Voler Dimagrire a Tutti i Costi: Quali Rischi si Corrono?

Il mercato delle diete, inteso come il commercio di tutto quanto ruota intorno all'alimentazione, ed in particolare a prodotti, libri, e tecniche che dovrebbero indurre un agevole dimagrimento, è senza dubbio tra i più floridi in assoluto. Non solo in Italia, ma nel panorama mondiale dei Paesi industrializzati. Lo stile di vita sedentario, e la facilità con la quale si può accedere alle fonti alimentari, determinano condizioni di sovrappeso in una larga fascia della popolazione. Questa condizione diffusa, contrasta fortemente con i modelli estetici proposti dai media e accolti dalla società.

Il risultato è un corto circuito per effetto del quale si innesca una rincorsa al voler dimagrire a tutti costi, con rapidità e senza sacrificio, per poter rientrare nei canoni sopra descritti e senza modificare le abitudini alimentari. La situazione è tale che, come logica conseguenza, il mercato continua a sfornare prodotti sempre nuovi che dovrebbero permettere il raggiungimento della perfetta forma fisica. A questo si associa il settore editoriale, con libri e riviste pronti a proporre sempre nuove diete, guru che cercano di ritagliare il loro spazio, inventando e proponendo regimi dietetici che spesso non solo stridono con il buonsenso, ma sono del tutto scollegati da fattori scientifici, finendo col rappresentare modelli assai rischiosi per quanto affascinanti.

Considerato l'elevato numero di prodotti dimagranti in commercio, e di sempre nuove e fantasiose diete proposte, se fossero realmente efficaci non si spiegherebbe come mai, il sovrappeso, continua ad essere un elemento di tali proporzioni da rappresentare una delle prime cause di condizioni patologiche o invalidanti presso la popolazione. Già solo questa riflessione dovrebbe indurre a riconsiderare la bontà delle varie compresse sciogli grasso, brucia pancia, elimina calorie ecc. Ma tale riflessione viene rapidamente offuscata dal bisogno di "credere" in un prodotto che funzioni.

Si stima che nel 2008 in America si siano spesi 39,6 miliardi di dollari da parte di chi desiderava perdere peso. Se in questo settore l'America detiene il triste primato nella classifica dell'incidenza dell'obesità nella popolazione, non significa che in Europa o in Italia il problema sia meno sentito. Ed anche qui il mercato delle diete non conosce crisi.

Tale fenomeno è da inquadrare con la giusta serietà sul piano dei problemi di salute che potrebbe comportare. Se è vero, come è vero, che il sovrappeso determina problemi fisici più o meno gravi, e riduce anche le performance di atleti professionisti, l'impiego sconsiderato di prodotti dimagranti o di regimi dietetici non controllati, può portare a condizioni anche peggiori.

Leggi anche: Dimagrire efficacemente

I Rischi delle Diete Estreme

Uno studio del Dipartimento per la Scienza della Nutrizione della Rutgers University (New Jersey), ha preso in esame alcune delle diete maggiormente in voga e famose, come la dieta Atkins, la Scarsdale, la dieta Beverly Hills e le diete a bassissimo tenore di carboidrati. È emerso che tutte presentano carenze vitaminiche, di sali minerali e fibre, e che la quota calorica proposta può seriamente esporre a patologie più o meno gravi e, come se non bastasse, la maggior parte delle perdite di peso conseguite in tal modo sarebbero del tutto temporanee.

In altri termini rincorrendo queste chimere, si passa dai rischi connessi al sovrappeso a quelli connessi ad un altro tipo di squilibri alimentari, senza mai raggiungere un'adeguata forma fisica e senza apprendere le regole della corretta alimentazione, che realmente possono contribuire a migliorare aspetto e performance fisiche. Il calo di peso è un fenomeno lento e, per molti aspetti, complesso. Mettersi nelle mani di professionisti delle vendite, piuttosto che di professionisti del settore medico, espone a seri rischi e alla frustrazione di non raggiungere mai i risultati sperati.

