Nel mondo dell'alimentazione, spesso ci troviamo di fronte a consigli contrastanti e nuove tendenze. Questo articolo esplora un approccio controcorrente, offrendo spunti di riflessione e consigli pratici per una sana alimentazione, con un focus particolare sull'idratazione dei bambini e l'importanza di uno stile di vita mediterraneo.
Idratazione nei Bambini: Quanta Acqua Devono Bere?
Oggi rispondiamo a una delle domande più cliccate su Google: quanta acqua deve bere un bambino ogni giorno? Se per noi adulti la raccomandazione è di tenersi tra 2 e 3 litri (in particolare in estate), nel mondo dei più piccoli le regole cambiano - e non poco!
Quanta acqua a neonati e lattanti (0-6 mesi)?
Ti sembrerà un’indicazione controcorrente rispetto alle raccomandazioni della nonna, ma finché il tuo piccolo si nutre solo di latte materno o artificiale non serve acqua extra. E sai perché? Perché il pancino del bambino si riempie facilmente e, se proponiamo acqua al posto del latte, è facile intuire che non stiamo dando nutrimento.
«Va bene, ma allora quando inizio a proporre acqua e quanta ne deve bere il mio bambino?». Dopo i 6 mesi e soltanto quando il tuo bimbo avrà raggiunto i requisiti neuromotori - e sviluppato l’interesse - per provare alimenti diversi dal latte potrai anche proporre dell’acqua assieme ai cibi solidi.
Se, infatti, prima di avviare l’alimentazione complementare non è necessario proporre acqua aggiuntiva, aumentando la varietà di cibi e il quantitativo di fibre della sua dieta diventa molto importante favorire con liquidi extra la corretta idratazione e il transito intestinale. Vuoi sapere anche tu come gestire al meglio le fibre nella delicata fase dello svezzamento e come evitare tanti mal di pancia indesiderati?
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Introdurre l’acqua nella dieta del tuo bambino è un po’ come un gioco di pazienza: all’inizio potrebbe non essere per niente gradita dal piccolo… ma è normale! pazienza e gradualità. giochi di colore e forma stimolanti. Usa tazze o bottigliette vivaci per stimolare la curiosità, ma non dimenticarti di una cosa fondamentale: bere richiede l’apprendimento di schemi motori complessi e tutt’altro che scontati.
Potrebbero venire in tuo soccorso le acque aromatizzate, soprattutto quando la stagione si fa più calda. Preparale in casa aggiungendo alla caraffa della frutta e della verdura di stagione, tagliata in piccoli pezzi o spremuta.
Il valore di riferimento corrisponde a 800 ml al giorno. Un inciso: il biberon non deve essere utilizzato per offrire acqua. Questa pratica non è ottimale perché attraverso l’atto della suzione il bambino prova piacere indipendentemente dal contenuto della bottiglia, rischiando di assumere più acqua di quella di cui necessita.
Quando il latte non è più l’alimento principale, offrire acqua diventa ancor più importante. Sembra un dettaglio da poco, ma le borracce così fatte e i classici bicchieri sono ottimi per il tuo bambino e, direi, quasi insostituibili.
Diventa un’opzione - adesso sì! - quella di offrire bevande diverse dall’acqua per supportare la corretta idratazione: le mie preferite sono le tisane senza zuccheri né teina aggiunti, come quelle della linea KIDS di Neavita alla cui realizzazione ho avuto il piacere di contribuire. Si tratta, se proprio vogliamo dirla tutta, di uno strumento in più, per offrire acqua in modo diverso al tuo bambino. Ma - attenzione!
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E d’estate?
Quando pensiamo a quanta acqua deve bere un bambino è fondamentale non proporre abitualmente le famose calorie liquide. Lo zucchero è nemico dei dentini: gli zuccheri liberi minano lo smalto e promuovono la carie già nei denti da latte. E se il tuo ragionamento è: tanto li dovrà perdere!, mi permetto di ricordarti che non è mai piacevole avere a che fare con il dolore tipico degli stadi avanzati della patologia cariosa, ma anche che questa condizione mette a rischio l’integrità della dentatura definitiva e che la carie, come tante altre, è una patologia contagiosa!
- Borraccia con beccuccio morbido e cannuccia
- Durante lo svezzamento usa il cucchiaino o una tazza con beccuccio flessibile incorporata.
- Idratazione extra quando serveCi sono alcune situazioni in cui è bene chiamare i rinforzi. Febbre, diarrea o vomito?
