Le proteine sono sostanze organiche a struttura chimica molto complessa e di fondamentale importanza biologica. Il termine "proteina" è stato coniato nel 1838 dal chimico olandese G. Mulder, derivandolo dal greco πρωτεῖος, "che occupa la prima posizione". Le proteine costituiscono la classe più abbondante delle macromolecole naturali e fanno parte di enzimi, anticorpi, ormoni ecc.
Struttura e Classificazione delle Proteine
Da un punto di vista chimico, le proteine sono costituite da lunghe catene dette polipeptidiche o proteiche, formate dai 20 L-aminoacidi naturali, legati tra loro da legami peptidici. L'unione di due aminoacidi dà origine a un dipeptide; nel caso di tre aminoacidi, legati da due legami peptidici, si ha un tripeptide e così via. La sequenza con cui i diversi aminoacidi si succedono nella catena proteica costituisce la struttura primaria della proteina, che per convenzione si scrive partendo dal gruppo aminico e terminando con il gruppo carbossilico.
In vivo, ciascuna catena proteica è sintetizzata, con la sua specifica sequenza, dal corrispondente DNA genomico con un complesso processo di trasmissione dell'informazione, attraverso uno specifico RNA messaggero (mRNA). La sequenza aminoacidica è così determinata dalla sequenza nucleotidica del gene corrispondente. Il processo finale della biosintesi vera e propria delle proteine è detto traduzione, cui seguono spesso modifiche post-traduzionali della proteina neosintetizzata. Le proteine possono essere monomeriche (costituite da una sola catena di aminoacidi) o multimeriche (costituite da più catene, uguali o diverse fra loro).
Il numero di aminoacidi per catena, e quindi il peso molecolare, varia molto nelle diverse proteine. La più piccola proteina conosciuta è l'insulina (peso molecolare 5933), l'ormone deputato alla regolazione del metabolismo degli zuccheri, che è costituita da due catene di 21 e 30 aminoacidi; un esempio di una proteina di grandi dimensioni è dato dalla glutamina sintetasi (peso molecolare 600.000), l'enzima deputato alla sintesi dell'aminoacido glutamina, che è costituito da 12 catene identiche, ciascuna di 468 aminoacidi.
Alcune proteine, che vanno sotto il nome di proteine coniugate, contengono, oltre agli aminoacidi, altri gruppi detti prostetici, come per es. il gruppo eme nelle emoglobine e mioglobine, alcuni lipidi nelle lipoproteine, alcuni carboidrati nelle glicoproteine, alcuni acidi nucleici nelle nucleoproteine, i gruppi fosfati nelle fosfoproteine, alcuni metalli (come ferro, zinco, calcio o rame) nelle metalloproteine, e nucleotidi flavinici nelle flavoproteine.
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Sulla base dei livelli di organizzazione che la catena polipeptidica può assumere viene poi determinata la struttura tridimensionale delle proteine, cui è strettamente correlata la loro funzione biologica. La sequenza degli aminoacidi, specifica per ciascuna proteina, che viene indicata come struttura primaria, subisce infatti dei ripiegamenti dando luogo alla struttura secondaria, stabilizzata da legami idrogeno tra i gruppi aminici e i gruppi carbossilici di residui aminoacidici della stessa catena proteica o di catene adiacenti. Le due strutture secondarie predominanti nelle catene proteiche sono la struttura ad α-elica e la struttura β a foglietto pieghettato; questi due elementi strutturali, e altri meno frequenti, possono coesistere nella stessa catena polipeptidica.
Dal punto di vista della loro struttura tridimensionale, le proteine si distinguono in due grandi classi: le proteine fibrose e le proteine globulari. Le proteine fibrose svolgono un ruolo essenzialmente strutturale e hanno una forma allungata, in cui le catene proteiche si dispongono parallelamente e formano fibre o larghi foglietti. Le proteine globulari, molto più abbondanti delle proteine fibrose, sono solubili nelle soluzioni acquose, hanno una forma compatta e svolgono molteplici funzioni biologiche.
Funzioni Biologiche delle Proteine
Le proteine globulari si possono raggruppare secondo la loro funzione nelle seguenti categorie principali: gli enzimi, le proteine di trasporto, le proteine di riserva, le proteine di protezione e di difesa, le proteine di regolazione e le proteine di motilità.
- Enzimi: Hanno la funzione di catalizzatori nei confronti delle reazioni biologiche.
- Proteine di trasporto: Veicolano invece specifiche sostanze in differenti cellule o tessuti. Tra queste, l'emoglobina, presente nei globuli rossi, trasporta l'ossigeno dai polmoni ai tessuti. L'albumina, una proteina presente nella frazione plasmatica del sangue, trasporta invece acidi grassi, bilirubina, acidi biliari e ormoni steroidei. Altre proteine del plasma con funzione di trasporto sono le lipoproteine che trasportano lipidi, la transferrina, che trasporta ioni ferro, la ceruloplasmina, che trasporta ioni rame.