Occorre diffidare da chi si improvvisa esperto di nutrizione senza un adeguato iter formativo, ed è altrettanto importante che chi si trova a lavorare in vario modo con persone che combattono contro i chili di troppo, per esempio all'interno di palestre e centri fitness, si astenga dall'assumere ruoli che non sono di sua competenza. Tutte le volte che viene evidenziato, o si raggiunge, un rapido calo di peso, occorre tener presente che il fenomeno è dovuto ad una marcata perdita di liquidi e di massa muscolare.

Entrambi eventi negativi. La perdita di muscolo determina un calo del metabolismo, ed una maggiore propensione ad ingrassare. L'ago della bilancia è spesso il primo elemento ad ingannare riguardo il successo di un regime dietetico, poiché non fa differenze fra perdita di liquidi, di muscolo o di grasso.

È emblematico riportare un passo del Dott. Ma erano solo apparentemente magre, avevano anche il 30% di grasso corporeo, sembravano magre ma erano tecnicamente obese."Il mantenimento e l'eventuale incremento di massa muscolare è una chiave di volta nel permettere un reale dimagrimento, efficace e duraturo. Ma questo richiede un minimo di impegno di tipo fisico, prima ancora che un controllo nell'alimentazione. Inoltre è determinante il fattore tempo. Acquisire muscolo, o perdere grasso senza depauperare la struttura muscolare, richiede tempo. Tutte le diete che promettono risultati veloci sono da sconsigliare.

Leggi anche: Efficacia e Rischi della Puntura Dimagrante

Attività fisica ed alimentazione equilibrata, non diete assurde, sono l'unico rimedio al sovrappeso. Del resto, come sono obbligate ormai da tempo a segnalare le aziende che pubblicizzano integratori miracolosi, il prodotto funziona (cito testualmente) se "associato ad una regolare attività fisica e con un regime dietetico controllato".

Il Ruolo della Psicologia nel Dimagrimento

Si migliora non quando ce lo si impone, ma quando si accetta la realtà così com’è. La paura inconscia si dimagrire alla base sei fallimenti. Dall’insoddisfazione per come gestiamo la nostra vita ad una nuova filosofia di vita ( gr. Il presente come tempo del QUI E ORA (lat. concentrarsi sulla sensazione di avere un corpo pieno, solido e forte.

Il problema risiede nella considerazione che per molti il cibo rappresenta una gratificazione, per alcuni può rappresentare una dipendenza, per altri una via di fuga. Insomma il rapporto con il cibo è decisamente personale, mentale e complesso e deve essere gestito correttamente. Non basta mangiare meno, o estremizzando, quasi nulla, sottoponendosi a privazioni eccessive, infruttuose e tutto sommato nocive. Sarebbe invece fondamentale raggiungere l’obiettivo nel minor tempo possibile per poter gestire anche l’aspetto motivazionale.

Molto spesso questo passaggio viene sottovalutato poiché non si dispongono degli strumenti idonei a valutare una perdita di peso errata. Si è felici se l’ago della bilancia scende. La semplice bilancia non discrimina le masse, mentre i più comuni strumenti di bioimpedenziometria soffrono, molto spesso, di bias che li rendono di fatto inutili nel valutare un effettivo dimagrimento. Come sappiamo infatti l’unico modo per dimagrire è mangiare poco. Logicamente questa dieta, data la sua peculiarità, dovrebbe essere scritta e monitorata da un nutrizionista esperto.

Detto questo però una dieta VLCKD, proprio in funzione della sua rapidità di azione, garantendo risultati tangibili in pochissimo tempo, si configura come la terapia di elezione per tutti i pazienti che necessitino di una spinta motivazionale importante.

Leggi anche: Dimagrire con le pere: verità o mito?

Disturbi del Comportamento Alimentare

Salve Caterina, il comportamento di cui lei parla è sintomatico di un disturbo che se sottovalutato può diventare difficile da gestire che è la bulimia. E’ importante intervenire se lei è in sovrappeso o comunque vive un disagio in modo corretto ad esempio rivolgendosi ad un nutrizionista, iniziando a praticare uno sport piacevole e soprattutto cercare un sostegno psicologico per affrontare i vissuti che l’hanno spinta prima a mangiare troppo e ora a mettere in pratica certe metodiche che a lungo andare sono distruttive per corpo e mente.

