Chiunque affronti un percorso di guarigione dal cancro alla prostata può contare sul sostegno del cibo. Impostare una dieta bilanciata è fondamentale, soprattutto perché il trattamento per il cancro alla prostata può causare problemi digestivi e intestinali.
Cosa Mangiare?
Ecco alcuni consigli su cosa includere nella tua dieta:
- Introduci quotidianamente cibi ricchi di amido, come patate, pane, riso e pasta.
- Non dimenticare i legumi come fagioli, lenticchie e piselli, sono un’alternativa, povera di grassi, alla carne e una buona fonte di proteine.
Cosa Evitare?
È altrettanto importante sapere quali alimenti limitare o evitare:
- Evita le carni trasformate come affettati di qualsiasi tipo e limita il più possibile la carne rossa.
- Tra gli alimenti da evitare o limitare vi sono gli alcolici, anche se non si tratta di alimenti vengono associati tradizionalmente ai pasti, ma l’alcol può interferire con alcuni farmaci e favorire l’infiammazione per cui è raccomandabile evitarlo o consumarlo sporadicamente e in piccole quantità.
L'Importanza di Limitare i Grassi
Limitare l’apporto di grassi nella dieta e tenere sotto controllo i livelli di colesterolo supporta la prevenzione non solo delle malattie metaboliche e cardiovascolari, ma anche quella di ipertrofia prostatica benigna e tumore della prostata. Lo segnalano gli esperti della SIU (Società Italiana di Urologia), citando i risultati di due recenti studi.
La prima ricerca è stata condotta su circa 36 mila uomini, di età compresa tra 40 e 99 anni, inclusi nel Taiwan National Health Insurance Database. In questa ampia coorte sono stati identificati 9 mila soggeti con iperlipidemia, monitorati per un periodo compreso tra uno e 14 anni tra gennaio 2000 e dicembre 2013. I risultati, pubblicati a febbraio di quest’anno sulla rivista Prostate, mostrano che i soggetti con iperlipidemia (n = 8.965) rispetto a a quelli non iperlipidemici (n = 26 895) avevano un’incidenza significativamente più alta di iperplasia prostatica benigna (IPB) (24,6% vs 12,3%, P <0,001). Dopo aggiustamento per fattori predisponenti, il rischio di sviluppare IPB nella coorte di iperlipidemici era significativamente più alto rispetto a quello della coorte con valori normali (HR = 1,73, IC 95% 1,63-1,83, P <0,001).
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Un altro studio, pubblicato l’anno scorso su Oncotarget ha preso in considerazione 767 uomini con tumore della prostata localizzato e in attesa di prostatectomia radicale. Di questi, i pazienti con ipercolesterolemia mostravano un’incidenza superiore del 37% di sviluppo di un tumore della prostata, scarsamente differenziato all’istologia e localmente avanzato e/o aggressivo, con il coinvolgimento linfonodale nel 19% dei casi.
“Questi due studi - commenta Vincenzo Mirone, direttore del dipartimento di Urologia all’Università Federico II di Napoli - confermano l’importanza di tenere sotto controllo i livelli del colesterolo, non solo per prevenire il rischio di malattie cardiovascolari e lo sviluppo di sindrome metabolica, ma anche di malattie prostatiche e del tumore in particolare. In questo secondo caso, il fenomeno è riconducibile al fatto che tutte le cellule hanno bisogno del colesterolo per crescere, tuttavia, livelli eccessivi possono stimolare una crescita incontrollata delle cellule stesse. È stato, infatti, dimostrato che le cellule tumorali della prostata contengono livelli di colesterolo superiori a quelli presenti nelle cellule normali. Questo accade perché le cellule tumorali hanno sviluppato un meccanismo del tutto personale per superare i processi di controllo e regolazione dei livelli di colesterolo, cosicché questo finisce con l’accumularsi a dismisura inducendo la formazione del tumore”.
Benefici degli Omega-3
Gli Omega 3 dell'olio di pesce rallentano la proliferazione delle cellule del cancro alla prostata nonché riducono i grassi introdotti con l'alimentazione. Lo dimostra uno studio pubblicato su Cancer Prevention Research, secondo il quale questo tipo di regime alimentare è migliore rispetto alla dieta tipica dei paesi occidentali. Gli autori dello studio, ricercatori presso il Jonsson Comprehensive Cancer Center dell'Università della California di Los Angeles (Stati Uniti), indicano questo fenomeno come importante, perché la velocità di divisione delle cellule tumorali può predire la progressione del cancro. In particolare, più lenta è la proliferazione di queste cellule, minore è la probabilità che il tumore si estenda al di fuori della prostata, situazione in cui la cura diventerebbe più difficile.
Lo Studio
La ricerca ha coinvolto 48 uomini in attesa di essere sottoposti a prostatectomia radicale, un intervento chirurgico eseguito in caso di tumore alla prostata che prevede la rimozione di questa ghiandola e dei tessuti circostanti. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi:
- Al primo è stata assegnata una dieta povera di grassi supplementata con 5 grammi di olio di pesce al giorno, corrispondenti a una rapporto fra Omega-6 e Omega-3 di 2 a 1.
- Il secondo ha seguito una dieta tipica occidentale, con un rapporto tra i due tipi di acidi grassi pari a 15 a 1.
