L’intervento di rimozione della colecisti, effettuato in laparoscopia (tecnica mininvasiva) comporta disturbi minimi per il paziente ma consente di risolvere un problema molto doloroso come quello dei calcoli biliari. In questo articolo, sono raccolte le risposte alle principali domande che riguardano la colecistectomia: dalla preparazione dell’intervento chirurgico fino al decorso post-operatorio.
Cosa bisogna sapere sull’intervento alla colecisti
Che cosa è colecistectomia laparoscopica?
La colecistectomia effettuata in laparoscopia è un intervento chirurgico mininvasivo che consiste nell’asportazione della colecisti e dei calcoli in essa contenuti.
Chi opera la cistifellea?
L’operazione della colecisti viene effettuata dal chirurgo generale con esperienza di chirurgia laparoscopica e di patologie delle vie biliari.
Cosa bisogna portare in ospedale e come prepararsi all’intervento di colecistectomia?
In ospedale è sufficiente portare il necessario per una breve degenza (di solito, due giorni). Per prepararsi all’intervento chirurgico, invece, è necessario rimanere a digiuno dalla sera prima e seguire le indicazioni igieniche che vengono fornite in pre-ospedalizzazione.
Come viene fatto l’intervento di asportazione della colecisti?
Per effettuare la colecistectomia si praticano quattro piccole incisioni sulla parete addominale attraverso le quali verranno introdotti una telecamera e gli strumenti chirurgici. L’addome, che è una cavità virtuale, viene gonfiato con del gas (CO2) in modo da rendere possibile il distacco della colecisti dal fegato e la sua successiva estrazione attraverso una delle incisioni della parete. Completato l’intervento si rimuovono il gas e gli strumenti chirurgici.
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Quanto dura l’operazione?
L’intervento di asportazione della colecisti dura in media 50 minuti.
Quanti giorni di degenza sono necessari?
In genere, per effettuare la colecistectomia sono sufficienti due giorni di degenza.
Che cosa comporta l’asportazione della cistifellea? Come si vive senza?
Molti pazienti vivono senza cistifellea senza avere problemi. Qualcuno, nei giorni successivi all’intervento di asportazione, accusa episodi di diarrea, che però di solito si risolvono spontaneamente e in breve tempo. In caso contrario, si può optare per un trattamento farmacologico risolutivo.
Che anestesia viene fatta per l’intervento di asportazione della colecisti?
L’intervento viene effettuato in anestesia generale.
Cosa da sapere sul decorso post-operatorio
Quanto durano i dolori?
Essendo un intervento laparoscopico, le incisioni sono piccole e pertanto il dolore postoperatorio è perlopiù modesto, limitato alle prime ore e facilmente controllabile con i comuni analgesici.
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Quando ci si può alzare?
La sera stessa della colecistectomia con l’aiuto del personale sanitario o al più tardi la mattina successiva con la ripresa dell’alimentazione.
Come bisogna comportarsi?
Nei primi giorni successivi all’operazione bisogna evitare di compiere sforzi fisici.
La cistifellea e il suo ruolo
La cistifellea, o colecisti, è un organo posto appena al di sotto del fegato il cui compito principale consiste nell’immagazzinare e concentrare la bile prodotta dal fegato e necessaria per la digestione e l’assorbimento dei grassi. Quando mangiamo, infatti, la cistifellea interviene nei processi digestivi e scarica il fango biliare nel duodeno (la parte iniziale dell’intestino tenue). La bile è indispensabile per la scomposizione dei grassi.
Se con l’alimentazione introduciamo continuamente cibi grassi e difficilmente digeribili, la colecisti si impigrisce. Al suo interno comincia ad accumularsi il fango biliare, condizione che può portare alla formazione di calcoli, infiammazione alla cistifellea ed altri sintomi più o meno gravi. Una bile densa e intasata riduce l’efficacia digestiva, rallentando il metabolismo.