Se veramente sei grassa come dici, seguire una dieta indicata da un professionista ti darà buoni risultati anche se non improvvisi e farà aumentare la tua autostima. se invece sembra a te di essere grassa e tutti gli altri invece ti dicono il contrario potrebbe esserci un problema di immagine corporea, del modo in cui tu ti vivi, del perfezionismo che tu vuoi raggiungere. in questo caso ti consiglio di contattare uno psicoterapeuta prima che i tuoi comportamenti bulimici diventino troppo frequenti e si consolidino.

Mi dispiace dirle che condivido la preoccupazione di sua madre. Mangiare e poi vomitare è un tipo di comportamento che conduce a sviluppare disturbi alimentari senza neanche che le persone ne prendano realmente coscienza. Di solito ci si accorge di avere un problema solo quando iniziano gli effetti negativi di questa attività. Se veramente vuole perdere peso le consiglio di seguire una dieta equilibrata (quindi non caratterizzata dalla mancanza di cibo ma da una corretta associazione del tipo e delle quantità di alimenti) e attività fisica.

Carissima Caterina, capisco perfettamente il tuo disagio. Sicuramente, come dici anche tu, non c'è niente di male a voler dimagrire. Il problema è che provocarsi il vomito non è un modo corretto per farlo. Per dimagrire bisogna prima di ogni altra cosa, prima anche di seguire una dieta, trovare un modo per stare bene, per essere serena. Te lo dico con il cuore rivolgiti a qualcuno che possa aiutarti. Se pensi che possa servirti puoi scrivermi tutte le volte che vuoi ti risponderò sicuramente, ma non chiuderti in te stessa.

Credo che sia importante chiedersi il costo (anche, ma non solo, in termini di salute fisica sul breve e lungo termine) di tutto questo. Il fine non sempre giustifica i mezzi... Il mio suggerimento è quello di affidarti a persone competenti che possano aiutarti a valutare la tua situazione e, eventualmente, darti delle indicazioni che possano farti raggiungere gli obiettivi necessari salvaguardando, però, la tua salute. Tu sei più importante degli eventuali chili da perdere...

Diet Culture e Falsi Miti

È di nuovo quel momento dell’anno. Quotidiani, riviste, magazine, social media, tutti sembrano dirci una cosa sola: dovete dimagrire. Dovete “mettervi in forma” - quel pernicioso concetto oltremodo generico che tutti però ripetono acriticamente. Questo è uno dei cavalli di battaglia del giornalismo nostrano. Si prende una persona famosa e, del tutto arbitrariamente, si afferma di conoscere il “segreto” del suo dimagrimento o del suo “mantenere la linea”.

Quasi sempre è una dieta bislacca, come bere solo green juices per un giorno a settimana, o mangiare carboidrati soltanto quando la luna piena cade di mercoledì, e quasi sempre è completamente falsa. Il segreto, se tale si può definire, di corpi famosi che rispecchiano completamente i canoni estetici odierni, sono personal trainer, un’alimentazione personalizzata, operazioni chirurgiche, un sacco di soldi e un sacco di tempo per dedicarsi alla forma fisica e Photoshop. … è dieta. Alimentazione funzionale o stile di vita sono sinonimi di dieta.

Un vero esperto sa che ogni persona è diversa dall’altra e quando si parla di dieta non esiste un “one size fits all”. Un vero esperto conosce l’importanza di un’alimentazione varia e completa, sì, ma sa che questo è ben diverso dal voler a tutti i costi corrispondere a standard estetici imposti dalla società, e conosce bene i rischi insiti in un approccio rigido al cibo, che spesso sfocia in ossessione con problemi sia fisici che mentali.

Ma anche no. Ve lo ricordate quando si diceva che l’ananas a fine pasto faceva bruciare i pasti? O che le bacche di Goji erano un elisir di lunga vita? Ovviamente non è così. Punto.

