, ma non manca una crescente fetta di persone over 40, che spinta dall’idea di riconquistare la propria giovinezza attraverso l’allenamento, si lascia gradualmente attrarre da allenamenti sempre più duri e frequenti e un’alimentazione molto rigida, sino a trovarsi vittima di una vera e propria ossessione», racconta la dottoressa Esposito.
Il Parere dello Psicologo
«Entrambe le condizioni, ortoressia e vigoressia, sono espressione di una certa rigidità ossessiva, che può essere già presente come tratto di personalità oppure rappresentare una forma comportamentale che nasce e si irrigidisce con il sintomo stesso. In entrambi i casi sono manifestazioni insidiose perché appaiono in maniera non riconosciuta come problematica, anzi come modo di rispondere pienamente alle richieste di una società etica, prestazionale e molto incentrata sull’esteriorità», spiega il dottor Tommaso Zanella, psicologo e studioso di nuove dipendenze.
«Come tutti i comportamenti socialmente accettati non è semplice capire quando si stia esagerando. In generale è sicuramente fondamentale prestare attenzione all’aspetto relazionale: sebbene spesso i soggetti afflitti da certe dipendenze finiscano con il ridurre le proprie frequentazioni a individui con la medesima visione del cibo o dell’esercizio fisico, è importante sostenere anche e soprattutto le relazioni con amici e familiari in grado di aiutare a comprendere eventuali eccessi», continua il dottor Zanella.
«Per capire se una nostra abitudine si sta tramutando in ossessione è importante badare ai propri comportamenti. Se mangiare una volta ogni tanto “al di fuori delle regole” ci provoca un disagio particolarmente intenso o se saltare un allenamento è condizione sufficiente a provocarci ansia, sarebbe il caso di iniziare a riflettere e magari cercare aiuto in amici e parenti, ma soprattutto rivolgersi a un esperto.
Leggi anche: Curriculum di Teresa Muraca
tags: #teresa #esposito #nutrizionista #curriculum