La Collezione di crani "Luigi Calori", conservata presso il Centro di Anatomia Clinica e Chirurgica Sperimentale e Molecolare dell'Università di Bologna, rappresenta una delle più importanti raccolte craniologiche italiane ed europee.
Questa collezione storica, che include reperti ossei di epoche diverse e con differente origine geografica, costituisce un patrimonio scientifico di inestimabile valore e un unicum per lo studio dell'anatomia e dell’antropologia fisica. È costituita da oltre 2000 crani raccolti nel XIX secolo da Luigi Calori (1807-1896), anatomista e professore dell'Ateneo.
La Vita di Luigi Calori
Nato a San Pietro in Casale (Bologna) l'8 febbraio 1807 da Francesco, medico, e da Teresa Gibelli, Luigi Calori attese ai primi studi sotto la guida del padre, nel paese natale.
Più tardi a Ferrara, ove fu ospite di una zia paterna, studiò per cinque anni discipline letterarie presso una scuola di gesuiti, quindi si recò a Bologna, e qui, sino all'età di diciassette anni, completò la propria istruzione, soprattutto in filosofia.
Nell'università bolognese cominciò poi a frequentare la facoltà di medicina, conseguendo la laurea ad honorem nel 1829. Allievo di Francesco Mondini presso l'istituto di anatomia, per le sue notevoli capacità nel 1830 fu nominato prodissettore e un anno dopo dissettore capo stabile, incarico che avrebbe conservato sino alla nomina a titolare della cattedra.
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Nel 1833, dopo la morte del Mondini, venne nominato supplente della cattedra di anatomia, compito che svolse sino al 1835, quando gli venne assegnata la cattedra di anatomia pittorica presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Tale attività venne svolta dal Calori per dieci anni, con notevole passione e vivo entusiasmo: volle che il suo istituto fosse dotato di due completi apparati scheletrici e lo arricchì di numerose preparazioni plastiche di scheletri umani e animali.
Nel 1844 venne eletto alunno dell'Accademia benedettina, ma solo dieci anni dopo conseguì il titolo di membro effettivo di quel consesso, uno dei più stimati dell'epoca. L'11 settembre Luigi Calori ottiene la cattedra di Anatomia umana all'Università di Bologna.
Subito dopo la sua nomina, ampliò grandemente il Museo dell'istituto di anatomia (tuttora esistente, con la denominazione di Museo delle cere anatomiche). Ricoprì più volte le cariche di preside della facoltà di medicina (1869-72 e 1882-85), presidente dell'Accademia delle Scienze (1863-71, 1880-81 e 1884-88), presidente della Società Medico-Chirurgica (1856 e 1888), e nel biennio 1876-1877 fu rettore dell'Università.
Fu insignito di numerose onorificenze: commendatore dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, dell'Ordine della Corona d'Italia, nonché cavaliere dell'Ordine al merito civile di Savoia.
Morto a Bologna, è sepolto accanto ad altri membri della sua famiglia all'estremità nord del braccio nuovo del Chiostro Maggiore del Cimitero della Certosa, in una semplice tomba con una breve iscrizione: “ANATOMICO / PROF. LUIGI CALORI / NATO A S. PIETRO IN CASALE L'8 FEBBRAIO 1807 / MORTO A BOLOGNA IL 19 DICEMBRE 1896 / PRESIDE E RETTORE DELL'UNIVERSITA' DI BOLOGNA / MEMBRO DELLE PIU' IMPORTANTI SOCIETA' / E ACCADEMIE SCIENTIFICHE ITALIANE ED ESTERE / ITALIANO FERVIDISSIMO E / INSIGNE SCIENZIATO”.
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Quando era ancora in vita, San Pietro in Casale gli dedicò la piazza principale e pose nella sede municipale un suo busto, opera di Carlo Monari. In seguito una lapide celebrativa venne posta sulla facciata della casa natale.
L'Opera Scientifica
Studioso attento e minuzioso, osservatore acuto e brillante, si occupò soprattutto di anatomia normale, anatomia patologica (la teratologia fu uno dei suoi argomenti preferiti), anatomia comparata e zoologia, antropologia, curando oltre un centinaio di pubblicazioni scientifiche.