Sintomi di problemi alla cistifellea:
- Pesantezza, gonfiore, reflusso e difficoltà digestive
- Stitichezza
- Nausea e vomito
- Mal di testa
- Stanchezza
- Coliche biliari
Alimentazione per la salute della cistifellea
Dunque, per prevenire l’infiammazione della colecisti è indispensabile limitare il consumo di alcuni alimenti, quali:
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- Carni grasse
- Formaggi stagionati più grassi
- Dolci
- Fritture
Per favorire una detossificazione della colecisti bisogna prestare attenzione anche ad altri alimenti difficilmente digeribili e poveri di fibre come:
- Strutto, grassi idrogenati, olio di pesce, complessi vitaminici a base di omega-3 e vitamine liposolubili
- Latticini freddi (es. yogurt, latte freddo, gelati)
- Burro d’arachidi
- Uova
- Zucchero
- Pane bianco, riso e pasta bianchi
Quali alimenti preferire?
In caso di patologie alla cistifellea o semplicemente in via preventiva, bisogna preferire alimenti poco elaborati, facilmente digeribili e ricchi di fibre, come ad esempio:
- Frutta (in particolare mela, succo di limone o arance)
- Verdura (in particolare carciofi, carote)
- Frutta secca
- Legumi
- Cereali integrali
- Carni bianche magre
- Pesce magro
- Olio extravergine d’oliva e olio di cocco
- Latte scremato
- Formaggi magri
- Spezie come fieno greco, cannella, curcuma e zenzero che aiutano la cistifellea nel processo di scomposizione biliare
Le fibre sostengono i processi digestivi e proteggono contro le malattie della cistifellea, poichè favoriscono il passaggio del cibo verso l’intestino producendo meno sali biliari secondari. Per favorire la pulizia della cistifellea è utile far ricorso alle cosiddette erbe colagiche. Tali erbe, infatti, favoriscono la produzione di bile e contribuiscono a combattere eventuali ostruzioni. Le barbabietole rosse, ad esempio, appartengono a questa famiglia. Altre piante terapeutiche come rucola, pitypang, neem, kutki, guduchi, che appartengono alla famiglia delle erbe amare per il loro caratteristico sapore amaro, sono particolarmente efficaci per depurare la cistifellea. Stimolando il regolare flusso biliare, possono aiutare a prevenire la formazione di calcoli nelle vie biliari e a ridurre i sintomi.
Dopo l'asportazione della colecisti: cosa succede?
Una domanda che viene spesso posta da chi è affetto da litiasi della colecisti è: “e dopo aver tolto la colecisti, cosa mi succede?” E’ abbastanza intuitivo che se un organo esiste, avrà una funzione. Il dubbio su cosa può succedere rimuovendo quest’organo è quindi del tutto legittimo. Vediamo dunque innanzitutto a cosa serve la colecisti.
Il fegato è una grande ghiandola annessa al canale alimentare, che svolge un molteplicità di funzioni. Tutto questo per evidenziare il fatto che la bile, nella sua funzione digestiva, è un utile supporto ma è tutt’altro che fondamentale. Solo i Sali Biliari hanno in effetti un ruolo nei processi digestivi. Le sostanze grasse introdotte con la dieta, nella soluzione acquosa che è in bolo alimentare, tendono a formare micelle abbastanza grosse (esattamente come l’olio versato in acqua). Si capisce quindi il perché di un organo in grado di ricevere la bile e concentrarla riassorbendo acqua nelle fasi interdigestive.
Cosa succede a livello digestivo?
Dopo qualche tempo (in genere pochi mesi), si viene a creare un meccanismo di compenso a livello di tutto l’albero biliare, che nelle fasi interdigestive fa un pochino da serbatoio per la bile prodotta, e la rilascia più abbondante all’arrivo in duodeno del bolo alimentare. Tutto questo meccanismo, come già detto, ha bisogno di alcuni mesi per stabilizzarsi.