Tutti gli uomini hanno seguito il regime alimentare assegnato per un periodo variabile tra le 4 e le 6 settimane precedenti l'operazione. I parametri che sono stati monitorati includono alcuni marcatori dello sviluppo e della progressione del cancro alla prostata, della crescita e della morte cellulare. Inoltre i ricercatori hanno tenuto sotto controllo il rapporto tra Omega-6 e Omega-3 nei pazienti.
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I Risultati
I dati raccolti indicano che anche se i livelli dei marcatori associati al cancro alla prostata rimangono inalterati, l'assunzione di olio di pesce riduce il rapporto tra Omega-6 e Omega-3 sia nelle cellule benigne sia in quelle maligne. Questo effetto è associato alla diminuzione e al rallentamento della proliferazione delle cellule. I ricercatori hanno altresì dimostrato che il sangue dei pazienti che hanno ricevuto l'olio di pesce è in grado di rallentare la crescita delle cellule del cancro alla prostata coltivate in laboratorio. Secondo gli autori della ricerca, questi risultati dimostrano che l'olio di pesce assunto con l'alimentazione raggiunge i tessuti della prostata e dimostrano che la modificazione della dieta può influenzare i meccanismi biologici del cancro alla prostata e il funzionamento delle sue cellule. L'azione degli Omega-3 sarebbe mediata dall'alterazione della composizione delle membrane delle cellule sane e di quelle neoplastiche. I ricercatori intendono estendere lo studio a un numero maggiore di pazienti, la cui salute sarà monitorata per un periodo di tempo più lungo.
Tabella riassuntiva dello studio sull'olio di pesce
| Gruppo | Dieta | Rapporto Omega-6/Omega-3 | Effetto sulla proliferazione cellulare |
|---|---|---|---|
| Gruppo 1 | Povera di grassi + olio di pesce (5g/giorno) | 2:1 | Diminuzione e rallentamento |
| Gruppo 2 | Tipica occidentale | 15:1 | Nessun effetto significativo |
L'Importanza dei Vegetali
Questi sono i risultati di uno studio prospettico pubblicato sulla rivista “Cancer”, che ha incluso 3.505 partecipanti con cancro alla prostata non metastatico. Il campione è stato suddiviso in cinque gruppi in base alla proporzione di alimenti di origine animale rispetto a quelli di origine vegetale. I ricercatori hanno scoperto che chi consumava la percentuale maggiore di vegetali ha ottenuto punteggi migliori per quanto riguarda la funzione sessuale e quella intestinale, l’irritazione e l’ostruzione urinaria, l’incontinenza e la salute ormonale, valutata considerando i sintomi di depressione, vampate di calore e scarsa energia. «È importante tenere in considerazione il miglioramento di questi tre aspetti perché la loro alterazione può pregiudicare la funzionalità minzionale ed erettile, che può essere compromessa a causa di trattamenti del tumore prostatico», spiega il dottor Omid Sedigh.
L’urologa Stacy Loeb, urologia della NYU Langone Health e principale autrice dello studio citato, ha dichiarato: «I nostri risultati mettono in dubbio l’idea che il consumo di carne aumenti la funzione sessuale negli uomini: sembra essere vero il contrario». «Non ci sono evidenze in letteratura che correlino il consumo di carne con la funzionalità sessuale», precisa il dottor Sedigh. «Da uno studio apparso su The Journal of Sexual Medicine si è visto che un modello alimentare caratterizzato da elevato consumo di frutta, verdura, noci, cereali integrali e pesce, ma con un basso consumo di carne rossa e cereali raffinati, è più rappresentato nei soggetti senza disfunzione erettile.
Consigli Aggiuntivi per il Post-Operatorio
Per riprendere la normale funzione intestinale e’ particolarmente importante variare la dieta arricchendola di frutta fresca tipo kiwi e frutta cotta almeno due volte al giorno - e verdura, al fine di evitare la stipsi. E’ molto utile bere 1 cucchiaio da cucina di olio extra vergine di oliva ai pasti principali. Come obiettivo il paziente dovrebbe cercare di andare di corpo una volta al giorno, al fine di evitare feci particolarmente dure che potrebbero causare difficoltà alla defecazione con conseguenti eccessive spinte addominali - potenzialmente nocive dopo un intervento a carico della prostata.
Dopo la dimissione dall’ospedale riprendete gradatamente e con buon senso la Vostra attivita’ fisica. Potete passeggiare, salire e scendere dalle scale. Ricordate però di evitare sforzi eccessivi, come ad esempio sollevare oggetti pesanti o eseguire esercizi intensi (ginnastica, golf, tennis, corsa), nel corso delle prime 4 settimane che seguono l’intervento. Infatti questo è il tempo necessario perché si sviluppi un tessuto cicatriziale saldo sia a livello della ferita che nelle zone interessate dall’atto chirurgico. Per le prime 4 settimane cercate di non rimanere seduti su una sedia rigida con lo schienale diritto per più di un’ora.
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È fondamentale consultare uno specialista per valutare i bisogni specifici del singolo caso e utilizzare al meglio l’alimentazione come supporto alle terapie, in base allo stadio della malattia, allo stato nutrizionale del paziente, al tipo di trattamento e ai gusti personali.
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