In questo articolo, esploreremo il curriculum del Dott. Giuseppe Tripodi, dietologo, e approfondiremo alcune delle sue osservazioni ed ipotesi sull'attuale emergenza sanitaria, approfittando di un'intervista concessa nonostante i suoi 92 anni.
Il Curriculum del Dott. Tripodi
I medici specialisti, come il Dott. Tripodi, attivi presso le strutture sanitarie sono selezionati sulla base di requisiti connessi alla formazione, alle competenze tecniche, alla deontologia e all’attività scientifica di ricerca accademica.
Tra i numerosi professionisti che collaborano con strutture mediche, troviamo:
- Dott. Abbruzzese Giovanni
- Dott. Azioni Guglielmo
- Dott. Barbalace Mariano Pasquale
- Dott. Basile Rognetta Francesco
- Dott. Battaglia Antonino Giulio
- Dott. Bilotta Francesco
- Dott. Caminiti Rodolfo
- Dott. Corsaro Vincenzo
- Dott. Cotroneo Attilio
- Dott. Currò Vincenzo
- Dott. De Caridi Giovanni
- Dott. Di Certo Agostino
- Dott. Faga Davide
- Dott. Fausto Alfonso
- Dott. Furci Antonio
- Dott. Galante Antonio
- Dott. Gangemi Santo
- Dott. Giordano Ernesto
- Dott. Gurzì Michele Dario
- Dott. Iaria Fortunato
- Prof. Longo Marcello
- Dott. Marra Arnaldo
- Dott. Martino Bruno
- Dott. Mazzeo Mauro
- Dott. Messineo Francesco
- Dott. Naro Antonino
- Dott. Polimeni Natale
- Dott. Porcino Simone
- Dott. Ranieri Antonio
- Dott. Roscitano Giuseppe
- Dott. Salcuni Matteo
- Dott. Salvaggio Marco Domenico
- Dott. Satriano Sergio
- Dott. Scopelliti Francesco
- Dott. Sergi Bruno
- Dott. Sidari Vincenzo
- Dott. Sottilotta Pasquale
- Dott. Stagno D'alcontres Ferdinando
- Dott. Tramontana Alfonso
- Dott. Zema Antonino
E molti altri specialisti in diverse discipline.
L'Esperienza del Dott. Tripodi Durante l'Epidemia del 1957
Il Dott. Tripodi ha vissuto l'epidemia dell'influenza asiatica del 1957, quando era un giovanissimo medico. Allora, non si parlava di ospedalizzazioni così ampie; erano i medici di famiglia a lavorare ininterrottamente, recandosi quasi sempre a casa delle persone.
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La mortalità era molto elevata e fu allora, nel mondo, dell'ordine di circa due milioni di persone. Ricorda ancora i volti dei suoi due pazienti morti per polmonite, rimasti come tutti a casa loro e curati come si poteva.
Riflessioni sull'Emergenza Sanitaria Attuale
Il Dott. Tripodi segue costantemente gli sviluppi della medicina, leggendo sia i suoi trattati di medicina, sia i report dei siti di medicina più validi sulle ultime ricerche. Ha sempre trovato molto utili i forum con lo scambio di esperienze tra medici ed è iscritto a due di essi, in particolare Pediatria Online, nel quale spesso finiscono per affrontare con i colleghi gli argomenti più svariati.
Per quanto riguarda l'attuale pandemia, il Dott. Tripodi si interroga sulle cause della letalità elevata, specialmente in alcune regioni del Nord come la Lombardia. Osserva che la diffusione del virus sembra colpire maggiormente la società industrializzata e del benessere, dalla Cina all'Europa occidentale e agli Stati Uniti, dove il numero è in crescita vertiginosa, e ovviamente le aree densamente popolate.
Qualcuno ha ipotizzato un legame con le cosiddette polveri sottili, che si respirano quotidianamente specie nelle regioni più industrializzate ed inquinate. Poi, come qualcuno nel Forum di pediatria ha fatto notare, alcune categorie sembrano più protette come i bambini e le gravide che hanno in comune notoriamente reazioni immunitarie meno intense. Le donne statisticamente sembrano in generale più protette. Forse perché il gene di Ace2, porta di ingresso del virus, si trova sul cromosoma X e le donne ne hanno due, mentre gli uomini uno?
