Il cioccolato è universalmente amato e si adatta a ogni momento della giornata e a qualsiasi tipologia di menù. Per questo, abbiamo selezionato una ricetta speciale: la torta al cioccolato vegana ispirata a Csaba Dalla Zorza. Una delizia che conquisterà tutti, vegani e non.
Un Dolce da Credenza Rivisitato
La torta di mele è un classico intramontabile, una coccola per l’anima, specialmente durante la stagione fredda. Molti adorano le torte di mele e sono sempre alla ricerca di nuove versioni. Questa ricetta, in particolare, promette di essere molto "melosa" e ricca di sapore.
Ma oggi esploreremo una variante altrettanto deliziosa: la torta al cioccolato vegana. Questa ricetta, ispirata a Csaba Dalla Zorza, è perfetta per chi cerca un dolce goloso ma senza ingredienti di origine animale.
La Magia del Cioccolato
Esiste qualcuno a cui non piace il cioccolato? Fortunatamente, si tratta di una minoranza. Il cioccolato è considerato da molti come la vita stessa, adatto a ogni momento della giornata e a qualsiasi tipologia di menù. I Maya furono i primi a coltivare la pianta del cacao, chiamando il cioccolato kakaw uhanal, che significa “cibo degli Dei”. Era riservato a sovrani, nobili e guerrieri e considerato un bene preziosissimo.
Così, il cioccolato è stato eletto anche emblema della festa degli innamorati: un regalo prezioso, appassionante e carico di significato.
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La Ricetta: Un'Esperienza Sensoriale
La ricetta che vi presentiamo è stata testata e approvata, diventando una delle preferite. È facile da realizzare e incredibilmente gustosa. La sua semplicità è tale da sorprendere, e il risultato finale è un dolce che conquisterà anche i palati più esigenti.
Ingredienti Principali:
- Cioccolato fondente di alta qualità
- Latte di mandorla (per un tocco orientale)
- Farina
- Zucchero
- Altri ingredienti vegani
Preparazione:
La preparazione è semplice e alla portata di tutti. Basta seguire attentamente i passaggi per ottenere un risultato perfetto. La torta si conserva a temperatura ambiente, coperta da una campana, per 3-4 giorni. È ottima anche senza la salsa, pucciata nel tè o spalmata di marmellata.
Alternative e Consigli
Per variare la ricetta, è possibile aggiungere noci tritate o altri ingredienti a piacere. La cannella può essere sostituita con della scorza di limone, oppure aumentare il quantitativo di vaniglia. La torta può essere gustata con una pallina di gelato ai gusti crema o vaniglia.
Le Ricette di Csaba Dalla Zorza per il Primo dell'Anno
Csaba Dalla Zorza, amata e temuta giudice in tv con il programma Cortesie per gli ospiti (su Real Time), è una regina indiscussa delle buone maniere e della bella (e buona) tavola. L'autrice è tornata in libreria con The Modern Baker: 120 ricette per riscoprire il piacere del forno (Guido Tommasi Editore), vera propria ode a uno dei più classici elettrodomestici da cucina ma, soprattutto, una dichiarazione d'amore alla cucina stessa, luogo di aggregazione intima e familiare. «Quando accendi il forno illumini la cucina di tutto ciò che serve: cibo, serenità, amore», conferma.
Intervista a Csaba dalla Zorza, the modern baker
A Csaba dalla Zorza abbiamo chiesto qualche idea per un brunch al Primo dell'Anno 2022: «È una tradizione che mi appartiene molto: il 31 solitamente si è mangiato un po’ troppo così, il primo è bello fare colazione e pranzo insieme».
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Cosa non deve mancare nel brunch ideale?
«Partendo dal salato, di solito punto su dei pani particolari, come quello scandinavo con i semi che mi ha insegnato Davide Longoni, un maestro della panificazione milanese da cui ho preso lezioni per affinare per affinare la tecnica. Si conserva a lungo ed è ideale a fette e grigliato. Lo abbinerei a dei classici come il salmone affumicato o marinato. Abitualmente utilizzo la ricetta di una mia amica svedese: è una cosa che piace a tutti facile da preparare. L'unica complicazione può essere trovare l'aneto fresco, ma ormai i grandi supermercati ce l'hanno in molti casi.
