I dolcificanti sono prodotti edulcoranti con un gusto dolce utilizzati per sostituire gli zuccheri, come saccarosio (lo zucchero da tavola), miele e fruttosio. Si utilizzano perché hanno poche o zero calorie, pertanto aiutano a mantenere il peso forma o sono coadiuvanti nelle diete dimagranti. I dolcificanti artificiali sono stati, e sono spesso tuttora, al centro dell’attenzione quando si parla di alimenti sostitutivi per il controllo e mantenimento del peso.
Dolcificanti artificiali: di cosa si tratta?
Conosciuti con diversi nomi, i dolcificanti artificiali sono sostanze dal potere dolcificante estremamente elevato, da 300 a 13.000 volte più dolci rispetto al classico zucchero da cucina, al punto da renderne sufficienti piccolissime quantità per donare un sapore particolarmente dolce all’alimento a cui vengono aggiunti. Questo consente un più ridotto apporto calorico, a fronte di un potere dolcificante pari se non superiore. Sono considerati additivi alimentari, la cui aggiunta negli alimenti, perciò, è regolamentata.
I dolcificanti artificiali sono composti realizzati in laboratorio, spesso a partire da zuccheri o altre sostanze di origine naturale come alcune erbe. I dolcificanti artificiali, come suggerisce il nome stesso, non si trovano in natura e devono quindi essere sintetizzati in laboratorio.
Quanti tipi di dolcificanti artificiali esistono?
La FDA (Food and Drug Administration) ha approvato cinque dolcificanti artificiali per il consumo umano, nonostante non vi sia un totale consenso in merito alla loro sicurezza. Si tratta di:
- Acesulfame K
- Aspartame
- Saccarina
- Neotame
- Sucralosio
Oltre a questi, vengono largamente utilizzati anche altri due dolcificanti artificiali, ovvero alitame e ciclamato, riconosciuti come sicuri in diversi stati. La FDA e anche l’EFSA hanno inoltre riconosciuto la stevia come “supplemento generalmente riconosciuto come sicuro”, e dunque utilizzabile come sostituto dello zucchero. Ognuno di questi dolcificanti presenta valori diversi rispetto al saccarosio tradizionale, e per questo è bene prestare attenzione in caso di esigenze specifiche o di disturbi quali dipendenze da zucchero e diabete.
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Dolcificanti naturali: cosa sono
I dolcificanti, o edulcoranti, sono sostanze utilizzate per infondere un sapore dolce a cibi, bevande o altri prodotti destinati all’uso orale, come collutori o farmaci. I dolcificanti possono essere naturali o artificiali: un dolcificante è naturale quando si trova naturalmente in alcuni alimenti, come il fruttosio e il lattosio, o quando viene estratto da piante e utilizzato senza essere sottoposto a un processo di raffinazione; un edulcorante, al contrario, è artificiale se viene raffinato in laboratorio.
I dolcificanti sono utilizzati come alternativa al saccarosio, ovvero il comune zucchero bianco che molto spesso si possiede nella propria dispensa. Lo zucchero comune è costituito principalmente da saccarosio, glucide di saccaride formato da una molecola di glucosio e una di fruttosio. Lo zucchero bianco è il risultato finale di un processo di lavorazione che permette, tramite l’utilizzo di reagenti chimici, di estrarre il saccarosio presente nella barbabietola da zucchero. Lo zucchero di canna, invece, si ottiene dall’evaporazione del nettare contenuto nel fusto della canna da zucchero, che viene precedentemente pulita e sfibrata.
Esistono due tipi di zucchero di canna: lo zucchero di canna integrale e quello grezzo. Quest’ultimo è uno zucchero raffinato il cui processo di realizzazione è molto simile a quello dello zucchero bianco. Quello di canna integrale, al contrario, è uno zucchero naturale, non essendo sottoposto a raffinazione chimica.
Tipologie di dolcificanti naturali esistenti
Esistono davvero molti dolcificanti naturali: sono infatti molto più numerosi di quelli che generalmente si conoscono. Di seguito un elenco dei principali.
- Zucchero di canna integrale: Come anticipato, lo zucchero di canna integrale è un dolcificante naturale perché non è sottoposto a alcun processo chimico durante la sua produzione. È il primo zucchero che viene estratto dal succo di canna, ed è ricco di vitamine e sali minerali, tra cui potassio, calcio e magnesio. Ha poche calorie, perciò è totalmente in linea con chi conduce una dieta corretta e povera di grassi.
- Miele: È meno calorico dello zucchero e ha proprietà antiossidanti e depurative, di particolare beneficio per il fegato; inoltre è un ottimo energetico naturale. Perfetto per preparare torte e biscotti, è l’ideale per dolcificare le bevande, come un tè al limone, un latte caldo o il caffè.