Il Ruolo dello Psicologo nel Comportamento Alimentare

I professionisti della nutrizione (nutrizionisti, dietologi e dietisti) spesso ignorano che mangiare è un comportamento! E qual è il professionista che generalmente studia ed interviene sui comportamenti? Eh sì, è proprio lui, lo psicologo. Quante volte hai provato tutte quelle diete che compaiono nelle riviste o su internet e non hai ottenuto risultati?Quante volte hai deciso di lasciar perdere tutte quelle diete fai-da-te e hai deciso di rivolgerti ad un professionista della nutrizione (nutrizionista, dietologo o dietista) senza ottenere risultati?Quante volte hai acquistato vagonate di farmaci o integratori di ogni genere, spendendo moltissimi soldi, senza ottenere risultati?

ATTENZIONE, nessuno qui vuol mettere in dubbio l’efficacia né delle diete, né dei farmaci, né degli integratori e né dei professionisti della nutrizione. Sicuramente per molte persone seguire queste strade è stato un successo, ma ve ne sono moltissime altre che, nonostante tutti questi tentativi, non sono riuscite ad ottenere i loro obiettivi. Se i professionisti della nutrizione, quali i dietologi, i dietisti ed i nutrizionisti si concentrano sulla composizione organica degli alimenti e sugli effetti che questi hanno sull’organismo delle persone, lo psicologo è invece l’esperto dell’atto del mangiare gli alimenti e di tutto il contesto che ruota attorno a questo comportamento.

Dunque, se molte volte il tentativo di perdere peso o di mangiare in modo equilibrato fallisce dopo essere stati da vari professionisti della nutrizione o dopo aver assunto integratori e farmaci, la colpa non è né loro né tua. Semplicemente, quelle non erano le risposte giuste ai tuoi bisogni! In questo caso, la risposta giusta è comprendere meglio il tuo comportamento alimentare: come mangi (e non soltanto cosa) e quali emozioni, sensazioni e pensieri sono associati al cibo.

Il rapporto tra gli esseri umani e il cibo non è meccanico, come molti professionisti della nutrizione sostengono, poiché è carico di enormi implicazioni psicologiche, emotive, cognitive e corporee. In alcuni casi, quando la propria alimentazione si basa su cibo spazzatura, appare abbastanza chiaro che dimagrire non sarà un obiettivo facile da raggiungere. Ma in molti altri casi, quando la propria dieta (intesa come abitudini alimentari) è di buona qualità, ma nonostante questo non si riesce a dimagrire, i motivi possono essere legati ad aspetti emotivi, cognitivi e comportamentali.

Motivi Emotivi, Cognitivi e Comportamentali che Influenzano il Dimagrimento

  • Mancanza di motivazione: alcune persone riescono ed essere motivate e ad auto-motivarsi, ma molte altre non ci riescono.
  • Scarsa capacità di leggere e gestire le proprie emozioni: come ad esempio la frustrazione legata alla fame. Vi è differenza, infatti, tra fame biologica e fame emotiva.
  • Scarsa capacità di valutare e distinguere correttamente il senso di fame e quello di sazietà: con un lavoro di tipo psicologico si può agire sui giudizi cognitivi dati a queste percezioni e sensazioni corporee.
  • Cattivo stile di vita, come la sedentarietà: Uno psicologo può esserti di supporto anche in questo: non tanto negli esercizi, per questo è più adeguato rivolgersi ad un personal trainer, ma nella motivazione al movimento e nel riuscire ad inserire l’attività fisica all’interno della tua quotidianità.
  • Bassa autostima: che spesso è eccessivamente legata al voler raggiungere a tutti i costi un ideale di magrezza per nulla realistico.
  • Errate credenze e pensieri scorretti: inculcati dalla DIET INDUSTRY che propone continuamente diete e prodotti farmaceutici dimagranti miracolosi, in realtà scientificamente inefficaci.

Se rientri nella categoria dei “delusi” dalle mille diete proposte dalle riviste, dalle centinaia di prodotti ed integratori dimagranti o dall’eccessiva rigidità di una dieta prescritta da un professionista della nutrizione al quale risponderesti “ma fattela tu questa dieta!”, uno psicologo che si occupa del comportamento alimentare può esserti davvero d’aiuto.

