Titina: Funzione e Localizzazione di una Proteina Chiave nel Tessuto Muscolare

Il tessuto muscolare è uno dei quattro tipi fondamentali di tessuto del corpo umano, insieme al tessuto epiteliale, connettivo e nervoso.

Può essere suddiviso in tre tipologie, diverse per forma, struttura e funzione:

  • Tessuto muscolare liscio, di tipo involontario, presente soprattutto in organi interni e cavi.
  • Tessuto muscolare cardiaco, di tipo autocontrattile, presente solamente nel miocardio.
  • Tessuto muscolare striato, o scheletrico, di tipo volontario.

Struttura del Sarcomero

Il sarcomero è l’unità funzionale e strutturale del muscolo, compreso fra due linee Z.

Osservando la struttura di un sarcomero al microscopio possiamo notare delle linee parallele fra loro, i miofilamenti, che sono formati da filamenti spessi e filamenti sottili, costituiti rispettivamente da proteine, miosina e actina.

I miofilamenti spessi hanno una porzione centrale liscia, mentre alle estremità presentano delle protrusioni che formano ponti trasversali tesi fra i miofilamenti spessi e quelli sottili; questi ultimi si insinuano negli spazi compresi tra i filamenti spessi.

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Andando ad analizzare nel dettaglio i filamenti sottili possiamo notare che sono composti da una doppia elica di F-actina (polimerizzazione di G-actina).

La tropomiosina è una proteina filamentosa (due α eliche) disposta nel solco fra le due eliche di actina.

La troponina è composta da tre subunità globulari (C, T e I) disposte ad intervalli regolari lungo i filamenti di tropomiosina.

  • La TnC rappresenta il sito di legame per Ca2+ ed è accoppiata alla TnI che inibisce la ATPasi acto-miosinica.
  • La TnT è legata alla tropomiosina.

La testa della miosina è una regione globulare deputata al legame con i filamenti di actina, oltre che al sito di idrolisi dell’ATP.

La Titina: Una Proteina Strutturale Chiave

La titina è una proteina che si estende, parallela ai filamenti contrattili, per la lunghezza di mezzo sarcomero, dalla linea Z alla linea M.

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Come anticipato, le miofibrille sono circondate dal reticolo sarcoplasmatico, un sistema complesso di vescicole e tubuli che dà origine al sistema sarcotubulare.

Entrando sempre più nel microscopico, scopriamo che le miofibrille sono a loro volta composte da miofilamenti paralleli, che sono di due tipi: spessi e sottili.

Si può inoltre osservare una caratteristica striatura lungo l'asse maggiore della miofibrilla, dovuta all'alternarsi regolare di bande chiare e scure.

All'interno della singola miofibrilla i vari sarcomeri si susseguono uno dopo l'altro, come a formare un'alta pila di cilindri.

Nel muscolo, inoltre, le fibre sono disposte parallelamente, in modo tale che i rispettivi sarcomeri risultino allineati.

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In altre parole, accanto ad una linea Z di una miofibrilla vi è sempre una linea Z della miofibrilla adiacente; questa simmetria fa sì che nel suo insieme, tutta la fibra muscolare appaia striata trasversalmente.

Un sarcomero è composto da un fascio di filamenti, disposti longitudinalmente e paralleli tra loro.

Al centro di ciascun sarcomero è presente circa un migliaio di filamenti spessi, costituiti da miosina.

Il fascio di filamenti sottili, costituiti dall'actina, si trova ai poli del sarcomero e costituisce le due mezze bande I, che arrivano sino ai dischi Z.

Reticolo Sarcoplasmatico e Tubuli T

Il reticolo sarcoplasmatico è formato da un sistema continuo di canalicoli o cisterne delimitati da una membrana, denominati sarcotubuli, che compongono una rete attorno a ciascuna miofibrilla.

Svolge una funzione specifica in rapporto alla contrazione: assume, conserva e rilascia ioni Ca2+.