Un altro fattore importante è l'obesità viscero-addominale, legata fortemente a ipertensione e rischio cardiovascolare. Ed è indubbio che chi soffre di patologie cardiovascolari o ipertensione è più vulnerabile al Coronavirus, come dimostrato dalla bassissima mortalità sotto i quarant'anni. Nei decessi italiani, secondo le statistiche, la comorbilità più rappresentata è l'ipertensione (presente nel 74,6% di un campione), seguita dalla cardiopatia ischemica (70,4%).
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Si sta discutendo molto in relazione al Coronavirus dell'angiotensina, un ormone che aumenta la pressione arteriosa ed è bersaglio dei farmaci antiipertensivi che usiamo oggi giustamente per curarla. E' interessante il fatto che i recettori dell'angiotensina (recettori ACE2) sono nei polmoni la porta di entrata del virus.
L'Importanza dell'Assistenza Qualificata
Teniamo presente che per ora il problema cruciale, in assenza di una cura, è piuttosto l'assistenza sulle complicazioni ed è importantissimo avere personale medico e infermieristico qualificato e reparti di terapia intensiva bene attrezzati e piu' distribuiti sul territorio.
Consigli Alimentari
Il Dott. Tripodi sottolinea che, stando chiusi in casa, il rischio è che salti non solo la dieta, ma più in generale una alimentazione corretta, importante. La dieta deve essere equilibrata e varia. Niente ricette miracolose, guru, integratori, digiuni forzati e divieti di questo e di quello, se non nei casi di specifiche patologie. Poi alimenti semplici, non troppo elaborati.
E ancora mangiare ai pasti, senza "spuntini" di cui non c'è alcun bisogno. Una bella pasta o riso al pomodoro o con i legumi o le verdure, le verdure anche come contorni, varie ed abbondanti, con pochissimo condimento; frutta poca, ma di tutti i tipi e tutti i giorni.
L'Importanza dell'Esercizio Fisico e della Saldezza dello Spirito
Oltre all'alimentazione, è fondamentale l'esercizio fisico. Tra automobili ed ascensori, poi seduti al computer, non ci muoviamo più. E' importante ritrovare la saldezza dello spirito, come si può.
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Il Dott. Tripodi conclude con un dialogo tra il Capitano ed il mozzo della nave in quarantena, che può essere un messaggio per i giorni drammatici che stiamo vivendo, soprattutto per i giovani:
"Capitano, il mozzo è preoccupato e molto agitato per la quarantena che ci hanno imposto al porto." "Cosa vi turba, ragazzo? Non avete abbastanza cibo? "Affatto..." "Certo. "Dovevo attendere più di venti giorni sulla nave. Erano mesi che aspettavo di far porto e di godermi un po' di primavera a terra. Ci fu un'epidemia. A Port April ci vietarono di scendere. I primi giorni furono duri. Mi sentivo come voi. Poi iniziai a rispondere a quelle imposizioni non usando la logica. Sapevo che dopo ventuno giorni di un comportamento si crea un'abitudine, e invece di lamentarmi e crearne di terribili, iniziai a comportarmi in modo diverso da tutti gli altri. Cominciai con il cibo. Mi imposi di mangiare la metà di quanto mangiassi normalmente, poi iniziai a selezionare dei cibi più facilmente digeribili, che non sovraccaricassero il mio corpo. Passai a nutrirmi di cibi che, per tradizione, contribuivano a far stare l'uomo in salute. Il passo successivo fu di unire a questo una depurazione di malsani pensieri, di averne sempre di più elevati e nobili. Mi imposi di leggere almeno una pagina al giorno di un libro su un argomento che non conoscevo.Mi imposi di fare esercizi fisici sul ponte all'alba. Un vecchio indiano mi aveva detto,anni prima, che il corpo si potenzia trattenendo il respiro. Mi imposi di fare delle profonde respirazioni ogni mattina. Credo che i miei polmoni non abbiano mai raggiunto una tale forza. Sempre l'indiano mi consigliò, anni prima, di prendere l'abitudine di immaginare della luce entrarmi dentro e rendermi più forte. Invece di pensare a tutto ciò che non potevo fare, pensai a ciò che avrei fatto una volta sceso. Vedevo le scene ogni giorno, le vivevo intensamente e mi godevo l'attesa. Tutto ciò che si può avere subito non è mai interessante. L' attesa serve a sublimare il desiderio, a renderlo più potente. Mi ero privato di cibi succulenti, di tante bottiglie di rum, di bestemmie ed imprecazioni da elencare davanti al resto dell'equipaggio." "Acquisii tutte quelle abitudini nuove, ragazzo.
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