Transferrina Carboidrato Carente: Valore Basso e Cause

La transferrina è una proteina che trasporta il ferro nel flusso sanguigno e lo distribuisce a vari tessuti. Legando il ferro libero, previene la formazione di specie reattive dell’ossigeno. La quantità di ferro legata alla transferrina (∼3-4 mg) equivale a meno dello 0,1% della quantità totale di ferro presente nel corpo. Tuttavia, questo ferro ha un elevato tasso di ricambio, pari a circa 10 volte al giorno, il che significa che la transferrina lega e cede il ferro più volte al giorno.

In generale, la concentrazione di transferrina nel sangue riflette la quantità di ferro nel corpo. In particolare, i livelli di transferrina aumentano quando c’è una grave carenza di ferro, mentre si riducono quando ce n’è troppo. Oltre alla carenza di ferro, un aumento della concentrazione di transferrina può dipendere da un aumento degli estrogeni (gravidanza, contraccettivi orali, terapia ormonale sostitutiva). Pertanto, il dosaggio della transferrina non è in grado di rilevare le carenze di ferro lievi.

Riguardo a quest’ultimo aspetto, in condizioni fisiologiche, la transferrina presenta una saturazione (cioè un’occupazione dei suoi legami per il ferro) del 30-40%. La saturazione della transferrina può essere misurata per avere un’idea dello stato di ferro dell’organismo. Quando c’è un sovraccarico di ferro, la capacità ferro-legante della transferrina è superiore alla norma; avremo quindi un’elevata saturazione della transferrina. Quando invece c’è un deficit di ferro, la capacità ferro-legante della transferrina è vicina ai livelli minimi; avremo quindi una sua bassa saturazione. Nei casi gravi di carenza di ferro e anemia, ad esempio, la saturazione della transferrina può scendere al di sotto del 10%. Nell’eccesso grave di ferro, quando tutta la capacità ferro-legante della transferrina è saturata, un’ulteriore quota di ferro, chiamata ferro non legato alla transferrina, compare in circolo. Nell’anemia sideropenica (da carenza di ferro) si verifica una sovraregolazione dei recettori della transferrina.

La transferrina può essere bassa anche per cause genetiche. Se la transferrina alta dipende da una carenza di ferro, il medico può prescrivere l’integrazione di questo minerale, eventualmente supportata da nutrienti come vitamina C, acido folico e vitamina B12. Sul fronte dietetico, può essere utile aumentare l’assunzione di cibi ricchi di ferro, come carne rossa, pollame e pesce. Sul fronte opposto, andrebbe limitato il consumo di alimenti che possono ridurre l’assorbimento di ferro nell’intestino, come caffè, latte, cacao o tè verde, crusca e cereali integrali.

Transferrina Carboidrato-Carente (CDT) e Alcolismo Cronico

La transferrina carboidrato-carente (CDT) è una frazione della transferrina che aumenta in caso di consumo cronico di alcol. Infatti, il consumo giornaliero di 50-80 g di alcol etilico (corrispondenti ad una bottiglia di vino con gradazione di 11-13°) causa già dopo una settimana un incremento oltre i valori di riferimento del valore di CDT nel siero.

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Esiste di conseguenza una problematica legata ai valori soglia, o cutoff, ovvero alla distinzione tra un normale soggetto bevitore rispetto ad un bevitore cronico. La problematica investe il sesso, l’età e la capacità di assorbimento di alcol del singolo individuo. Orientativamente, il cutoff di un metodo HPLC è di circa 2,0%, considerando i valori superiori appartenenti ad un alcolista cronico. Con il test Capillare i valori sono più bassi, con una zona grigia intorno a 1,3-1,7%. In caso di positività di questi test, l’indicazione è sempre di eseguire un test di conferma con un diverso metodo.

La concentrazione serica di CDT si riduce a seguito dell'astinenza da alcol etilico con un'emivita media di circa 14 giorni.

Definizioni del consumo di etanolo:

  • Consumo non moderato: tra 30 e 60 g di etanolo al giorno
  • Abuso: 60 g di etanolo al giorno

La sensibilità diagnostica della %CDT, come indicatore di consumo cronico di alcol, è legata ad alcuni fattori come l'età, la massa corporea, il sesso e le abitudini verso l'alcol e il fumo. In generale quando si confrontano popolazioni costituite una da alcolisti all'inizio del trattamento e l'altra da bevitori occasionali (i cosiddetti bevitori sociali) la sensibilità varia dal 70 al 90%. Quando invece si paragonano bevitori occasionali con pazienti che si rivolgono al medico di medicina generale o a specialisti, la sensibilità varia da 40 al 60%.

Numerosi studi pubblicati hanno valutato la specificità diagnostica della CDT: essa è pari all' 83.6 e 94.2% nell'uomo con e senza danno epatico è rispettivamente al 96.9 e 91.9% nella donna.

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Recenti studi indicherebbero alterazioni della CDT in altre patologie della glicosilazione come la malattia ostruttiva polmonare cronica o chronic obstructive pulmonary disease (COPD) o in patologie in cui l'attività dell'enzima neuroaminidasi è aumentata, (es: malattie settiche). Un aumento della CDT è stato ipotizzato nella anoressia nervosa.

Metodi di Misurazione della CDT

Il test Capillare è utilizzato come metodo di scelta nello screening di primo livello della CDT, in quanto specifico, sensibile, riproducibile, veloce ed automatizzato. Poiché la lunghezza d’onda utilizzata su Capillare (210 nm) non è tuttavia la più specifica per la Transferrina (405-460 nm), è consuetudine utilizzare un secondo metodo di conferma indipendente dal metodo di screening.

Il test di conferma, generalmente Cromatografia liquida o HPLC, deve utilizzare un differente principio di separazione e/o di rilevamento, per escludere interferenze analitiche da farmaci o altre componenti e ridurre il numero di falsi positivi. Per aumentare la specificità (ad es. Da alcuni anni è disponibile il test V8 New CDT (cod. 803110): questo test Capillare, associato agli ultimi aggiornamenti di software Platinum, ha consentito di ottenere dei risultati riproducibili e comparabili all’HPLC. Inoltre, la proposta commerciale di Helena per il test CDT è sicuramente in grado di soddisfare anche l’utilizzatore più esigente.

Per la conferma della CDT "presumibilmente positiva" viene utilizzata la tecnica di cromatografia liquida ad alta risoluzione (HPLC). Il campione, dopo saturazione del ferro, viene iniettato in una colonna scambio anionica a temperatura controllata (25°C) eluito attraverso una fase mobile a gradiente lineare ottenuto con quattro soluzioni tampone Bis-Tris a pH differenti. La rilevazione avviene attraverso un rilevatore UV Vis a 460 nm.

Mancando uno standard di riferimento internazionale, la quantificazione della CDT non fornisce un valore numerico confrontabile in termini di misura assoluta.

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