L'anatomia umana normale e patologica, l'anatomia comparata, l'antropologia, l'etnografia, la zoologia furono le branche scientifiche in cui spaziò la sua produzione con più di cento pubblicazioni originali.
Particolarmente importanti furono le Tavole anatomiche rappresentanti la struttura del corpo umano, pubblicate in due volumi a Bologna (1850-1853).
Nell'ambito di queste ricerche anatomiche, a carattere morfologico descrittivo, così congeniali alle doti di osservatore minuzioso e paziente proprie del Calori, sono degne di particolare menzione quelle condotte sull'occhio umano, compendiate nelle pubblicazioni Quae significatio, qui usus et quae probabilior destructionis ratio membranae pupillaris foetus humani e De' resultamenti ottenuti injettando i canali di Fontana e di Petit e la camera anteriore dell'occhio umano e dei mammiferi domestici; e soprattutto l'appassionata, ricca serie delle osservazioni di craniologia, per cui ancor oggi da alcuni autori sono indicate con il nome del Calori molte formazioni anatomiche, quali il processo di Calori, il canale ipofisario di Calori, il muscolo stilo-mascellare di Calori, il grande osso Wormiano di Calori, l'indice cerebrale di Calori.
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Risulta evidente da queste ultime pubblicazioni e dalle altre che l'interesse scientifico, del Calori, muovendo dalla anatomia, era rivolto anche ad altre discipline, quali l'antropologia e l'etnologia.
Studioso attento e annotatore minuzioso di tutte le anomalie che occorrevano alla sua osservazione negli organismi da lui studiati, descrisse non solo semplici varietà scheletriche o splancniche, ma anche numerosi casi di emiterie (mostruosità teratologiche), molti dei quali sono stati poi ripresi da L. Testut e da C. Taruffi nelle loro opere. Si può dire anzi che la teratologia fu uno degli argomenti di studio preferiti dal Calori, come dimostrato dalle numerose pubblicazioni, mirabili tutte per le dettagliate accuratissime descrizioni delle anomalie morfologiche osservate.
Un cenno a parte meritano le sue ricerche di anatomia comparata e di zoologia, che, pur muovendo sempre da uno spunto anatomico, sono ricche di implicazioni biologiche.
Ricorderemo infine che il Calori confutò la legge linneana sulle efemere, dimostrando con lo studio Sulla generazione vivipara della Cloe Diptera (Ephemera diptera L.).
Da ricordare ancora che tradusse l'opera di A. J. Del resto, uomo di notevole cultura, letterato forbito, fu socio della R. Commissione per i testi in lingua delle province dell'Emilia, e curò il Volgarizzamento della Istoria delle Guerre Giudaiche di Iosefo ebreo, cognominato Flavio, la pubblicazione con testo a fronte delle Istorie di Giustino, abbreviatore di Trogo Pompeio, volgarizzonento del buon secolo, tratto dai codici Riccardiano e Laurenziano e migliorato nella lezione, la stampa a sue spese di una Epitome della storia romana da Romolo, infino a Cesare Augusto, di Lucio Anneo Floro, antico volgarizzamento anonimo, tratto da un ms. inedito.
La Collezione Cranica "Luigi Calori" Oggi
Il progetto si propone di caratterizzare in maniera sistematica la Collezione e di creare un ponte tra le metodologie tradizionali di studio antropologico e le moderne tecnologie digitali.
L'utilizzo della prima TC italiana dedicata alla ricerca di base permette di ottenere ricostruzioni tridimensionali ad alta risoluzione dei reperti, consentendo sia la loro preservazione digitale che l'analisi non invasiva delle caratteristiche morfologiche.
L'obiettivo principale è la creazione di un database completo che serva molteplici scopi: dalla valorizzazione museale della collezione, attraverso nuove modalità di fruizione digitale, all'utilizzo didattico per lo studio della variabilità scheletrica umana.
Inoltre, l'implementazione di modelli basati sull'intelligenza artificiale mira a sviluppare strumenti innovativi per l'analisi automatizzata del profilo biologico, ottimizzando e standardizzando le procedure di studio antropologico.