- Stevia: Questo dolcificante naturale si estrae da una pianta chiamata Stevia Rebaudiana. La stevia è un dolcificante ipocalorico che non altera la glicemia. Per questo motivo la stevia è il dolcificante più indicato per i diabetici, dal momento che non influisce su calorie e glicemia. Adatto anche per i celiaci, visto che non contiene glutine, si addice particolarmente al regime alimentare ipocalorico delle persone in sovrappeso.
- Melassa: La melassa deriva dallo zucchero di canna e anche dalla barbabietola; contiene saccarosio, glucosio e fruttosio ed è molto ricca di vitamine e minerali.
- Sorbitolo: Il sorbitolo è un dolcificante che si trova naturalmente nelle alghe nonché in numerosi frutti, come albicocche, mele e ciliegie. Il suo potere dolcificante è circa il 60% dello zucchero bianco. Un notevole vantaggio dell’uso del sorbitolo come edulcorante naturale è connesso al fatto che i batteri che causano la carie non riescono a utilizzarlo per il loro metabolismo. Questo tipo di zucchero, quindi, è tra i più indicati per preservare la propria igiene orale. Il sorbitolo è conosciuto anche per i suoi effetti lassativi, per cui è adatto in caso di costipazione.
- Malto d’orzo: Il malto d’orzo è un dolcificante naturale che si ottiene dalla lavorazione di questo cereale. Ha un sapore dolce ma decisamente meno intenso rispetto a quello dello zucchero. Questo dolcificante naturale ha un alto contenuto di maltosio (un composto chimico della famiglia dei glucidi) ed è ricco di sali minerali. Il malto d’orzo è inoltre un prodotto naturale ideale per il benessere intestinale, grazie alla presenza di enzimi che aiutano la digestione, e ha proprietà depurative, perché favorisce le quotidiane mansioni del fegato. D’altro canto, non è indicato per chi soffre di intolleranza al glutine e per i celiaci.
- Sciroppo di riso e sciroppo di mais: Gli sciroppi di cereali sono dolcificanti naturali al 100%, dal momento che contengono solo il cereale utilizzato. Quindi, nel caso del mais o del riso, lo sciroppo può essere usato nelle ricette senza glutine. Lo sciroppo di riso e lo sciroppo di mais sono i dolcificanti naturali con più minerali: contengono calcio, potassio, ferro e sodio.
- Zucchero di cocco: Lo zucchero di cocco è estratto dai fiori della palma da cocco. Non si tratta della palma da cui si estrae il tanto discusso olio, ma dei fiori della palma da cocco, la Cocos nucifera. Il prodotto che se ne ricava è uno zucchero dal sapore intenso e fruttato, ricco di potassio e zinco. L’alto contenuto di inulina, costituita da fibra solubile non assimilabile, ne fa un dolcificante naturale a bassissimo indice glicemico e con proprietà benefiche sulla flora batterica intestinale.
- Sciroppo d’agave: Lo sciroppo d’agave, o succo d’agave, è un dolcificante naturale che viene usato come ingrediente di molte bibite e cereali da colazione. Naturale al 100%, è estratto dall’omonima pianta grassa. Ha un’elevata presenza di fruttosio e, per questo motivo, ha un basso indice glicemico.
- Xilitolo di betulla: Lo xilitolo di betulla è un dolcificante naturale estratto da fibre di corteccia di betulla e di faggio. Possiede lo stesso sapore e un aspetto simile a quello dello zucchero, ma ha meno calorie e non interferisce con il livello di zuccheri nel sangue.
- Eritritolo: L’eritritolo è un dolcificante naturale con poche calorie che si ottiene da particolari processi di fermentazione. Non innalza i livelli di zucchero nel sangue né quelli dell’insulina e non ha effetti su colesterolo e trigliceridi. Sciolto in acqua, l’eritritolo lascia sulla lingua un sapore rinfrescante. Questa proprietà lo rende quindi il dolcificante ideale per bevande estive con poche calorie. Perfetto per la preparazione dei dolci, unito a alimenti ricchi di proteine, come lo yogurt, dona un senso di sazietà che dura a lungo.
- Cannella: La cannella, spezia dall’aroma dolce e inconfondibile, è un ottimo dolcificante naturale da utilizzare in sostituzione allo zucchero nel caffè, tè e tisane. Oltre a ridurre i livelli di zucchero nel sangue, l’uso della cannella comporta anche una riduzione dei trigliceridi e del colesterolo totale.
I dolcificanti artificiali fanno bene alla salute?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di non superare il 10% delle calorie totali attraverso il consumo di zuccheri. Un consumo eccessivo di questo dolcificante naturale aumenta infatti il rischio di obesità, con tutte le conseguenze negative ad essa legate come iperlipidemia, insulino resistenza, problemi cardiocircolatori e maggiore suscettibilità ad alcune forme tumorali.