Poiché sono gli alimenti ricchi di lipidi quelli che più risentono della mancanza della bile, la loro digestione sarà per un certo periodo di tempo rallentata e più difficoltosa. Gli alimenti da evitare sono ovviamente tutti i condimenti, gli insaccati ed i salumi ricchi di grasso, i formaggi (tutti), le uova. La cosa importante è ovviamente la quantità: un cucchiaino di parmigiano su un primo è normalmente molto più tollerato di una mozzarella. Le uova sono ricche di colesterolo e stimolano molto, quando presente, la contrazione della colecisti (assolutamente da evitare in presenza di coliche). Gli insaccati sono da evitare per il grasso presente in essi.
I sintomi più frequentemente associati ad una difficoltà digestiva sono senso di peso postprandiale, nausea ed eruttazioni. Qualche volta può comparire dolore addominale crampiforme, raramente accompagnato da scariche di diarrea. Di solito è sufficiente un breve periodo di dieta (liquidi abbondanti, riso o pasta in bianco, ovviamente senza olio!) per ritornare ad un decorso regolare.
Dolore post-operatorio e decorso
Di per sé, la tecnica laparoscopica permette di operare facendo piccole incisioni sulla parete addominale: solitamente si introducono 2-3 trocar da 5 mm e uno, a livello ombelicale, da 10 mm. Quest’ultima breccia viene chiusa da 1-2 punti, che possono dare fastidio e qualche dolore durante l’attività fisica nei primi giorni dopo l’intervento.
Una causa piuttosto frequente di dolore nella prima giornata postoperatoria è dovuta alla distensione del diaframma da parte del gas utilizzato per insufflare l’addome. In caso di intervento in elezione, ovvero condotto nel momento migliore ed in assenza di complicazioni infettive acute o croniche, il decorso è solitamente rapido. Possono insorgere altri sintomi, ma in questo caso è opportuno escludere una possibile, per quanto rara, complicazione che la giustifichi.
In caso di debolezza profonda, non altrimenti giustificabile, o di dolore addominale che non risponde ai farmaci, è ben andare a cercare un eventuale sanguinamento, che si può verificare anche alcune ore dopo l’intervento. La colecistectomia, eseguita in elezione ed in mani esperte, è un intervento che abitualmente richiede un ricovero breve, di 1-2 giorni, e che consente una rapida ripresa delle consuete attività. In presenza di colelitasi, anche minimamente sintomatica, il rischio operatorio è attualmente molto minore del rischio di complicazioni dovute alla presenza dei calcoli.
L’insorgenza di complicanze infettive (colecistite) richiede un intervento in urgenza, con grave aumento del rischio operatorio e della possibilità di dover terminare l’intervento in laparotomia, ovvero a pancia aperta. I disturbi più comuni della cistifellea sono legati a condizioni che causano il blocco del flusso della bile attraverso i dotti biliari, tipicamente calcoli. I calcoli biliari si formano quando le sostanze nella bile precipitano a formare particelle solide, come piccoli sassolini. In caso di presenza di dolore questo verrà trattato efficacemente attraverso il ricorso a farmaci analgesici; nei pazienti trattati con tecnica laparoscopica potrebbe esserci anche dolore cervicale o alla spalla, legato al fatto che viene insufflata anidride carbonica nell’addome per distenderlo durante l’intervento, causando tuttavia una leggera irritazione di alcuni nervi.
Dieta post-operatoria e considerazioni finali
Considerata la premessa operata nella parte introduttiva, i pazienti sottoposti a colecistectomia possono seguire una dieta assolutamente normale. Non solo, quelli in cui l'intervento è legato ad episodi ricorrenti di coliche biliari associate a calcolosi, possono addirittura ampliare le proprie scelte alimentari rispetto al periodo pre-operatorio. Al risveglio dall'anestesia generale, il paziente operato di colecistectomia potrà bere qualche sorso d'acqua secondo le indicazioni mediche.
Le modifiche di peso dopo l'intervento possono esserci ma non sono direttamente correlate all'operazione. Alcune persone possono ingrassare (ad esempio coloro che non riescono ad alimentarsi normalmente per i fastidi che i calcoli provocano, possono alimentarsi meglio e quindi ingrassare. Altri dimagriscono o non cambiano peso. Si dimagrisce per il ridotto intake calorico postoperatorio, ma solitamente si riprende velocemente il peso forma.