Altre tendenze? Penso che quest’anno per me sia stato l’anno della riscoperta delle pie, delle torte salate: non le facevo da un po’. Capita spesso nella mia cucina, perché vado un po' a cicli. Mi è capitato recentemente di rifare quella al manzo alla birra, che ho inserito anche nel libro e che consiglio perché piace sempre a tutti. In questo libro ne ho messe diverse varianti: di pollo, vegetariana, col pesce. Sono davvero facili e danno grande soddisfazione».
Come va organizzato il menù, il primo giorno dell'anno?
«Per essere un vero brunch, ovvero unire colazione e pranzo, non deve mancare del buon caffè. Noi optiamo per quello lungo, per esempio, all'americana. Quest'anno servirò un bundt».
Che cos'è il bundt?
«Si tratta di un dolce che trae la sua ispirazione dal Kugelhupf europeo e che deve la sua forma a una casalinga americana Ella Elfrich, che nel 1966 vinse il concorso Bake Off negli stati Uniti con la sua Fudge Tunnel Cake: il primo bundt della storia. Nel libro ce ne sono diversi, sono una delle mie passioni del momento. Credo che opterò per quello alle pere e zafferano perché è uno dei dolci più rappresentativi di questo momento dell'anno: è un dolce che mi piace perché è facile e scenografico. Fa parte di quelle torte in cui devi amalgamare solo gli ingredienti in una ciotola. La difficoltà maggiore è imburrare bene lo stampo», dice ridendo.
Che cos'hanno di speciale le ricette da forno?
«Insegnano a programmarsi. Soprattutto, danno una sensazione di festa. The Modern Baker, per esempio, fa un suo punto di forza l’equilibrio tra ricette veloci e quelle dove invece bisogna prendere il proprio tempo, ma che non sono necessariamente difficili da fare. Ho cercato di far comprendere la differenza tra tempo attivo e non attivo: nel caso del bundt, per esempio, la cottura è lunga (1 ora, 1 ora e un quarto), ma in realtà ci vogliono soltanto 5 minuti per amalgamare gli ingredienti. E in fondo, mentre cuoce il dolce, non devi stare ad accudire il forno».
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Che cosa significa provare "il piacere del forno"?
«Avere un elettrodomestico che è una sorta di destinazione. Una volta che è infornato qualcosa ti puoi rilassare. Il famoso bundt per esempio, lo puoi preparare anche il giorno prima di Capodanno: è facile e versatile, dalla colazione al dopocena. Lo si può servire con un po’ di panna, una pallina di gelato o del cioccolato fuso. Aiuta anche a sviluppare l’arte del riciclo: quello che avanza e diventa un po’ duro, io ad esempio lo taglio a cubetti e lo metto in un bel bicchiere con crema pasticcera tiepida. Provate: l’effetto sarà super gradevole».
Altre idee per un brunch buono e sostenibile?
«Il bello delle feste è che si alternano giorni in cui si cucina tanto a giorni in cui si deve consumare quello che è in eccesso. Un mio classico sono i French toast con il panettone avanzato o qualunque torta morbida che sia abbia a disposizione. Si trasforma qualcosa di banale in una ricetta particolare che non fa certo pensare al riciclo».
Durante i lockdown ci siamo scoperti tutti pizzaioli o fornai: quella passione continua?
«Si tratta di cose diverse. Allora dovevamo riempire un tempo lasciato vuoto da altro. Il libro cerca piuttosto di spiegare che si può continuare a preparare dolci o il pane fatto in casa pur continuando a lavorare fuori casa. Io ho scelto ricette dove il tempo attivo di preparazione è al massimo 15 minuti. Questo non vuol dire lanciarsi in preparazioni a base di lievito madre: io stessa lo uso di rado e spesso più che altro lo regalo. Nel libro oltretutto c’è anche la ricetta: quella strepitosa di Davide Longoni. Ma soprattutto ci sono le dritte per capire come gestire il famoso tempo: che cosa fare il giorno prima e il giorno stesso».