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Viste le premesse, potrebbe apparire come l’utilizzo dei dolcificanti artificiali rappresenti una valida e altamente salutare soluzione. In realtà, come spesso accade, la verità sta nel mezzo: è alquanto ottimistico sperare di poter tenere sotto controllo l’assunzione calorica solo ed esclusivamente attraverso l’utilizzo del dolcificante artificiale. Inoltre, queste sostanze sono materia costante di ricerche e per questo è bene procedere con cautela in quanto alcuni studi in passato - poi superati - avevano dimostrato effetti negativi sulla salute in termini di tossicità e cancerogenicità.
Un buon modo per prevenire possibili rischi è quello di scegliere dolcificanti artificiali di alta qualità, supportati da analisi e dai parametri ottimali e per questo affidabili e sicuri per l’organismo.
In effetti, i dolcificanti possono avere diversi risvolti negativi, sia direttamente sia indirettamente: per questo è importante non superare le dosi di dolcificanti consigliate per età, sesso e altri fattori individuali, sempre dietro consiglio medico o di nutrizionisti.
Le regole per una corretta assunzione dei dolcificanti artificiali
Per una corretta assunzione dei dolcificanti artificiali occorre tenere in considerazione che, nonostante non presentino lo stesso apporto calorico del normale zucchero da cucina, possono comunque comportare dei rischi se non assunti nel modo giusto. Occorrerà dunque prestare attenzione ad alcune regole fondamentali. Vediamole insieme nel dettaglio:
- Rispettare le dosi massime di sicurezza: la quantità di dolcificanti artificiali assunti è un aspetto fondamentale. È infatti sbagliato pensare che un prodotto che non apporta calorie in maniera rilevante possa essere introdotto in grandi quantità all’interno della dieta. L’eccesso può apportare, ad esempio, ad alterazioni del microbiota intestinale, inibendo le attività dei microrganismi e influenzandone l’equilibrio, anche se con i dati attuali non si sa ancora quanto siano dannose sotto questo punto di vista.
- Non sottovalutare l’elevato potere dolcificante: come si è detto, i dolcificanti artificiali sono ingredienti con un potere dolcificante di gran lunga superiore allo zucchero. Questo significa che la quantità utile da assumere per ottenere il gusto desiderato è davvero bassa, e che è possibile in questo modo limitare l’apporto calorico rispetto all’utilizzo del normale saccarosio. Non bisogna quindi utilizzarli in quantità uguali a quelle che si utilizzerebbero in caso di zucchero da cucina, tenendo anche a mente le differenti intensità di edulcorazione dei diversi tipi di dolcificante.
- Prevenire e combattere la dipendenza: i dolcificanti artificiali, usati in quantità molto, molto ridotte (minori rispetto al consigliato), possono anche essere utili per ridurre gradualmente l’assunzione di alimenti dolci, in modo da abituare pian piano i propri ricettori gustativi al sapore autentico degli alimenti e distoglierli dalla continua ricerca del gusto dolce. Per lo stesso motivo, è bene non utilizzare i dolcificanti artificiali in ogni contesto: se è possibile fare a meno di dolcificare un alimento, questa sarà la strada preferibile da seguire. Un altro modo per abituarsi a gusti meno dolci è, per esempio, nel caso del caffè, usare del latte per dolcificare e gradualmente diminuirne la quantità aggiunta.
Dolcificanti artificiali: quali e quanti assumerne al giorno
Per i diversi tipi di dolcificanti artificiali più diffusi in commercio, esistono dei limiti di assunzione e dei valori di DGA (Dose Giornaliera Accettabile), che corrispondono ai valori massimi accettabili, che è bene tenere a mente nella dieta di tutti i giorni.
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| Dolcificante | Valore D.G.A. | Potere edulcorante (rispetto al saccarosio) |
|---|---|---|
| Acesulfame K | 9 mg/kg | 130-200 volte superiore |
| Aspartame | 40 mg/kg | 180-200 volte superiore |
| Saccarina | 2.5 mg/kg | 300-500 volte superiore |
| Neotame | 2 mg/kg | 7000-13000 volte superiore |
| Sucralosio | 15 mg/kg | 600 volte superiore |
Questi valori vengono periodicamente controllati e aggiornati dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) e dagli altri organi equivalenti nei diversi Stati. Va comunque detto che queste cinque tipologie di dolcificanti artificiali, come si è visto, rappresentano ad oggi la scelta più sicura in termini di qualità e di effetti sull’organismo.
L’uso dei dolcificanti è comunque sconsigliato ai bambini sotto i tre anni, a donne in gravidanza e in allattamento.
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