Il Movimento #VIVOMEDITERRANEO
Il Movimento #VIVOMEDITERRANEO prende spunto proprio dall’obiettivo di rinforzare questi principi: è una guida ad uno stile di vita mediterraneo e consapevole, che coniuga alimentazione, movimento, convivialità e sostenibilità. #VivoMediterraneo nasce da una giornata di studi e confronto tra i Pastai italiani di Unione Italiana Food e un panel scientifico di 11 esperti che, ognuno dal suo punto di vista, hanno tracciato principi e comportamenti quotidiani per il nostro futuro ispirandosi alla Dieta Mediterranea.
Un indicatore della centralità della pasta nel vivere mediterraneo arriva dalla comunità scientifica internazionale, che nel 2015 ha sottoscritto una Dichiarazione di consenso scientifico per evidenziare i benefici per la salute di una alimentazione mediterranea a base di pasta e carboidrati complessi, sottolineando il ruolo di questo alimento nella prevenzione delle malattie croniche e dell’obesità e il suo valore sostenibile. Ma c’è di più. La pasta è la traduzione più immediata del “piacere” di mangiare mediterraneo: un alimento gustoso, accessibile a tutti, capace di incontrare qualsiasi cultura gastronomica.
Se una buona e sana alimentazione è un punto di partenza, per “vivere mediterraneo” serve anche altro. Come sempre, alla base c’è una migliore conoscenza delle cose, amica delle scelte corrette (magari poco di moda) e nemica delle fake news. E quindi, tra i 10 principi del Movimento #VIVOMEDITERRANEO, ritroviamo l’importanza di informarsi per non abboccare a diete miracolose e guardare al cibo senza pregiudizi; mangiare di tutto, al momento giusto e nelle giuste quantità, in linea con i principi della crononutrizione e nel rispetto dei ritmi circadiani; i consigli sulle scelte giuste per uno stile di vita attivo e sostenibile; vivere il cibo come esperienza culturale, condividere il piacere di mangiare e cucinare insieme agli altri.
Molti di questi spunti riprendono, attualizzandoli al nuovo contesto, i pilastri della Dieta Mediterranea. Eppure, sono tutt’altro che scontati, perché mentre il mondo si sta “convertendo” a questo stile di vita, negli ultimi anni in Italia avviene esattamente il contrario. Solo due italiani su 10 consumano il giusto quantitativo di frutta e solo tre su 10 quello corretto di verdura.
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Il messaggio del Movimento #VIVOMEDITERRANEO è che per far rivivere la dieta mediterranea non serve tornare a vivere come 50 o 70 anni fa. Per questo la “piazza” ideale in cui farla rivivere non poteva che essere virtuale, epicentro di condivisione quotidiana in quarantena. In occasione del lancio del Movimento #VIVOMEDITERRANEO, Unione Italiana Food ha coinvolto su Instagram, influencer e foodies nella Challenge #VivoMediterraneo, una sfida a suon di live che si svolgerà, un giorno a settimana per 4 settimane, sui punti chiave del Manifesto, con l’obiettivo di realizzare il miglior piatto di pasta in stile “Vivo Mediterraneo”.
La Dieta Mediterranea oggi è in perfetta continuità con quella di ieri, anche se 100 anni l’hanno cambiata, soprattutto perché alcune condizioni e abitudini di ieri non sono riproducibili. Oggi molti cibi confezionati o surgelati - grazie alla tecnologia alimentare e all’innovazione - mi aiutano a mangiare secondo i canoni della Dieta Mediterranea.
La Dieta Mediterranea è amica del pianeta. Seguendola, faccio bene a me stesso e all’ambiente.
Consigli Generali per una Sana Alimentazione
Scegli cibo vero: il cibo vero non ha marca, non ha sponsor né confezioni sgargianti. Non sacrificarti contando le calorie: mangia per nutrire il corpo e la mente, perché ogni boccone dev’essere vibrante di energie e di benessere. Il cibo è colore, sapore, cultura e condivisione: non stare “a dieta”, ma impara come usare l’alimentazione per donarti armonia e salute.
Negli ultimi mesi, sul mio profilo Instagram, sto affrontando spesso la tematica relativa alla percezione di fame e sazietà: si tratta di una competenza che dovrebbe essere alla portata di tutti, poiché rientra nella sfera di un bisogno primario (il nutrimento), eppure così non è.
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