- Proteine di riserva: Costituiscono una scorta di nutrienti essenziali, come l'ovoalbumina presente nell'albume, che fornisce all'embrione l'azoto necessario al suo sviluppo all'interno dell'uovo. Anche la caseina del latte ha una funzione simile, fornendo azoto ai piccoli dei Mammiferi. Tra le proteine di riserva, che immagazzinano elementi diversi da quelli costituenti gli aminoacidi, è da ricordare la ferritina, che lega il ferro e lo rende disponibile alle proteine che ne necessitano, come l'emoglobina.
- Proteine di protezione e di difesa: Sono le immunoglobuline (o anticorpi) del sistema immunitario, prodotte dai linfociti dei Vertebrati; svolgono il ruolo di proteggere l'organismo dagli agenti patogeni di origine batterica o virale, e in generale dalle sostanze estranee. Altre proteine di protezione sono quelle della coagulazione, come la trombina e il fibrinogeno, necessarie per la produzione della fibrina, la proteina che forma i coaguli del sangue, impedendone, per es., la fuoriuscita dal sistema circolatorio eventualmente danneggiato.
- Proteine di regolazione: Hanno la funzione di calibrare l'attività di altre proteine: per es., gli ormoni proteici, come l'insulina.
- Proteine di motilità: Conferiscono alla cellula particolari capacità di movimento, sono filamentose o in grado di formare filamenti a seguito di un processo di polimerizzazione: l'actina e la miosina, che formano il sistema contrattile della cellula, la tubulina, che costituisce i filamenti del fuso mitotico nella divisione cellulare, i flagelli e le ciglia.
Proteine nel Sangue: Albumina, Globuline e Fibrinogeno
Le proteine plasmatiche sono una miscela complessa di molecole con diverse funzioni. Le principali categorie includono:
- Albumina: La proteina più abbondante nel plasma, responsabile del mantenimento della pressione osmotica e del trasporto di numerose sostanze.
- Globuline: Una vasta famiglia di proteine che comprende anticorpi (immunoglobuline), proteine di trasporto e proteine coinvolte nella coagulazione. Le globuline si suddividono ulteriormente in alfa, beta e gamma globuline.
- Fibrinogeno: Una proteina essenziale per la coagulazione del sangue.
La concentrazione totale di proteine nel sangue e la proporzione relativa delle diverse frazioni proteiche forniscono un quadro dettagliato dello stato metabolico e funzionale dell'organismo.
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Valori Normali delle Proteine nel Sangue
I valori di riferimento per le proteine totali e le singole frazioni proteiche possono variare leggermente a seconda del laboratorio e del metodo di analisi utilizzato. Tuttavia, in generale, i valori normali sono i seguenti:
- Proteine Totali: 6.3 - 7.9 g/dL (grammi per decilitro)
- Albumina: 3.5 - 5.0 g/dL
- Globuline: 2.0 - 3.5 g/dL
È fondamentale consultare il referto del laboratorio per conoscere i valori di riferimento specifici utilizzati per l'analisi.
Come si Misurano le Proteine nel Sangue?
La misurazione delle proteine nel sangue viene effettuata attraverso diversi esami di laboratorio, tra cui:
- Dosaggio delle Proteine Totali: Determina la concentrazione totale di proteine nel plasma.
- Elettroforesi delle Proteine Sieriche: Separa le diverse frazioni proteiche (albumina, alfa, beta e gamma globuline) in base alla loro carica elettrica, consentendo di quantificarle individualmente. Questo test è particolarmente utile per identificare anomalie nella produzione di specifiche proteine, come le immunoglobuline monoclonali (presenti in alcune malattie del sangue).
- Dosaggio delle Singole Proteine: Misura la concentrazione di specifiche proteine, come l'albumina, la transferrina (una proteina di trasporto del ferro) o le immunoglobuline (IgG, IgA, IgM).
L'elettroforesi sieroproteica è un esame di approfondimento spesso richiesto quando si riscontrano alterazioni nel dosaggio delle proteine totali.
Cause di Alterazione dei Valori delle Proteine nel Sangue
Un'alterazione dei valori delle proteine nel sangue può essere causata da una vasta gamma di condizioni mediche.
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Albumina Bassa (Ipoalbuminemia)
Si riscontra in caso di:
- Malnutrizione o Malassorbimento: Ridotto apporto o assorbimento di proteine (es. malattia celiaca, morbo di Crohn).
- Malattie Renali: Perdita di proteine attraverso le urine (es. sindrome nefrosica).
- Malattie Epatiche: Riduzione della produzione di albumina da parte del fegato (es. cirrosi epatica).