Il calcio viene rilasciato nel sarcoplasma (cioè il citoplasma racchiuso dal sarcolemma) all’arrivo di un segnale elettrico eccitatorio (potenziale d’azione).

Poi abbiamo i tuboli T, invaginazioni della membrana all’interno della cellula.

Il reticolo contiene elevate concentrazioni di Ca++, fondamentale per la contrazione.

I tubuli T (o trasversi) sono fatti di sarcolemma, la loro funzione è quella di portare dei segnali elettrochimici in prossimità delle parti più profonde della cellula muscolare.

Il complesso formato da reticolo sarcoplasmatico e tubuli T ha la funzione di attivare i muscoli scheletrici, quando questi sono stimolati dal motoneurone.

Questo processo avviene con la massima velocità e il minimo dispendio di energia.

Contrazione Muscolare e Variazioni nel Sarcomero

Durante la contrazione muscolare i ponti actomiosinici sono continuamente formati e sciolti, a patto che sia disponibile una sufficiente quantità di ioni calcio e di ATP; affronteremo meglio questo aspetto nel prossimo articolo.

La struttura contrattile molecolare della fibra muscolare è il Sarcomero, la cui struttura è formata da bande alternate di zone chiare e scure che determinano la posizione topografica di actina e miosina.

Le linee Z delimitano i confini del sarcomero.

A livello di queste linee avviene l’ancoraggio dei filamenti sottili di actina.

La linea M, a metà del sarcomero, funge da ancoraggio per i miofilamenti spessi di Miosina.

La banda A è lunga quanto la miosina, e rappresenta la zona scura dove actina e miosina si sovrappongono.

La zona H, oltre a contenere la banda A, contiene anche la banda H, che si trova al centro di quest’ultima e che contiene solo miosina senza la sovrapposizione di actina, rappresentando quindi, la zona chiara.

L’actina è formata da tanti piccoli monomeri di Actina G (G sta per globulare), immaginata come una collana di perle: il filo è l’actina F, le perle sono l’actina G.

Un miofilamento di actina è formato da due filamenti di actina F avvolti a doppia elica.

La troponina è formata da tre proteine globulari che si legano a tre strutture diverse, una per l’actina, una per la tropomiosina e una per il Ca++ (questo legame con il calcio sarà quello che darà il via alla contrazione).

La miosina è formata invece da dei filamenti, due sub-unità attorcigliate fra loro dotate ciascuna di una coda e una testa (come due mazze da golf attorcigliate).

Le due teste globulari sono disposte speculari su due direzioni opposte.

Le teste della miosina, dette anche ponti trasversali, contengono i siti di legame per l’ATP e l’actina.

All’interno della cellula sarà presente l’enzima ATP-asi per la demolizione dell’ATP.

Il meccanismo della contrazione muscolare si basa sullo scorrimento delle fibre di actina sulla miosina, determinando macroscopicamente l’accorciamento del muscolo, e quindi il movimento.

Ci sarà una variazione delle dimensioni di alcune bande.

Le bande H e I diventano più piccole, mentre la banda A rimane invariata e le linee Z nel complesso si avvicinano.

Tutto questo si basa su un modello fisiologico basato sullo “scorrimento dei miofilamenti” (quindi l’accorciamento non è dovuto alla loro modificazione strutturale).

Quando arriva lo stimolo alla testa della miosina il gruppo P (fosfato) si libera dalla miosina, si genera energia e si crea il “colpo di forza”, cioè la remata.

Questo colpo di forza è quindi l’evento in cui la testa della miosina si sposta verso l’interno del sarcomero.

Si riferisce a quel fenomeno che associa l’eccitazione di una fibra muscolare alla sua automatica contrazione.

Mentre la lunghezza dei filamenti e della banda A rimane invariata si ha una riduzione della banda I e della banda H.

La generalizzazione del fenomeno determina l'accorciamento di miofibrille, delle fibre muscolari, dei fascicoli e dell'intero muscolo.

E' interessante notare come ciascun sarcomero possa accorciarsi al massimo fino al 50% della sua lunghezza a riposo.

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