Ortoressia: L'Ossessione per il "Mangiare Sano"

Sei così attento alla tua alimentazione sana da rinunciare perfino a cene e uscite? Pianifichi la dieta e la spesa fin nei minimi dettagli? Hai eliminato tutti - ma proprio tutti - gli alimenti anche solo lontanamente sospetti di essere nemici della salute? Fai attenzione, potresti essere affetto da ortoressia.

Ortoressia è la parola che indica quel particolare disturbo del comportamento alimentare di cui soffre appunto chi, nell’intento di ottenere una dieta che sia il più possibile sana, con un comportamento di tipo ossessivo finisce invece per ottenere l’effetto opposto. Soffrono di disturbi alimentari, secondo dati forniti dal ministero della Salute, oltre 3 milioni di persone in Italia. Di questi, gli ortoressici sono circa 300.000 - in prevalenza uomini - e il numero è in crescita costante.

Comportamenti Tipici dell'Ortoressia

  • Eliminazione progressiva dalla propria dieta di tutti gli alimenti ritenuti pericolosi per la salute.
  • Pianificazione meticolosa dei propri pasti.
  • Rinuncia ad appuntamenti galanti e uscite con gli amici.
  • Fare la spesa diventa un'impresa scientifica.

Non tutti quelli che si prendono cura della propria alimentazione sono potenziali ortoressici, ma alcune personalità sono maggiormente predisposte, per esempio chi ha manie di perfezionismo e tendenze a comportamenti ossessivi, ripetitivi e ansiogeni. Anche i salutisti estremi e gli atleti troppo attenti all’alimentazione sono interessati da una maggior predisposizione a diventare ortoressici.

L’ortoressia non comporta solo disagi di tipo psicologico e sociale, ma anche problemi fisici. Escludere dalla propria dieta un numero elevato di alimenti vuol dire perdere peso e mangiare in maniera poco equilibrata. Il rimedio per l’ortoressia comincia - come per tutte le dipendenze - con l’ammettere la patologia. In seguito, è consigliabile rivolgersi a uno psicoterapeuta e a un nutrizionista, per educarsi a mangiare senza ossessioni.

Perdita di Peso Involontaria: Quando Preoccuparsi?

Quando una persona sta dimagrendo senza motivo, cioè senza fare nulla per volerlo, anzi apparentemente mangiando come prima, si spaventa. In realtà perdere del peso senza motivo apparente non è sempre segno di malattia. Anche un periodo di forte stress, la depressione e forte ansia, possono indurre un dimagrimento improvviso. Tuttavia, può essere bene fare degli accertamenti.

Clinicamente si approfondisce quando il dimagrimento (calo ponderale) involontario è superiore a 4-5 chilogrammi o, in persone più magre, al 5% del peso corporeo in pochi mesi, e se alla perdita di peso si associano altri sintomi. Una perdita di peso non significa necessariamente avere un tumore in corso, e non tutti i tumori inducono in fase iniziale una perdita di peso. Per questo è molto importante stabilire un percorso nutrizionale di supporto durante i trattamenti oncologici.

È frequente che le persone anziane registrino un calo ponderale involontario, che può derivare anche da una diminuzione dell’appetito. Non vanno sottovalutati anche i fattori sociali legati all’isolamento. Il rischio di fare danni è però alto.

Infine, anche la menopausa è per le donne un momento che spesso dà origine a sbalzi di peso, sia nel senso di un aumento dello stesso che con un dimagrimento. Non bisogna spaventarsi.

Sovrappeso e Obesità: Un Problema Diffuso

Il cibo, su tanti, ha lo stesso effetto di una calamita. Risultato: i chili di troppo. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si stima che in Italia circa il 30% della popolazione sia in sovrappeso, per la precisione il 40% degli uomini e il 25% delle donne, mentre quasi il 10% è obesa, cioè ha un indice di massa corporea superiore a 30. Questi numeri raccontano di un fenomeno diffuso e preoccupante. Sovrappeso e obesità, infatti, prima di essere una questione estetica rappresentano un rischio per la salute, correlandosi a patologie cardiovascolari, al diabete di tipo 2, al cancro dello stomaco, del fegato e della tiroide.