- Ustioni Estese: Perdita di proteine attraverso la cute danneggiata.
- Emorragie: Perdita di sangue e quindi di proteine.
- Agammaglobulinemia: Una rara malattia genetica caratterizzata dalla mancanza di immunoglobuline.
Albumina Alta (Iperalbuminemia)
Un aumento isolato dell'albumina è raro e di solito associato a disidratazione severa. Ad esempio, un leggero aumento delle globuline può essere causato da un'infezione virale recente.
La fibrina, una proteina plasmatica sintetizzata dal fegato, ha un ruolo strategico nel processo di coagulazione del sangue. Oltre che per contenere le emorragie, la fibrina avrebbe un ruolo prezioso anche nel prevenire coaguli di sangue letali all’interno dei polmoni.
L’insorgenza di tromboembolia venosa, inclusa l’embolia polmonare, rappresenta un problema sanitario significativo che colpisce più di un milione di persone ogni anno in tutto il mondo. Un coagulo di sangue si forma a seguito della rottura di un vaso sanguigno e la sua funzione è contenere l’emorragia. Spesso può crearsi all’interno del vaso stesso in assenza di lesioni, generando così una trombosi.
Albumina nel Sangue: Cos’è e Perché è Importante
L’albumina è una proteina fondamentale prodotta dal fegato, ed è considerata un indicatore chiave per valutare lo stato di salute del corpo, in particolare la presenza di infiammazione e malnutrizione proteica. In condizioni normali, i livelli di albumina nel sangue variano tra 3,5 e 5,0 g/dL. Un abbassamento sotto questa soglia indica spesso la presenza di problemi legati al catabolismo muscolare, all’infiammazione cronica o a malattie epatiche.
Nei pazienti anziani e nei malati di cancro, un abbassamento dei valori di albumina può indicare uno stato di malnutrizione proteica o un’infiammazione cronica. Quando i livelli di albumina sono bassi, è comune suggerire un aumento del consumo di proteine alimentari, come carne, pesce, uova e latticini. In questi casi, convincere un paziente a consumare più proteine può essere una vera sfida.
Per fortuna, esiste un’alternativa efficace per aumentare i livelli di albumina senza dover forzare i pazienti a consumare grandi quantità di cibo proteico. Gli aminoacidi essenziali (AAE) possono essere utilizzati per correggere i valori di albumina in modo stabile e duraturo.
Cosa Fare in Caso di Alterazione dei Valori delle Proteine nel Sangue?
Se i risultati degli esami delle proteine nel sangue sono alterati, è fondamentale consultare il proprio medico curante. Il medico valuterà la situazione clinica del paziente e potrà richiedere ulteriori esami diagnostici per identificare la causa dell'alterazione. Il trattamento dipenderà dalla causa sottostante.
È importante non allarmarsi eccessivamente in caso di un risultato anomalo. Molte condizioni mediche che causano alterazioni delle proteine nel sangue sono trattabili e gestibili.
Fattori che possono influenzare i risultati
Diversi fattori possono influenzare i risultati degli esami delle proteine nel sangue, tra cui:
- Farmaci: Alcuni farmaci possono alterare i livelli di proteine nel sangue.
- Gravidanza: La gravidanza può causare cambiamenti nei livelli di proteine nel sangue.
- Esercizio Fisico Intenso: Può temporaneamente aumentare i livelli di proteine nel sangue.
- Posizione del Paziente durante il Prelievo: La concentrazione proteica totale può risultare leggermente diminuita (di 0,4 - 0,8 mg/dL) quando il campione viene prelevato da un paziente in posizione sdraiata.
È importante informare il medico di eventuali farmaci assunti e di altre condizioni mediche preesistenti.
In sintesi, l'analisi delle proteine nel sangue è un esame diagnostico prezioso che fornisce informazioni importanti sullo stato di salute generale. Comprendere i valori normali, le cause di alterazione e il significato clinico di questi parametri è essenziale per un'interpretazione accurata dei risultati e per una corretta gestione del paziente.
Proteina S: Cos’è e a Cosa Serve?
La proteina S è una glicoproteina vitaminica K-dipendente, sintetizzata nel fegato e all’interno delle cellule epiteliali. Agisce in qualità di cofattore per la proteina C attivata, un anticoagulante endogeno che inibisce i fattori della coagulazione Va e VIIIa. La proteina S serve per mantenere fluido il sangue. Valori alterati possono essere dovuti a patologie renali o a carico del fegato, a tumori o a infezioni gravi. Il test della proteina S libera ne misura la funzionalità e la quantità.
Prima di effettuare questo test, è necessario che il paziente attenda almeno due settimane dall’evento trombotico e per quanto riguarda la terapia anticoagulante orale è importante che si confronti con il proprio medico curante.
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