Una sorta di guida alla panificazione no-stress?
«Esatto: gli impasti del pane li fai il giorno prima in 10 minuti e poi il giorno dopo li cuoci senza alcuna ansia, e allo stesso tempo si ottiene una levitazione lunga. Oltretutto è quello che dovremmo fare a Capodanno: non iniziare mai né con troppa frenesia, né con troppa pigrizia. Ci vuole il giusto equilibrio e mangiare qualcosa di buono con persone, anche un gruppo ristretto, che amiamo».
Lei come trascorrerà Capodanno?
«Io il Capodanno tendo a conservarlo per poche persone, ma buone: di solito lo passo con i miei amici che abitano a Zurigo. Lui napoletano e lei svedese, hanno dei figli dell’età dei nostri ed è davvero piacevole ritrovarsi. Mi piace che la parte salata sia prevalente rispetto a quella dolce. Si viene da un periodo in cui i dolci si mangiano tutti i giorni, ma non può mancare la cioccolata».
Tra dolci e pane, che cosa suggerisce per dare al brunch un tocco fresco?
«A me piace abbinare il tutto con “l’insalata della buona sorte", arricchita con noci e melagrana. Oppure con melagrana e arancia. La parte vegetale deve essere fresca e non cotta. Noi poi ci concediamo da rito tipico meridionale: mangiamo un acino d’uva per ogni mese. Non abbiamo radici oltre la Toscana, ma ci teniamo tantissimo. Usiamo quella di serra, visto il periodo: è il nostro piccolo strappo alla regola».
Oltre al caffè, che cosa si può servire da bere?
«Io adoro il tè verde: dà molta energia molto. La mia miscela preferita è Miss Dammann di Dammann Frères, con petali di rosa dalle note un po’ fruttate. Abbino anche delle centrifughe fatte al momento oppure comprate, ma di buona qualità: oggi si trovano facilmente nel banco frigo. Non mi piace iniziare col vino, avendo bevuto tanto a Capodanno. Il giorno dopo evito proprio i brindisi, almeno fino al pomeriggio».
Qualche consiglio per la mise en place?
«Capodanno per me significa due cose: runner o tovagliette all’americana. Si tratta anche del momento buono per tirarle fuori e tra l’altro sono più semplici da stirare. Per i colori punto su bianco, sia per i piatti che per le tovagliette e su un tocco d'argento, mentre il Natale è blu oro e verde. L'inizio dell'anno è la pagina nuova: ho bisogno di pulizia e leggerezza di una partenza pulita semplice. Dev’essere un momento di intimità con la propria famiglia, un nuovo inizio, una riflessione».
Le ricette di Csaba dalla Zorza per il Primo dell'Anno
La miglior torta al cioccolato di sempre
«Questa ricetta vegana che è tra le mie preferite del libro. Mia figlia Ludovica adora il cioccolato ed è stata la mia miglior tester. Il tema non è che sia vegana. Il tema è che è facile e buonissima. Quando l’ha assaggiata, dopo qualche diffidenza mi ha chiesto sgranando gli occhi: «Mamma perché non me l’hai fatta prima?». Non è certo una torta dietetica, ma è davvero ottima.
Un’idea in più? Versa l’impasto nello stampo, inforna e cuoci per 40 minuti, sino a che uno stuzzicadenti inserito all’interno uscirà pulito (ma ancora umido).Togli dal forno e lascia raffreddare la torta nello stampo per circa mezz’ora, poi apri la cerniera e trasferisci la torta su una griglia, in modo che si raffreddi completamente prima di metterla su un piatto. Cospargi con il sale in fiocchi e servila subito. Non ci sarà bisogno di conservarla...»