I chili di troppo, si sa, sono una condizione dovuta a una concomitanza di cause. Innanzitutto al metabolismo che, almeno in parte, è sotto il controllo dei geni: fin dalla nascita alcuni sono più predisposti di altri a ingrassare. Ma i geni, da soli, non determinato il peso. Le abitudini, soprattutto nei primi anni di vita, hanno un effetto rilevante sulla “costituzione”, per esempio nell’indurre l’ispessimento di depositi adiposi in questa o quella regione del corpo, e nell’influenzare il metabolismo.

Le Ragioni dei Fallimenti delle Diete

Ti stai chiedendo perché, nonostante ti sia fatto assistere da vari dietologi e ti sia applicato con le migliori intenzioni, il tuo peso abbia sempre fatto lo stesso saliscendi di uno yo-yo? Di seguito approfondiremo le 3 principali ragioni:

  1. Se ti privi di qualcosa, lo desidererai di più: Astenerti dal dolcetto o da qualche forchettata aggiuntiva di pasta rende più probabile che, alla lunga, tu ceda alla tentazione.
  2. Se intraprendi una dieta per motivi deboli, la tua motivazione sarà debole: Le diete efficaci assomigliano più a maratone che a corse di velocità. Senza una determinazione duratura sono destinate a fallire.
  3. Se per te il cibo ha una funzione calmante o rassicurante, la dieta ti priverà di un mezzo di controllo sulle emozioni: La funzione psicologica del cibo è spesso sottovalutata da dietologi e nutrizionisti, a volte ignorata, ma è una delle principali ragioni per le quali i risultati non arrivano o non si stabilizzano.

Alimentarsi, infatti, non significa soltanto sopravvivere: è autogratificazione, piacere. Aiuta a sentirsi meglio o, almeno, a distrarsi dagli stati d’animo sgraditi, ad alleggerire le opprimenti preoccupazioni sul futuro. Naturalmente, l’effetto benefico è limitato. Dopo, ti ritrovi sotto una grandinata di autocritiche per non essere stato capace di trattenerti.

Sembra paradossale ma per regolare le emozioni è meglio assumere l’atteggiamento opposto; restarvi in contatto con il solo intento di farne esperienza, senza provare a modificarle, sopprimerle, evitarle, “guarirle”. L’assunto di base è che le emozioni sono eventi naturali, non malattie, né un pericolo.

Il Rapporto con il Cibo e le Emozioni

Mangi per lenire la rabbia o la tristezza? Lo stress? Oppure quando ti annoi? Ebbene, significa che utilizzi il cibo per regolare le emozioni. Il rapporto fra cibo, motivazione ed emozioni è davvero complesso.

Prova un’alternativa. La prossima volta che un’emozione ti indurrà a dirigerti verso il frigorifero, mettiti a sedere comodo e chiudi gli occhi. Concentrati sul tuo respiro, segui il flusso d’aria che ti entra in bocca e che scende fino ai polmoni. Seguilo mentre risale ed esce. Subirai ben presto interferenze dalla parte scettica della mente, che cercherà di persuaderti che l’esercizio è inefficace, un’inutile spreco di tempo, mentre un’altra parte, quella abitudinaria, ti suggerirà che l’unica soluzione sia mangiare. Continua l’esercizio. Resta concentrato sul respiro per un minuto ancora. Poi, sposta l’attenzione sul resto del corpo. Sulle gambe, sulle braccia, sulle spalle… Avverti un peso allo stomaco? Un nodo alla gola? Evita, se puoi, di giudicarlo; abbandona il proposito di scacciarlo, di sopprimerlo. Soltanto, osserva. Familiarizza. Le emozioni non si lasciano conoscere direttamente, ma puoi comunque entrarvi in contatto attraverso gli effetti tangibili che esse hanno su di te. Puoi farne esperienza in modo libero, una volta tanto.

tags: #voler #dimagrire #a #tutti #i #costi

Scroll to Top